Per ascoltare l’audio di oggi, 14 gennaio 2026:

Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo    

(testata giornalistica online fondata da Farid Adly;

Direttore responsabile Federico Pedrocchi)

Rassegna anno VII/013 (1965)

Per info e contatti, manda un messaggio a anbamedaps@gmail.com 

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A dicembre c’è stato un ritorno alla normalità nelle donazioni a favore di Anbamed. Il valore complessivo del mese scorso è stato di 970,00 € (+ 800,00 €) rispetto al precedente mese di novembre).

Grazie a chi si è mobilitato per venirci in soccorso.

Adozioni a distanza: È stato importantissimo anche l’impegno dei nostri lettori a favore dei bambini di Gaza: 6.905,40 € per adozioni e pasti caldi + 3.413,00 € per il libro “Strega!”; nel solo mese di dicembre.

Abbiamo effettuato, in data 13 gennaio 2026, un bonifico di 11.250 euro al conto correte di Al-Najdah.

Per aderire allo sciopero della fame a staffetta, scrivere nome, cognome, città, professione e il giorno prescelto per compiere il digiuno, a: mailto:anbamedaps@gmail.com

I donatori interessati al certificato per le deduzioni fiscali, sono pregati di fornire nome e cognome anagrafici completi, CF e città di residenza.

Sempre per email: mailto:anbamedaps@gmail.com

Nella tua dichiarazione fiscale 2026 (reddito 2025), devolvi il 5xmille all’associazione “ANBAMED, aps per la Multiculturalità”. Nell’apposito riquadro scrivi codice fiscale: 95030850838 e firma.

Le notizie

Genocidio a Gaza

Un infermiere palestinese dell’ospedale Nasser di Khan Younis, Hatem Abu Saleh, è stato assassinato da un attacco israeliano con drone. È la 447esima vittima dall’entrata in vigore della falsa tregua.

Un altro giovane, Ahmed Abu Hossein, è morto in ospedale dopo il suo ferimento a Jebalia da colpi di arma da fuoco da cecchini israeliani.

I caccia israeliani hanno continuato, per tutta la giornata di ieri a sganciare bombe su Rafah. Il portavoce militare israeliano ha sostenuto che il bombardamento è avvenuto in sostegno a due carri armati penetrati nell’area che si sono scontrati con combattenti usciti da un tunnel. Due le vittime cadute nell’attacco.

Un bambino di un anno di età è morto per fame e freddo a Deir Balah. Si chiamava Mohammed Bassiuoni. Arrivato in ospedale con il padre, non è stato possibile fare nulla per salvarlo. (guarda!)

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Il nostro commento quotidiano fisso: 

Ci sono ancora coloro che obiettano che non si tratti di genocidio, basandosi su congetture storiche e non guardando la realtà delle cifre e delle intenzioni, dicono: “Dire che Israele commette genocidio è una bestemmia”.

Pronunciare una frase simile è la vera bestemmia nei confronti della memoria dei sei milioni di ebrei assassinati dal nazismo tedesco.

Situazione umanitaria a Gaza

UNICEF denuncia “100 bambini sono stati uccisi a Gaza dall’entrata in vigore del falso cessate il fuoco, lo scorso 10 ottobre. Ciò rappresenta circa un bambino o una bambina uccisi ogni giorno”.  (clicca!).

Il portavoce ha dichiarato che questi bambini, 60 maschi e 40 femmine, sono stati uccisi in “attacchi aerei e con droni, alcuni dei quali suicidi, o in bombardamenti con carri armati e spari di cecchini con munizioni vere”, sottolineando che il bilancio effettivo delle vittime è probabilmente più alto di quanto riportato. Elder ha sottolineato che i bambini di Gaza “vivono ancora nella paura, che il trauma psicologico non viene curato e che più dura, più la situazione peggiora e più difficile diventa la ripresa”, e ha avvertito che la vita “continua a essere soffocante” e che le condizioni di sopravvivenza a Gaza sono “fragili”. Elder ha sottolineato che impedire alle principali organizzazioni non governative di fornire aiuti umanitari e documentare gli eventi, e bandire i giornalisti stranieri, solleva una domanda legittima: l’obiettivo è forse quello di “limitare lo studio della sofferenza dei bambini?”

Un funzionario sanitario palestinese a Gaza, responsabile della registrazione delle vittime, ha segnalato un numero più elevato di decessi, sottolineando che 165 bambini sono stati uccisi dal falso cessate il fuoco, su un totale di 442 decessi nella Striscia.

Cisgiordania

Gli attacchi militari contro villaggi e città palestinesi della Cisgiordania sono all’ordine del giorno. Ieri è toccato a Sha’afat, Qabatia, tre villaggi a nord di Ramallah, Deir Hatab vicino a Nablus, oltre agli attacchi permanenti a Tulkarem e Jenin.

Il numero degli arrestati, secondo la cronaca parziale fornita dall’agenzia pubblica palestinese, è di 49 attivisti trascinati in carcere, senza accuse e senza processo.

Non sono cessati gli attacchi dei coloni ebrei israeliani arrivati da ogni dove contro le comunità palestinesi native. Ieri sono stati 27 in tutte le province palestinesi.

Iran

Trump si prepara alla guerra contro l’Iran. Le veline della Casa Bianca e i post del presidente Usa sono improntate alla provocazione e minacce: “Continuate, l’aiuto è vicino”. La repressione del regime è durissima. L’opposizione all’estero parla di 12 mila morti in 17 giorni. Il regime – senza un pudore di vergogna sostiene che “non è vero, sono soltanto tremila”. Assassini!

L’intervento statunitense non farà altro che peggiorare la situazione umanitaria e politica nel paese. Trump mira al possesso delle risorse petrolifere ed al controllo militare sulla regione, per spodestare Russia e Cina, non certo al bene del popolo iraniano. A coloro che hanno dubbi su questo aspetto delle invasioni dei nuovi colonialisti ricordiamo l’Afghanistan e l’Iraq.

Il regime all’interno non è debole ed ha una base sociale forte. Lo hanno dimostrato le immagini delle manifestazioni organizzate in favore della Repubblica islamica e contro l’aggressione yankee. Foto che molti media italiani stupidamente favorevoli alla guerra non hanno pubblicato. Guardate l’immagine nel nostro sito.

L’Iran chiede all’Onu di esortare gli Stati Uniti e Israele ad abbandonare la loro politica destabilizzante contro Teheran. Lo scrive il rappresentante permanente iraniano presso le Nazioni Unite, Amir-Saeid Iravani. 

Il Dipartimento di Stato Usa ha chiesto ai cittadini statunitensi di lasciare subito l’Iran.

Siria

Seconda fase dell’attacco del governo di Damasco contro le zone autonome amministrate dai curdi nel nord est della Siria.

Le milizie governative hanno dichiarato “zona militare chiusa” l’area di Deir Hafer, non distante da Aleppo ma che fa parte dell’autogoverno della Siria settentrionale e orientale.

Un attacco sarebbe l’inizio della guerra su larga scala del governi di Damasco contro il Rojava, sostenuto dalla Turchia.

Nella sua dichiarazione, il governo di transizione siriano adotta il linguaggio dello Stato turco, affermando che le Forze siriane democratiche “combattono al fianco del Pkk”.

Dopo l’assalto ai quartieri curdi della seconda città siriana, Aleppo, una vera e propria pulizia etnica, si registra un’intensificazione dei bombardamenti di artiglieria in diversi punti di contatto, compresa la Diga di Tishrin, nel cantone di Kobane, fondamentale per l’approvvigionamento elettrico del Rojava.

È in corso una campagna internazionale di Rise Up for Rojava: “Chiediamo a tutti di mobilitarsi contro la guerra e i suoi sostenitori in Siria”.

Libano

Anche Unifil è sotto attacco di Israele. Un comunicato dei Caschi Blu de nuncia “Due colpi di mortaio hanno colpito l’eliporto e il cancello principale di una base dell’Unifil a sud-ovest di Yaroun, nel Libano. Le forze di pace si sono immediatamente rifugiate per la loro sicurezza. Fortunatamente, nessuno è rimasto ferito”.

Egitto

Sciopero e presidio dei giornalisti della testata Mada-Misr durato 52 giorni nella sede del giornale. La polizia è entrata nella sede ed ha sciolto la protesta. I giornalisti si sono trasferiti nella sede del sindacato dei giornalisti per continuare la loro protesta.

I giornalisti contestano lo stipendio fissato dalla società proprietaria della testata che rappresentano circa il 40% del minimo sindacale.  

Cultura

Uno dei più grandi festival culturali australiani è stato lasciato nel caos dopo la decisione di ritirare l’invito a una importante scrittrice australiana-palestinese, Randa Abdel-Fattah, scatenando una forte reazione negativa, un esodo di massa di altri autori e la cancellazione definitiva della Settimana degli scrittori del festival. 180 relatori hanno disdetto la loro partecipazione. clicca!

Cultura solidale

La top model americana di origini palestinesi Bella Hadid ha partecipato all’evento “Artists for Aid”, tenutosi questa settimana a Los Angeles, il cui ricavato è stato destinato a sostenere gli sforzi umanitari in Palestina e Sudan. Il ricavato dell’evento è stato diviso equamente tra il Palestine Children’s Relief Fund e la Sudanese American Medical Association. Hadid ha presentato l’evento insieme all’attore cileno-americano Pedro Pascal, noto per il suo sostegno alle cause umanitarie, mentre l’evento è stato organizzato dal poeta sudanese-canadese Mustafa Al-Ahmad.

Nel suo discorso, Bella Hadid ha spiegato che l’evento è stato organizzato come espressione di solidarietà con il popolo palestinese e sudanese alla luce del deterioramento delle condizioni umanitarie che stanno affrontando, sottolineando la sofferenza delle famiglie che vivono tra perdite, sfollamenti, fame e violenza. Ha sottolineato che il semplice fatto di ricordare e parlare di queste famiglie è una forma di resistenza, considerando che ricordare la loro esistenza e le loro storie è il primo passo per proteggerle dai tentativi di cancellazione. Ha aggiunto che il minimo che si possa fare è continuare a esprimere sostegno e affermare che queste persone sono ascoltate e non dimenticate, descrivendo questo come uno dei contributi più importanti che si possano dare al mondo di oggi. (Per guardare le immagini dell’evento: Clicca!).

Appello per la liberazione dei medici in ostaggio nei campi di concentramento israeliani. Rapporto:clicca!

Il 27 dicembre 2024, il dott. Hussam Abu Safiya veniva preso in ostaggio e non più rilasciato. La sua colpa è di aver curato i bambini. clicca!

Libertà per Marwan Barghouti

Importante incontro online ieri per organizzare le attività del Comitato italiano per la liberazione di Barghouti e di tutti gli altri prigionieri palestinesi. Dal 20 al 23 gennaio l’avv. Fadwa Barghouti, moglie del Mandela palestinese, sarà a Roma per una serie di iniziative politiche e incontri.

Sciopero della fame a staffetta contro il genocidio

Sono passati 7 mesi e 30 giorni di sciopero della fame a staffetta, dall’avvio della campagna di Digiuno x Gaza, l’iniziativa lanciata a maggio da Anbamed. Oggi, martedì 13 gennaio, il digiuno a staffetta prosegue.

Per leggere l’elenco aggiornato dei nomi dei digiunatori che ci hanno segnalato la loro adesione clicca!

Per capire i motivi, clicca!

BDS

Il boicottaggio funziona. Una marca di supermercati sloggia dall’Italia. Ma il BDS è globale: clicca!

Firmate e fate girare la petizione per cancellare il gemellaggio Milano-Tel Aviv e le collaborazioni economiche del Comune con Israele. clicca!

Solidarietà/Al-Najdah

Lunedì sono arrivate in redazione 4 adozioni a distanza di bambini/e di Gaza. Siamo arrivati a 100 adozioni in meno di 10 mesi.

Il libro “Strega!” sta registrando un successo di pubblico ed un alto gradimento di chi lo ha già ricevuto. La fiaba, scritta da Mia Lecomte per i bambini di Gaza, è stata illustrata da Manuel Baglieri, Lenina Barducci, Federica Pagnucco e Andrea Rivola. Su progetto di Emanuela Bussolati, Giulia Orecchia e Elena spagnoli Fritze. Edizione bilingue italiano e arabo a cura della casa editrice Mesogea.

Il ricavato nel mese di dicembre è stato di 3.413,00 €.

Per ordinare il libro, scrivere a anbamedaps@gmail.com. Contributo minimo 20 euro per ogni copia. Inserite un indirizzo di posta per ricevere il pacco.

Per chiedere info o aderire al progetto Ore Felici per i Bambini di Gaza, la campagna di adozioni a distanza, scrivete a: anbamedaps@gmail.com

Notizie dal mondo   

Il governo cubano sbugiarda Trump. “Non esiste nessuna trattativa in corso. Non accettiamo il ricatto”. Il presidente col ciuffo è all’offensiva per aprire nuovi fronti di guerra. La prossima tappa è in Iran.

L’Ue miope annuncia sanzioni contro Teheran, che non aveva promosso contro Israele per il genocidio a Gaza.

Un approfondimento sul riarmo Ue clicca!

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