Per ascoltare l’audio di oggi, 25 settembre 2025:

Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo 

(testata giornalistica online fondata da Farid Adly.  

Direttore responsabile Federico Pedrocchi)

Rassegna anno VI/263 (1865)

Per info e contatti, manda un messaggio:  anbamedaps@gmail.com 

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Ad agosto c’è stata una crescita sensibile delle donazioni a favore di Anbamed. Dopo 3 mesi consecutivi di calo, registriamo adesso il segno positivo. Il valore complessivo del mese scorso è stato di 625,00 (+ 240,00 € rispetto al precedente mese di luglio). Non solo, ma lo Stato italiano ci ha fornito la somma del 5xmille dell’anno 2024: 1711,65 euro, una cifra per noi ragguardevole. Grazie a tutti e tutte voi.

Adozioni a distanza: È stato importante anche l’impegno dei nostri lettori a favore dei bambini di Gaza: 3500 € per le adozioni e 880 euro per i pasti caldi.

Grazie a chi ha contribuito e chiediamo a tutti e tutte di seguire il loro esempio, nel sostegno economico dell’impresa giornalistica senza padroni e senza pubblicità. La libertà non ha prezzo!

Forte adesione all’iniziativa dello sciopero della fame a staffetta, intrapresa nel quadro della web mobilitazione permanente avviata il 9 maggio: #ultimogiornodiGaza.

Per aderire: scrivere nome, cognome, città, professione e il giorno prescelto per compiere il digiuno, a: mailto:anbamedaps@gmail.com.

Le notizie

Genocidio a Gaza

Bombardamenti aerei e colpi di artiglieria hanno colpito Gaza per tutta la notte. All’alba di oggi, 11 persone della stessa famiglia, 6 bambini e tre adulti, sono state uccise in un bombardamento della loro casa, nella località di Zawaieda nel centro della Striscia. Anche gli ospedali non si salvano dalle bombe di Israele. L’ospedale da campo giordano a Khan Younis è stato colpito da proiettili di artiglieria distruggendo la tenda dei medicinali e uccidendo una famiglia accampata nei dintorni.

Le operazioni militari più cruenti sono concentrate nel nord e a Gaza città, dove continua il lavoro distruttivo dei robot esplosivi. Ieri sono state rase al suolo sei case di sei-sette piani, che erano state colpite in precedenza da bombe incendiarie e parzialmente danneggiate. Con l’attacco dei robot sono state completamente spianate. Il chiaro intento dei generali israeliani è uello di cacciare la popolazione da Gaza città, svuotarla e raderla al suolo per una nuova colonizzazione ebraica del territorio palestinese.

La conta delle uccisioni violente di civili inermi, affamati e braccati in ogni angolo della Striscia, non ha fine e non bastano per darne la mostruosa dimensione le cifre fornite dal ministero della sanità, perché sono parziali e incomplete. Tengono conto soltanto dai corpi giunti negli ospedali, ma mancano all’appello molti ospedali non più raggiungibili per via telematica. I resoconti giornalistici informano che ieri ci sono state 123 vittime uccise alle quali vanno aggiunti i dispersi sotto le macerie. In una corrispondenza dal centro di Gaza, una giornalista ha riferito che un’abitazione è stata presa di mira per ben due volte nell’arco di mezz’ora, uccidendo l’intera famiglia, la madre e i 5 figli minori, e poi colpiti anche i soccorritori. Tutti sono finiti sotto le macerie e non è stato possibile estrarre i corpi, nel timore di altri attacchi.

Il nostro commento quotidiano fisso: Ci sono ancora coloro che obiettano che non si tratti di genocidio, basandosi su congetture

storiche e non guardando la realtà delle cifre e delle intenzioni, dicono: “Dire che Israele commette genocidio è una bestemmia”.

Pronunciare una frase simile è la vera bestemmia nei confronti della memoria dei sei milioni di ebrei assassinati dal nazismo tedesco.

Global Somoud Flotilla

Sorvolo conelicotteri e droni israeliani sulle navi della Flotilla. Dopo la notte dei droni incendiari, la minaccia diventa sempre più pericolosa. La consapevolezza della gravità della minaccia illegale in violazione delle norme internazionali e in mancanza di una risposta adeguata dai paesi interessati, Italia in primis, la direzione della GSF ha deciso di navigare per il momento in acque territoriali greche. Italia e Spagna hanno deciso di mandare in zona delle unità della marina, ma soltanto per evacuare i naufraghi.

L’unico effetto sortito finora è una condanna unanime a livello internazionale, dall’Unione europea all’Onu, che già annuncia un’indagine sulla vicenda. L’Italia del governo delle destre, invece, invia in soccorso una fregata della marina militare “per eventuale evacuazione e senza uso della forza”. Il ministero degli Esteri sta tentando una mediazione per permettere l’ingresso degli aiuti attraverso Cipro, portandoli al Patriarcato latino di Gerusalemme, che si assumerebbe poi la responsabilità di consegnarli attraverso un corridoio aperto dalle misericordie. Un soccorso ad Israele per impedire la consegna diretta degli aiuti e la rottura del blocco navale. La premier da NY si è scagliata contro la missione umanitaria dipingendola come “irresponsabile”. Con un pizzico di megalomania sostiene: “Vogliono soltanto mettere in difficoltà il mio governo”.

Per costringere il governo a darsi una mossa, anche se limitata, c’è voluta l’occupazione degli scranni del governo a Montecitorio, da parte dei deputati dell’opposizione. I sindacati hanno promosso per stamattina presidi in tutte le città. Le mobilitazioni spontanee di ieri alle stazioni ferroviarie principali e la chiusura di metrò e autostrade hanno messo in evidenza il livello alto della solidarietà popolare con la Palestina. “La misura è colma”, ha detto una manifestante ai microfoni di una tv.

Il tracker della navigazione della Flotilla vi permetterà di seguire sul web la localizzazione delle barche e navi in viaggio verso le coste di Gaza e il punto esatto dell’attacco israeliano:

Controllo pass a passo di GSF

Cisgiordania

Attacco dell’esercito israeliano con missili a Tammoun, a nord est di Nablus. Per ben 6 volte, all’alba di oggi, è stata presa di mira una casa dove è assediato un militante palestinese. Le truppe sono entrate in città a mezzanotte e sono state affrontate con mine e colpi di arma da fuoco. Per domare la resistenza l’esercito ha fatto ricorso ai missili, uccidendo due militanti. I loro corpi sono stati presi in ostaggio.

Rastrellamenti e arresti si sono susseguiti nella maggior parte della Cisgiordania. Secondo rapporti giornalistici, nella sola giornata di ieri 62 attivisti palestinesi sono stati arrestati. Più della metà sono minorenni lanciatori di pietre contro soldati e coloni dell’occupazione.

Sport Gaza

Il calciatore palestinese Mohammed Satri, della squadra di Nuseirat, è stato assassinato da un cecchino israeliano, mentre aspettava aiuti a nord di Rafah. Il numero degli sportivi palestinesi assassinati nell’aggressione israeliana che dura da 2 anni è stato di 774 sportivi, tra di loro 355 calciatori.

Otto relatori speciali dell’Onu sulla Palestina hanno chiesto martedì 23 settembre alla Fifa e all’Uefa di sospendere da ogni tipo di competizione la squadra di calcio di Israele, escludendola fin da subito dalle qualificazioni ai mondiali di calcio. In una missiva a loro rivolta, gli esperti ONU infatti hanno scritto che «le organizzazioni internazionali private, come le associazioni sportive internazionali quali la FIFA e la UEFA, sono vincolate dal diritto internazionale in materia di diritti umani in conformità con i Principi guida delle Nazioni Unite su imprese e diritti umani», e «le squadre nazionali che rappresentano Stati che commettono gravi violazioni dei diritti umani possono e devono essere sospese, come è già successo in passato». Il chiaro riferimento è all’esclusione della Russia dopo l’invasione dell’Ucraina. Le ipocrite direzioni di Fifa e Uefa utilizzeranno come al solito i due pesi e due misure. Il 14 ottobre è prevista ad Udine la partita di ritorno Italia-Israele. Sarà il tornasole dell’ipocrisia.

Israele-Yemen

Un drone yemenita ha colpito a Eilat provocando 12 feriti. Una falla nella contraerea israeliana sta scuotendo il dibattito mediatico di Tel Aviv. Il ministro della guerra Katz ha minacciato gli Houthi di morte sicura. Malgrado le ripetute rappresaglie israeliane contro lo Yemen, non sono cessati gli attacchi degli Houthi contro il territorio israeliano in difesa di Gaza.  

Solidarietà in Italia con il popolo palestinese

  • Sciopero USB in 100 città. “Proclamiamo lo stato di agitazione permanente e l’occupazione di cento piazze per Gaza”. A partire da dopodomani, venerdì 26 settembre, “creiamo accampamenti permanenti in ogni città nelle grandi piazze”, ha annuncia il sindacato Usb nazionale, che sottolinea come Roma avrà un ruolo importante per l’iniziativa: “A partire da venerdì 26 settembre creiamo accampamenti permanenti in ogni città nelle grandi piazze. A Roma, piazza dei Cinquecento, da dove è partito lo sciopero generale. A Genova, nei pressi del valico 3, dove sono stati raccolti gli aiuti. Ogni territorio decida la sua piazza, facciamo dell’Italia una grande piazza per la Palestina”.
  • Grande partecipazione in tutta Italia alle manifestazioni avvenute in questi giorni in sostegno della Palestina e contro il genocidio a Gaza.
  • A Messina è stato un fiume in piena. Soprattutto la partecipazione dei giovani è stata significativa. Il 28 settembre si ripete davanti all’università per chiedere la rottura delle relazioni accademiche con l’università israeliana implicata in ricerche per fini militari;
  • A Venezia, Ancona, Genova, Livorno, Ravenna e Civitavecchia sono stati bloccati il 22 settembre durante lo sciopero generale.
  • Gli attivisti di Ultima Generazione e Piazza Palestina, a Torino e Roma, hanno programmato uno sciopero della fame ad oltranza, a supporto della Global Sumud Flottilla e denuncia genocidio.
  • A Capo d’orlando (Me) è stata organizzata il 23 settembre una manifestazione contro il genocidio: clicca! per guardare gli interventi.
  • A Milano continua dal 16 giugno il presidio in piazza Duomo dalle 18:30 alle 19:30, con flash-mob e letture di poesie.
  • Il 26/09/2025 inaugurazione a Torino della mostra IllustrAzioni per Gaza: Clicca!
  • A Modena si terrà il 3-4-5 ottobre il premio Stefano Chiarini nella sua edizione 16esima. Sarà assegnato allo storico israeliano antisionista, Ilan Pappè. clicca

Sciopero della fame a staffetta contro il genocidio

È stato un successo mondiale lo sciopero della fame indetto dal Hirak Shaabi (Mobilitazione Popolare) palestinese per ieri23 settembre, in concomitanza con l’inaugurazione dell’Assemblea Generale dell’ONU che segnerà un momento di successo diplomatico per il riconoscimento dello Stato di Palestina.

Sono stati 4 mesi e 9 giorni di sciopero della fame a staffetta, dall’avvio della campagna di Digiuno x Gaza, l’iniziativa lanciata a maggio da Anbamed. Oggi, giovedì 25 settembre, prosegue incessantemente l’azione nonviolenta di sciopero della fame 24h.

Per leggere l’elenco aggiornato dei nomi dei digiunatori di oggi: clicca

La solidarietà non dorme. Si mobilita anche in tempo di vacanze.  Continueremo la campagna di sciopero della fame 24H a staffetta fino alla fine definitiva della guerra contro la popolazione di Gaza.

L’azione continuerà nei prossimi giorni con la partecipazione di altri gruppi. Gli iscritti sono tantissimi e, secondo le disponibilità espresse, costruiremo il calendario con l’elenco dei partecipanti di tantissime città italiane, europee e arabe.

È un digiuno del cibo e non della sete. Si può liberamente bere.

Vi chiediamo di scattare una vostra foto con un cartello “IO DIGIUNO X GAZA”. Una lunghissima galleria di immagini che trasformeremo in un mosaico di solidarietà. Mandateci le foto a anbamedaps@gmail.com e pubblicatele sui vostri account social.

Se volete partecipare nei prossimi giorni, scrivete un messaggio di posta elettronica con nome, cognome, città di residenza, professione (facoltativa), data prescelta (anche più di una, volendo) e un pensiero che pubblicheremo con l’elenco generale di tutti gli aderenti. Le adesioni vanno inviate esclusivamente a: mailto:anbamedaps@gmail.com

Manderemo un email di avviso, il giorno prima, a tutti i digiunatori del turno.

In molte realtà sono stati organizzati dei presidi nelle piazze e di fronte ai palazzi del potere oppure creato momenti di condivisione collettiva del digiuno. Sono iniziative pregevoli che raccomandiamo, chiedendo agli organizzatori di comunicarci in anticipo gli eventi programmati e mandarci eventualmente foto da pubblicare.

Appello per il dott. Hussam Abu Safiya

Anche del dott. Dott. Marwan el-Homs, direttore degli ospedali da campo, rapito dal suo ospedale non ci sono tracce evidenti. Un’unità speciale dell’esercito di occupazione ha fatto irruzione armi alla mano nella struttura sanitaria e ha prelevato il dott. El-Homs ed altri 3 infermieri.

Al-jazeera ha realizzato un documentario sul caso del dott. Abu Safiya, ostaggio palestinese in mano dell’esercito israeliano dal 27 dicembre 2024.

“Me lo hanno portato davanti strisciando, accompagnato da quattro carcerieri. Gli era proibito alzare la testa o la schiena, bendato e ammanettato. Le manette rimasero sulle sue mani per tutta la durata della visita, che non ha superato i trenta minuti. La visita si è svolta dietro una parete di vetro, utilizzando un ricevitore telefonico tenuto dal prigioniero in una delle mani ammanettate”. Lo ha detto in una dichiarazione stampa l’avvocata Ghaid Qassem, legale del dott. Hussam Abu Safiya. Notizia che non leggerete sulla stampa scorta mediatica del genocidio. Chiunque pronuncerà il mantra “Israele paese democratico”, riceverà uno schiaffo sonoro.

Pubblicato sul nostro sito il testo in italiano dell’appello per la liberazione del dott. Hussam Abu Safiya. clicca. Eventuale firma dell’appello va segnata sul sito indicato più sotto.

Firmate l’appello per chiedere la liberazione del direttore dell’ospedale Kamal Adwan,preso in ostaggio dall’esercito israeliano il 27 dicembre 2024, poi dopo 10 giorni annunciata la sua detenzione. Contro di lui non ci sono accuse. Il coraggioso medico è reo di non aver abbandonato il posto di lavoro, malgrado l’assassinio di suo figlio primogenito, Ibrahim, e le gravi ferite da lui stesso subite.

clicca  per aderire.

Solidarietà/Al-Najdah

È in programmazione la pubblicazione di un libro della poeta Mia Lecomte, una favola con illustrazioni di artisti/e e illustratori/illustratrici per l’editoria dell’infanzia. Sarà edito da Anbamed e tutto il ricavato, tolte le spese di stampa e di spedizione, sarà devoluto all’associazione Al-Najdah per il progetto “Ore Felici per i Bambini e le Bambine di Gaza”. Delle opere originali firmate si farà una mostra itinerante.

Sul sito del Corriere della Sera, nel blog Invisibili, è stato pubblicato un articolo di Alessandro Cannavò sul lavoro di Al-Najdah e le adozioni a distanza. clicca!

Uscirà prossimamente un’intervista in podcast della direttrice di Al-Najdah, Asmaa Khaled, sulle attività dell’associazione a favore dei bambini orfani di Gaza.

1° settembre 2025: è arrivata una nuova adozione a distanza. La solidarietà popolare con la Palestina e in difesa dell’infanzia non si arrende. Il numero totale dei bambini/e adottati/e è salito a 53, dal 3 marzo 2025. Nel mese di agosto sono stati raccolti per le adozioni a distanza 3.500 euro e altri 880 per i pasti caldi. In totale 4.380 euro. I bambini di Gaza ringraziano.

Il primo di ottobre si svolgerà un incontro pubblico a Cambiano (To) per la presentazione del progetto “Ore Felici per i Bambini di Gaza” ed un intervento sulla situazione attuale in Palestina ed in particolare a Gaza.

Da Gaza, la direttrice del Najdah, Asmaa Khaled, ci informa che sono riprese le iniziative di distribuzione dei pasti caldi, offerti dall’associazione, nei campi di sfollati. “Grazie anche alle donazioni che arrivano da associazioni di tutto il mondo, come la vostra”.

Abbiamo trasferito il 20 agosto 2025, tramite bonifico bancario internazionale, la seconda tranche delle somme raccolte fino al 31 luglio 2025 a favore delle adozioni a distanza di bambini e bambine di Gaza e per la fornitura di pasti caldi. La somma trasferita è di 14.675 euro. Grazie a tutti i donatori.

Sono arrivate altre 2 adozioni a distanza, portando il numero totale a 48. Abbiamo comunicato i dati all’associazione Al-Najdah (Soccorso Sociale), per mandarci la documentazione.

Grazie ai contributi arrivati da tutto il mondo e anche dagli affidatari italiani (siamo già a 48 realtà di singoli, famiglie, associazioni e gruppi di amici), al-Najdah ha potuto nei giorni scorsi tornare a fornire pasti caldi a tutti e non solo agli orfani custoditi. È una goccia nel mare dei bisogni, ma è un’azione necessaria per alleviare le sofferenze del popolo di Gaza che sta subendo una minaccia di tipo nazista: il genocidio e la deportazione.

Alla manifestazione di sabato a Milano contro il genocidio israeliano a Gaza, alcuni affidatari hanno portato cartelli con i nomi dei bambini adottati a distanza.

L’offensiva di terra israeliana su Deir Balah sta costringendo le militanti di al-Najdah a sfollare verso sud per salvare gli orfani e le madri. Il centro delle attività di al-Najdah a Deir Balah è stato colpito tre giorni fa a mezzanotte da una bomba d’artiglieria. Nessuna vittima, né uccisi né feriti, semplicemente perché non c’erano attività a quell’ora. Il centro era vuoto.  “Come ogni volta si ricomincia daccapo. Non ce ne andremo. Siamo già al lavoro per rimetterlo in funzione”, ci ha scritto un’attivista dell’organizzazione delle donne di sinistra di Gaza.

Abbiamo ricevuto da molti affidatari dei messaggi e disegni dedicati ai bambini e bambine in adozione a distanza tramite Anbamed. Abbiamo tradotto e spedito il tutto all’associazione Al-Najdah. Sono state lette le lettere e distribuite le immagini durante gli incontri collettivi educativi e per l’istruzione, che si tengono nelle tende delle insegnanti o in spazi dell’associazione, sempre in tende di dimensioni più grandi per accogliere i bambini ed i giovanissimi per non far perdere loro un altro anno scolastico. Sono incontri importanti anche dal punto di vista psicologico.

Molti lettori ci scrivono per sapere maggiori info sulla campagna “Ore Felici per i Bambini di Gaza”. È arrivata due giorni fa una nuova adozione a distanza. Continuano ad arrivare contributi una tantum per i pasti caldi. La gara di solidarietà con la popolazione ed i bambini di Gaza non perde vigore. Le adozioni sono arrivate al numero di 48, nell’arco di soli 5 mesi.

Per chiedere info o aderire, scrivete a: anbamedaps@gmail.com

Potete leggere la cronologia delle azioni del progetto Ore Felici per i Bambini di Gaza, la campagna di adozioni a distanza clicca  

Notizie dal mondo   

Sono passati tre anni e 7 mesi dall’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina.

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