Per ascoltare l’audio di oggi, 30 gennaio 2026:
Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo
(testata giornalistica online fondata da Farid Adly;
Direttore responsabile Federico Pedrocchi)
Rassegna anno VII/028 (1980)
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A dicembre c’è stato un ritorno alla normalità nelle donazioni a favore di Anbamed. Il valore complessivo del mese scorso è stato di 970,00 € (+ 800,00 €) rispetto al precedente mese di novembre).
Grazie a chi si è mobilitato per venirci in soccorso.
Adozioni a distanza: È stato importantissimo anche l’impegno dei nostri lettori a favore dei bambini di Gaza: 6.905,40 € per adozioni e pasti caldi + 3.413,00 € per il libro “Strega!”; nel solo mese di dicembre.
Abbiamo effettuato, in data 13 gennaio 2026, un bonifico di 11.250 euro al conto correte di Al-Najdah. Il totale dei bonifici, da marzo al 31 dicembre, è stato di 43.450 euro. Siamo a 101 adozioni.
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Le notizie
Genocidio a Gaza
I cecchini israeliani hanno ucciso ieri a Khan Younis due palestinesi: Ahmed Breikh (32 anni) e Mohammed Amran (19 anni).
Altri due civili sono stati assassinati da un bombardamento aereo israeliano sul campo profughi di Maghazi, nel centro della Striscia.
Stamattina, caccia israeliani hanno bombardato gli sfollati a Mawssi. 4 persone sono rimaste gravemente ferite e ricoverate in ospedale a Khan Younis.
Vanno ancora a ritmo spedito le demolizioni, con la dinamite, delle costruzioni ancora piedi dopo i precedenti bombardamenti. La stampa israeliana parla di un progetto israelo-statunitense, per una “città verde”, da costruire a Rafah secondo il piano Trump, ma non per i palestinesi.
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Il nostro commento quotidiano fisso:
Ci sono ancora coloro che obiettano che non si tratti di genocidio, basandosi su congetture storiche e non guardando la realtà delle cifre e delle intenzioni, dicono: “Dire che Israele commette genocidio è una bestemmia”.
Pronunciare una frase simile è la vera bestemmia nei confronti della memoria dei sei milioni di ebrei assassinati dal nazismo tedesco.
Situazione umanitaria a Gaza
La carenza idrica supera il 90% del fabbisogno, dopo che l’occupazione ha distrutto la conduttura principale che rifornisce la città. La protezione civile denuncia che “Gaza città sta attraversando una vera e propria crisi di carenza idrica e oltre l’85% del suo territorio non riceve acqua in modo completo”.
Scambio ostaggi

Il complesso medico Al-Shifa ha ricevuto ieri pomeriggio 15 corpi di palestinesi uccisi e i loro corpi presi in ostaggio dall’esercito di occupazione. Sono stati liberati dagli occupanti israeliani tramite l’organizzazione della Croce Rossa Int., portando il numero totale dei corpi dei consegnati ricevuti a 360. È il secondo gruppo di corpi di ostaggi palestinesi rilasciati dall’esercito israeliano dopo il ritrovamento, sotto le macerie, del corpo dell’ultimo soldato israeliano in ostaggio a Gaza. Durante le ricerche, l’esercito israeliano aveva divelto le tombe dei defunti palestinesi, senza il minimo di rispetto per i morti e per i sentimenti dei loro parenti. (Foto nel sito)
Statistiche
L’esercito israeliano ha fatto propria la stima del Ministero della Salute di Gaza, secondo cui circa 70.000 abitanti di Gaza sono stati uccisi durante l’aggressione. L’esercito sottolinea che questo numero non include i dispersi e i sepolti sotto le macerie.
Secondo i dati accurati pubblicati dal Ministero della Salute palestinese, 71.667 residenti della Striscia di Gaza sono stati uccisi dalle forze di occupazione israeliane, dallo scoppio della guerra fino a mercoledì 28 gennaio.
Durante i mesi di aggressione e genocidio, gli strumenti dell’ipocrisia politica e della propaganda fuorviante in USA e Ue, tra cui primeggiano le principali istituzioni mediatiche come BBC, CNN, New York Times, Fox News e molte altre, hanno difeso, con incrollabile zelo, la narrazione dell’esercito occupante in modo cieco, nonostante i dati del Ministero siano stati confermati da numerosi organismi internazionali e delle Nazioni Unite Dietro queste menzogne e disinformazioni si celano interessi acquisiti del malaffare dell’export militare e lobby filo israeliane.
Non vediamo l’ora di ascoltare scuse esplicite da tutte queste istituzioni che hanno partecipato al genocidio, coprendo i suoi autori e insabbiando la loro orrenda reputazione, e di vedere reintegrati tutti coloro che sono stati licenziati a causa delle loro posizioni etiche nella difesa dei diritti dei palestinesi e, cosa più importante, di vedere seriamente rivisto il loro sistema di valori, in cui vacuamente affermavano di difendere la libertà, la dignità e i diritti umani ovunque si trovino.
Cisgiordania
A Beit Amer, a nord di el-Khalil (Hebron), un ragazzo di 17 anni è rimasto ferito durante l’invasione dell’esercito israeliano della cittadina. I soldati hanno assediato, per due ore, l’ambulanza che lo stava trasportando in ospedale.
A Massafer Yatta è un’offensiva genocida di coloni ebrei e soldati israeliani contro la popolazione civile palestinese disarmata. Ieri 8 donum di terreni coltivati a grano sono stati arati e dati al fuoco da coloni invasati e sotto la protezione dell’esercito.
Un altro attacco di coloni ebrei messianici è avvenuto nella valle del fiume Giordano. Una comunità di pastori è stata presa di mira di notte, con distruzione dei ricoveri degli animali. Hanno tentato di rubare le pecore, ma sono stati sorpresi dai nativi e costretti alla fuga, protetti dai soldati.
Iran
Un’altra guerra è alle porte. Trump minaccia una guerra su grande scala. Si sa come inizia ma non si saprà come finisce. Come per Afghanistan e Iraq, le guerre neocoloniali sappiamo come iniziano, ma come finiranno. “Il tempo stringe se l’Iran non tratta sul nucleare, attaccheremo”, ha tuonato il tycoon. “Un’imponente Armata si sta dirigendo” verso la zona e aggiunge: “Si muove rapidamente, con grande potenza e determinazione”. Non ci sono più, né le bugie delle fiale, né la falsa promessa di esportare la democrazia, ma il chiaro e annunciato voler mettere mano alle ricchezze del M.O.
Nella zona è arrivata una seconda portaerei Usa. Da Tel Aviv buttano benzina sul fuoco: “non si ritiene che una campagna di attacchi aerei sia sufficiente a ottenere un cambio di regime a Teheran”.
Il presidente turco Recep Tayyip Erdoğan ha proposto all’omologo Usa, Donald Trump, un vertice trilaterale in videoconferenza con l’Iran per evitare un conflitto, mentre crescono le minacce di un attacco aereo americano alla Repubblica Islamica. Lo scrive il quotidiano turco Hurriyet.
La ridicola politica estera dell’Ue ha imposto nuove sanzioni a Teheran.
Siria/Emergenza Rojava
A Kobane, sotto assedio da più di una settimana, è stata tagliata l’acqua e l’elettricità. Un atto criminale che dà la misura delle intenzioni genocidarie delle milizie filo turche. In tutto il nord est, mancano cibo e medicinali, mentre si intensificano gli attacchi a sud della porta di Semelka, che chiuderebbero l’ultimo canale ancora percorribile con l’Iraq.
Il cessate-il-fuoco è fragile e si conclude, salvo proroga, l’8 febbraio. Le trattative vanno avanti a livello tecnico, ma non ci sono ancora svolte su garanzie effettive. Il governo di Damasco ha annunciato che è iniziata ieri l’attribuzione della cittadinanza siriana a i cittadini curdi che ne errano stati esclusi in passato dal regime degli Assad.
In una dichiarazione rilasciata ieri, giovedì, gli esperti delle Nazioni Unite hanno chiesto un cessate il fuoco permanente in Siria e la protezione dei civili e dei diritti dei curdi, a seguito delle operazioni militari nel nord-est del Paese condotte da milizie governative filo turrche. In una dichiarazione pubblicata sul sito web dell’Alto Commissariato per i Diritti Umani, gli esperti delle Nazioni Unite hanno esortato tutte le parti in Siria a “risolvere il conflitto pacificamente, rispettare il diritto internazionale e fornire assistenza umanitaria agli sfollati”. Hanno inoltre chiesto alle autorità governative siriane di “accelerare il ritorno sicuro di migliaia di cittadini siriani alle loro case“. La dichiarazione degli esperti ha invitato oltre 50 Paesi a rimpatriare, riabilitare e reintegrare nelle proprie comunità i propri cittadini detenuti in Siria. Gli esperti hanno inoltre invitato la comunità internazionale a sostenere la Siria nei suoi sforzi per porre fine alle conseguenze del conflitto con l’ISIS.
Un appello per aiuti umanitari al Rojava: clicca! La redazione di Anbamed ha donato un piccolo contributo di 100 euro alla Mezzaluna Rossa del Kurdistan. Fatelo anche voi, cari lettori.
A Firenze, oggi, 30 gennaio si terrà una manifestazione di solidarietà con il Rojava. Altre mobilitazioni sono organizzate in tutta Italia. Appello UIKI: clicca!
Carovana popolare per Kobane
Le autorità turche hanno arrestato i volontari internazionali in marcia verso Kobane. Ad un altro gruppo proveniente da Salonicco, è stato vietato l’accesso in territorio turco.
La carovana verso Kobane aveva l’obiettivo di realizzare un corpo civile internazionale di interposizione nonviolenta. Una diplomazia popolare dal basso, visto il silenzio delle cancellerie dei paesi ex-coloniali.
Gli aggiornamenti li pubblicheremo sul sito.
Palestinesi arrestati in Italia
Si è costituito un Comitato nazionale di giuristi, giornalisti, professori e attivisti per chiedere la liberazione di Hannoun e gli altri palestinesi arrestati sulla base di documenti dei servizi di sicurezza israeliani. Per aderire: Clicca!
I portuali si mobilitano contro le guerre
In 20 porti del Mediterraneo saranno organizzati scioperi, il prossimo 6 febbraio. L’iniziativa è partita da Genova e intende esprimere solidarietà con il popolo palestinese, con il blocco delle esportazioni di armi verso Israele, e soprattutto battersi contro il riarmo dell’Europa che impoverisce i lavoratori.
Giornata mondiale per il ricordo del genocidio a Gaza
Il Coordinamento del Parlamento inter-arabo, in riunione ieri al Cairo, ha approvato la data del 17 ottobre di ogni anno come giornata di commemorazione delle vittime del genocidio di Gaza.
Il 17 ottobre 2023, l’esercito israeliano ha bombardato l’ospedale Al-Ahly Al-Maamadany (Battista), uccidendo 500 persone tra gli sfollati che hanno trovato rifugio negli spazi aperti della struttura. Nello stesso giorno sono avvenute altre stragi con oltre 200 uccisi, per un totale di assassinati in un solo giorno di oltre 700 vittime.
Appello per la liberazione dei medici in ostaggio nei campi di concentramento israeliani. Rapporto:clicca!
Il 27 dicembre 2024, il dott. Hussam Abu Safiya veniva preso in ostaggio e non più rilasciato. La sua colpa è di aver curato i bambini. clicca!
Sciopero della fame a staffetta contro il genocidio
Sono passati 8 mesi e 15 giorni di sciopero della fame a staffetta, dall’avvio della campagna di Digiuno x Gaza, l’iniziativa lanciata a maggio da Anbamed. Oggi, venerdì 30 gennaio, il digiuno a staffetta prosegue.
Per leggere l’elenco aggiornato dei nomi dei digiunatori che ci hanno segnalato la loro adesione: oggi
Per capire i motivi, clicca!
Solidarietà/Al-Najdah
Una commissione artistica sta lavorando per la realizzazione di una mostra artistica a favore dei bambini orfani di Gaza, custoditi da Al-Najdah. Le mostre itineranti saranno l’occasione per la distribuzione della fiaba “Strega!” (clicca).
Ricordiamo che il ricavato della distribuzione della fiaba, nel mese di dicembre, è stato di 3.413,00 €.
Per ordinare il libro, scrivere a anbamedaps@gmail.com. Contributo minimo 20 euro per ogni copia. Inserite un indirizzo di posta per ricevere il pacco.
Per chiedere info o aderire al progetto Ore Felici per i Bambini di Gaza, la campagna di adozioni a distanza, scrivete a: anbamedaps@gmail.com
Notizie dal mondo
Manovre militari a Taiwan che simulano il contrasto ad un attacco cinese.
Gli Stati uniti minacciano Cuba. Trump, ha firmato un ordine esecutivo che gli permette di imporre dazi ai paesi che forniscono petrolio a Cuba.
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