Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo

(testata giornalistica. Direttore responsabile: Federico Pedrocchi)

19 novembre 2022.

Rassegna anno III/n. 318

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I titoli: 

Iran: Secondo l’opposizione all’estero, sarebbe stata incendiata la casa-museo di Khomeini.  

Turchia: Il complice dell’attentatrice è un jihadista ed è stato arrestato ad A’zaz, città siriana sotto il controllo dell’esercito turco.

Palestina occupata: I coloni estremisti assaltano la città palestinese di Al-Khalil.

Sudan: 30 manifestanti feriti nelle proteste di ieri a Khartoum.

Tunisia: Scontri a Zarzis nel giorno del vertice dei paesi francofoni che si tiene nella vicina isola di Djerba.

Arabia Saudita: La Casa Bianca concede a Mohammed Bin Salman l’immunità dei capi di Stato stranieri davanti ai tribunali USA.  

COP27: Rinviata la conclusione del vertice sul clima per dissidi sul comunicato finale tra paesi poveri e quelli industrializzati.

Le notizie:

Iran

Nella città di Khomeyn, nella provincia centrale Markazi, è stata incendiata la casa-museo della famiglia Khomeini, che ha dato i natali dell’ex guida spirituale. Lo afferma il sito Iran International (QUI), pubblicando un video della manifestazione che si è svolta davanti all’edificio e dove si vedono le fiamme che lo avvolgevano. L’agenzia semi ufficiale Tasnim, invece, sostiene che non c’è stato nessun incendio e che il numero dei manifestanti era limitato e sono stati dispersi dalla polizia.

Migliaia di persone hanno accompagnato i funerali delle vittime della strage di Izeh, nel sud ovest dell’Iran. In diverse città i funerali delle vittime si sono trasformati in scontri con le guardie rivoluzionarie e i basiji. La stampa governativa parla dell’uccisione di 7 poliziotti, negli scontri degli ultimi due giorni in diverse città.

Un rapporto di un alto ufficiale dell’esercito, arrivato all’opposizione all’estero, parla di arresti tra poliziotti e militi che si sono rifiutati di obbedire agli ordini di sparare contro i manifestanti. Questo scollamento della granitica immagine del regime è implicitamente espresso in un intervento del ministro degli esteri, Hossein Amir Abdullahian, che accusa Israele e servizi occidentali: “è in corso un piano per scatenare una guerra civile con l’obiettivo di dividere il paese e distruggerlo. L’Iran non è né Libia, né Sudan”.  

Turchia

La sceneggiata dei servizi di sicurezza di Ankara sulla pista curda comincia a traballare, anche grazie alle stesse informazioni ufficiali ed alle inchieste della stampa dell’opposizione turca. “La donna Ahlam Bashir, accusata di essere l’autrice della strage di via Istiklal, non è curda siriana; si conferma sempre di più la sua origine somala – grazie a testimonianze di gente che la conosceva”, scrive Azzaman. Non solo, ma Bilal Hassan, l’uomo che i servizi di Ankara hanno divulgato la sua foto e presentato come complice della donna, è stato arrestato ad A’zaz, città siriana sotto il controllo delle milizie islamiste, finanziate, armate e protette dalle truppe turche. Secondo fonti dell’opposizione siriana, l’uomo è affiliato al gruppo Al-Hamazat, una formazione addestrata dalle truppe speciali turche.

Palestina occupata

La città palestinese di Al-Khalil (Hebron) è stata invasa ieri da centinaia di coloni estremisti, protetti da uno schieramento di soldati israeliani. Si sono accampati con le loro tende nelle piazze adiacenti la moschea Ibrahimia, per passare la notte con il pretesto di festeggiare, oggi, il “sabato di Sara”, presso la tomba dei patriarchi situata all’interno della moschea. I coloni hanno assaltato diverse case di palestinesi, danneggiando i vetri delle finestre e distruggendo auto parcheggiate. Secondo denunce di contadini palestinesi, nella loro marcia dagli insediamenti adiacenti, i coloni hanno tagliato e sradicato centinaia di olivi.

Sudan

Negli scontri tra manifestanti e polizia, ieri a Khartoum, sono rimaste ferite 30 persone, colpite dalle bombe lacrimogeni sparate ad altezza d’uomo. Il Comitato dei medici, un organismo dell’opposizione al golpe militare, ha denunciato che chi ha sparato voleva uccidere. La manifestazione è stata indetta dalle formazioni della resistenza nonviolenta contro il potere dei militari e per dire no all’accordo annunciato tra il generale Burhan e i partiti della coalizione per il cambiamento e la libertà. La trattativa indiretta tra le forze politiche e i militari, con la mediazione dell’ONU e dell’Unione Africana, è arrivata ad un accordo preliminare sulla base di una bozza di Costituzione provvisoria, che esclude l’esercito da ogni ruolo politico, ma garantisce l’immunità ai vertici che hanno condotto la fase del dopo caduta del regime di Omar Bashir.   

Tunisia

Si tiene oggi e domani, all’isola di Djerba, il vertice dei paesi francofoni, con la partecipazione del presidente francese Macron. Durante i lavori preparativi dei ministri degli esteri, tenuti ieri, una folla di manifestanti ha protestato contro l’operato della polizia tunisina sul caso dei migranti morti in mare, sepolti nel cimitero dei senza nome, a Zirzis. Gli agenti, schierati sul ponte che collega la cittadina all’isola, hanno impedito loro di arrivare alla sede del vertice e li hanno violentemente caricato con lacrimogeni e idranti per disperderli.

Arabia Saudita

L’amministrazione Biden ha “scoperto” che il principe Mohammed Bin Salman (MBS) ha un’immunità diplomatica che impedisce di processarlo in un tribunale USA sul caso Khashoggi. Il documento del Dipartimento di Giustizia che attesta l’immunità ai capi di Stato elabora salti acrobatici, affermando che il principe è “l’effettivo uomo alla guida del regno”. In realtà, MBS attualmente ricopre la carica di primo ministro e ai tempi dell’atroce assassinio, avvenuto nel consolato saudita di Istanbul il 2 ottobre 2018, era soltanto ministro della difesa. Riconoscergli la qualifica di capo di Stato è soltanto un’ipocrisia della Casa Bianca, che si riempie la bocca di difesa dei Diritti Umani e poi stringe la mano agli impresentabili.

COP27

La conclusione del vertice ONU sul clima COP27 è stata rinviata ad oggi, per il mancato accordo, sul comunicato finale, tra i paesi poveri e quelli industrializzati. Il pomo della discordia è l’ammontare delle compensazioni da riconoscere ai primi, a causa delle emissioni di gas nocivi da parte dei secondi. Anche sulla riduzione dell’inquinamento dall’uso dei carburanti fossili non c’è stato nessun passo in avanti. I lavori proseguono oggi e, forse, anche domani.  

Notizie dal mondo

Sono passati otto mesi e 24 giorni di guerra russa in Ucraina.

Appelli:

campagna a sostegno del blogger e attivista iraniano Hossein Ronaghi-Maleki. Hossein è in sciopero della fame. La sua vita è in pericolo. Sono state attivate due petizioni per chiedere la sua immediata scarcerazione. Vi chiediamo di firmare:

Anbamed chiama la vostra sensibilità per salvare la 20enne sudanese, Amal, dalla lapidazione. Vi chiediamo di scrivere una lettera all’ambasciata sudanese a Roma:  https://www.anbamed.it/2022/10/25/appellp-salvate-amal-dalla-lapidazione/

Sostenete Anbamed

Il prossimo 29 novembre è il secondo anniversario della costituzione di Anbamed, aps per la multiculturalità.

Questa maratona dell’informazione quotidiana sul Grande Vicino Oriente continua “puntuale, completa e senza interruzioni”, come l’ha definita un collega. Agli abbonati del 2022 andranno due quadri donati da Silvia Lotti e Giuseppe Di Giacinto.

Il rapporto delle donazioni dal 1° al 31 ottobre 2022 ci dice che sono state raccolte 730 € (+ 165 € rispetto al mese precedente).

Grazie per la sensibilità e l’impegno a coloro che hanno risposto al nostro appello.

Questa rassegna sopravvive grazie ai contributi dei suoi lettori e ascoltatori.

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1 commento

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