Per ascoltare l’audio di oggi, 22 settembre 2025:
Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo
(testata giornalistica online fondata da Farid Adly.
Direttore responsabile Federico Pedrocchi)
Rassegna anno VI/260 (1862)
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Ad agosto c’è stata una crescita sensibile delle donazioni a favore di Anbamed. Dopo 3 mesi consecutivi di calo, registriamo adesso il segno positivo. Il valore complessivo del mese scorso è stato di 625,00 € (+ 240,00 € rispetto al precedente mese di luglio). Non solo, ma lo Stato italiano ci ha fornito la somma del 5xmille dell’anno 2024: 1711,65 euro, una cifra per noi ragguardevole. Grazie a tutti e tutte voi.
Adozioni a distanza: È stato importante anche l’impegno dei nostri lettori a favore dei bambini di Gaza: 3500 € per le adozioni e 880 euro per i pasti caldi.
Grazie a chi ha contribuito e chiediamo a tutti e tutte di seguire il loro esempio, nel sostegno economico dell’impresa giornalistica senza padroni e senza pubblicità. La libertà non ha prezzo!
Forte adesione all’iniziativa dello sciopero della fame a staffetta, intrapresa nel quadro della web mobilitazione permanente avviata il 9 maggio: #ultimogiornodiGaza.
Per aderire: scrivere nome, cognome, città, professione e il giorno prescelto per compiere il digiuno, a: mailto:anbamedaps@gmail.com.
Le notizie
Genocidio a Gaza
Buttare i palestinesi a mare.
L’ultima trovata delle menti malate dei generali israeliani è stata l’utilizzo dei camion militari dismessi come bombe disseminate in mezzo alle case ed ai ruderi di Gaza città per spianare il terreno. Nell’ultima settimana, con una media giornaliera di 17 camion imbottiti di tonnellate di tritolo e fatti esplodere, è stata rasa al suolo l’area a nord del capoluogo. Dopo le esplosioni entrano in scena i grandi bulldozer per spianare il terreno e impedire la possibilità di ritorno dei nativi alle loro terre, adesso irriconoscibili.
Genocidio e deportazione. Se non avranno un posto a terra, i palestinesi sopravvissuti alle bombe e pallottole saranno buttati da Israele a mare.
Il nostro commento quotidiano fisso: Ci sono ancora coloro che obiettano che non si tratti di genocidio, basandosi su congetture
storiche e non guardando la realtà delle cifre e delle intenzioni, dicono: “Dire che Israele commette genocidio è una bestemmia”.
Pronunciare una frase simile è la vera bestemmia nei confronti della memoria dei sei milioni di ebrei assassinati dal nazismo tedesco.
ONU e Stato di Palestina
Importantissimi sviluppi stanno avvenendo in ambito internazionale per il riconoscimento dello Stato di Palestina e isolare diplomaticamente Israele. Gran Bretagna, Canada, Australia e il Portogallo hanno annunciato il loro riconoscimento dello Stato di Palestina. Altri paesi sono in arrivo. Sono decisioni importanti anche se tardive e non decisive per la fine del genocidio e per l’affermazione dei diritti del popolo palestinese all’indipendenza. Guai a sottovalutare il valore di tali decisioni; una tale reazione riduttiva sarebbe un sostegno alla linea di Netanyahu che nega la possibilità della nascita di uno Stato palestinese.
Alle minacce di Netanyahu di ritorsioni, il premier britannico ha risposto stranamente duramente: “Netanyahu si assumerà la responsabilità delle sue decisioni”.
Cisgiordania
Il governo israeliano sta discutendo le misure di annessione, per contrastare gli sviluppi diplomatici con il riconoscimento dello Stato di Palestina. Le correnti estreme del sionismo messianico reclamano da subito l’annessione giuridica della Cisgiordania occupata sull’esempio di Gerusalemme est, per suggellare i fatti già compiuti con la colonizzazione ebraica, con i muri di separazione e le superstrade di segregazione razziale.
Secondo il canale pubblico della Tv israeliana, Netanyahu ha proposto alla riunione dei ministri non l’annessione ma il passaggio delle zone B a C, secondo la definizione dei famigerati accordi di Oslo. (La zone B sono sotto il controllo amministrativo dell’ANP e della sicurezza dell’esercito di occupazione; la zona C è sotto il controllo amministrativo e di sicurezza israeliane).
Hanin Zoubi

L’ex deputata palestinese e professora universitaria, Hanin Zoubi, è stata fermata dalla polizia israeliana sottoposta ad un interrogatorio di 4 ore per un suo intervento pubblico, di un anno fa, in una conferenza a Vienna. “è stato un interrogatorio puramente politico e ruotava attorno al mio discorso tenuto a una conferenza, riguardante l’aggressione e il genocidio in corso a Gaza, con l’assurda accusa di incitamento al terrorismo e del sostegno alle organizzazioni terroristiche”, ha dichiarato Zoubi dopo il suo rilascio. Democrazia dell’Apartheid.
Libano
Una strage israeliana in Libano. A Bint Jbeil. Un’intera famiglia di 5 persone, tra i quali 3 bambini, è stata trucidata da un missile israeliano. La loro casa è stata completamente distrutta ed i corpi sono stati estratti da sotto le macerie, mentre i droni israeliani sorvegliavano la zona minacciando gli stessi soccorritori.
Anche i caschi blu dell’UNIFIL si sono svegliati e hanno espresso rammarico per l’uccisione di tre bambini. Parole misurate per non urtare la sensibilità dei generali israeliani. Nel comunicato non si cita Israele e non si condanna l’aggressione, ma si parla di violazione della tregua firmata lo scorso anno. Ipocrisia della guida italiana di una missione di pace che non ha mai operato per limitare l’arroganza dell’esercito occupante.
Ultima Generazione
Il movimento Ultima Generazione prosegue la sua azione nonviolenta di sciopero della fame a staffetta, in piazza a Roma. a supporto della Global Sumud Flottilla e di denuncia genocidio.
Anche a Torino diverse realtà hanno indetto un presidio in piazza Castello, denominata Palestina, con uno sciopero della fame, per chiedere al governo delle destre il riconoscimento della Palestina e smettere di sportare armi ad Israele. clicca
Global Somoud Flotilla
Da Tripoli in Libia, la nave Omar Mukhtar è partita per raggiungere le altre navi e barche della Global Sumoud Flotilla. Anche in Egitto ci sono sforzi per ottenere le autorizzazioni ufficiali di organizzare una nave per tentare di rompere il blocco israeliano di Gaza.
Il tracker della navigazione della Flotilla vi permetterà di seguire sul web la localizzazione delle barche e navi in viaggio verso le coste di Gaza:
Mobilitazioni in tutta Italia per sostenere la Global Sumoud Flotilla. Oggi, 22 settembre, è indetto dai Cobas uno sciopero generale nazionale.
Solidarietà in Italia con il popolo palestinese
- Oggi 22 settembre è in corso lo sciopero indetto dalle sigle sindacali di base; e precisamente da CUB, ADL, SGB E USB.
- MSF ha lanciato un appello e aderisce alla manifestazione di oggi 22: “i medici non possono fermare il genocidio, ma i leader mondiali sì”, questo è l’appello che abbiamo lanciato in queste ore in tutto il mondo per chiedere ai governi di intervenire a Gaza.
Per ribadirlo abbiamo deciso di aderire alle mobilitazioni che si terranno in Italia lunedì 22 settembre.
- Gli attivisti di Ultima Generazione e Piazza Palestina, a Torino e Roma, hanno programmato uno sciopero della fame ad oltranza, a supporto della Global Sumud Flottilla e denuncia genocidio.
- A Milano continua dal 16 giugno il presidio in piazza Duomo dalle 18:30 alle 19:30, con flash-mob e letture di poesie.
- A Modena si terrà il 3-4-5 ottobre il premio Stefano Chiarini nella sua edizione 16esima. Sarà assegnato allo storico israeliano antisionista, Ilan Pappè. clicca
Sciopero della fame a staffetta contro il genocidio
Il prossimo appuntamento di sciopero della fame globale indetto dal Hirak Shaabi (Mobilitazione Popolare) palestinese è il23 settembre, in concomitanza con l’inaugurazione dell’Assemblea Generale dell’ONU che segnerà un momento di successo diplomatico per il riconoscimento dello Stato di Palestina. Gli organizzatori chiedono a tutti i movimenti di solidarietà di partecipare al momento di solidarietà nonviolenta. Le e i partecipanti lo possono comunicare a noi (anbamedaps@gmail.com), che traferiremo agli organizzatori, per la pubblicazione.
Sono stati 4 mesi e 6 giorni di sciopero della fame a staffetta, dall’avvio della campagna di Digiuno x Gaza, l’iniziativa lanciata a maggio da Anbamed. Oggi, lunedì 22 settembre, prosegue incessantemente l’azione nonviolenta di sciopero della fame 24h.
Per leggere l’elenco aggiornato dei nomi dei digiunatori di oggi: clicca!
La solidarietà non dorme. Si mobilita anche in tempo di vacanze. Continueremo la campagna di sciopero della fame 24H a staffetta fino alla fine definitiva della guerra contro la popolazione di Gaza.
L’azione continuerà nei prossimi giorni con la partecipazione di altri gruppi. Gli iscritti sono tantissimi e, secondo le disponibilità espresse, costruiremo il calendario con l’elenco dei partecipanti di tantissime città italiane, europee e arabe.
È un digiuno del cibo e non della sete. Si può liberamente bere.
Vi chiediamo di scattare una vostra foto con un cartello “IO DIGIUNO X GAZA”. Una lunghissima galleria di immagini che trasformeremo in un mosaico di solidarietà. Mandateci le foto a anbamedaps@gmail.com e pubblicatele sui vostri account social.
Se volete partecipare nei prossimi giorni, scrivete un messaggio di posta elettronica con nome, cognome, città di residenza, professione (facoltativa), data prescelta (anche più di una, volendo) e un pensiero che pubblicheremo con l’elenco generale di tutti gli aderenti. Le adesioni vanno inviate esclusivamente a: mailto:anbamedaps@gmail.com
Manderemo un email di avviso, il giorno prima, a tutti i digiunatori del turno.
In molte realtà sono stati organizzati dei presidi nelle piazze e di fronte ai palazzi del potere oppure creato momenti di condivisione collettiva del digiuno. Sono iniziative pregevoli che raccomandiamo, chiedendo agli organizzatori di comunicarci in anticipo gli eventi programmati e mandarci eventualmente foto da pubblicare.
Appello per il dott. Hussam Abu Safiya
Anche del dott. Dott. Marwan el-Homs, direttore degli ospedali da campo, rapito dal suo ospedale non ci sono tracce evidenti. Un’unità speciale dell’esercito di occupazione ha fatto irruzione armi alla mano nella struttura sanitaria e ha prelevato il dott. El-Homs ed altri 3 infermieri.
Al-jazeera ha realizzato un documentario sul caso del dott. Abu Safiya, ostaggio palestinese in mano dell’esercito israeliano dal 27 dicembre 2024.
“Me lo hanno portato davanti strisciando, accompagnato da quattro carcerieri. Gli era proibito alzare la testa o la schiena, bendato e ammanettato. Le manette rimasero sulle sue mani per tutta la durata della visita, che non ha superato i trenta minuti. La visita si è svolta dietro una parete di vetro, utilizzando un ricevitore telefonico tenuto dal prigioniero in una delle mani ammanettate”. Lo ha detto in una dichiarazione stampa l’avvocata Ghaid Qassem, legale del dott. Hussam Abu Safiya. Notizia che non leggerete sulla stampa scorta mediatica del genocidio. Chiunque pronuncerà il mantra “Israele paese democratico”, riceverà uno schiaffo sonoro.
Pubblicato sul nostro sito il testo in italiano dell’appello per la liberazione del dott. Hussam Abu Safiya. clicca. Eventuale firma dell’appello va segnata sul sito indicato più sotto.
Firmate l’appello per chiedere la liberazione del direttore dell’ospedale Kamal Adwan,preso in ostaggio dall’esercito israeliano il 27 dicembre 2024, poi dopo 10 giorni annunciata la sua detenzione. Contro di lui non ci sono accuse. Il coraggioso medico è reo di non aver abbandonato il posto di lavoro, malgrado l’assassinio di suo figlio primogenito, Ibrahim, e le gravi ferite da lui stesso subite.
clicca per aderire.
Solidarietà/Al-Najdah
È in programmazione la pubblicazione di un libro della poeta Mia Lacomte, una favola illustrata da oltre 20 illustratrici e illustratori italiani per l’editoria dell’infanzia. Sarà edito da Anbamed e tutto il ricavato, tolte le spese di stampa e di spedizione, sarà devoluto all’associazione Al-Najdah per il progetto “Ore Felici per i Bambini e le Bambine di Gaza”. Delle opere originali firmate si farà una mostra itinerante.
Sul sito del Corriere della Sera, nel blog Invisibili, è stato pubblicato un articolo di Alessandro Cannavò sul lavoro di Al-Najdah e le adozioni a distanza. clicca!
Uscirà prossimamente un’intervista in podcast della direttrice di Al-Najdah, Asmaa Khaled, sulle attività dell’associazione a favore dei bambini orfani di Gaza.
1° settembre 2025: è arrivata una nuova adozione a distanza. La solidarietà popolare con la Palestina e in difesa dell’infanzia non si arrende. Il numero totale dei bambini/e adottati/e è salito a 53, dal 3 marzo 2025. Nel mese di agosto sono stati raccolti per le adozioni a distanza 3.500 euro e altri 880 per i pasti caldi. In totale 4.380 euro. I bambini di Gaza ringraziano.
Il primo di ottobre si svolgerà un incontro pubblico a Cambiano (To) per la presentazione del progetto “Ore Felici per i Bambini di Gaza” ed un intervento sulla situazione attuale in Palestina ed in particolare a Gaza.
Da Gaza, la direttrice del Najdah, Asmaa Khaled, ci informa che sono riprese le iniziative di distribuzione dei pasti caldi, offerti dall’associazione, nei campi di sfollati. “Grazie anche alle donazioni che arrivano da associazioni di tutto il mondo, come la vostra”.
Abbiamo trasferito il 20 agosto 2025, tramite bonifico bancario internazionale, la seconda tranche delle somme raccolte fino al 31 luglio 2025 a favore delle adozioni a distanza di bambini e bambine di Gaza e per la fornitura di pasti caldi. La somma trasferita è di 14.675 euro. Grazie a tutti i donatori.
Sono arrivate altre 2 adozioni a distanza, portando il numero totale a 48. Abbiamo comunicato i dati all’associazione Al-Najdah (Soccorso Sociale), per mandarci la documentazione.
Grazie ai contributi arrivati da tutto il mondo e anche dagli affidatari italiani (siamo già a 48 realtà di singoli, famiglie, associazioni e gruppi di amici), al-Najdah ha potuto nei giorni scorsi tornare a fornire pasti caldi a tutti e non solo agli orfani custoditi. È una goccia nel mare dei bisogni, ma è un’azione necessaria per alleviare le sofferenze del popolo di Gaza che sta subendo una minaccia di tipo nazista: il genocidio e la deportazione.
Alla manifestazione di sabato a Milano contro il genocidio israeliano a Gaza, alcuni affidatari hanno portato cartelli con i nomi dei bambini adottati a distanza.
L’offensiva di terra israeliana su Deir Balah sta costringendo le militanti di al-Najdah a sfollare verso sud per salvare gli orfani e le madri. Il centro delle attività di al-Najdah a Deir Balah è stato colpito tre giorni fa a mezzanotte da una bomba d’artiglieria. Nessuna vittima, né uccisi né feriti, semplicemente perché non c’erano attività a quell’ora. Il centro era vuoto. “Come ogni volta si ricomincia daccapo. Non ce ne andremo. Siamo già al lavoro per rimetterlo in funzione”, ci ha scritto un’attivista dell’organizzazione delle donne di sinistra di Gaza.
Abbiamo ricevuto da molti affidatari dei messaggi e disegni dedicati ai bambini e bambine in adozione a distanza tramite Anbamed. Abbiamo tradotto e spedito il tutto all’associazione Al-Najdah. Sono state lette le lettere e distribuite le immagini durante gli incontri collettivi educativi e per l’istruzione, che si tengono nelle tende delle insegnanti o in spazi dell’associazione, sempre in tende di dimensioni più grandi per accogliere i bambini ed i giovanissimi per non far perdere loro un altro anno scolastico. Sono incontri importanti anche dal punto di vista psicologico.
Molti lettori ci scrivono per sapere maggiori info sulla campagna “Ore Felici per i Bambini di Gaza”. È arrivata due giorni fa una nuova adozione a distanza. Continuano ad arrivare contributi una tantum per i pasti caldi. La gara di solidarietà con la popolazione ed i bambini di Gaza non perde vigore. Le adozioni sono arrivate al numero di 48, nell’arco di soli 5 mesi.
Per chiedere info o aderire, scrivete a: anbamedaps@gmail.com
Potete leggere la cronologia delle azioni del progetto Ore Felici per i Bambini di Gaza, la campagna di adozioni a distanza clicca
Notizie dal mondo
Sono passati tre anni, 6 mesi e 27 giorni dall’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina. Un vasto attacco russo con 40 raids e 580 droni. La Polonia mette in allerta le proprie truppe.
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