Per ascoltare l’audio di oggi, 06 dicembre 2025:

Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo  

(testata giornalistica online fondata da Farid Adly;

Direttore responsabile Federico Pedrocchi)

Rassegna anno VI/329 (1931)

Per info e contatti, manda un messaggio a anbamedaps@gmail.com 

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A novembre c’è stato un drastico crollo delle donazioni a favore di Anbamed. Il valore complessivo del mese scorso è stato di 170,00 € (- 550,00 €) rispetto al precedente mese di ottobre).

Grazie a chi ha donato, ma siamo abbastanza allarmati.

Adozioni a distanza: È stato importantissimo invece l’impegno dei nostri lettori a favore dei bambini di Gaza: 4.342,00 € per adozioni e pasti caldi, nel mese di ottobre.

Forte adesione all’iniziativa dello sciopero della fame a staffetta, intrapresa nel quadro della web mobilitazione permanente avviata il 9 maggio: #ultimogiornodiGaza.

Per aderire: scrivere nome, cognome, città, professione e il giorno prescelto per compiere il digiuno, a: mailto:anbamedaps@gmail.com.

Libertà per Marwan Barghouti! sono in corso centinaia di iniziative in tutta Italia per rivendicare la liberazione di Barghouti.  La campagna di AssoPacePalestina, per la liberazione del Mandela palestinese ha avuto moltissime adesioni. Anbamed ha aderito. clicca!

Le notizie

Genocidio a Gaza

L’artiglieria israeliana non ha cessato un solo momento di sparare, durante tutta la giornata di ieri. Ha colpito su tutta la linea immaginaria di demarcazione, denominata dal piano trumpiano “linea gialla”. Caccia, elicotteri e droni hanno dominato il cielo e sparato missili contro campi di sfollati e zone già diroccate. L’esercito di occupazione ha preso di mira anche i soccorritori della Mezzaluna rossa e della protezione civile. Stamattina è stato assassinato, da un drone, un ufficiale della protezione civile, Suhail Abdallah. È stato assassinato a Beit Lahia mentre stava tentando, con mezzi rudimentali, di salvare persone intrappolate sotto le macerie.  

Altri due uccisi stamattina in un attacco con droni su Khan Younis.

Non c’è mai stato il cessate-il-fuoco a Gaza. Il piano Trump è solo propaganda.

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Il nostro commento quotidiano fisso: 

Ci sono ancora coloro che obiettano che non si tratti di genocidio, basandosi su congetture storiche e non guardando la realtà delle cifre e delle intenzioni, dicono: “Dire che Israele commette genocidio è una bestemmia”.

Pronunciare una frase simile è la vera bestemmia nei confronti della memoria dei sei milioni di ebrei assassinati dal nazismo tedesco.

Situazione umanitaria a Gaza

L’accumulo dei rifiuti attorno ai campi di sfollati è un pericolo per la salute della popolazione. Il municipio di Gaza ha denunciato gli attacchi dell’artiglieria israeliana contro gli operatori impegnati a rimuovere i cumuli di rifiuti. “Oltre ad aver chiuso gli accessi alle discariche che ricadono nella zona sotto l’occupazione, i caccia e l’artiglieria prendono di mira i nostri mezzi”.

La politica israeliana mira a rendere impossibile la vita a Gaza, per facilitare la deportazione “volontaria” della popolazione. Il responsabile del municipio di Gaza città addetto all’ambiente ha affermato, in un collegamento con Anbamed, “il significato di una determinazione di Israele a rendere la vita impossibile è quello di costringerci a partire. Vogliono ripetere la cacciata del 1948. Nella sola città di Gaza si sono accumulati 350 mila m3 di rifiuti e non abbiamo i mezzi per rimuoverle, anche a causa del blocco di rifornimento di carburanti”.

L’assassinio del collaborazionista Abu Shabab

Il ministero dell’interno ha diramato una grazia per tutti i collaborazionisti con l’occupazione in caso di loro pentimento e consegna delle armi alla polizia palestinese. Hanno due settimane per decidere. È una misura che ha riscosso gradimento anche tra le famiglie dei traditori. “Servire gli invasori è un’onta di vergogna, consegnatevi!”, ha dichiarato un anziano notabile seduto davanti ad una tenda nel campo di sfollati vicino a Khan Younis.

(per leggere la storia di Yasser Abu Shabab, da trafficante di droga all’arruolamento come servo degli israeliani: clicca!)

No alla deportazione

Il criminale di guerra ricercato ha annunciato che il valico di Rafah sarà aperto, in accordo con l’Egitto, nella sola direzione di uscita. Subito è arrivata la smentita del Cairo. “Gli accordi e gli appelli della comunità internazionale sono per la riapertura dei valichi in tutt’e due le direzioni per l’ingresso di persone e merci e l’evacuazione dei malati e feriti”, ha detto un portavoce egiziano.

Un gruppo di 8 paesi arabi e islamici ha respinto le farneticazioni di Netanyahu, che aveva annunciato un falso accordo con il Cairo per l’apertura del valico di Rafah nella sola direzione di uscita. La presa di posizione dice chiaramente: “No alla deportazione!”   clicca!

Cisgiordania

Un giovane ucciso a Tulkarem e tre feriti a Qalqilia. La guerra di Netanyahu contro la popolazione civile della Cisgiordania non ha pause. La diplomazia dei paesi coloniali guarda dall’altra parte e Fassino parla vergognosamente di democrazia.

A Nablus si sono svolti i funerali di Bahaa Rashed (38 anni) ucciso dall’esercito israeliano, ieri, dopo l’uscita dei fedeli dalla moschea.

Rastrellamenti in molte città e villaggi della Cisgiordania. Secondo le notizie pubblicate dall’agenzia Wafa, gli arresti compiuti ieri dalle truppe di occupazione sono stati 61.

Ostaggi

La vita di Marwan Barghouti è in pericolo.  Ieri, il figlio del leader incarcerato Marwan Barghouti ha diffuso il seguente grido: “Stamattina mi sono svegliato con una telefonata da un prigioniero rilasciato. Mi ha detto: ‘Tuo padre è stato maltrattato fisicamente. Gli hanno rotto denti e costole, gli hanno tagliato via parte di un orecchio e gli hanno rotto le dita a più riprese per divertimento’. Cosa dovrei fare? Con chi dovrei parlare? A chi dovrei rivolgermi? Viviamo in questo incubo ogni giorno…. Mio padre ha 66 anni ormai, oh Dio, da dove prenderà la forza?”

La famiglia ha tentato di appurare la veridicità delle informazioni e la reale identità del relatore del messaggio. Ma le autorità carcerarie israeliane non ammettono visite e non forniscono informazioni e respingono ogni richiesta delle istituzioni internazionali di visitarlo.

Unrwa

L’Assemblea generale dell’ONU ha innovato l’incarico all’Unrwa per i prossimi 3 anni. 151 a favore, 10 contrari e 14 astenuti. I tentativi israeliani di annientare la memoria storica della Nakba sono falliti. L’attacco frontale del governo di Tel Aviv contro l’Unrwa mira infatti alla cancellazione degli strumenti internazionali che garantiscono i diritti storici dei palestinesi: il diritto al ritorno, lo status di rifugiati, il risarcimento.

L’esercito israeliano ha deportato tutti gli abitanti dei campi profughi di Jenin, Tulkarem e Nour Shams, per cancellare la memoria delle deportazioni del 1948. Per ammettere il loro ritorno, i militari hanno proposto la rinuncia allo status di “rifugiato” e il non ritorno degli uffici e scuole dell’Unrwa.

Sudan

È alito a 80 il numero delle vittime della strage di Kaluqi, nel Kordofan. Tra di loro 46 bambini uccisi. Le milizie di Pronto Intervento avevano lanciato due giorni fa un drone contro un mercato popolare nella cittadina. I combattimenti principali nella provincia di Kordofan si stanno svolgendo a Babnusa, dove le milizie hanno occupato la principale caserma dell’esercito, ma non hanno completato ancora la sua conquista. Il comitato dei medici sudanesi ha denunciato che circa 100 famiglie sono state prese in ostaggio dalle milizie, con l’accusa di aver dei figli soldati arruolati nell’esercito. “Donne e bambini sono ammassati in un campo di concentramento e subiscono torture e maltrattamenti”.

Libano

Il segretario di Hezbollah, Naim, ha definito la partecipazione di un rappresentante civile del governo libanese, alle trattative dirette con Israele a Naqoura, come un “cedimento gratuito senza contropartite”.

Il ministro dell’informazione ha ribadito invece che “la decisine del presidente Aoun di una partecipazione di esperto diplomatico alle trattative ha l’intento di evitare al paese un’aggressione distruttiva”.

A Beirut è arrivata una delegazione dei 15 paesi membri del Consiglio di sicurezza dell’Onu e si è incontrata con i vertici dello stato libanese, anche in vista della conclusione il prossimo anno della missione dei caschi blu, Unifil.

Tunisia

L’Unione Generale Tunisina del Lavoro (UGTT) ha annunciato uno sciopero generale nazionale. Il prossimo 21 gennaio 2026 è stata indetta l’azione sindacale per chiedere il ripristino dei diritti dei lavoratori alle organizzazioni di base sui posti di lavoro e rivendica l’apertura di trattative per l’aumento dei salari. L’UGTT è entrata in collisione con le autorità governative in seguito alle misure repressive dell’azione sindacale e per l’aumento dell’inflazione non compensato da aumenti salariali, malgrado la scadenza dei contratti nazionali. Il presidente Saied dopo aver decimato l’opposizione con i processi farsa e stretto il cappio attorno alle associazioni per i diritti umani, aveva tentato di sferrare un attacco al movimento sindacale dei lavoratori. Ma l’operazione è fallita per il sostegno popolare e la partecipazione massiccia alle iniziative sindacali, sia sui posti di lavoro sia nella società, particolarmente in tema di difesa dell’ambiente e la salute dei cittadini.

Libertà per Marwan Barghouti

#LiberiTutti Sono oltre 30 gli ospedali che parteciperanno mercoledì #10dicembre alla giornata di mobilitazione “La sanità non si imprigiona” per chiedere la liberazione degli oltre 90 sanitari palestinesi detenuti nelle carceri palestinesi.

Da Trento a Palermo ecco l’elenco (in aggiornamento) di tutti gli ospedali mobilitati con gli orari dei #flashmob che, ricordiamo, sono aperti a tutti i cittadini. Per leggere tutto l’elenco degli ospedali coinvolti: clicca!

È in corso in Italia ed a livello internazionale, la campagna in favore della liberazione dei prigionieri politici palestinesi e in particolare per mettere fine alle torture e maltrattamenti. Al centro di tale campagna vi è l’obiettivo di salvare il Mandela palestinese, Marwan Barghouti, da 23 anni in carcere.  La campagna viene lanciata alla vigilia della giornata mondiale di solidarietà con il popolo palestinese indetta dall’ONU: Appello: clicca!

Sciopero della fame a staffetta contro il genocidio

Sono passati 6 mesi e 21 giorni di sciopero della fame a staffetta, dall’avvio della campagna di Digiuno x Gaza, l’iniziativa lanciata a maggio da Anbamed. Oggi, sabato 06 dicembre, il digiuno a staffetta prosegue.

Per leggere l’elenco aggiornato dei nomi dei digiunatori che ci hanno segnalato la loro adesione oggi: clicca!

Per capire i motivi, clicca!

Per guardare l’incontro online del 22/11: canale You Tube, 

Il digiuno a staffetta prosegue fino alla conclusione vera dell’aggressione militare. Potete fare di più. Per non voltare la faccia dall’altra parte. Per far sentire ai bambini palestinesi che siamo al loro fianco. “Oltre il digiuno, Gaza nel cuore”.

Si propone di devolvere il costo di un pasto a favore di una raccolta fondi per la Palestina. Il link: https://gofund.me/4c0d34e2c

BDS

Firmate e fate girare la petizione per cancellare il gemellaggio Milano-Tel Aviv e le collaborazioni economiche del Comune con Israele. clicca!

Appello per la liberazione dei medici in ostaggio nei campi di concentramento israeliani

Rapporto:clicca!

Solidarietà/Al-Najdah

Oggi, il libro “Strega!” arriva in redazione e entro lunedì sarà spedito a tutti coloro che lo hanno prenotato.

Sabato, 13 dicembre a Milano, alle ore 18:00, invece, ci sarà la presentazione della fiaba illustrata, “Strega!”, di Mia Lecomte- edizione bilingue italiano-arabo di Mesogea – Messina. Una pubblicazione per finanziare i progetti dell’associazione palestinese Al-Najdah a Gaza.

Le maestre di Al-Najdah dopo averla ricevuta in formato digitale hanno detto: “Così coniugheremo istruzione e intrattenimento”. La presentazione sarà presso la sede dell’associazione ChiAmaMilano (sito), alla presenza di autrice, curatrici e illustratori e illustratrici.

Per chiedere info o aderire al progetto Ore Felici per i Bambini di Gaza, la campagna di adozioni a distanza, scrivete a: anbamedaps@gmail.com

Notizie dal mondo   

Sono passati tre anni, 9 mesi e 11 giorni dall’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina. Trump scarica l’Europa e non solo sull’Ucraina. Il documento sulla National Security Strategy prevede che l’Europa assuma i costi della Nato dal 2027.

Un approfondimento sul riarmo Ue clicca!

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