Mubarak Abdul-Rahman Miyiad, insegnante, Aden (Yemen). “Il mio paese è in guerra dal 2015, ma la nostra solidaretà con la Palestina non diminuisce. C’è in atto un genocidio e deportazione di massa che vanno bloccati. Anche con piccole azioni simili alla vostra. Sono venuto a conoscenza del vostro digiuno da un gruppo Telegram in arabo. Diffonderò. Grazie per la solidarietà concreta con gli ultimi. Libertà per la Palestina e pace per tutti i popoli del M.O.”. (testo originale in arabo; traduzione in italiano della Redazione).
Opto per la giornata del 9, sperando che il prima possibile non sia più necessario protestare. Di seguito il mio messaggio: Giovanna Paci, Fermo. Architetto. “Un segno concreto di vicinanza a chi soffre ingiustamente, di protesta contro il crimine che si sta perpetrando, di pressione nei confronti di criminali, conniventi, ignavi, indifferenti”.
Luigi Eusebi, Mar’haba, ricordo che partecipo al digiuno ogni mercoledì, va bene pubblicare il nome nella lista.
I miei dati sono: Luigi Eusebi, Torino, attivista per Palestina e sud del mondo.
Del Gruppo digiuno x la Pace digiunano i nominativi pubblicati sulla pagina: https://sites.google.com/view/digiunoperlapace/oggi-digiunano-con-noi
| mercoledì | Marco | Zamarchi |
Dal Centro Studi Sereno Regis di Torino: “Continuiamo il digiuno a staffetta, come molte altre realtà in Italia tra cui Anbamed. Continuiamo con questa forma di protesta fino a che il governo di Israele cessi il genocidio e la pulizia etnica del popolo palestinese a Gaza e in Cisgiordania. Fino a che riprendano gli aiuti umanitari da parte delle agenzie delle Nazioni Unite. Fino a che siano liberati gli ostaggi israeliani e i prigionieri palestinesi”.
