di Maurizio Acerbo

Ho pubblicato ieri sera estratti dal messaggio del 1983 del Presidente partigiano Sandro Pertini. Consiglio di rileggerlo (sono in fondo all’articolo). Io ero uno dei tanti giovani che erano andati quell’estate a Comiso a fare i blocchi nonviolenti contro l’installazione degli euromissili della NATO e che nell’autunno manifestarono in centinaia di migliaia a Roma e in tutte le capitali europee. Il vecchio partigiano, schierandosi di fatto contro il governo, disse che era dalla nostra parte. Quello di Pertini rimane un discorso attuale perchè anche allora eravamo accusati di essere dalla parte del nemico e anche per le parole inequivocabili contro l’allora presidente israeliano Sharon, un criminale dilettante rispetto a Netanyahu.
Mattarella si è ben guardato dal riconoscere il valore democratico delle piazze che si sono riempite, come non si vedeva da due decenni, per chiedere di fermare il genocidio a Gaza.
Siderale la distanza tra il messaggio di Pertini e quello di Mattarella di ieri sera. Non mi unisco al coro degli elogi anche se va detto che il Presidente della Repubblica non ci ha mandato di traverso il cenone di capodanno riaffermando di nuovo la necessità del riarmo e dell’aumento della spesa militare.
Anzi ha strizzato l’occhio ai sentimenti pacifisti della maggioranza degli italiani e alla Chiesa cattolica pronunciando la parola pace.
Ma mentre Papa Leone ha parlato contro il riarmo con parole chiare, il Presidente lo ha citato solo richiamando l’invito a ‘disarmare le parole’.
È positivo che il Presidente abbia aperto il messaggio invocando la pace ma se indica come coordinate la NATO e l’UE, cioè i ‘volenterosi’ che attivamente boicottano la trattativa e promuovono il riarmo, l’auspicio diventa poco credibile.
Non dovrebbe essere il richiamo al ripudio della guerra dell’articolo 11 a orientare la nostra Repubblica?
Il Presidente della Repubblica è il garante della Costituzione o quello della NATO e dell’Unione Europea che certo non lavorano per la pace?
Ci saremmo aspettati che finalmente il Presidente esprimesse la condanna dei crimini del governo israeliano, come fece Pertini dopo il massacro di Sabra e Chatila. Ancora una volta ha evitato.
Però ha definito ‘ripugnante’ chi non vuole la pace perchè si sente più forte. Si riferiva a Netanyahu o solo al nemico Putin?
Mattarella in questi tre anni non ha lesinato parole durissime contro la Russia, ma per Israele mai. Ricordo che la Corte Penale Internazionale ha ritenuto plausibile l’accusa di GENOCIDIO e ha aperto un procedimento nei confronti di Israele (l’analoga richiesta avanzata dall’Ucraina contro la Russia non è stata ritenuta fondata).
Più apprezzabile invece il discorso del Presidente rispetto all’80° della Repubblica e alla centralità dei diritti sociali.
Peccato che questo governo, come quelli che lo hanno preceduto da Maastricht in poi, li stia smantellando.
Su casa, sicurezza sul lavoro, salari, sanità le parole del Presidente sono condivisibili ma purtroppo la politica da tre decenni segue l’impostazione neoliberista dei trattati UE e non i principi costituzionali.
Lo Statuto dei Lavoratori è stato letteralmente smantellato come il servizio sanitario nazionale che non garantisce più il diritto a una sanità universale e gratuita, i piani casa si fanno per regalare cubature agli immobiliaristi non per fare case popolari, ecc.
La stessa potenza industriale del paese è in declino.
Con questo governo vengono anche attaccati e delegittimati il diritto di sciopero e il ruolo dei sindacati senza i quali non ci sarebbero state quelle conquiste che giustamente il Presidente ha elencato.
Il Presidente ha ricordato giustamente che la Repubblica è stata uno spartiacque ma ha dimenticato di nominare rispetto a cosa.
Era così difficile dire che la Repubblica è nata, come la Costituzione, dalla Resiatenza antifascista e che ha rappresentato uno spartiacque rispetto alla dittatura fascista?
Il Presidente ha invitato i giovani alla responsabilità, ma sarebbe stato meglio richiamare la politica al dovere di non condannarli alla precarietà e a evitare di costringerli di nuovo a emigrare come i loro nonni.
Nel formulare le mie critiche a Mattarella mi rendo conto che tra qualche anno potrei ritrovarmi a rimpiangere questo Presidente perchè potremmo ritrovarci Ignazio La Russa al Quirinale.
Concludendo: Mattarella ha invitato a seguire l’esempio della generazione che ha conquistato la Repubblica 80 anni fa. Ecco su questo sono d’accordo. Quelle generazioni hanno sconfitto il fascismo durante ka Resistenza, marginalizzato la vecchia classe dirigente liberale che ai fascisti consegnò l’Italia, scioperato, occupato le terre e le fabbriche, lottato per una vita mentre ricostruivano il paese e scritto nero su bianco nella Costituzione che l’Italia ripudia la guerra.
IL MIO PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
«Io sono stato in Libano. Ho visto i cimiteri di Sabra e Chatila.
E’ una cosa che angoscia vedere questo cimitero dove sono sepolte le vittime di quell’orrendo massacro.
Il responsabile (Ariel Sharon) e’ ancora al governo in Israele.
E quasi va baldanzoso di questo massacro compiuto.
E’ un responsabile cui dovrebbe essere dato il bando dalla società»
Sandro Pertini. Messaggio presidenziale agli Italiani, 31 dicembre 1983
«L’Italia, a mio avviso, deve essere nel mondo portatrice di pace: si svuotino gli arsenali di guerra, sorgente di morte, si colmino i granai, sorgente di vita per milioni di creature umane che lottano contro la fame. Il nostro popolo generoso si è sempre sentito fratello a tutti i popoli della terra. Questa la strada, la strada della pace che noi dobbiamo seguire»
Sandro Pertini, discorso d’insediamento, luglio 1978
“IO SONO CON COLORO CHE MANIFESTANO PER LA PACE. E’ TROPPO FACILE DIRE CHE QUESTE MANIFESTAZIONI SONO STRUMENTALIZZATE. SONO GIOVANI CHE SCENDONO IN PIAZZA E VOGLIONO DIFENDERE LA PACE, QUINDI VOGLIONO DIFENDERE IL LORO AVVENIRE. E C’ E’ DA TREMARE, NON SI PUO’ RIMANERE INDIFFERENTI DI FRONTE A QUELLO CHE STA ACCADENDO E CHE PUO’ ACCADERE CON UNA NUOVA GUERRA. SAREBBE L’ ULTIMA GUERRA, PERCHE’ SAREBBE LA FINE DELL’ UMANITA’ INTERA.
E MENTRE SI SPENDONO MILIARDI PER COSTRUIRE QUESTI ORDIGNI DI MORTE, 40 MILA BAMBINI MUOIONO DI FAME OGNI GIORNO, 40 MILA BAMBINI. QUESTA MORTE DI INNOCENTI PESA SULLA COSCIENZA DI TUTTI GLI UOMINI DI STATO, QUINDI PESA ANCHE SULLA MIA COSCIENZA.
(…) IO FACCIO UN’ AFFERMAZIONE CHE POTRA’ SEMBRARE ASSURDA A QUALCHE UOMO POLITICO: RITENGO CHE BISOGNA ARRIVARE AL DISARMO TOTALE E CONTROLLATO.
SCIENZIATI PREMI NOBEL CHE MI SONO VENUTI A TROVARE QUI’ MI HANNO DETTO CHE IO HO RAGIONE, PERCHE’ PUO’ ESSERE CONTROLLATO IL DISARMO. E SE VERAMENTE I DUE BLOCCHI, LE DUE SUPERPOTENZE VOGLIONO LA PACE DEVONO GIUNGERE A QUESTA CONCLUSIONE: DISARMO TOTALE E CONTROLLATO. E I MILIARDI CHE SPERPERANO PER COSTRUIRE ORDIGNI DI MORTE, CHE SE USATI COSTITUIREBBERO LA FINE DELL’ UMANITA’ , SIANO USATI PER SFAMARE CHI NEL MONDO IN QUESTO MOMENTO STA MORENDO DI FAME.
(…) ADESSO SONO PARTITI I PALESTINESI. HA AVUTO INIZIO LA LORO ”DIASPORA”. UNA VOLTA FURONO GLI EBREI A CONOSCERE LA ”DIASPORA”. VENNERO DISPERSI, CACCIATI DAL MEDIO ORIENTE E DISPERSI PER IL MONDO; ADESSO SONO INVECE I PALESTINESI.
EBBENE IO AFFERMO ANCORA UNA VOLTA CHE I PALESTINESI HANNO DIRITTO SACROSANTO AD UNA PATRIA ED A UNA TERRA COME L’HANNO AVUTA GLI ISRAELITI.
IO SONO STATO, RIPETO, NEL LIBANO. HO VISITATO QUELLA TORMENTATA REGIONE, I CIMITERI DI CHATILA E SABRA. E’ UNA COSA CHE ANGOSCIA VEDERE QUESTO CIMITERO DOVE SONO SEPOLTE LE VITTIME DI QUEL MASSACRO ORRENDO. IL RESPONSABILE DI QUEL MASSACRO ORRENDO E’ ANCORA AL GOVERNO IN ISRAELE.
E QUASI VA BALDANZOSO DI QUESTO MASSACRO FATTO. E’ UN RESPONSABILE CUI DOVREBBE ESSERE DATO IL BANDO DELLA SOCIETA’ . E’ STATO UN MASSACRO, MI HANNO DETTO QUELLI DEL POSTO, TREMENDO; QUANTE VITTIME HA FATTO.
VI E’ QUESTA PREOCCUPAZIONE QUINDI DELLA GUERRA NUCLEARE. FANNO BENE I GIOVANI A PREOCCUPARSI. D’ ALTRA PARTE HANNO RAGIONE: SI PREOCCUPANO DEL LORO AVVENIRE. NOI SIAMO AL TRAMONTO DELLA NOSTRA ESISTENZA, LORO HANNO DINANZI A SE’ TUTTA UNA VITA. ED HANNO RAGIONE DI VOLER VIVERE IN PACE LA LORO ESISTENZA.
QUINDI IO SONO CON QUESTI GIOVANI.
HANNO DIRITTO I GIOVANI DI VIVERE GIOIOSAMENTE E DI GUARDARE CON TRANQUILLITA’ AL LORO DOMANI.
SIAMO NOI ANZIANI CHE DOBBIAMO FARE IN MODO CHE QUESTA LORO SPERANZA DIVENTI UNA CERTEZZA, E FANNO BENE A SCENDERE IN PIAZZA E A VOLERE LA PACE. SE TUTTI I POPOLI DELLA TERRA, TUTTI I GIOVANI DELLA TERRA POTESSERO TROVARSI UNITI E POTESSERO QUINDI CORALMENTE ESPRIMERE IL LORO DESIDERIO, LA LORO VOLONTA’ , TUTTI SI ESPRIMEREBBERO PER LA PACE, CONTRO LA GUERRA.
E NOI VOGLIAMO CHE I NOSTRI GIOVANI POSSANO VIVERE SICURI DELLA PACE E DELLA LIBERTA’ . VOGLIAMO CHE ESSI SIANO DEGLI UOMINI LIBERI, IN PIEDI, A FRONTE ALTA, PADRONI DEL LORO DESTINO E NON DEI SERVITORI IN GINOCCHIO. QUESTO NOI CHIEDIAMO.
IO AI GIOVANI QUESTO DICO: BATTETEVI SEMPRE PER LA LIBERTA’ , PER LA PACE E PER LA GIUSTIZIA SOCIALE. LA LIBERTA’ SENZA LA GIUSTIZIA SOCIALE NON E’ CHE UNA CONQUISTA FRAGILE CHE SI RISOLVE PER MOLTI NELLA LIBERTA’ DI MORIRE DI FAME.
BISOGNA CHE ALLA LIBERTA’ SIA UNITA LA GIUSTIZIA SOCIALE. SONO UN BINOMIO INSCINDIBILE. LOTTATE QUINDI CON FERMEZZA, GIOVANI CHE MI ASCOLTATE, PERCHE’ LOTTERETE COSI’ PER IL VOSTRO DOMANI, PER IL VOSTRO AVVENIRE. MA SIATE SEMPRE TOLLERANTI. SI’ LOTTATE CON LA PASSIONE CON CUI HO LOTTATO IO, E LOTTO ANCORA OGGI NONOSTANTE GLI ANNI; LOTTATE PER LA FEDE CHE ARDE NEI VOSTRI CUORI.
MA IO VORREI CHE VOI TENESTE PRESENTE UN AMMONIMENTO DI UN PENSATORE FRANCESE, AMMONIMENTO CHE IO HO SEMPRE TENUTO PRESENTE ALLA MIA MENTE. ”DICO AL MIO AVVERSARIO: IO COMBATTO LA TUA IDEA CHE E’ CONTRARIA ALLA MIA, MA SONO PRONTO A BATTERMI SINO AL PREZZO DELLA MIA VITA PERCHE’ TU LA TUA IDEA LA POSSA ESPRIMERE SEMPRE LIBERAMENTE”.
ECCO QUELLO CHE IO DICO AI GIOVANI, SENZA PRESUNZIONE, QUASI FOSSI UN LORO COMPAGNO DI STRADA, TANTO MI STA A CUORE LA LORO SORTE. ED IO LI ESORTO AD ANDARE AVANTI, A CONTINUARE PER LA LORO STRADA, A CERCARE NELLA SCUOLA CULTURA; AD ASCOLTARE I LORO DOCENTI PER ADORNARE LA LORO MENTE DI COGNIZIONI NECESSARIE QUANDO SARANNO CHIAMATI A SVOLGERE UN’ ATTIVITA’.
VOI GIOVANI SIETE LA FUTURA CLASSE DIRIGENTE DEL NOSTRO PAESE, DOVETE QUINDI PREPARARVI PER ASSOLVERE DEGNAMENTE QUESTO NOBILISSIMO COMPITO.
EBBENE IO, FINCHE’ VITA SARA’ IN ME, STARO’ AL VOSTRO FIANCO NELLE VOSTRE LOTTE, GIOVANI CHE MI ASCOLTATE. LOTTERO’ SEMPRE CON VOI PER LA PACE NEL MONDO, PER LA LIBERTA’ E PER LA GIUSTIZIA SOCIALE.
Sandro Pertini. Messaggio presidenziale agli Italiani, 31 dicembre 1983
