Per ascoltare l’audio di oggi, 08 settembre 2025:

Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo 

(testata giornalistica online fondata da Farid Adly.

Direttore responsabile Federico Pedrocchi)

Rassegna anno VI/246 (1848)

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Ad agosto c’è stata una crescita sensibile delle donazioni a favore di Anbamed. Dopo 3 mesi consecutivi di calo, registriamo adesso il segno positivo. Il valore complessivo del mese scorso è stato di 625,00 (+ 240,00 € rispetto al precedente mese di luglio). Non solo, ma lo Stato italiano ci ha fornito la somma del 5xmille dell’anno 2024: 1711,65 euro, una cifra per noi ragguardevole. Grazie a tutti e tutte voi.

Adozioni a distanza: È stato importante anche l’impegno dei nostri lettori a favore dei bambini di Gaza: 3500 € per le adozioni e 880 euro per i pasti caldi.

Grazie a chi ha contribuito e chiediamo a tutti e tutte di seguire il loro esempio, nel sostegno economico dell’impresa giornalistica senza padroni e senza pubblicità. La libertà non ha prezzo!

Forte adesione all’iniziativa dello sciopero della fame a staffetta, intrapresa nel quadro della web mobilitazione permanente avviata il 9 maggio: #ultimogiornodiGaza.

Per aderire: scrivere nome, cognome, città, professione e il giorno prescelto per compiere il digiuno, a: mailto:anbamedaps@gmail.com.

Le notizie

Genocidio a Gaza

Distruzione totale della vita a Gaza. È il piano militare israeliano per completare il genocidio e deportare la popolazione. L’esercito israeliano ha abbattuto il terzo palazzo in tre giorni, con missili anti bunker vietati internazionalmente in zone civili abitate.

Palazzo abbattuto: clicca! È deportazione forzata. Netanyahu e il suo esercito vogliono buttare i palestinesi a mare.

Da nord e da est, Israele sta creando il deserto attorno alla popolazione con bombardamenti aerei, artiglieria e droni. I soldati mandano in avanscoperta i robot esplosivi per distruggere i ruderi dove la gente si rifugiava.

Le zone definite orwellianamente “umanitarie” dalla propaganda israeliana sono state bombardate con decine di morti e centinaia di feriti. L’unica via di fuga davanti alla gente di Gaza città è di buttarsi a mare “volontariamente”, come dice un ex direttore di giornale scorta mediatica del genocidio.

Nella giornata di ieri, sono stati trasferiti negli ospedali 87 corpi di persone uccise e 409 ferite. Tra di loro, le vittime della distribuzione di aiuti sono state 31 persone uccise e 132 ferite. Più che centri di aiuti, sono trappole mortali: tra gli affamati alla ricerca di un sacco di farina sono stati uccise da maggio 2.416 persone e ferite altre 17.709.

Il nostro commento quotidiano fisso: Ci sono ancora coloro che obiettano che non si tratti di genocidio, basandosi su congetture

storiche e non guardando la realtà delle cifre e delle intenzioni, dicono: “Dire che Israele commette genocidio è una bestemmia”.

Pronunciare una frase simile è la vera bestemmia nei confronti della memoria dei sei milioni di ebrei assassinati dal nazismo tedesco.

Cisgiordania

Truppe israeliane irrompono a Sinjil, in Cisgiordania dopo un’aggressione dei coloni, per completare l’opera di distruzioni con rastrellamenti e arresti di attivisti palestinesi

L’offensiva israeliana in Cisgiordania per la deportazione della popolazione autoctona e sostituirla con coloni arrivati da ogni dove, come avvenne nel dopo seconda guerra mondiale nella Nakba del 1948, è coordinata tra coloni e esercito e si concretizza a diversi livelli. Sono state 39 le irruzioni dell’esercito, ieri, in città e villaggi con distruzioni e arresti. 13 invece le aggressioni dei coloni ebrei messianici contro contadini e pastori palestinesi. Le devastazioni hanno preso di mira gli olivi, prima della stagione del raccolto. Secondo gli attivisti palestinesi locali, in tutta la Cisgiordania sono stati abbattuti ieri oltre 200 olivi. “Vogliono distruggere la nostra economia, per cacciarci dalla nostra terra”, ci ha detto un attivista che assisteva impotente alle devastazioni dei coloni protetti dai soldati. “Appena cominciamo a lanciare pietre per all0ntare i coloni, i soldati sparano. Avviene tutti i giorni”.

Trattative

Sul tavolo del negoziato indiretto torna l’idea di una proposta complessiva: la liberazione di tutti gli ostaggi in cambio della liberazione di migliaia di detenuti palestinesi nelle carceri israeliane e la fine dell’aggressione. La proposta è statunitense accompagnata da minacce esplicite da Trump di “giorni neri” se Hamas rifiutasse. Come se quello che sta facendo Israele per la popolazione non fosse sufficiente ad annientare la vita.

Secondo rivelazioni della stampa israeliana, l’inviato speciale USA Wittkof ha fatto pervenire a Hamas tramite mediatori privati (imprenditori palestinesi di nazionalità statunitense) e non tramite Egitto e Qatar, la proposta “prendere o lasciare”: rilascio di tutti gli ostaggi, vivi e morti, il primo giorno della tregua in cambio della liberazione di oltre mille detenuti palestinesi. “Trump garantisce la fine della guerra fino alla conclusione del negoziato”.

Hamas ha emesso un comunicato dove dichiara di accettare la proposta, la consegna dell’amministrazione di Gaza ad una commissione palestinese formata da tecnici e chiede garanzie certe del ritiro israeliano.

Il portavoce del governo israeliano ha affermato che “la fine della guerra avverrà alle nostre condizioni”, cioè il disarmo di Hamas, che la versione statunitense trapelata non lo prevede esplicitamente.

Global Somoud Flotilla

Le navi partite dalla Spagna sono arrivate ieri sera a Tunisi, dove sono state accolte da una folla sterminata di cittadini.

Le barche e le navi dall’Italia partiranno mercoledì da Catania e Siracusa.

Il tracker della navigazione della Flotilla vi permetterà di seguire sul web la localizzazione delle barche e navi in viaggio verso le coste di Gaza:

Controllo pass a passo di GSF

Mobilitazioni in tutta Italia per sostenere la Global Sumoud Flotilla.

RomaMilano

Solidarietà in Italia con la Palestina

Migliaia di manifestazioni sono state organizzate nel fine settimana in ogni angolo d’Italia. Non si contano anche le iniziative individuali con la bandiera palestinese sul balcone per sfidare divieti e intimidazioni da parte di autorità senza cuore e senza anima e soprattutto in contrasto con la Costituzione.

Ogni giorno in piazza del Duomo di Milano, dal 16 giugno, si tiene un flash-mob silenzioso con lettura di poesie contro il genocidio compiuto da Israele a Gaza. Leggi: clicca

Di tutte le mobilitazioni e iniziative per la Palestina, la stampa scorta mediatica del genocidio non ha dato informazioni.

Rivendichiamo 63 mila kefieh in Senato, una per ogni civile palestinese ucciso dall’esercito israeliano a Gaza.

Artisti x Gaza

A Piacenza il laboratorio Popolare della Cultura e dell’Arte ha realizzato un’installazione per sensibilizzare la comunità piacentina riguardo la Sumud Flottilla e l’importanza della missione umanitaria internazionale diretta a Gaza via mare.

Barchette di carta tinte con i colori della bandiera palestinese e uno stendardo che riporta lo slogan «fermiamo il genocidio». Anche Piacenza si mobilita per Gaza contro il massacro del popolo palestinese e contro le azioni genocidarie del governo israeliano. clicca per guardare il video.

Sciopero della fame a staffetta contro il genocidio

Sono stati 118 i giorni dello sciopero della fame, dall’avvio della campagna di Digiuno x Gaza, l’iniziativa lanciata a maggio da Anbamed. Oggi, lunedì 8 settembre, prosegue incessantemente l’azione nonviolenta di sciopero della fame 24h a staffetta.

Per leggere l’elenco aggiornato dei nomi dei digiunatori di oggi: clicca!

La solidarietà non dorme. Si mobilita anche in tempo di vacanze.  Continueremo la campagna di sciopero della fame 24H a staffetta fino alla fine definitiva della guerra contro la popolazione di Gaza.

L’azione continuerà nei prossimi giorni con la partecipazione di altri gruppi. Gli iscritti sono tantissimi e, secondo le disponibilità espresse, costruiremo il calendario con l’elenco dei partecipanti di tantissime città italiane, europee e arabe.

È un digiuno del cibo e non della sete. Si può liberamente bere.

Vi chiediamo di scattare una vostra foto con un cartello “IO DIGIUNO X GAZA”. Una lunghissima galleria di immagini che trasformeremo in un mosaico di solidarietà. Mandateci le foto a anbamedaps@gmail.com e pubblicatele sui vostri account social.

Se volete partecipare nei prossimi giorni, scrivete un messaggio di posta elettronica con nome, cognome, città di residenza, professione (facoltativa), data prescelta (anche più di una, volendo) e un pensiero che pubblicheremo con l’elenco generale di tutti gli aderenti. Le adesioni vanno inviate esclusivamente a: mailto:anbamedaps@gmail.com

Manderemo un email di avviso, il giorno prima, a tutti i digiunatori del turno.

In molte realtà sono stati organizzati dei presidi nelle piazze e di fronte ai palazzi del potere oppure creato momenti di condivisione collettiva del digiuno. Sono iniziative pregevoli che raccomandiamo, chiedendo agli organizzatori di comunicarci in anticipo gli eventi programmati e mandarci eventualmente foto da pubblicare.

Appello per il dott. Hussam Abu Safiya

Anche del dott. Dott. Marwan el-Homs, direttore degli ospedali da campo, rapito dal suo ospedale 12 giorni fa non ci sono tracce evidenti. Un’unità speciale dell’esercito di occupazione ha fatto irruzione armi alla mano nella struttura sanitaria e ha prelevato il dott. El-Homs ed altri 3 infermieri.

Al-jazeera ha realizzato un documentario sul caso del dott. Abu Safiya, ostaggio palestinese in mano dell’esercito israeliano dal 27 dicembre 2024.

“Me lo hanno portato davanti strisciando, accompagnato da quattro carcerieri. Gli era proibito alzare la testa o la schiena, bendato e ammanettato. Le manette rimasero sulle sue mani per tutta la durata della visita, che non ha superato i trenta minuti. La visita si è svolta dietro una parete di vetro, utilizzando un ricevitore telefonico tenuto dal prigioniero in una delle mani ammanettate”. Lo ha detto in una dichiarazione stampa l’avvocata Ghaid Qassem, legale del dott. Hussam Abu Safiya. Notizia che non leggerete sulla stampa scorta mediatica del genocidio. Chiunque pronuncerà il mantra “Israele paese democratico”, riceverà uno schiaffo sonoro.

Pubblicato sul nostro sito il testo in italiano dell’appello per la liberazione del dott. Hussam Abu Safiya. clicca. Eventuale firma dell’appello va segnata sul sito indicato più sotto.

Firmate l’appello per chiedere la liberazione del direttore dell’ospedale Kamal Adwan,preso in ostaggio dall’esercito israeliano il 27 dicembre 2024, poi dopo 10 giorni annunciata la sua detenzione. Contro di lui non ci sono accuse. Il coraggioso medico è reo di non aver abbandonato il posto di lavoro, malgrado l’assassinio di suo figlio primogenito, Ibrahim, e le gravi ferite da lui stesso subite.

clicca  per aderire.

Solidarietà/Al-Najdah

Uscirà prossimamente un’intervista in podcast della direttrice di Al-Najdah, Asmaa Khaled, sulle attività dell’associazione a favore dei bambini orfani di Gaza.

1° settembre 2025: è arrivata una nuova adozione a distanza. La solidarietà popolare con la Palestina e in difesa dell’infanzia non si arrende. Il numero totale dei bambini/e adottati/e è salito a 53, dal 3 marzo 2025. Nel mese di agosto sono stati raccolti per le adozioni a distanza 3.500 euro e altri 880 per i pasti caldi. In totale 4.380 euro. I bambini di Gaza ringraziano.

Il primo di ottobre si svolgerà un incontro pubblico a Cambiano (To) per la presentazione del progetto “Ore Felici per i Bambini di Gaza” ed un intervento sulla situazione attuale in Palestina ed in particolare a Gaza.

Da Gaza, la direttrice del Najdah, Asmaa Khaled, ci informa che sono riprese le iniziative di distribuzione dei pasti caldi, offerti dall’associazione, nei campi di sfollati. “Grazie anche alle donazioni che arrivano da associazioni di tutto il mondo, come la vostra”.

Abbiamo trasferito il 20 agosto 2025, tramite bonifico bancario internazionale, la seconda tranche delle somme raccolte fino al 31 luglio 2025 a favore delle adozioni a distanza di bambini e bambine di Gaza e per la fornitura di pasti caldi. La somma trasferita è di 14.675 euro. Grazie a tutti i donatori.

Sono arrivate altre 2 adozioni a distanza, portando il numero totale a 48. Abbiamo comunicato i dati all’associazione Al-Najdah (Soccorso Sociale), per mandarci la documentazione.

Grazie ai contributi arrivati da tutto il mondo e anche dagli affidatari italiani (siamo già a 48 realtà di singoli, famiglie, associazioni e gruppi di amici), al-Najdah ha potuto nei giorni scorsi tornare a fornire pasti caldi a tutti e non solo agli orfani custoditi. È una goccia nel mare dei bisogni, ma è un’azione necessaria per alleviare le sofferenze del popolo di Gaza che sta subendo una minaccia di tipo nazista: il genocidio e la deportazione.

Alla manifestazione di sabato a Milano contro il genocidio israeliano a Gaza, alcuni affidatari hanno portato cartelli con i nomi dei bambini adottati a distanza.

L’offensiva di terra israeliana su Deir Balah sta costringendo le militanti di al-Najdah a sfollare verso sud per salvare gli orfani e le madri. Il centro delle attività di al-Najdah a Deir Balah è stato colpito tre giorni fa a mezzanotte da una bomba d’artiglieria. Nessuna vittima, né uccisi né feriti, semplicemente perché non c’erano attività a quell’ora. Il centro era vuoto.  “Come ogni volta si ricomincia daccapo. Non ce ne andremo. Siamo già al lavoro per rimetterlo in funzione”, ci ha scritto un’attivista dell’organizzazione delle donne di sinistra di Gaza.

Abbiamo ricevuto da molti affidatari dei messaggi e disegni dedicati ai bambini e bambine in adozione a distanza tramite Anbamed. Abbiamo tradotto e spedito il tutto all’associazione Al-Najdah. Sono state lette le lettere e distribuite le immagini durante gli incontri collettivi educativi e per l’istruzione, che si tengono nelle tende delle insegnanti o in spazi dell’associazione, sempre in tende di dimensioni più grandi per accogliere i bambini ed i giovanissimi per non far perdere loro un altro anno scolastico. Sono incontri importanti anche dal punto di vista psicologico.

Molti lettori ci scrivono per sapere maggiori info sulla campagna “Ore Felici per i Bambini di Gaza”. È arrivata due giorni fa una nuova adozione a distanza. Continuano ad arrivare contributi una tantum per i pasti caldi. La gara di solidarietà con la popolazione ed i bambini di Gaza non perde vigore. Le adozioni sono arrivate al numero di 48, nell’arco di soli 5 mesi.

Per chiedere info o aderire, scrivete a: anbamedaps@gmail.com

Potete leggere la cronologia delle azioni del progetto Ore Felici per i Bambini di Gaza, la campagna di adozioni a distanza clicca  

Notizie dal mondo   

Sono passati tre anni, 6 mesi e 14 giorni dall’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina.

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