Per ascoltare l’audio di oggi, 27 settembre 2025:

Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo 

(testata giornalistica online fondata da Farid Adly.  

Direttore responsabile Federico Pedrocchi)

Rassegna anno VI/265 (1867)

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Ad agosto c’è stata una crescita sensibile delle donazioni a favore di Anbamed. Dopo 3 mesi consecutivi di calo, registriamo adesso il segno positivo. Il valore complessivo del mese scorso è stato di 625,00 (+ 240,00 € rispetto al precedente mese di luglio). Non solo, ma lo Stato italiano ci ha fornito la somma del 5xmille dell’anno 2024: 1711,65 euro, una cifra per noi ragguardevole. Grazie a tutti e tutte voi.

Adozioni a distanza: È stato importante anche l’impegno dei nostri lettori a favore dei bambini di Gaza: 3500 € per le adozioni e 880 euro per i pasti caldi.

Grazie a chi ha contribuito e chiediamo a tutti e tutte di seguire il loro esempio, nel sostegno economico dell’impresa giornalistica senza padroni e senza pubblicità. La libertà non ha prezzo!

Forte adesione all’iniziativa dello sciopero della fame a staffetta, intrapresa nel quadro della web mobilitazione permanente avviata il 9 maggio: #ultimogiornodiGaza.

Per aderire: scrivere nome, cognome, città, professione e il giorno prescelto per compiere il digiuno, a: mailto:anbamedaps@gmail.com.

Le notizie

Genocidio a Gaza

Immagini satellitari indicano l’avanzata delle truppe di terra israeliane a est e sud di Gaza città, ma non da nord. Il quartiere Sheikh Radouan è stato occupato completamente e svuotato dalla popolazione, Nasr è parzialmente occupato e Shati soltanto assediato. A sud, l’esercito israeliano ha occupato Tel el-Hawa, tranne la strada costiera, ed è avanzato a Sabra e Rimal. Secondo la stampa israeliana, entro il 7 ottobre 2025 “il lavoro sarà completato” e Gaza sarà completamente occupata e la sua popolazione cacciata.   

In tutte le zone della città occupate, le truppe hanno provveduto alla demolizione delle case ancora in piedi, anche se diroccate da precedenti bombardamenti. Robot imbottiti di esplosivo e giganteschi bulldozer entrano in opera per spianare a terra tutta l’area, in modo da impedire il ritorno degli abitanti nativi e prepararla per i futuri progetti di colonizzazione.

Secondo il rapporto giornaliero degli arrivi in ospedali, ieri sono giunti i copri di 47 uccisi e 142 feriti, soltanto nelle strutture del sud della Striscia. I giornalisti ancora in vita nel centro e nord di Gaza informano di almeno altri 53 uccisi che i loro corpi sono stati estratti da sotto le macerie.

I soldati israeliani hanno sparato contro gli affamati, in attesa di aiuti nel corridoio di Wadi (Netzarim, per gli israeliani, dal nome di una colonia ebraica evacuata nel 2000), uccidendo 17 persone, tra di loro molti sono minorenni.

Il nostro commento quotidiano fisso: Ci sono ancora coloro che obiettano che non si tratti di genocidio, basandosi su congetture

storiche e non guardando la realtà delle cifre e delle intenzioni, dicono: “Dire che Israele commette genocidio è una bestemmia”.

Pronunciare una frase simile è la vera bestemmia nei confronti della memoria dei sei milioni di ebrei assassinati dal nazismo tedesco.

Situazione umanitaria a Gaza

Medici Senza Frontiere è costretta a sospendere le attività mediche a Gaza City a causa dell’incessante offensiva israeliana e del rapido deterioramento della situazione di sicurezza, tra continui attacchi aerei e l’avanzata dei carri armati a meno di un chilometro dalle strutture sanitarie di Msf. “Non abbiamo avuto altra scelta che interrompere le nostre attività, poiché le nostre cliniche sono circondate dalle forze israeliane. È l’ultima cosa che avremmo voluto, poiché i bisogni a Gaza City sono enormi e le persone più vulnerabili non possono muoversi, sono in grave pericolo”, dice Jacob Granger, coordinatore delle emergenze.    

 L’intensificarsi degli attacchi delle forze israeliane ha creato un livello di rischio inaccettabile per il personale, afferma Msf. A Gaza City ci sono ancora centinaia di migliaia di persone che non possono lasciare la città e non hanno altra scelta se non restare. Chi ha la possibilità di andarsene, si trova comunque davanti a una decisione insostenibile: rimanere a Gaza City nonostante le intense operazioni militari e l’intensificarsi degli ordini di evacuazione, oppure abbandonare ciò che resta delle proprie case, dei propri beni e dei ricordi personali, per spostarsi verso aree in cui le condizioni umanitarie stanno rapidamente collassando’ denuncia l’organizzazione. Gli ospedali parzialmente funzionanti in tutta la Striscia sono allo stremo, – aggiunge – a causa della grave mancanza di personale, forniture e carburante, mentre i pazienti affrontano ostacoli immensi per raggiungere le strutture sanitarie, arrivando spesso troppo tardi e in condizioni critiche. 

Cisgiordania

Attacco dell’esercito di occupazione, ieri, contro la cittadina di Khadar e il campo profughi di Diheisha, a sud di Betlemme. Un ragazzo di 17 anni è stato colpito dai proiettili di guerra sparati dai soldati. L’operazione è ancora in corso e l’esercito ha cacciato alcune famiglie dalle loro case, per trasformarle in uffici del comando. I tetti delle costruzioni alte sono stati occupati dai cecchini.  

ONU/Netanyahu

Il ricercatointernazionale per crimini di guerra ha parlato all’assemblea generale dell’ONU, in un’aula praticamente vuota. I giornali scorta mediatica hanno parlato dell’uscita di alcune delegazioni. Sono invece la maggioranza delle delegazioni dei 193 paesi membri delle Nazioni Unite. Foto e video lo documentano. La stragrande maggioranza, non alcuni.

Netanyahu ha ripetuto le solite castronerie sull’impossibilità che Israele permetta la nascita di uno stato palestinese e ha bollato di antisemitismo chi lo riconosce. “porteremo a termine il lavoro a Gaza e vogliamo farlo il più velocemente possibile”. È la soluzione finale, per buttare i palestinesi a mare.

È stato interrotto dal padre di un soldato prigioniero nelle mani di Hamas. Dal palco è apparso stanco, incerto e retorico, senza indicare una prospettiva di pace per la regione. Ha mostrato una cartina geografica che indica le prospettive di espansionismo di Israele e della sua influenza nella regione.

Le critiche più dure sono arrivate dalla stessa stampa israeliana, anche quella di centro non affiliata al Likud, che vi ha visto l’abbandono degli ostaggi alla loro sorte, sottolineando l’isolamento internazionale di Israele.

Fuori dal Palazzo di Vetro, a Times Square e davanti all’hotel dove alloggia Netanyahu, migliaia di manifestanti hanno marciato e protestato chiedendo il suo arresto per crimini di guerra. “Stop aiuti a Israele”, “Basta affamare Gaza”, “Free Palestine”, avevano intonato.

HRF

Minacce dei servizi israeliani nei confronti di Dyab Abou Jahjah, il co-fondatore della Hind Rajab foundation, l’ong belga per i diritti umani che documenta i crimini di Israele a Gaza. Lo scrittore libanese è sotto protezione dei servizi di Bruxelles, dopo la scoperta di piani per assassinarlo. La minaccia riguarda anche la famiglia di Abou Jahjah.

In un comunicato, l’ong informa della gravità delle minacce, ma sottolinea anche che l’attività dell’organizzazione continuerà, per inseguire i criminali israeliani che hanno compiuto crimini documentati contro la popolazione civile. Sono oltre mille i soldati israeliani che la HRF ha denunciato alle varie procure in giro per il mondo chiedendo il loro arresto. Il lavoro investigativo dell’Ong belga è basato principalmente su foto e video che gli stessi soldati hanno pubblicato sui social, vantandosi dei propri crimini contro i civili palestinesi.

La Fondazione prende il nome della bambina di 6 anni uccisa dall’esercito israeliano in diretta, mentre era in contatto telefonico con la Mezzaluna rossa palestinese. La sua storia è stata ricordata in un film della regista tunisina, Kaouther Ben Hania, che a Venezia ha vinto il Leone d’Argento. clicca! per saperne di più.

Global Somoud Flotilla

Oggi sabato 27 settembre salperà da Catania un’altra nave verso Gaza. Tutti i dettagli, la conferenza stampa e la festa di sostegno: clicca!

Ma il grosso della missione è a Creta, dove l’appello del presidente della Repubblica Mattarella alla “prudenza e di non mettere la propria vita in pericolo”, hanno rafforzato le informazioni sulle intenzioni bellicose di Israele. Dalle barche sono arrivate comunicazioni allarmanti: “Abbiamo la sensazione che Israele intenda attaccare militarmente persone disarmate, affondando le barche”, dice una volontaria in un video postato sui social. Una ventina di volontari hanno deciso di desistere e tornare indietro. La portavoce italiana, Delia, è tornata a Roma per tentare una mediazione. In giornata dovrebbe incontrare governo e Cei.

Il tracker della navigazione della Flotilla vi permetterà di seguire sul web la localizzazione delle barche e navi in viaggio verso le coste di Gaza e il punto esatto dell’attacco israeliano:

Controllo pass a passo di GSF

BDS

Sospesi gli accordi tra Unime e l’Università ebraica di Gerusalemme.

L’Unione Degli Universitari e il Coordinamento Messina-Palestina sono riusciti a portare all’attenzione del Senato Accademico dell’Università di Messina l’urgenza di esprimersi sul tema. Il Senato ha deliberato la sospensione degli accordi con la Hebrew University of Jerusalem e l’istituzione di borse di studio per studenti e docenti palestinesi.

Un importante passo che arriva grazie alla presenza e all’impegno di studentə e cittadinə unitə nella lotta contro il genocidio.

Sport Gaza

La pagina Sport di Mediaset ospita dal 25 settembre un sondaggio. La domanda è: Sarebbe giusto sospendere Israele dalle competizioni calcistiche? Hanno partecipato fino alle 09:00 di oggi, 17.285.579 lettori: 82% sì e soltanto il 18% no. Anche tra un pubblico sportivo, non certo di sinistra come quello dei lettori di Mediaset, la percezione del genocidio compiuto da Israele a Gaza è netta. Tra i no, non ci sono soltanto i pro-Is ma anche coloro che affermano l’estraneità dello sport alla politica. clicca

Gaza-giornalismo

Il 18 ottobre a Roma tre giovani giornalisti ricevono in Campidoglio aRoma il premio Colombe d’oro per la pace. Ma c’è un problema: sono giornalisti palestinesi.

Una di loro, Aya Ashour (24 anni), è già in Italia. Invece due, Fatena Mohanna (25) e Alhassan Selmi (32) sono bloccati nell’inferno di Gaza. Per loro il consolato italiano di Gerusalemme, competente per l’area, ha sostenuto che non può rilasciare il visto. 100 giornalisti italiani hanno firmato un appello al ministro degli esteri Tajani. Leggi il testo e i nomi: clicca!

Solidarietà in Italia con il popolo palestinese

  • Sciopero USB in 100 città. “Proclamiamo lo stato di agitazione permanente e l’occupazione di cento piazze per Gaza”. A partire da ieri, venerdì 26 settembre.
  • Grande partecipazione in tutta Italia alle manifestazioni avvenute in questi giorni in sostegno della Palestina e contro il genocidio a Gaza.
  • A Messina il 28 settembre è convocato un presidio davanti all’università per chiedere la rottura delle relazioni accademiche con l’università israeliana implicata in ricerche per fini militari; il Senato accademico ha già deciso ieri di interrompere le relazioni con
  • A Venezia, Ancona, Genova, Livorno, Ravenna e Civitavecchia dopo il blocco del 22 settembre durante lo sciopero generale, sono annunciate altre mobilitazioni.
  • A Trieste, ieri un presidio di lavoratori portuali ha impedito l’attracco della nave MSC Melani III, in arrivo direttamente da Haifa.
  • Gli attivisti e le attiviste di Ultima Generazione e Piazza Palestina, a Torino e Roma, continuano uno sciopero della fame ad oltranza, a supporto della Global Sumud Flottilla e denuncia genocidio.
  • A Milano continua dal 16 giugno il presidio in piazza Duomo dalle 18:30 alle 19:30, con flash-mob e letture di poesie.
  • Ieri 26/09/2025 si è svolta l’inaugurazione a Torino della mostra IllustrAzioni per Gaza: Clicca!
  • A Modena si terrà il 3-4-5 ottobre il premio Stefano Chiarini nella sua edizione 16esima. Sarà assegnato allo storico israeliano antisionista, Ilan Pappè. clicca

Sciopero della fame a staffetta contro il genocidio

Sono stati 4 mesi e 11 giorni di sciopero della fame a staffetta, dall’avvio della campagna di Digiuno x Gaza, l’iniziativa lanciata a maggio da Anbamed. Oggi, sabato 27 settembre, prosegue incessantemente l’azione nonviolenta di sciopero della fame 24h.

Per leggere l’elenco aggiornato dei nomi dei digiunatori di oggi: Clicca!

La solidarietà non dorme. Si mobilita anche in tempo di vacanze.  Continueremo la campagna di sciopero della fame 24H a staffetta fino alla fine definitiva della guerra contro la popolazione di Gaza.

L’azione continuerà nei prossimi giorni con la partecipazione di altri gruppi. Gli iscritti sono tantissimi e, secondo le disponibilità espresse, costruiremo il calendario con l’elenco dei partecipanti di tantissime città italiane, europee e arabe.

È un digiuno del cibo e non della sete. Si può liberamente bere.

Vi chiediamo di scattare una vostra foto con un cartello “IO DIGIUNO X GAZA”. Una lunghissima galleria di immagini che trasformeremo in un mosaico di solidarietà. Mandateci le foto a anbamedaps@gmail.com e pubblicatele sui vostri account social.

Se volete partecipare nei prossimi giorni, scrivete un messaggio di posta elettronica con nome, cognome, città di residenza, professione (facoltativa), data prescelta (anche più di una, volendo) e un pensiero che pubblicheremo con l’elenco generale di tutti gli aderenti. Le adesioni vanno inviate esclusivamente a: mailto:anbamedaps@gmail.com

Manderemo un email di avviso, il giorno prima, a tutti i digiunatori del turno.

In molte realtà sono stati organizzati dei presidi nelle piazze e di fronte ai palazzi del potere oppure creato momenti di condivisione collettiva del digiuno. Sono iniziative pregevoli che raccomandiamo, chiedendo agli organizzatori di comunicarci in anticipo gli eventi programmati e mandarci eventualmente foto da pubblicare.

Appello per il dott. Hussam Abu Safiya

Anche del dott. Dott. Marwan el-Homs, direttore degli ospedali da campo, rapito dal suo ospedale non ci sono tracce evidenti. Un’unità speciale dell’esercito di occupazione ha fatto irruzione armi alla mano nella struttura sanitaria e ha prelevato il dott. El-Homs ed altri 3 infermieri.

Al-jazeera ha realizzato un documentario sul caso del dott. Abu Safiya, ostaggio palestinese in mano dell’esercito israeliano dal 27 dicembre 2024.

“Me lo hanno portato davanti strisciando, accompagnato da quattro carcerieri. Gli era proibito alzare la testa o la schiena, bendato e ammanettato. Le manette rimasero sulle sue mani per tutta la durata della visita, che non ha superato i trenta minuti. La visita si è svolta dietro una parete di vetro, utilizzando un ricevitore telefonico tenuto dal prigioniero in una delle mani ammanettate”. Lo ha detto in una dichiarazione stampa l’avvocata Ghaid Qassem, legale del dott. Hussam Abu Safiya. Notizia che non leggerete sulla stampa scorta mediatica del genocidio. Chiunque pronuncerà il mantra “Israele paese democratico”, riceverà uno schiaffo sonoro.

Pubblicato sul nostro sito il testo in italiano dell’appello per la liberazione del dott. Hussam Abu Safiya. clicca. Eventuale firma dell’appello va segnata sul sito indicato più sotto.

Firmate l’appello per chiedere la liberazione del direttore dell’ospedale Kamal Adwan,preso in ostaggio dall’esercito israeliano il 27 dicembre 2024, poi dopo 10 giorni annunciata la sua detenzione. Contro di lui non ci sono accuse. Il coraggioso medico è reo di non aver abbandonato il posto di lavoro, malgrado l’assassinio di suo figlio primogenito, Ibrahim, e le gravi ferite da lui stesso subite.

clicca  per aderire.

Solidarietà/Al-Najdah

È in programmazione la pubblicazione di un libro della poeta Mia Lecomte, una favola con illustrazioni di artisti/e e illustratori/illustratrici per l’editoria dell’infanzia. Sarà edito da Anbamed e tutto il ricavato, tolte le spese di stampa e di spedizione, sarà devoluto all’associazione Al-Najdah per il progetto “Ore Felici per i Bambini e le Bambine di Gaza”. Delle opere originali firmate si farà una mostra itinerante.

Sul sito del Corriere della Sera, nel blog Invisibili, è stato pubblicato un articolo di Alessandro Cannavò sul lavoro di Al-Najdah e le adozioni a distanza. clicca!

Uscirà prossimamente un’intervista in podcast della direttrice di Al-Najdah, Asmaa Khaled, sulle attività dell’associazione a favore dei bambini orfani di Gaza.

1° settembre 2025: è arrivata una nuova adozione a distanza. La solidarietà popolare con la Palestina e in difesa dell’infanzia non si arrende. Il numero totale dei bambini/e adottati/e è salito a 53, dal 3 marzo 2025. Nel mese di agosto sono stati raccolti per le adozioni a distanza 3.500 euro e altri 880 per i pasti caldi. In totale 4.380 euro. I bambini di Gaza ringraziano.

Il primo di ottobre si svolgerà un incontro pubblico a Cambiano (To) per la presentazione del progetto “Ore Felici per i Bambini di Gaza” ed un intervento sulla situazione attuale in Palestina ed in particolare a Gaza.

Da Gaza, la direttrice del Najdah, Asmaa Khaled, ci informa che sono riprese le iniziative di distribuzione dei pasti caldi, offerti dall’associazione, nei campi di sfollati. “Grazie anche alle donazioni che arrivano da associazioni di tutto il mondo, come la vostra”.

Abbiamo trasferito il 20 agosto 2025, tramite bonifico bancario internazionale, la seconda tranche delle somme raccolte fino al 31 luglio 2025 a favore delle adozioni a distanza di bambini e bambine di Gaza e per la fornitura di pasti caldi. La somma trasferita è di 14.675 euro. Grazie a tutti i donatori.

Sono arrivate altre 2 adozioni a distanza, portando il numero totale a 48. Abbiamo comunicato i dati all’associazione Al-Najdah (Soccorso Sociale), per mandarci la documentazione.

Grazie ai contributi arrivati da tutto il mondo e anche dagli affidatari italiani (siamo già a 48 realtà di singoli, famiglie, associazioni e gruppi di amici), al-Najdah ha potuto nei giorni scorsi tornare a fornire pasti caldi a tutti e non solo agli orfani custoditi. È una goccia nel mare dei bisogni, ma è un’azione necessaria per alleviare le sofferenze del popolo di Gaza che sta subendo una minaccia di tipo nazista: il genocidio e la deportazione.

Alla manifestazione di sabato a Milano contro il genocidio israeliano a Gaza, alcuni affidatari hanno portato cartelli con i nomi dei bambini adottati a distanza.

L’offensiva di terra israeliana su Deir Balah sta costringendo le militanti di al-Najdah a sfollare verso sud per salvare gli orfani e le madri. Il centro delle attività di al-Najdah a Deir Balah è stato colpito tre giorni fa a mezzanotte da una bomba d’artiglieria. Nessuna vittima, né uccisi né feriti, semplicemente perché non c’erano attività a quell’ora. Il centro era vuoto.  “Come ogni volta si ricomincia daccapo. Non ce ne andremo. Siamo già al lavoro per rimetterlo in funzione”, ci ha scritto un’attivista dell’organizzazione delle donne di sinistra di Gaza.

Abbiamo ricevuto da molti affidatari dei messaggi e disegni dedicati ai bambini e bambine in adozione a distanza tramite Anbamed. Abbiamo tradotto e spedito il tutto all’associazione Al-Najdah. Sono state lette le lettere e distribuite le immagini durante gli incontri collettivi educativi e per l’istruzione, che si tengono nelle tende delle insegnanti o in spazi dell’associazione, sempre in tende di dimensioni più grandi per accogliere i bambini ed i giovanissimi per non far perdere loro un altro anno scolastico. Sono incontri importanti anche dal punto di vista psicologico.

Molti lettori ci scrivono per sapere maggiori info sulla campagna “Ore Felici per i Bambini di Gaza”. È arrivata due giorni fa una nuova adozione a distanza. Continuano ad arrivare contributi una tantum per i pasti caldi. La gara di solidarietà con la popolazione ed i bambini di Gaza non perde vigore. Le adozioni sono arrivate al numero di 48, nell’arco di soli 5 mesi.

Per chiedere info o aderire, scrivete a: anbamedaps@gmail.com

Potete leggere la cronologia delle azioni del progetto Ore Felici per i Bambini di Gaza, la campagna di adozioni a distanza clicca  

Notizie dal mondo   

Sono passati tre anni, 7 mesi e due giorni dall’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina. Prove di scontri tra Nato e Russia ai confini orientali della Polonia e Lettonia. Zelensky fa il trafficante di armi: “Sono testate in una guerra vera”.  

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