Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo

05 marzo 2022.

Rassegna anno III/n. 063

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Dieci giorni di guerra russa contro l’Ucraina. La centrale nucleare di Zaporizhzhia è occupata dall’esercito di Mosca. Si combatte su diversi fronti con fortune alterne. Secondo il presidente Zelensky sono 16 mila i mercenari arruolati da tutta Europa e le avanguardie sono già arrivate. La Nato ha detto di no alla richiesta ucraina di una no fly zone: “Non è la nostra guerra”. Il ministro della difesa russo ha concordato con il segretario dell’ONU la cooperazione per i corridoi umanitari.  Cessate-il-fuoco in due località per evacuare i civili. Annunciato un altro round di negoziati russo-ucraini nel fine settimana.

Oggi a Roma, alle 13.30 concentramento in piazza della Repubblica, per la manifestazione nazionale contro tutte le guerre.  

Domenica 27 marzo 2022 ore 18:00 si terrà, in modalità online, l’Assemblea dell’Associazione “Anbamed, aps per la Multiculturalità”. Tutti gli abbonati, anche non iscritti, possono chiedere il link per parteciparvi: anbamedaps@gmail.com

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I titoli

Pakistan: Una strage in una moschea di Peshawar. Isis rivendica.

Turchia: Ankara media tra Mosca e Kiev.

Libia: Una proposta ONU ai due parlamenti libici, per scongiurare lo scontro tra i due governi.

Iran: Dichiarazioni su un possibile accordo sul nucleare.

Petrolio: Le sanzioni boomerang. Aumento del prezzo del petrolio e calo dell’euro.

Le notizie

Pakistan

Un’orrenda strage di fedeli per mano dei terroristi di Daiesh. Almeno 56 persone uccise e altre duecento ferite nello scoppio di una bomba portata addosso da un attentatore suicida. È avvenuto a Peshawar, al confine con l’Afghanistan, in una moschea frequentata da musulmani sciiti. L’attentato è stato rivendicato dall’Isis.

Turchia

Il ministro degli esteri turco, Mevlüt Çavuşoğlu ha annunciato, alla fine della riunione della Nato a Bruxelles, che Ankara sta lavorando per un incontro tra i due ministri degli esteri di Mosca e Kiev. L’incontro avverrà durante i lavori del Forum diplomatico di Anatolia. La Turchia ha assunto una posizione di sospetta neutralità, perché da una parte ha forti rapporti economici e militari con la Russia, ma ha esportato droni all’Ucraina. Ha condannato la guerra, ma non partecipa alle sanzioni di USA e Ue.

Libia

La missione ONU ha proposto la costituzione di una commissione mista dei due parlamenti, per la formulazione di una Costituzione condivisa e preparare le elezioni. La data fissata è per il 15 marzo e il testo dovrebbe essere pronto entro due settimane dall’inizio dei lavori. Tutt’e due i governi hanno accolto positivamente la proposta, sostenuta anche dal comunicato dei tre paesi UE (Italia, Francia e Germania) + Stati Uniti e GB. Le dichiarazioni della rappresentante ONU, Stephanie Williams, sono però ambigue, perché da una parte assume una apparente neutralità, ma nella sostanza sorregge il diniego del governo dimissionario di passare i poteri a quello nuovo, che ha ottenuto la fiducia del Parlamento.

Rimangono sequestrati a Misurata due ministri del governo Basha-Agha, nelle mani delle milizie che sostengono il governo Dbeiba.  

Iran

Diplomatici statunitensi e britannici hanno affermato l’imminente firma di un accordo per il nucleare iraniano. Da Teheran un cauto ottimismo. Oggi il direttore dell’AIEA, Grossi è in visita nella capitale iraniana per chiarire la situazione sull’arricchimento dell’Uranio, compiuto da Teheran in seguito all’uscita degli Stati Uniti. L’organismo ONU per l’energia atomica riunirà il comitato dei governatori lunedì. La crisi ucraina sembra aver accelerato i lavori per il raggiungimento di un accordo da parte delle potenze occidentali, nel tentativo di sganciare Teheran dall’alleanza con Mosca. Il ministro degli esteri iraniano ha ribadito che parteciperà alla firma a Vienna, soltanto se saranno garantite tutte le richieste dell’Iran: fine di tutte le sanzioni e garanzie per il non abbandono degli Stati Uniti in futuro.

Petrolio

Il prezzo del petrolio ha fatto ieri una nuova impennata, raggiungendo la quotazione di 118 dollari al barile, con il 7% di aumento. È l’effetto della guerra in Ucraina e delle sanzioni occidentali contro la Russia. È il prezzo più alto dal 2008. A soffrire maggiormente di questo aumento è l’economia dei paesi UE. L’euro ha perso quotazioni rispetto al dollaro, raggiungendo il cambio di 1,10 dollari. È il livello più basso dal maggio 2020. Tutti gli indicatori finanziari sono in discesa.

Approfondimento

Ricostruire un movimento pacifista ancora più forte di Luciana Castellina, Presidente onoraria Arci

Echi della stampa araba n. 12

In questa rubrica riprendiamo in sintesi, ma fedelmente, opinioni, commenti ed editoriali apparsi sulla stampa araba, che valutiamo siano di un certo interesse per il lettore italiano.

La pubblicazione non significa affatto la condivisione delle idee espresse.

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