Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo

(testata giornalistica. Direttore responsabile: Federico Pedrocchi)

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18 aprile 2023.

Rassegna anno IV/n. 107

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I titoli:

Sudan: Quarto giorno di combattimenti. Tre ospedali della capitale sono fuori servizio a causa dei bombardamenti subiti. 180 civili uccisi e oltre  1800 feriti civili  militari ricoverati. L’esercito ha ristabilito il controllo su alcuni quartieri della capitale e sul palazzo della TV. Falliti tutti i tentativi di mediazione araba ed africana.  

Tunisia: La polizia ha fermato il leader del principale partito d’opposizione, Ghannouchi.

Siria: Blitz militare USA nel nordovest contro un covo dell’Isis.

Yemen: Arabia Saudita libera unilateralmente 104 prigionieri di guerra houthi. Un segnale di distensione che promette bene per le trattative di pace.

Algeria: Condanne definitive per ministri e alti funzionari dell’ente petrolifero Sonatrach.

Migranti: 70 associazioni tunisine e internazionali chiedono di non considerare la Tunisia un porto sicuro.

Kuwait: L’emiro ha sciolto il Parlamento in seguito ad una sentenza dell’Alta corte costituzionale.

Le notizie

Sudan

Quarto giorno di combattimenti in Sudan. Tre ospedali a Khartoum sono fuori uso a causa dei bombardamenti reciproci tra l’esercito e le milizie di pronto intervento. Secondo l’ultimo comunicato del sindacato dei medici il numero delle vittime fino alla mezzanotte di ieri ha superato le 180 civili uccisi e i feriti 1800 tra civili e militari. Il sindacato lamenta il mancato rispetto degli ospedali che sono stati colpiti da bombe e proiettili, in seguito ai combattimenti avvenuti nelle vicinanze. “L’evacuazione dei malati è avvenuta in condizioni di insicurezza e con mezzi di fortuna”.    

I comunicati di propaganda non contano e vengono sfornati da tutt’e due le parti, senza la possibilità di verifica reale. Il palazzo della TV è tornato sotto il controllo dell’esercito e ha ripreso le trasmissioni, da dove il portavoce delle forze armate ha lanciato un messaggio ufficiale.  

L’esercito ha superiorità numerica e monopolio dell’aeronautica, che ha bombardato le postazioni delle milizie in diverse province. Secondo i comunicati dell’esercito postati sugli account social, in 7 province i miliziani sono stati costretti alla fuga oppure si sono arresi. Il generale Burhan ha emesso un’ordinanza per lo scioglimento delle milizie di pronto intervento, invitando i suoi effettivi ad arruolarsi nell’esercito.

L’ex generale alleato ed attuale rivale, Hamidati, ha lanciato un appello, in arabo e inglese sui propri canali social, rivolto alla comunità interazionale di “intervenire al più presto per mettere fine alla carneficina e processare Burhan per crimini di guerra. Sta bombardando il popolo con i MIG”. Fa impressione leggere dalla penna del macellaio del Darfur parole come queste: “Noi stiamo combattendo per la democrazia e per sconfiggere l’estremismo islamista di Burhan”. Questo appello alla comunità internazionale è stato letto da molti analisti come un segnale di debolezza del generale Hamidati, dopo la perdita di diverse posizioni militari a Khartoum e in altre province e la resa di molte delle sue truppe.

Tutt’e due generali sono responsabili della situazione pericolosa nella quale è finito il paese. La popolazione di Khartoum è intrappolata in mezzo ai bombardamenti e sparatorie, senza elettricità e senza acqua. Un’attivista che vive nel centro della capitale ci ha raccontato – vie Web – che “la situazione è drammatica, molte famiglie hanno finito le scorte e non hanno nulla da mangiare. Sono tre notti che non riusciamo a dormire a causa delle esplosioni attorno. Hanno ucciso una rivolta pacifica per la democrazia e per un governo civile eletto. Tutt’e due le parti militari sono responsabili dei crimini che stanno commettendo. Nessuno è innocente”.   

Tunisia

Le forze di sicurezza hanno fermato in tarda serata di ieri il presidente del partito islamista Ennahda, Ghannouchi. La segreteria del partito ha affermato che la casa del leader politico è stata perquisita e poi lo hanno condotto in commissariato per essere interrogato. In un comunicato, il ministero dell’Interno ha confermato la notizia sostenendo che il fermo è avvenuto sulla base di un ordine della magistratura, con sospettati reati di terrorismo. Gli avvocati non sono riusciti a incontrare il loro assistito e gli interrogatori avvengono sulla base della legge anti terrorismo, senza i difensori, per 48 ore rinnovabili.

Siria

Le truppe USA in Siria hanno compiuto, nella notte tra domenica e lunedì,       un’operazione di commandos elitrasportati a Giaabulus, nella provincia nord-occidentale di Aleppo al confine con la Turchia. Secondo il comunicato Centcom, sarebbe stato ucciso un capo jihadista dell’Isis. L’Osservatorio siriano parla di uno scontro a fuoco tra i marines e una milizia locale denominata i “Falchi della Siria”. Poi è avvenuto il lancio di due missili che hanno colpito un’abitazione, dove si nascondeva il capo del gruppo. Sono morti anche due miliziani e la guardia dell’uomo obiettivo dell’attacco. Fonti locali affermano che si tratta di Abu Baraa, uomo che come attività di copertura gestiva un locale di cambiavalute.

Yemen

L’Arabia Saudita ha liberato unilateralmente 104 prigionieri di guerra yemeniti del gruppo houthi. La consegna è stata svolta ieri lunedì tramite un volo della Croce Rossa Internazionale. Il passo saudita arriva all’indomani della conclusione dell’accordo per lo scambio dei prigionieri di guerra tra il governo di Sanaa e quello di Aden. Subito dopo le festività per la fine del Ramadan, Ied al-Fitr, riprenderanno le trattative per il cessate il fuoco e un accordo politico per la fine del conflitto. Questi sviluppi accelerati in Yemen avvengono in seguito all’accordo tra Riad e Teheran per la ripresa delle relazioni diplomatiche, accordo raggiunto a Pechino dopo una mediazione del governo cinese.

Algeria

La Cassazione ha confermato le condanne al vertice degli anni 2017-18 della Sonatrach, la società petrolifera algerina. Condanne da 3 a 10 anni di reclusione per gli amministratori esecutivi e 5 anni per l’ex ministro dell’energia. Tutti condannati per corruzione nei rapporti con le società straniere, in particolare per contratti con l’ENI. Il principale accusato è l’ex ministro dell’energia Khalil Shakeeb, fuggito negli Stati Uniti, che era stato condannato in contumacia a 20 anni di reclusione e non avendo fatto ricorso la condanna è diventata definitiva.

Migranti

70 associazioni della società civile tunisine e internazionali hanno rivolto un appello all’Unione Europea di annullare gli accordi di respingimento firmati con la Tunisia e di considerare questo paese non più un porto sicuro. Nelle motivazioni compaiono gli ultimi avvenimenti di razzismo che hanno colpito i migranti dei paesi subsahariani, in seguito alle frasi gravissime pronunciate dal presidente Siaed sui “migranti che compiono reati” e sul complotto di “sostituzione etnica”.  

Kuwait

L’emiro del Kuwait ha sciolto il Palamento in applicazione di una sentenza dell’Alta Corte costituzionale. Lo scorso marzo, la suprema corte ha annullato i risultati delle elezioni del 2022, per vizi procedurali. Il capo dello Stato ne ha preso atto e ha avviato le procedure per l’indizione di un nuovo ricorso al voto popolare. Il Kuwait è l’unica monarchia costituzionale parlamentare del Golfo.

Notizie dal mondo Sono passati 13 mesi e 23 giorni dall’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina.

Approfondimenti

  • In ricordo del grande Gianni Minà

di Amerigo Kashbur vai all’articolo

  • “Eurocentrismo” di Samir Amin

di Giorgio Riolo QUI

  • [Finestra sulle Rive Arabe] Alla scoperta del romanzo kuwaitiano

di Federica Pistono qui

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Qui le vignette dell’ottimo Mimmo Lombezzi).

L’amico e compagno Vittorio Bellavita, ci ha lasciati. Venerdì si sono tenuti i funerali a Milano. (Un ricordo)

In ricordo di Vittorio Arrigoni, nell’anniversario del suo assassinio a Gaza. L’Associazione Culturale ART.TRE di Salerno dà il via alla prima edizione della rassegna di cortometraggi palestinesi dedicata a Vittorio Arrigoni. Il 15 aprile, a 12 anni esatti dalla morte dell’attivista e giornalista italiano, si terrà presso la sede dell’Associazione, la proiezione dei 4 cortometraggi finalisti.

Il messaggio video della madre di Vittorio, Egidia Beretta (Vedi su Pagine Estere). Restiamo umani.

Il 30 aprile si terrà, in presenza ed online, l’assemblea dei soci di Anbamed. Più avanti vi forniremo l’odg e il link per partecipare. All’assemblea saranno invitati/e anche abbonati/e e amici/amiche di Anbamed, senza diritto di voto.

Si è tenuta 11 aprile la giornata di iniziative a sostegno della liberazione di Julian Assange in diverse città d’Italia e d’Europa, a quattro anni dal suo arresto. Il movimento “Free Assange” ritiene importante che anche nelle nostre città si ricordi la vicenda umana e giudiziaria del fondatore di WikiLeaks, poiché questa vicenda va ben oltre la figura di Assange e mette in discussione diritti e libertà fondamentali di noi tutte/i. (Per approfondire).

17 aprile 2023 ore 17:00. Università Ca’ Foscari -Venezia, convegno su “Diritti umani in Palestina”. Presentazione del rapporto Onu 2022 a cura dalla Relatrice Speciale dr.ssa Francesca Albanese. Organizzano: Dipartimento di Studi sull’Asia e sull’Africa Mediterranea (Barbara De Poli, Simone Sibilio), Centro di Studi sul Medio Oriente Contemporaneo – CEM; Centro Studi sui Diritti Umani – CESTUDIR. (La locandina).

A Perugia, durante Int. Journalism Festival (19-23 Aprile), il 23 aprile si terrà il dibattito su:  “Teheran, Damasco, Kabul: come l’UE può sostenere la battaglia per la libertà delle donne”, con la partecipazione dell’amica Farian Sabahi (QUI).

Il prossimo 22 aprile 2023 partirà la raccolta firme per la campagna referendaria denominata “L’Italia per la pace” promosso dalla Cooperativa di mutuo soccorso ecologica Generazioni Future (erede della visione del mondo dei beni comuni di Stefano Rodotà), portavoce prof. Ugo Mattei, unitamente al Comitato Ripudia la Guerra, portavoce il prof. Enzo Pennetta.

Campagna Amnesty International per la chiusura di Guantanamo. Da 21 anni il centro di detenzione di Guantánamo è una vergogna per i diritti umani. La maggior parte dei detenuti non è mai stata accusata di nessun reato. Troppi hanno subito feroci torture e maltrattamenti.

Il centro di Guantánamo deve chiudere!

Firma ora l’appello di Amnesty International.

Pubblicato il numero 1/2023 della Rivista “Diritto, Immigrazione e Cittadinanza” promossa da ASGI e Magistratura Democratica dal 1999.
Dal 2017 la Rivista è passata dal formato cartaceo al sito internet dove pubblica i suoi contenuti gratuitamente online.

Ci scrivono da Fondazione di Comunità Messina: giorno 20 aprile viene presentato il libro che raccoglie il piano strategico della fondazione di comunità: “Domani”. In presenza o su piattaforma digitale ore 16:00-18:00

(Per seguire il convegno su Zoom)

Anteprima del LIBRO. (Per saperne di più sulla Fondazione).

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