Da Pressenza (https://www.pressenza.com/it/2026/09/appello-per-unazione-concreta-per-la-palestina-mi-autodenuncio/

Questo appello è diviso in 4 parti: 

1) una introduzione ai temi delle 3 autodenunce che si propongono

2) la descrizione  delle 3 autodenunce  (il cuore del messaggio) 

3) un commento sulle motivazioni per aderire

4) la modalità per aderire

Azione promossa da : Filippo Bianchetti, Ugo Giannangeli, Giuseppe Natale, Nada Urso 

Parte prima: introduzione generale

MI AUTODENUNCIO PERCHÉ 

SE RESTARE UMANI  COSTITUISCE REATO  ALLORA MI DICHIARO COLPEVOLE PER TRE REATI: 

“REATO” DI SOLIDARIETÀ, 

“REATO” DI ANTISIONISMO, 

“REATO” DI ANTIFASCISMO

Cosa significa e cosa non significa partecipare all’ azione qui proposta?

Che cosa significa:

significa dichiararsi nettamente contro la deriva filosionista cui Israele, Usa, Europa e Italia cercano di costringerci tutti, usando strumenti violenti, leggi liberticide, forzature contrarie al diritto internazionale. 

Tutto questo e molto altro  è reso possibile anche grazie al supporto continuo di una scorta mediatica servile, che disinforma e manipola l’ opinione pubblica.

Per questo proponiamo di dichiararci tutti colpevoli di reati palesemente falsi: per sottolineare il paradosso di doverci difendere da accuse insussistenti.

Che cosa non significa:

aderire a questa proposta non configura assolutamente un’ azione legale perché non è una vera autodenuncia alla magistratura, ma una netta presa di posizione pubblica, rivolta verso chiunque.

Perché questa proposta?

Perché in Italia  è in corso un’offensiva sionista che va ad erodere in profondità alcuni diritti fondamentali come le libertà di espressione e di manifestazione. 

Perché profughi e/o discendenti di profughi palestinesi vengono assurdamente perseguiti dalle nostre istituzioni per la loro solidarietà con la resistenza palestinese. 

Perché il disegno di legge Romeo, già approvato in senato e prossimo alla approvazione alla camera  -complice una parte del PD- adottando la definizione di antisemitismo dell’IHRA (Alleanza internazionale per la memoria dell’ Olocausto) sancisce una totale assimilazione di antisionismo e antisemitismo. 

Perché il gruppo dirigente di ANPI Nazionale  stipula un accordo con l’UCEI per silenziare e criminalizzare ogni critica alla presenza sionista nelle piazze del 25 Aprile, e subito la Brigata Ebraica ne approfitta per denunciare chi ha solamente risposto alle sue provocazioni.

Tutto questo mentre lo stato di Israele è sotto processo avanti alla Corte internazionale di giustizia per genocidio, i suoi vertici governativi sono destinatari di ordini di arresto della Corte penale internazionale per crimini di guerra e contro l’umanità e il governo italiano è denunciato avanti alla Corte penale internazionale per complicità in genocidio.

Parte seconda: le 3 autodenunce

 – SONO CONTRO IL CENTENARIO PIANO DI GENOCIDIO SIONISTA  (l’ebraismo non c’entra!), 

E:

– SONO SOLIDALE CON LA CENTENARIA LOTTA DI LIBERAZIONE PALESTINESE

Quindi mi auto-denuncio, 

per tre motivi :

1) se la solidarietà è un reato, sono colpevole di solidarietà verso tutti i prigionieri politici palestinesi, ingiustamente accusati e presi in ostaggio direttamente dallo Stato terrorista e genocida di Israele, o detenuti e processati “per procura” in Italia, con la complicità del “nostro” governo filosionista;

2) se con la legge sull’antisemitismo di imminente promulgazione essere antisionisti diventa un atto  criminoso che viene ingiustamente equiparato all’ essere antisemiti, allora mi auto-denuncio per il reato di antisionismo. 

Confesso infatti di essere affetto da una naturale e irriducibile inimicizia nei confronti di  ogni forma di oppressione razzista, e di dissentire totalmente dalle politiche fasciste e criminali del regime più immorale del mondo;

3) se l’ esposto verso ignoti da parte della Brigata Ebraica per reati asseritamente subiti durante il corteo del 25 aprile 2026 a Milano troverà riscontro da parte della Magistratura, 

allora mi auto-denuncio per quelle ipotesi di reato; se c’ ero, perché c’ ero; 

e se non c’ ero, perché avrei voluto esserci. 

Preciso che ho solamente reagito (o avrei voluto reagire) alla spudorata provocazione di chi da anni insiste a esibire bandiere  israeliane e a far sfilare gruppi di sostenitori del genocidio sionista nella principale manifestazione antifascista nazionale.

Questo oltraggioso stravolgimento di senso viene oltretutto attuato tramite accordi obiettivamente collusivi tra dirigenti di ANPI Nazionale e UCEI, ufficializzati attraverso il rcomunicato congiunto del 28 luglio 2026 col quale si tenta di strumentalizzare la buona fede antifascista di tanti cittadini.

Aggiungo che, se difendere  la verità storica è diventato un reato, mi auto-denuncio anche di questo, perché contesto fieramente la partecipazione della brigata ebraica al 25 aprile milanese, che è stata artificiosamente introdotta solo a partire dal 2004 per “sdoganare il sionismo”.

 (*👇Vedi nota).

Parte terza: un commento sulle motivazioni

PERCHÉ DOVREI FARMI CARICO  DI QUESTI “REATI”? 

Perché tutta questa manovra con cui cercano di criminalizzarci mira all’ esplicito disconoscimento della legittimità della Resistenza palestinese; e chi come noi si è liberato con sangue e dolore dal regime nazifascista comprende bene il valore della lotta di liberazione, e sa riconoscere il fascismo quando si ripresenta sotto altro nome: il sionismo si è rivelato una forma clamorosa di “fascismo di oggi”; quindi io, che sono prima di tutto antifascista, sono di conseguenza antisionista.

Per questo voglio vedere riconosciuto, anche attraverso la mia concreta solidarietà, il diritto dei palestinesi alla sopravvivenza e alla liberazione.

Quindi, per quanto si cerchi di screditarmi tacciandomi di antisemitismo, e di criminalizzarmi pretendendo di fare assurgere la falsità a legge, resterò ciò che sono: un essere umano dotato di coscienza e di pensiero critico. 

Come tale mi riconosco nell’ umanità dell’ altro, e la difendo; per questo mi è insopportabile ogni forma di oppressione, e sono naturalmente incline a oppormi ad ogni forma di ingiustizia.

Queste attitudini sono antitetiche a quelle caratteristiche del fascismo, e anzi rappresentano la negazione dei suoi presupposti.

Se questi di cui mi auto-denuncio sono reati, perseguitemi; non posso  evitarlo perché la realtà mi obbliga a scegliere, senza possibilità  di mediazione.

Di conseguenza, e solo se per assurdo sarò veramente perseguito, mi difenderò da queste accuse immaginarie e infondate, perché è un dovere morale ribellarsi a leggi ingiuste e ad ideologie disumanizzanti.

“…e dite pure ai vostri, 

se vengono a cercarmi, 

che possono spararmi;

io armi non ne ho.”

(Boris Vian)

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*👉 Nota: “Il 25 aprile 2004 sfilarono per la prima volta a Milano le insegne della brigata ebraica. Gli Amici di Israele cosi’ spiegano: “Sfilare è un passaggio di un percorso che deve portare allo sdoganamento del sionismo. Crediamo infatti importante spiegare agli italiani che il sionismo è un ideale alto, nobile, giusto”. (Da Ugo Giannangeli: “CONTESTARE LA PRESENZA DELLA BRIGATA  EBRAICA  NELLA FESTA DELLA LIBERAZIONE NON E’ UN DIRITTO, E’ UN DOVERE! 25 aprile 2016)

Un progetto coloniale sfociato nel genocidio in corso è dunque  per costoro un ideale alto, nobile, giusto – così come hanno  ribadito nella legge sullo Stato nazione del 2018 -.

Parte quarta:

le modalità per aderire e autodenunciarsi 

clicca su questo link: https://forms.gle/CBXpmcVLgMKwnGNA7

Per chiarimenti o contatti mandare esclusivamente un messaggio WhatsApp al 3397354336.

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