Per ascoltare l’audio di oggi, 13 dicembre 2025:

Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo  

(testata giornalistica online fondata da Farid Adly;

Direttore responsabile Federico Pedrocchi)

Rassegna anno VI/335 (1937)

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A novembre c’è stato un drastico crollo delle donazioni a favore di Anbamed. Il valore complessivo del mese scorso è stato di 170,00 € (- 550,00 €) rispetto al precedente mese di ottobre).

Grazie a chi ha donato, ma siamo abbastanza allarmati.

Adozioni a distanza: È stato importantissimo invece l’impegno dei nostri lettori a favore dei bambini di Gaza: 4.342,00 € per adozioni e pasti caldi, nel mese di novembre.

Forte adesione all’iniziativa dello sciopero della fame a staffetta, intrapresa nel quadro della web mobilitazione permanente avviata il 9 maggio: #ultimogiornodiGaza.

Per aderire: scrivere nome, cognome, città, professione e il giorno prescelto per compiere il digiuno, a: mailto:anbamedaps@gmail.com.

Libertà per Marwan Barghouti! sono in corso centinaia di iniziative in tutta Italia per rivendicare la liberazione di Barghouti.  La campagna di AssoPacePalestina, per la liberazione del Mandela palestinese ha avuto moltissime adesioni. Anbamed ha aderito. clicca!

Le notizie

Genocidio a Gaza

Non c’è tregua a Gaza. L’esercito israeliano ha continuato a bombardato, con artiglieria e caccia, in tutta la Striscia. A Rafah, a Khan Younis, a Hay Tuffah e Jebalia.  Con morti e feriti. Violazione della tregua che non viene condannata da parte della diplomazia dei paesi colonialisti. E neanche citata dalle testate scorta mediatica del genocidio.

Un cecchino ha ucciso stamattina l’ennesimo minorenne che è andato a cercare legna per scaldare la tenda di famiglia. È giunto poco fa il suo corpo nell’ospedale Shifà di Gaza città. Un altro giovane è stato assassinato dai cecchini a Jebalia.

Continua anche l’operazione di radere al suolo tutte le costruzioni nella zona est e nord della Striscia. Le esplosioni sono state sentite e osservate dal territorio israeliano. Obiettivo è di annettere la metà di Gaza ad Israele e rendere permanente l’occupazione. 30 ministri e parlamentari israeliani della maggioranza hanno firmato una mozione per l’annessine di Gaza e la ripresa della costruzione di colonie ebraiche.

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Il nostro commento quotidiano fisso: 

Ci sono ancora coloro che obiettano che non si tratti di genocidio, basandosi su congetture storiche e non guardando la realtà delle cifre e delle intenzioni, dicono: “Dire che Israele commette genocidio è una bestemmia”.

Pronunciare una frase simile è la vera bestemmia nei confronti della memoria dei sei milioni di ebrei assassinati dal nazismo tedesco.

Situazione umanitaria a Gaza

Piogge torrenziali e freddo hanno colpito la Striscia di Gaza, rendendo i campi di sfollati in laghi. Le tende invase di acqua, rendendo la vita difficile alla popolazione, oltre un milione di persone, cacciate dalle loro case bombardate in due anni di aggressioni.

Sale ad almeno 16 il numero delle persone morte a Gaza nelle ultime 24 ore per freddo e maltempo. Tra le vittime ci sono anche 3 bambini, deceduti per il freddo.

La responsabilità non è del clima. Anche in anni passati le tempeste si sono abbattute su Gaza, ma non hanno causato stragi di innocenti. La responsabilità è del governo e esercito israeliani, perché impediscono l’ingresso dei soccorsi.

L’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM) delle Nazioni Unite afferma che l’ingresso nella Striscia di Gaza di kit di utensili di base, sacchi di sabbia e pompe per l’acqua, così come materiali da costruzione come legname e compensato, continua a essere ritardato a causa delle “restrizioni di accesso di lunga data” imposte dalle autorità israeliane. 

“Questi materiali sono essenziali per riparare e rinforzare i rifugi contro le continue piogge e per mitigare le inondazioni nei siti”, si legge in una nota: “molti campi di sfollati si trovano su terreni bassi e pieni di detriti, con un sistema di drenaggio e una gestione dei rifiuti inadeguati, esponendo le famiglie a un rischio maggiore di epidemie e altri pericoli per la salute pubblica man mano che le inondazioni si diffondono”.

Paradossalmente, l’accusa al genocida Netanyahu sono esplicite in un commento del giornale Haaretz, mentre i media italiani blaterano della furia del clima.

Abbas da FDI

La vergogna

Il presidente Abbas è in visita in Italia per partecipare alla festa dei fascisti.  L’incontro di circa un’ora a palazzo Chigi con la premier Meloni, prima di salire sul palco della festa di FDI. Il leader palestinese ha ringraziato l’Italia per «l’assistenza umanitaria fornita al nostro popolo nella Striscia di Gaza», dimenticandosi però delle esportazioni di armi che hanno bombardato la popolazione civile palestinese. Una vergogna e una accoltellata alla schiena del movimento di solidarietà italiano con la Palestina. La stampa governativa palestinese presenta la festa di FDI come il congresso politico del partito di governo (falso) e sorvola sull’uso propagandistico della presenza di Abbas (Abu Mazen) da parte dei fascisti per attaccare l’opposizione.

Sulla controversa visita sono circolate nei giorni passati comunicati di realtà palestinesi organizzate in Italia con un appello al presidente Abbas di evitare la partecipazione alla festa del partito di governo FDI, noto per le sue posizioni a favore del genocidio a Gaza e altri controcomunicati che la difendono. Abbiamo deciso di pubblicare tutt’e due i comunicati per dare ai nostri lettori un’idea del dibattito all’interno delle comunità palestinesi in Italia. clicca!

Cisgiordania

Attacco israeliano a Nablus

Rastrellamenti dell’esercito israeliano nella maggior parte delle città palestinesi della Cisgiordania. I più gravi sono avvenuti a Dora, vicino a el-Khalil. Nel villaggio di Al-Mughayir e nel campo di Al-Amaary, in provincia di Ramallah, sono stati feriti da colpi di arma da fuoco due civili.

A Deir Samit, la madre anziana di un detenuto politico è stata arrestata. È una presa in ostaggio, per costringere il marito a consegnarsi.

I coloni hanno attaccato alcune comunità di Khan Ahmar, a Gerusalemme est lanciando pietre e distruggendo strutture agricole e di pastorizia. L’esercito ha arrestato non gli aggressori ebrei ma le vittime palestinesi, conducendoli nelle caserme e torchiandoli in interrogatori degni della Gestapo.

A Kober, l’esercito ha sradicato in una sola giornata più di mille ulivi.

Informate, per favore, Fassino e Fiano, degli atti gloriosi della cosiddetta “unica democrazia in MO”.

Faz3a

Appello dell’on. Luisa Morrgantini-AssoPacePalestina: “Sabato 13 alle ore 19.30 atterra aeroporto di Ciampino, proveniente da Amman, la giovane volontaria Petra, è una dei quattro giovani, tra loro tre italiani e una canadese, aggredite ferite e derubate dai coloni israeliani, nella zona della Valle del Giordano. Hanno voluto restare in Palestina fino alla normale scadenza del loro volontariato. Fanno parte della campagna Faza3a, lanciata dai comitati popolari per la resistenza non violenta – Sumud – palestinese.

La campagna chiama tutti e tutte ad essere presenti nei territori occupati della Cisgiordania per la protezione dei civili palestinesi alla raccolta delle olive, dei raccolti in generale. Un compito reso sempre più difficile dall’aggressione continua di esercito, coloni e polizia israeliana.

Penso che Petra sarebbe felice di vedersi accolta al suo rientro da amiche e amici con bandiere palestinesi e kefie. Spero di vedervi o almeno alcune e alcuni di voi. Luisa Morgantini-AssopacePalestina

Sudan

Un’organizzazione per i diritti delle donne ha documentato quasi 1.300 casi di violenza sessuale in tutto il Sudan, devastato dalla guerra, attribuendo la stragrande maggioranza degli abusi alle Forze di Supporto Rapido (RSF). Giovedì, la “Strategic Initiative for Women in the Horn of Africa (SIHA)” ha pubblicato un rapporto in cui afferma di aver verificato 1.294 episodi in 14 province del Paese dall’inizio della guerra civile, nell’aprile 2023.

Il documento evidenzia come la violenza sessuale sia diventata un’arma sistematica del conflitto, una delle manifestazioni più brutali di quella che le organizzazioni umanitarie definiscono la maggiore crisi umanitaria del mondo. La rete SIHA attribuisce l’87% dei casi con autori identificati ai combattenti RSF, descrivendo le violazioni come “diffuse, ripetute, intenzionali e spesso mirate”, e non come episodi isolati.

Tunisia

È stata condannata a 12 anni di reclusione una delle principali oppositrici del regime di Saied, Abir Mussa. La presidente del partito neo Destour, principale oppositrice laica del presidente tunisino Kais Saied, è in carcere dal giugno 2023 per aver protestato davanti al palazzo presidenziale nel tentativo di presentare un ricorso contro la legge elettorale. Lo scorso giugno un’altra corte tunisina ha condannato Abir Moussa a due anni di prigione per aver criticato l’Alta Commissione elettorale. Il suo arresto era servito ad escluderla dalla candidatura alla presidenza della Repubblica.

Le autorità tunisine stanno attualmente tenendo in arresto molti oppositori politici, per ridurre lo spazio di mobilitazione popolare e democratica.   L’opposizione e le organizzazioni della società civile accusano il regime del presidente Saied di sfruttare la magistratura per eliminare i suoi rivali politici e riportare il Paese a un’era di tirannia.

Corno d’Africa

Si innalza la tensione tra Etiopia e Eritrea. Il Ministero degli Affari Esteri eritreo ha dichiarato che Asmara ha informato il Segretario generale dell’organizzazione IGAD (Autorità intergovernativa per lo sviluppo clicca!) della decisione di ritirarsi. Secondo il governo eritreo, l’organizzazione intergovernativa IGAD ha disatteso il suo mandato legale e non è più in grado di raggiungere la stabilità regionale o di soddisfare le aspirazioni dei popoli del Corno d’Africa.

L’Eritrea ha accusato l’organizzazione di essere diventata uno strumento politico utilizzato da alcuni paesi contro stati membri. Il riferimento è all’Etiopia, con la quale Asmara ha relazioni tese.

Il ritiro di oggi solleva preoccupazioni circa l’escalation delle tensioni tra Eritrea ed Etiopia, che hanno combattuto una guerra di confine conclusasi 25 anni fa con un accordo firmato in Algeria.

Libia

Una milizia governativa, la cosiddetta “Forza per la Lotta contro le Minacce alla Sicurezza”, ha annunciato l’uccisione, durante un’operazione di sicurezza a Sabrata, di Ahmed Omar Al-Dabbashi, detto “Al-Amou” (lo Zio), ricercato a livello internazionale per reati di tratta di esseri umani, omicidio e traffico di droga. Al-Amou sarebbe stato ucciso durante scontri all’alba di ieri e il fratello Saleh sarebbe stato arrestato, mentre sei membri della milizia governativa sarebbero rimasti gravemente feriti.

Al-Dabbashi è figura nota alle cronache libiche e internazionali: il suo nome compare in elenchi sanzionatori dell’Onu e ordini per il congelamento dei beni, per il suo ruolo nel traffico di migranti nell’area costiera tra Sabratha e Melita. Nel 2025, era stato colpito da un ordine del ministero dell’Interno di Tripoli per localizzarlo e arrestarlo a Sabratha. Nello stesso anno, la procura ha annunciato misure cautelari nei confronti di presunti membri della sua rete per vicende legate a violenze e traffico di migranti. 

Ammou era stato foraggiato dall’Italia, nel 2015, con un finanziamento di 5 milioni di euro, tramite il governo libico di allora guidato da Sarraj, per trasformarsi in una notte da trafficante di esseri umani a guardiano per il respingimento dei migranti. Ma la volpe perde il pelo ma non il vizio,

Eurovision

Il cantante svizzero Nemo, vincitore dell’Eurovision Song Contest dello scorso anno, ha annunciato che restituirà il trofeo del 2024 in segno di protesta contro la partecipazione di Israele, motivo che ha già spinto cinque Paesi a ritirarsi. “Non sento più che questo trofeo appartenga al mio scaffale”, ha scritto. “L’Eurovision Song Contest si proclama simbolo di unità, inclusione e dignità per tutti, e questi sono i valori che rendono questo concorso così significativo per me”, ha dichiarato Nemo, “ma la partecipazione di Israele, durante quello che la Commissione internazionale indipendente d’inchiesta delleNazioni Unite ha definito un genocidio, dimostra che esiste un chiaro conflitto tra questi ideali e le decisioni prese dall’Unione Europea di Radiodiffusione”.

Le emittenti pubbliche di Spagna, Irlanda, Paesi Bassi, Slovenia e Islanda hanno annunciato il boicottaggio della 70ª edizione dell’evento, che si terrà a Vienna a maggio.

Appello per la liberazione dei medici in ostaggio nei campi di concentramento israeliani. Rapporto:clicca!

Libertà per Marwan Barghouti

È in corso in Italia ed a livello internazionale, la campagna in favore della liberazione dei prigionieri politici palestinesi e in particolare per mettere fine alle torture e maltrattamenti. Al centro di tale campagna vi è l’obiettivo di salvare il Mandela palestinese, Marwan Barghouti, da 23 anni in carcere.  La campagna viene lanciata alla vigilia della giornata mondiale di solidarietà con il popolo palestinese indetta dall’ONU: Appello: clicca!

Sciopero della fame a staffetta contro il genocidio

Sono passati 6 mesi e 28 giorni di sciopero della fame a staffetta, dall’avvio della campagna di Digiuno x Gaza, l’iniziativa lanciata a maggio da Anbamed. Oggi, sabato13 dicembre, il digiuno a staffetta prosegue.

Per leggere l’elenco aggiornato dei nomi dei digiunatori che ci hanno segnalato la loro adesione oggi: clicca!

Per capire i motivi, clicca!

Si propone di devolvere il costo di un pasto a favore di una raccolta fondi per la Palestina. Il link: https://gofund.me/4c0d34e2c

BDS

Tre giorni di mobilitazione nazionale “Teva? No, grazie!”. Ierri, oggi e domani.   clicca per maggiori dettagli.

Firmate e fate girare la petizione per cancellare il gemellaggio Milano-Tel Aviv e le collaborazioni economiche del Comune con Israele. clicca!

Solidarietà/Al-Najdah

Oggi, sabato 13 dicembre, a Milano, alle ore 18:00, ci sarà la presentazione del libro scritto da Mia Lecomte- edizione bilingue italiano-arabo di Mesogea – Messina.

Iniziativa promossa dall’Associazione Anbamed, aps per la Multiculturalità in collaborazione con l’Associazione ChiAmaMilano, Colibrì Caffè Letterario e con l’Associazione Linguafranca-sabir 

Saranno presenti autrice, illustratori e illustratrici, oltre alle curatrici e organizzatori dell’evento.

La sede è Associazione ChiAmaMilano, in via Laghetto, 2.

Per chiedere info o aderire al progetto Ore Felici per i Bambini di Gaza, la campagna di adozioni a distanza, scrivete a: anbamedaps@gmail.com

Notizie dal mondo   

Sono passati tre anni, 9 mesi e 18 giorni dall’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina.

Un approfondimento sul riarmo Ue clicca!

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