Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo

(testata giornalistica. Direttore responsabile: Federico Pedrocchi)

17 maggio 2022.

Rassegna anno III/n. 136

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82 giorni di guerra russa contro l’Ucraina. Evacuati i militari feriti dal complesso industriale di Azovstal. L’esercito ucraino riprende Kharkiv ed arriva al confine russo. Finlandia e Svezia confermano la richiesta di adesione alla Nato.

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I titoli

Palestina Occupata: Ucciso un giovane palestinese a sud di Nablus. Continua la repressione dei funerali.

Migranti: 500 migranti in difficoltà nel Mediterraneo centrale.

Libano: Il Parlamento eletto non ha una maggioranza certa.

Somalia: Gli USA riportano i loro marines, per un miglior controllo strategico sul Corno d’Africa.

Egitto: Un trucco giuridico per mantenere i detenuti amministrativi in carcere, anche dopo la decorrenza dei termini.

Iraq: Una tempesta di sabbia chiude uffici, scuole e trasporti.

Le notizie

Palestina Occupata

Le forze di occupazione israeliane hanno attaccato il funerale di un’altra vittima delle loro repressioni sulla spianata delle moschee. I portatori del feretro di Waleed Sharif (23 anni) sono stati pestati e bastonati alla moschea di Al-Aqsa e nel cimitero a Gerusalemme. Il pretesto è la presenza della bandiera palestinese, che fa paura al governo di Tel Aviv. In mancanza di una reazione politica adeguata dalle cancellerie internazionali, Israele continuerà lo scempio dei valori del rispetto per i diritti dei palestinesi, compreso quello di accompagnare i propri morti all’ultima dimora.

Nel pestaggio di ieri a Gerusalemme ci sono stati oltre 70 feriti, alcuni con pallottole sparate ad altezza d’uomo. La ministra dell’Interno israeliana ha ordinato il divieto di espatrio per l’imam della moschea di Al-Aqsa, Akrama Sabry. Un accanimento contro le autorità religiose islamiche, che innesca altre provocazioni contro i palestinesi. La Chiesa cattolica di Gerusalemme ha condannato l’attacco ai funerali, cristiani e musulmani. L’ospedale San Giuseppe di Gerusalemme farà causa contro la polizia per l’irruzione e gli spari nella struttura.

L’assassinio della giornalista Shireen Abu Aqile sta suscitando ancora reazioni a Washington. Alla Camera ed al Congresso sono state avanzate richieste alla Casa Bianca di valutare l’urgenza di un’inchiesta federale, per l’assassinio di una cittadina statunitense a Jenin. Per tentare di limitare i danni d’immagine, il ministro della difesa di Tel Aviv, Gantz è in visita negli USA. La tesi israeliana per l’assassinio di Shireen adesso è “sparo per errore da parte di un soldato, in condizioni di tensione”. Il cambio delle regole d’ingaggio decise dal governo Bennett, lo scorso marzo, garantiscono all’assassino l’impunità.

A sud di Nablus, un altro giovane palestinese è stato ucciso, con il solito pretesto di tentato accoltellamento ad un posto di blocco.

Migranti

Alarm Phone ha comunicato, alla mezzanotte, la presenza nel Mediterraneo centrale di una barca in difficoltà con a bordo 500 persone, senza cibo e acqua. Secondo l’ONG britannica, sono state informate le autorità maltese, italiana e libica per garantire i soccorsi, ma non ci sono conferme di azioni conseguenti. Secondo le informazioni fornite, la barca è partita dal porto di Tobruk. Secondo altre fonti ci sarebbe anche un’altra barca con 26 persone a bordo al largo di Bengasi. Le autorità tunisine hanno salvato 81 migranti partiti il 13 maggio da un porto libico. Sono stati accompagnati a Ben Gherdane e consegnati alla polizia. Le nazionalità dei migranti sono Egitto, Sudan e Bangladesh.

Libano

Il ministero dell’Interno ha comunicato che sono stati conclusi i conteggi dei voti nella maggior parte delle circoscrizioni. Su 12 delle 15, i risultati sono definitivi. Hezbollah e Amal hanno conquistato il totale dei 27 seggi sciiti. I liberali hanno perso alcuni seggi a favore delle Forze libanesi di destra. I seggi sunniti sono stati conquistati da diverse forze nuove e in alcuni casi dai movimenti della società civile. La geografia del nuovo Parlamento è cambiata di poco e non sarà facile formare un nuovo governo, per la mancanza di una maggioranza certa. Il prossimo ottobre si dovrà eleggere il presidente della Repubblica. La difficoltà maggiore che il paese sta affrontando è quella economica e finanziaria e la mancanza di un governo in carica da oltre due anni, non faciliterà una soluzione dei contenziosi con la Banca Mondiale e il Fondo Monetario Internazionale.   

Somalia

Il presidente Biden ha autorizzato l’invio a Mogadiscio di un reparto di marines, che il suo predecessore aveva ritirato. La decisione di Washington avviene in vista dell’elezione del nuovo presidente somalo, Sheikh Mahmoud. La presenza militare statunitense in Somalia è un’operazione strategica per il controllo del Corno d’Africa e il pretesto è la lotta contro il terrorismo qaedista del movimento Shebab.

Le sfide al nuovo presidente islamista moderato sono molteplici: liberare i territori sotto il controllo degli Shebab, garantire la collaborazione tra istituzioni federali e le province, far fronte alla siccità che sta travolgendo il paese e approvare una legge elettorale che riporti il diritto di voto a tutti i somali, con il sistema “una persona, un voto”, soppresso da oltre 40 anni fa dal colpo di Stato di Ziad Barre.

Egitto

Il centro per i diritti umani Mada ha documentato la pratica repressiva nei confronti dei detenuti amministrativi, che le forze di sicurezza hanno escogitato per mantenerli in carcere anche dopo la decorrenza dei termini (due anni). Il trucco giuridico consiste nell’emettere, prima della scadenza del periodo dell’arresto, un nuovo ordine con le stesse accuse e altre simili. Lo scorso anno 1732 detenuti hanno subito un simile trattamento. Alcuni attivisti politici hanno trascorso sette anni in carcerazione preventiva e non hanno avuto ancora un processo.

Iraq

Una nuova tempesta di sabbia sta tormentando la regione meridionale dell’Iraq, provocando la chiusura delle scuole, degli aeroporti e di quasi tutto il trasporto terrestre. In 6 province è stata sospesa l’attività degli uffici pubblici. La riduzione della visibilità è arrivata fino a 50 metri. Dallo scorso marzo, l’Iraq è soggetto a queste tempeste in media due volte alla settimana. Secondo i meteorologi l’origine del fenomeno è imputabile alla siccità, alla mancanza di apporti idrici nei fiumi e la strisciante desertificazione del territorio, tutti fenomeni riconducibili ai cambiamenti climatici globali.

Approfondimento

Masafer Yatta: la storia degli 8 villaggi palestinesi da demolire

e degli oltre mille abitanti da cacciare dalle loro terre

Echi dalla stampa araba n. 15

a cura di Francesca Martino

In questa rubrica riprendiamo in sintesi, ma fedelmente, opinioni, commenti ed editoriali apparsi sulla stampa araba, che valutiamo siano di un certo interesse per il lettore italiano.

La pubblicazione non significa affatto la condivisione delle idee espresse.

Il Sudan sull’orlo del collasso

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1 commento

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