La città di Guernica, in Spagna, ha ospitato un evento unico di solidarietà con la Palestina in una sorta di gemellaggio morale che ha ricordato il bombardamento nazifascista sui civili da cui scaturì l’angosciante dipinto di Pablo Picasso. Un parallelismo che descrive in pieno la gravità della mattanza dell’esercito di Israele contro la popolazione di Gaza.

Ne è nato questo video che mischia immagini del bombardamento nazifascista della città basca e quelli israeliani sulla popolazione palestinese di Gaza, immagini dell’organizzazione delle migliaia di persone che hanno partecipato al flash-mob e delle performance di artisti e poeti di componimenti e canzoni.

L’Iniziativa dei cittadini Guernica-Palestina, una coalizione di sindacati, partiti politici e organizzazioni sociali, ha organizzato flash-mob realizzando un simbolico mosaico umano, tracciando paralleli tra le sofferenze passate di Guernica e lo sterminio che si sta compiendo a Gaza sotto gli occhi di tutto il mondo, il silenzio delle diplomazie e la complicità di USA, UE e Nato.

L’evento, che si è svolto nella piazza principale della città, dove i civili furono bombardati senza pietà nel 1937, mira a inviare un forte messaggio di sostegno alla Palestina nell’attuale aggressione israeliana. Le sirene hanno suonato in ricordo delle vittime, mentre artisti e poeti provenienti dalla Palestina e dalla regione basca hanno prestato la loro voce attraverso letture toccanti e canzoni commoventi.

Gli organizzatori in un comunicato hanno dichiarato la loro intenzione è quella di mettere in luce il genocidio perpetrato da Israele contro il popolo palestinese: “Vogliamo gridare al mondo che Israele sta commettendo un genocidio contro il popolo palestinese e condividere il dolore del popolo palestinese” e lo hanno fatto nella piazza con un mosaico umano raffigurante la bandiera palestinese; la sofferenza dei civili coinvolti nel fuoco degli attacchi israeliani a Gaza è stata simbolicamente rappresentata da un particolare del quadro di Picasso.

Ricordiamo che il 26 aprile 1937, durante la guerra civile spagnola, la città basca di Guernica subì un bombardamento aereo a tappeto da parte della Legione Condor (unità volontaria della Luftwaffe) con il supporto della Aviazione Legionaria, unità volontaria non ufficiale della Regia Aeronautica italiana.

Il 70% degli edifici di Guernica fu distrutto o reso inagibile. La città contava allora circa 7000 abitanti e per il governo basco le perdite furono circa un terzo della popolazione, mentre ricerche più recenti hanno parlato di circa 2-300 morti. In realtà, per non lasciare traccia del massacro, i franchisti che entrarono in città, distrussero i registri dello stato civile.

Nonostante le bugie delle forze aeree italo-tedesche sulle motivazioni e sullo svolgimento dell’attacco, fu un bombardamento contro la popolazione civile e contro la città, come risulta da fonti e testimonianze e come confermato da un ultimatum lanciato alle forze repubblicane nei giorni precedenti in cui di minacciava “se non vi sottometterete subito raderemo al suolo la Biscaglia”. Si vede benissimo che i generali israeliani hanno studiato dai loro maestri nazifascisti.

Franco e Hitler cercarono di negare l’accaduto, poi smentiti da Goering al processo di Norimberga. Ma nell’immediato furono i resoconti degli inviati della stampa internazionale presenti a raccontare al mondo l’orrore.

Un parallelismo perfetto per descrivere quanto accade oggi a Gaza, dove anche la stampa è fatta bersaglio dall’esercito israeliano ed oltre 90 giornalisti e cameraman, non solo palestinesi, sono stati uccisi e dove i video sui social non permettono alla narrazione della stampa filo israeliana di cancellare o nascondere i crimini di guerra e contro l’umanità compiuti dall’esercito di Tel Aviv.

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