Per ascoltare l’audio di oggi, 29 settembre 2025:
Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo
(testata giornalistica online fondata da Farid Adly.
Direttore responsabile Federico Pedrocchi)
Rassegna anno VI/267 (1869)
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Ad agosto c’è stata una crescita sensibile delle donazioni a favore di Anbamed. Dopo 3 mesi consecutivi di calo, registriamo adesso il segno positivo. Il valore complessivo del mese scorso è stato di 625,00 € (+ 240,00 € rispetto al precedente mese di luglio). Non solo, ma lo Stato italiano ci ha fornito la somma del 5xmille dell’anno 2024: 1711,65 euro, una cifra per noi ragguardevole. Grazie a tutti e tutte voi.
Adozioni a distanza: È stato importante anche l’impegno dei nostri lettori a favore dei bambini di Gaza: 3500 € per le adozioni e 880 euro per i pasti caldi.
Grazie a chi ha contribuito e chiediamo a tutti e tutte di seguire il loro esempio, nel sostegno economico dell’impresa giornalistica senza padroni e senza pubblicità. La libertà non ha prezzo!
Forte adesione all’iniziativa dello sciopero della fame a staffetta, intrapresa nel quadro della web mobilitazione permanente avviata il 9 maggio: #ultimogiornodiGaza.
Per aderire: scrivere nome, cognome, città, professione e il giorno prescelto per compiere il digiuno, a: mailto:anbamedaps@gmail.com.
Le notizie
Genocidio a Gaza
L’esercito israeliano avanza verso il centro di Gaza città. Assedia gli ultimi ospedali rimasti in funzione e ordina l’evacuazione senza permettere l’arrivo delle ambulanze. Nel frattempo continuano i bombardamenti. Sono attacchi mirati a colpire i sopravvissuti e costringerli alla deportazione. Ieri, l’esercito israeliano ha mirato i missili anti bunker su un palazzo di oltre 20 piani, denominato torre La Mecca, nella zona occidentale di Gaza città. clicca per vedere il crollo.
Nella stessa giornata di ieri, sono stati presi di mira le abitazioni di tre famiglie allargate. I sopravvissuti hanno raccontato che i militari israeliani hanno offerto loro protezione e salvacondotto in cambio di arruolarsi in una milizia collaborazionista. Al loro rifiuto, le famiglie sono state decimate, in tre bombardamenti mirati contro i loro quartieri.
Nella giornata di ieri sono stati portati negli ospedali 79 corpi di civili uccisi e 379 feriti. Secondo la statistica del ministero della sanità il numero delle persone uccise a Gaza dall’inizio dell’aggressione ha superato i 66 mila.
Il nostro commento quotidiano fisso: Ci sono ancora coloro che obiettano che non si tratti di genocidio, basandosi su congetture
storiche e non guardando la realtà delle cifre e delle intenzioni, dicono: “Dire che Israele commette genocidio è una bestemmia”.
Pronunciare una frase simile è la vera bestemmia nei confronti della memoria dei sei milioni di ebrei assassinati dal nazismo tedesco.
Situazione umanitaria a Gaza
L’ospedale Shifà di Gaza città è assediato dai carri armati israeliani e non ci sono più collegamenti con il resto del mondo. Vi sono 30 bambini prematuri e altri neonati che rischiano la vita. L’esercito israeliano ha ordinato l’evacuazione, ma impedisce l’arrivo di ambulanze.
Anche l’ospedale el-Helou è assediato e con ordine di evacuazione. Vi sono 91 persone tra malati e personale sanitario. 12 sono i neonati. Tutte le persone sono state raggruppate nel piano terra, nel timore di bombardamenti sui piani alti dai carri armati che circondano la struttura. L’esercito ha tagliato tutti i collegamenti telefonici e telematici con l’esterno.
Cisgiordania
Nel quadro del paino coloniale E1, Israele ha confiscato terreni del villaggio palestinese, Isawiya (guarda la cartina), a nord di Gerusalemme est occupata. La confisca dei terrei serve ad allargare le colonie ebraiche che tagliano il collegamento tra nord e sud della Cisgiordania.
Un altro piano israeliano per spezzare il collegamento tra le città della Cisgiordania è l’autostrada 60 tra Nablus e Ramallah. L’autostrada collega Nazaret e Beersheba in Israele e taglia verticalmente la Cisgiordania in due zone non collegate, se non con strade e trazzere di aggiramento.
Piano Trump
Oggi si saprà la versione definitiva del piano Trump per il cessate il fuoco a Gaza. Si dovrebbe tenere l’incontro tra il presidente USA e il ricercato internazionale per crimini di guerra e contro l’umanità. Gli emissari della Casa Bianca hanno incontrato per 6 ore Netanyahu.
Dalle rivelazioni stampa si intuisce che è piano coloniale sbilenco a favore di Israele. Concordato con Netanyahu, ma allo stesso tempo finora rifiutato dal governo israeliano, per strappare altri cedimenti nel campo arabo. Un piano che esclude i palestinesi dalla gestione del loro territorio. Non prevede esplicitamente il ritiro dell’esercito israeliano dal territorio di Gaza occupato militarmente. Rimanda il ritiro parziale a trattative estenuanti senza fine, come per gli accordi di Oslo. Tra le notizie strampalate era circolata la direzione dell’amministrazione di Gaza affidata all’ex premier britannico Blair. I palestinesi sotto tutela, i paesi arabi sottomessi e Israele padrona del M.O. con il completamento degli accordi di Abramo, senza pace.
Global Somoud Flotilla

Israele prepara le unità d’assalto alla Flotilla. La tv pubblica ha trasmesso immagini degli addestramenti e l’allerta di ospedali israeliani per ricevere eventuali feriti. Le 45 barche sono a nord di Marsa Matrouh egiziano. L’ultima mediazione egiziana è di scaricare gli aiuti in egitto e l’impegno di farli giungere a Gaza in camion. Non è chiaro se ci sia un consenso israeliano oppure un tentativo di mettere in difficoltà i volontari della Flotilla. Il governo italiano ha mollato ogni responsabilità abbandonando i cittadini italiani, compresi i rappresentanti parlamentari, alla mercè delle azioni criminali dell’esercito israeliano. Continuamente le imbarcazioni sono disturbate dalla presenza di droni minacciosi. Il ministro della guerra Crosetto ha spiegato ai rappresentanti del movimento “i rischi drammatici”. Invece di affermare i principi della legalità internazionale sulla navigazione marittima, si coprono i crimini di Israele.
La stampa scudo mediatico del genocidio attacca gli attivisti, cianciando di interessi privati e di “tentativo di entrare in territorio israeliano”. Falso. Gaza non è territorio israeliano. Un altro giornale ha discusso del costo, per i contribuenti, della fregata che scorta da lontano la Flotilla: “A bordo vi sono 168 uomini”. Miseria di giornalismo straccione. Gli F-35 quanto costano al bilancio dello Stato, dimezzando la spesa per sanità, istruzione e previdenza sociale?
Monta in tutte le città italiane la mobilitazione a favore della Flotilla, con manifestazioni, cortei, scioperi, sit-in e preghiere nelle chiese.
Il tracker della navigazione della Flotilla vi permetterà di seguire sul web la localizzazione delle barche e navi in viaggio verso le coste di Gaza e il punto esatto dell’attacco israeliano:
BDS
L’Università di Venezia, Ca’ Foscari, interrompe gli accordi con Israele. La decisione è stata presa dal Senato Accademico e dal Consiglio di Amministrazione dell’ateneo lagunare.
L’Università Ca’ Foscari Venezia “condanna i crimini gravissimi di cui, secondo quanto emerso dai pronunciamenti della Corte Penale Internazionale e dalle risoluzioni dell’Onu, si è reso e si rende responsabile il governo di Israele nei confronti della popolazione palestinese di Gaza e Cisgiordania. Da molti mesi tutto il mondo – si legge nella nota – assiste all’uccisione di decine di migliaia di civili, oltre che alla distruzione sistematica delle istituzioni educative palestinesi a cominciare dalle università. Davanti a questo scenario, l’Ateneo si impegna a non avviare accordi e collaborazioni con enti, istituzioni e università di Israele, implicati, direttamente o indirettamente, nella campagna militare in corso e a congelare quelle in essere, fino alla cessazione dell’offensiva militare in corso e alla manifestazione da parte del governo israeliano dell’intenzione di rispettare i diritti fondamentali del popolo palestinese, il diritto internazionale e umanitario, e le risoluzioni delle Nazioni Unite”.
Solidarietà in Italia con il popolo palestinese
- Si sono svolte ieri e sabato, in tutte le città italiane grandi manifestazioni contro il genocidio e in difesa della Flotilla. Sono sempre più pressanti gli inviti ai sindacati di indire uno sciopero generale e una manifestazione nazionale unitaria.
- Il 2 ottobre davanti a tutti gli ospedali d’Italia, Sanitari per Gaza organizzano flash-mob per sensibilizzare sulla situazione umanitaria nella Striscia. Sarano letti i nomi dei 1677 sanitari palestinesi assassinati da Israele: clicca
- Grande partecipazione in tutta Italia alle manifestazioni avvenute in questi giorni in sostegno della Palestina e contro il genocidio a Gaza. A Torino, i manifestanti si sono diretti verso l’aeroporto, ma sono stati bloccati dalla polizia; A Milano è stata invasa la A4;
- Gli attivisti e le attiviste di Ultima Generazione e Piazza Palestina, a Torino e Roma, continuano uno sciopero della fame ad oltranza, a supporto della Global Sumud Flottilla e denuncia genocidio.
- A Milano continua dal 16 giugno il presidio in piazza Duomo dalle 18:30 alle 19:30, con flash-mob e letture di poesie.
- A Modena si terrà il 3-4-5 ottobre il premio Stefano Chiarini nella sua edizione 16esima. Sarà assegnato allo storico israeliano antisionista, Ilan Pappè. clicca
Sciopero della fame a staffetta contro il genocidio
Sono stati 4 mesi e 13 giorni di sciopero della fame a staffetta, dall’avvio della campagna di Digiuno x Gaza, l’iniziativa lanciata a maggio da Anbamed. Oggi, lunedì 29 settembre, prosegue incessantemente l’azione nonviolenta di sciopero della fame 24h.
Per leggere l’elenco aggiornato dei nomi dei digiunatori di oggi: Clicca!
La solidarietà non dorme. Si mobilita anche in tempo di vacanze. Continueremo la campagna di sciopero della fame 24H a staffetta fino alla fine definitiva della guerra contro la popolazione di Gaza.
L’azione continuerà nei prossimi giorni con la partecipazione di altri gruppi. Gli iscritti sono tantissimi e, secondo le disponibilità espresse, costruiremo il calendario con l’elenco dei partecipanti di tantissime città italiane, europee e arabe.
È un digiuno del cibo e non della sete. Si può liberamente bere.
Vi chiediamo di scattare una vostra foto con un cartello “IO DIGIUNO X GAZA”. Una lunghissima galleria di immagini che trasformeremo in un mosaico di solidarietà. Mandateci le foto a anbamedaps@gmail.com e pubblicatele sui vostri account social.
Se volete partecipare nei prossimi giorni, scrivete un messaggio di posta elettronica con nome, cognome, città di residenza, professione (facoltativa), data prescelta (anche più di una, volendo) e un pensiero che pubblicheremo con l’elenco generale di tutti gli aderenti. Le adesioni vanno inviate esclusivamente a: mailto:anbamedaps@gmail.com
Manderemo un email di avviso, il giorno prima, a tutti i digiunatori del turno.
In molte realtà sono stati organizzati dei presidi nelle piazze e di fronte ai palazzi del potere oppure creato momenti di condivisione collettiva del digiuno. Sono iniziative pregevoli che raccomandiamo, chiedendo agli organizzatori di comunicarci in anticipo gli eventi programmati e mandarci eventualmente foto da pubblicare.
Appello per il dott. Hussam Abu Safiya
Anche del dott. Dott. Marwan el-Homs, direttore degli ospedali da campo, rapito dal suo ospedale non ci sono tracce evidenti. Un’unità speciale dell’esercito di occupazione ha fatto irruzione armi alla mano nella struttura sanitaria e ha prelevato il dott. El-Homs ed altri 3 infermieri.
Al-jazeera ha realizzato un documentario sul caso del dott. Abu Safiya, ostaggio palestinese in mano dell’esercito israeliano dal 27 dicembre 2024.
“Me lo hanno portato davanti strisciando, accompagnato da quattro carcerieri. Gli era proibito alzare la testa o la schiena, bendato e ammanettato. Le manette rimasero sulle sue mani per tutta la durata della visita, che non ha superato i trenta minuti. La visita si è svolta dietro una parete di vetro, utilizzando un ricevitore telefonico tenuto dal prigioniero in una delle mani ammanettate”. Lo ha detto in una dichiarazione stampa l’avvocata Ghaid Qassem, legale del dott. Hussam Abu Safiya. Notizia che non leggerete sulla stampa scorta mediatica del genocidio. Chiunque pronuncerà il mantra “Israele paese democratico”, riceverà uno schiaffo sonoro.
Pubblicato sul nostro sito il testo in italiano dell’appello per la liberazione del dott. Hussam Abu Safiya. clicca. Eventuale firma dell’appello va segnata sul sito indicato più sotto.
Firmate l’appello per chiedere la liberazione del direttore dell’ospedale Kamal Adwan,preso in ostaggio dall’esercito israeliano il 27 dicembre 2024, poi dopo 10 giorni annunciata la sua detenzione. Contro di lui non ci sono accuse. Il coraggioso medico è reo di non aver abbandonato il posto di lavoro, malgrado l’assassinio di suo figlio primogenito, Ibrahim, e le gravi ferite da lui stesso subite.
clicca per aderire.
Solidarietà/Al-Najdah
La mensa di beneficenza (Tekie, in arabo) viene offerta da Al-Najdah alle famiglie bisognose, malgrado le difficoltà e i bombardamenti. clicca per vedere le immagini sulla pagina social dell’associazione delle donne palestinesi.
È in programmazione la pubblicazione di un libro della poeta Mia Lecomte, una favola con illustrazioni di artisti/e e illustratori/illustratrici per l’editoria dell’infanzia. Sarà edito da Anbamed e tutto il ricavato, tolte le spese di stampa e di spedizione, sarà devoluto all’associazione Al-Najdah per il progetto “Ore Felici per i Bambini e le Bambine di Gaza”. Delle opere originali firmate si farà una mostra itinerante.
Sul sito del Corriere della Sera, nel blog Invisibili, è stato pubblicato un articolo di Alessandro Cannavò sul lavoro di Al-Najdah e le adozioni a distanza. clicca!
Uscirà prossimamente un’intervista in podcast della direttrice di Al-Najdah, Asmaa Khaled, sulle attività dell’associazione a favore dei bambini orfani di Gaza.
1° settembre 2025: è arrivata una nuova adozione a distanza. La solidarietà popolare con la Palestina e in difesa dell’infanzia non si arrende. Il numero totale dei bambini/e adottati/e è salito a 53, dal 3 marzo 2025. Nel mese di agosto sono stati raccolti per le adozioni a distanza 3.500 euro e altri 880 per i pasti caldi. In totale 4.380 euro. I bambini di Gaza ringraziano.
Il primo di ottobre si svolgerà un incontro pubblico a Cambiano (To) per la presentazione del progetto “Ore Felici per i Bambini di Gaza” ed un intervento sulla situazione attuale in Palestina ed in particolare a Gaza.
Da Gaza, la direttrice del Najdah, Asmaa Khaled, ci informa che sono riprese le iniziative di distribuzione dei pasti caldi, offerti dall’associazione, nei campi di sfollati. “Grazie anche alle donazioni che arrivano da associazioni di tutto il mondo, come la vostra”.
Abbiamo trasferito il 20 agosto 2025, tramite bonifico bancario internazionale, la seconda tranche delle somme raccolte fino al 31 luglio 2025 a favore delle adozioni a distanza di bambini e bambine di Gaza e per la fornitura di pasti caldi. La somma trasferita è di 14.675 euro. Grazie a tutti i donatori.
Sono arrivate altre 2 adozioni a distanza, portando il numero totale a 48. Abbiamo comunicato i dati all’associazione Al-Najdah (Soccorso Sociale), per mandarci la documentazione.
Grazie ai contributi arrivati da tutto il mondo e anche dagli affidatari italiani (siamo già a 48 realtà di singoli, famiglie, associazioni e gruppi di amici), al-Najdah ha potuto nei giorni scorsi tornare a fornire pasti caldi a tutti e non solo agli orfani custoditi. È una goccia nel mare dei bisogni, ma è un’azione necessaria per alleviare le sofferenze del popolo di Gaza che sta subendo una minaccia di tipo nazista: il genocidio e la deportazione.
Alla manifestazione di sabato a Milano contro il genocidio israeliano a Gaza, alcuni affidatari hanno portato cartelli con i nomi dei bambini adottati a distanza.
L’offensiva di terra israeliana su Deir Balah sta costringendo le militanti di al-Najdah a sfollare verso sud per salvare gli orfani e le madri. Il centro delle attività di al-Najdah a Deir Balah è stato colpito tre giorni fa a mezzanotte da una bomba d’artiglieria. Nessuna vittima, né uccisi né feriti, semplicemente perché non c’erano attività a quell’ora. Il centro era vuoto. “Come ogni volta si ricomincia daccapo. Non ce ne andremo. Siamo già al lavoro per rimetterlo in funzione”, ci ha scritto un’attivista dell’organizzazione delle donne di sinistra di Gaza.
Abbiamo ricevuto da molti affidatari dei messaggi e disegni dedicati ai bambini e bambine in adozione a distanza tramite Anbamed. Abbiamo tradotto e spedito il tutto all’associazione Al-Najdah. Sono state lette le lettere e distribuite le immagini durante gli incontri collettivi educativi e per l’istruzione, che si tengono nelle tende delle insegnanti o in spazi dell’associazione, sempre in tende di dimensioni più grandi per accogliere i bambini ed i giovanissimi per non far perdere loro un altro anno scolastico. Sono incontri importanti anche dal punto di vista psicologico.
Molti lettori ci scrivono per sapere maggiori info sulla campagna “Ore Felici per i Bambini di Gaza”. È arrivata due giorni fa una nuova adozione a distanza. Continuano ad arrivare contributi una tantum per i pasti caldi. La gara di solidarietà con la popolazione ed i bambini di Gaza non perde vigore. Le adozioni sono arrivate al numero di 48, nell’arco di soli 5 mesi.
Per chiedere info o aderire, scrivete a: anbamedaps@gmail.com
Potete leggere la cronologia delle azioni del progetto Ore Felici per i Bambini di Gaza, la campagna di adozioni a distanza clicca
Notizie dal mondo
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