Di Anita Magno (Casa editrice MESOGEA – Messina)
La fiaba di Mia Lecomte “Strega!” è stata candidata al Premio Inge Feltrinelli. “Abbiamo candidato un libro, certamente. Ma insieme al libro abbiamo voluto rendere visibile ciò che gli è cresciuto intorno: un’autrice, degli illustratori, delle curatrici, associazioni e decine di persone che hanno scelto di fare ciascuna la propria parte”.

Quando un libro riesce a raccogliere attorno alle sue pagine relazioni, energie e forme concrete di solidarietà, smette di essere soltanto un oggetto editoriale e diventa un punto di incontro, un gesto condiviso, capace di mettere in movimento una comunità. Strega! è nato così.
Per questo Mesogea ha scelto di candidarlo al Premio Inge Feltrinelli, assieme alle curatrici, all’autrice e agli amici di Anbamed. Perché questo libro è nato dentro una storia collettiva fuori dal comune, attorno a queste pagine è accaduto qualcosa che nessuna casa editrice avrebbe potuto programmare a tavolino. Si è prodotta quella che ci piace chiamare una anomalia solidale:, associazioni, lettrici e lettori, realtà lontane tra loro hanno riconosciuto in Strega! qualcosa che valeva la pena sostenere, acquistare, regalare, dargli nuova vita. Come una magia, come una stregoneria.
Questo libro nasce guardando a Gaza e ai suoi bambini, mentre il popolo palestinese continua a rivendicare il proprio diritto alla libertà, alla dignità e all’autodeterminazione. E lo fa scegliendo uno degli strumenti apparentemente più fragili di fronte alla violenza: una storia, delle figure, l’immaginazione.
Eppure proprio lì sta la sua forza.
Perché mentre la guerra distrugge case, scuole, giardini d’infanzia e possibilità di futuro, c’è chi continua ostinatamente a costruire legami. Strega! sostiene Ore Felici per i bambini di Gaza e la rete di solidarietà che affianca Al-Najdah, associazione palestinese impegnata nell’assistenza e nell’educazione dei bambini. Il ricavato del libro contribuisce proprio a questo lavoro.
Abbiamo candidato un libro, certamente. Ma insieme al libro abbiamo voluto rendere visibile ciò che gli è cresciuto intorno: un’autrice, degli illustratori, delle curatrici, associazioni e decine di persone che hanno scelto di fare ciascuna la propria parte.
In un tempo in cui dalla Palestina arrivano soprattutto immagini di distruzione, questa piccola esperienza collettiva ci sembra raccontare anche altro: la capacità ostinata di continuare a generare vita, relazioni, conoscenza e futuro là dove tutto sembra congiurare per cancellarli.
È per questo che pensiamo che Strega! meriti questa occasione.
E che questa anomalia solidale abbia il diritto di essere vista, riconosciuta e, perché no, premiata.

