Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo

(testata giornalistica. Direttore responsabile: Federico Pedrocchi)

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05 aprile 2023.

Rassegna anno IV/n. 094

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I titoli:

Palestina occupata: Un 15enne palestinese ferito dai coloni è stato arrestato a Silwan, vicino a Gerusalemme.

Siria: Ucciso ad Idlib da un drone USA un capo di Daiesh (Isis)

Iraq: Un milione di sparizioni forzate nelle 3 guerre irachene.

Pakistan: L’Alta Corte ordina elezioni amministrative entro maggio. Una vittoria dell’opposizione.

Israele: Due soldati accoltellati vicino ad una caserma, a sud di Tel Aviv.

Tunisia: Una commissione ONU chiede al governo di mettere fine alle discriminazioni contro immigranti.

Le notizie

Palestina occupata

A Silwan, vicino a Gerusalemme, un giovane palestinese di 15 anni è stato ferito da un colono che ha sparato dall’interno della sua auto. Le forze di occupazione israeliane hanno arrestato il ferito. L’accaduto è avvenuto durante un’irruzione delle truppe in un quartiere palestinese, che sono state affrontate dal lancio di pietre da parte di un nutrito gruppo di giovani del luogo. Le forze israeliane hanno bloccato l’arrivo di un’ambulanza per soccorrere il ferito. Altri 5 giovani sono stati fermati. Chi lancia le pietre viene arrestato perché è palestinese, chi spara viene lasciato libero perché è ebreo israeliano. Si chiama Apartheid coloniale.

Siria

Il Comando centrale USA (CENTCOM) ha annunciato di aver ucciso, in un attacco nel nord della Siria, un alto capo di Daiesh. Nell’attacco con drone sarebbe stato ucciso Khaled Al-Jabouri, iracheno, considerato il responsabile della pianificazione di azioni all’estero. L’osservatorio siriano sostiene che l’azione USA è avvenuta nella provincia di Idlib e il daeshista è stato individuato dal suo cellulare, che lo stava utilizzando in quel momento in una comunicazione con i familiari in Iraq. La zona è sotto il controllo delle milizie islamiste, protette dall’intervento militare turco.

Iraq

Una commissione dell’ONU valuta in quasi un milione le sparizioni forzate avvenute in Iraq dal 1968 in poi, particolarmente durante le tre guerre del Golfo. La magistratura irachena non ha mai affrontato la questione per la mancanza di una legge specifica sulle sparizioni forzate e per volontà politica. Soltanto per l’invasione di Bush e Blair del 2003, si annoverano in 200 mila le persone sparite nelle carceri gestite dagli invasori. Il fenomeno ha assunto dimensioni drammatiche durante il dominio di Daiesh su una parte del paese (2014-2017).

Pakistan

L’Alta corte ha ordinato al governo di svolgere le elezioni amministrative in due regioni del paese, nelle scadenze regolari, entro il 15 maggio. È una vittoria del partito Insaf, guidato dall’ex premier Oumran Khan, contro le decisioni del governo che aveva rinviato la data delle elezioni al prossimo ottobre. Il pretesto del governo è la crisi economica che attanaglia il paese, ma la vera regione è il timore di una vittoria schiacciante dell’opposizione, come è avvenuto negli ultimi ricorsi alle urne.    

Israele

Due soldati sono rimasti feriti durante un’aggressione con un coltello, ieri pomeriggio, a Rishon LeZion, a sud di Tel Aviv. Sono stati ricoverati in ospedale e uno di loro versa in gravi condizioni. L’aggressore è stato arrestato, ma la polizia non ha reso nota la sua identità. L’attacco avviene mentre l’esercito israeliano sta compiendo operazioni di rastrellamento in Cisgiordania, con arresti, morti e feriti.

Tunisia

La Commissione ONU per i Diritti Umani contro le discriminazioni razziali (OHCHR) ha chiesto al governo tunisino di mettere fine alle repressioni contro i migranti di origine sub-sahariana, avvenute dopo le dichiarazioni del presidente Saied dello scorso marzo. Saied aveva parlato di “migranti illegali che commettono reati e la loro presenza fa parte di un piano per la sostituzione etnica”. Immediatamente molti immigrati con i documenti di soggiorno scaduti sono stati licenziati o sfrattati. La polizia ha compiuto arresti di centinaia di migranti senza documenti. Il discorso dell’odio fomentato dal presidente tunisino è stato respinto dalla società civile che è scesa in piazza con grandi manifestazioni antirazziste.

L’intervento della commissione ONU sulla situazione in Tunisia è giusto e doveroso, ma preoccupa il suo silenzio nei confronti delle leggi discriminatorie emanate dai paesi industrializzati oppure i discorsi dell’odio dei populisti di estrema destra nei paesi ricchi.

Notizie dal mondo Sono passati 13 mesi e 10 giorno dall’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina.

Approfondimenti

  • In ricordo del grande Gianni Minà

di Amerigo Kashbur vai all’articolo

  • “Eurocentrismo” di Samir Amin

di Giorgio Riolo QUI

  • [Finestra sulle Rive Arabe] Alla scoperta del romanzo kuwaitiano

di Federica Pistono qui

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Campagna Amnesty International per la chiusura di Guantanamo. Da 21 anni il centro di detenzione di Guantánamo è una vergogna per i diritti umani. La maggior parte dei detenuti non è mai stata accusata di nessun reato. Troppi hanno subito feroci torture e maltrattamenti.

Il centro di Guantánamo deve chiudere!

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Pubblicato il numero 1/2023 della Rivista “Diritto, Immigrazione e Cittadinanza” promossa da ASGI e Magistratura Democratica dal 1999.
Dal 2017 la Rivista è passata dal formato cartaceo al sito internet dove pubblica i suoi contenuti gratuitamente online.

Si è tenuta il 30 marzo, presso la Fondazione Lelio e Lisli Basso ONLUS, la presentazione volume “Disinformazione democrazia. Populismo, rete e regolazione”. Per seguire la registrazione video, clicca qui.

Il premio Inge Feltrinelli menzione speciale diritti violati al miglior progetto editoriale è stato assegnato al sito egiziano Mada Misr. La direttrice e cofondatrice Lina Atallah “ha spiegato le ragioni della nascita e della vita di Mada. Una lezione per tutte e per tutti, qui, da noi”, ha scritto la collega Paola Caridi, presentatrice della cerimonia.

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1 commento

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