Per ascoltare l’audio di oggi, 06 aprile 2026:

Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo

(testata giornalistica online fondata da Farid Adly;

Direttore responsabile Federico Pedrocchi)

Rassegna anno VII/091 (2043)

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A marzo, il valore complessivo delle donazioni per Anbamed è stato di 240 € (+ 110 €) rispetto al precedente mese di febbraio).

Siamo ancora sotto la media. Vi preghiamo di darvi da fare, cari ascoltatori.

Adozioni a distanza: È stato importantissimo, invece, l’impegno dei nostri lettori a favore dei bambini di Gaza: in totale 10.101,00 € per adozioni + per pasti caldi + libro “Strega!”; nel solo mese di marzo.

Siamo a 141 adozioni.

I donatori interessati al certificato per le deduzioni fiscali, sono pregati di fornire nome e cognome anagrafici completi, CF e città di residenza.

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Le notizie

Genocidio a Gaza

Una persona è stata uccisa e diverse altre ferite in un raid aereo israeliano sul quartiere di Shuja’iyya, a est di Gaza città.

In un altro attacco, tre persone uccise e diverse altre ferite a seguito del bombardamento dell’artiglieria israeliana contro un gruppo di cittadini nei pressi dello stadio Yarmouk, sempre a Gaza città.

A Gaza non c’è nessun cessate-il-fuoco.

Situazione umanitaria a Gaza

L’agricoltura a Gaza sta morendo. L’agricoltura nella Striscia di Gaza non è più solo un’attività economica; nel contesto dell’aggressione genocidaria israeliana, è diventata un mezzo di sopravvivenza e di resistenza.

Vaste aree di terreno hanno perso la loro capacità produttiva a causa dell’uso israeliano di insetticidi diserbanti e per le difficoltà degli agricoltori nell’accesso alle risorse di base, come semi e fertilizzanti.

Il settore agricolo è stato preso di mira in modo massiccio e intenzionale dall’esercito israeliano, controllando oltre il 60% dei terreni agricoli all’interno della cosiddetta linea gialla. Israele infatti ha imposto restrizioni all’ingresso di fertilizzanti, sementi e piantine.

Abbiamo sentito un giovane palestinese di Jebalia, che ci ha raccontato che, per lui e per la sua famiglia, l’agricoltura è diventata un’opzione indispensabile: “non si arrendiamo al genocidio ed all’azione di morte messa in atto da Israele e ci sforziamo di continuare a coltivare la terra, anche in piccoli appezzamenti attorno alle tende, nonostante tutte le circostanze, affinché la vita possa proseguire”. E poi ha concluso: “Il lavoro agricolo mi offre una tregua dalle pressioni quotidiane, oltre a garantire un minimo indispensabile di cibo, in una realtà che si fa ogni giorno più difficile, con l’aumento dei prezzi e il blocco degli aiuti da parte dell’esercito israeliano”.

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Il nostro commento quotidiano fisso: 

Ci sono ancora coloro che obiettano che non si tratti di genocidio, basandosi su congetture storiche e non guardando la realtà delle cifre e delle intenzioni, dicono: “Dire che Israele commette genocidio è una bestemmia”.

Pronunciare una frase simile è la vera bestemmia nei confronti della memoria dei sei milioni di ebrei assassinati dal nazismo tedesco.

L’aggressione Israelo-statunitense contro l’Iran

La direzione per le emergenze di Teheran ha riferito che sei bambini sono stati uccisi negli attacchi israelo-statunitensi che hanno colpito la capitale la scorsa notte, mentre l’agenzia di stampa Fars, citando un funzionario locale, ha riportato che il bilancio delle vittime è salito a 13 a seguito di un attacco contro due unità abitative nel quartiere di Baharestan a Teheran.

La polizia israeliana ha annunciato l’invio di esperti di esplosivi in ​​diverse località della regione del Carmelo in seguito alla caduta di testate esplosive da missili iraniani, mentre i media israeliani hanno riferito che numerosi edifici e veicoli nella città di Haifa sono stati danneggiati dall’attacco missilistico.

Il presidente Trump sparla e bombarda. Ha rinviato a domani, martedì, la scadenza dell’ennesimo ultimatum per la resa di Teheran. “Scateneremo l’inferno se non sarà aperto lo Stretto di Hormuz”, ha tuonato. Ha minacciato di prendere di mira ponti, industrie e centrali elettriche. Tutti obiettivi civili, ma per ridurre l’Iran all’età delle pietre, come aveva annunciato in un precedente delirio, tutto è ammesso e nelle diplomazie nessuno lo contrasta.

L’Iran ha annunciato che riaprirà lo Stretto di Hormuz, ma solo dopo che le perdite subite a seguito degli attacchi saranno compensate, con una parte dei proventi di un nuovo sistema di transito, secondo quanto dichiarato, ieri domenica, da Mehdi Tabatabaei, vice capo dell’ufficio comunicazioni della presidenza iraniana.

Cisgiordania

Ieri sera, un ragazzo palestinese è stato ferito da un colpo d’arma da fuoco sparato dalle forze di occupazione israeliane durante un raid nel campo profughi di Qalandiya, a nord di Gerusalemme occupata.

La Mezzaluna Rossa Palestinese ha riferito che i soccorritori hanno prestato assistenza a un ragazzo di 17 anni, ferito alla coscia da un colpo d’arma da fuoco durante il raid. Il ragazzo è stato poi trasportato in ospedale.

In precedenza, quella stessa sera, le forze israeliane avevano aggredito un uomo di 39 anni, picchiandolo e spruzzandogli dello spray al peperoncino. Anche lui è stato successivamente ricoverato in ospedale. Le forze hanno inoltre lanciato lacrimogeni, chiuso l’ingresso del campo e bloccato completamente il traffico veicolare, causando un grave ingorgo.

Il campo di Qalandiya è soggetto a frequenti raid da parte delle forze di occupazione israeliane, durante i quali i residenti vengono aggrediti e sottoposti a dure misure, aggravando ulteriormente le loro sofferenze quotidiane.

Questa politica repressiva, mirante alla deportazione dei palestinesi dalla loro terra, è una realtà quotidiana in tutti i villaggi e città della Palestina occupata. Ieri, come in tutti i giorni precedenti dal almeno due anni e mezzo, le incursioni militari nelle città e villaggi palestrinesi sono stati – secondo la cronaca riferita dall’agenzia Wafa – 29 aggressioni con l’uso di pallottole di guerra per reprimere popolazione civile disarmata.

Libano

Dall’inizio del mese scorso, quando sono ripresi le aggressioni di Tel Aviv n Libano, secondo una dichiarazione dell’esercito di invasione, undici tra ufficiali e soldati israeliani sono stati uccisi e altri 375 feriti, di cui 27 in modo grave e 56 in modo moderato. Sono le perdite più alte subite per mano della resistenza libanese, in un mese, durante gli attacchi contro il territorio del Libano e l’invasione di terra.

Secondo la stampa di Beirut, il numero degli attacchi di Hezbollah, in risposta all’aggressione israeliana, è salito a 1.455 dal 2 marzo fino a sabato sera.

La resistenza libanese sta lanciando missili e droni contro Israele in risposta all’offensiva su larga scala lanciata da Tel Aviv contro il Libano dall’inizio del mese scorso, che ha provocato migliaia di morti e feriti e oltre un milione di sfollati.

Paesi arabi del Golfo

La Kuwait Petroleum Corporation ha dichiarato che i suoi impianti sono stati attaccati da un drone iraniano, provocando incendi in diverse strutture e ingenti danni materiali.

Anche il Bahrein ha denunciato attacchi iraniani che hanno colpito strutture civili e causato l’uccisione di lavoratori stranieri.

Anche Qatar, emirati Arabi uniti e Arabia Saudita hanno subito attacchi contro l’industria petrolifera e le centrali di desalinizzazione. La strategia iraniana è fallace sul lungo termine, perché aprirà ad una nuova fase di isolamento del paese nella regione, se il regime si salverà dalla furia omicida di Trump e Netanyahu.

La risposta dei paesi arabi e islamici è stata finora sulla non risposta militare, per evitare l’allargamento del conflitto e per non trovarsi al fianco di Israele, la vera minaccia per il Medio Oriente. La linea finora seguita è quella delle mediazione, prima con l’intervento diplomatico dell’Oman e adesso con l’attivazione del canale pachistano. I ministri degli esteri di Turchia, Egitto e Arabia Saudita sono stati ad Islamabad, per definire una via di mediazione, che però finora non ha trovato riscontri.

Il cimitero Mediterraneo

Ieri, domenica, oltre 70 persone sono state considerate disperse e sicuramente morte, dopo il ribaltamento nel Mar Mediterraneo di un’imbarcazione con a bordo 105 migranti. L’ONG Mediterranea Saving Humans ha annunciato il salvataggio di 32 persone. Secondo l’organizzazione, l’imbarcazione era salpata dalla Libia sabato pomeriggio con a bordo donne, uomini e bambini. L’ONG ha affermato che tali tragici incidenti “sono una conseguenza delle politiche dei governi europei che si rifiutano di aprire vie di transito sicure e legali”.

Un video pubblicato dall’organizzazione sui social, filmato dall’aereo di sorveglianza Seabird 2, mostra degli uomini aggrappati allo scafo dell’imbarcazione capovolta mentre questa va alla deriva in mare aperto, e successivamente una nave mercantile che si avvicina. Guarda.

BDS

La “Settimana globale di azione” si svolgerà in tutto il mondo dal 7 all’11 aprile 2026, in coincidenza con la “Giornata Mondiale della Salute”, che celebra il diritto alla salute, un bene primario di cui però i palestinesi sono volutamente privati dal regime israeliano di colonialismo e apartheid. 

In questa settimana, il movimento BDSe le reti Sanitari per Gaza e Digiuno Gaza lanceranno azioni di sensibilizzazione e boicottaggio contro l’azienda farmaceutica TEVA (e le sue consociate Cephalon, Ratiopharm, Dorom). approfondimento

Cultura

È stata inaugurata a Damasco, nel campo profughi Yarmouk, una mostra artistica per la commemorazione della 50esima giornata della Terra palestinese (30 marzo). Vi hanno partecipato con le loro opere una trentina di giovani artisti palestinesi. L’evento è stato organizzato dal l’Associazione Tawfiq Abdel Aal e dal Forum Culturale Democratico palestinese in Siria. Una galleria di immagini

Sciopero della fame a staffetta contro il genocidio

Sono passati 10 mesi e 23 giorni di sciopero della fame a staffetta, dall’avvio della campagna di Digiuno x Gaza, l’iniziativa lanciata a maggio da Anbamed. Oggi, domenica 05 aprile, il digiuno a staffetta prosegue.

Ecco l’elenco aggiornato dei nomi dei digiunatori, che ci hanno segnalato la loro adesione oggi.

Per capire i motivi, clicca!

Solidarietà/Al-Najdah

La direttrice di Al-Najdah, Asmaa Khaled Al-Hasanat ha rivolto un messaggio audio di auguri per le festività Pasquali, alle affidatarie e affidatari di bambini palestinesi in Italia. Per ascoltare il messaggio e leggere la traduzione.

Stiamo spedendo le certificazioni per le donazioni. Chi le ha ricevute è pregato di confermare la ricezione. Chi non le ha ancora ricevute, aspetti. Chi non ha ancora mandato la richiesta della certificazione con i dati anagrafici e fiscali completi: nome e cognome, città di residenza e CF, scriva un’email con oggetto: “dati fiscali per certificazione donazioni”, all’indirizzo anbamedaps@gmail.com .

Arrivano sempre nuove richieste di copie del libro “Strega!” di Mia Lecomte. La scorsa settimana abbiamo spedito 90 copie.

Il numero dei bambini presi in affido a distanza è salito a 141.

La cronaca della solidarietà con Al-Najdah degli ultimi mesi la trovate qui.

Per ordinare il libro illustrato per bambini, scrivere a anbamedaps@gmail.com. Contributo minimo 20 euro per ogni copia. Inserite un indirizzo di posta per ricevere il pacco.

Per chiedere info o aderire al progetto Ore Felici per i Bambini di Gaza, la campagna di adozioni a distanza, scrivete a: anbamedaps@gmail.com

Libertà Barghouti

Si tenuto nei giorni scorsi un incontro online sulle condizioni delle donne palestinesi prigioniere nelle carceri israeliane. Clicca! e clicca.

Il Consiglio Comunale di Firenze ha approvato la mozione che impegna l’amministrazione ad aderire formalmente alla campagna internazionale per la liberazione di Marwan Barghouti e dei prigionieri politici palestinesi.

Appello per la liberazione dei medici in ostaggio nei campi di concentramento israeliani. Rapporto:clicca!

Il 27 dicembre 2024, il dott. Hussam Abu Safiya veniva preso in ostaggio e non più rilasciato. La sua colpa è di aver curato i bambini. clicca!

Palestinesi arrestati in Italia

È stato presentato, in una conferenza stampa a Roma, il Comitato nazionale in difesa dei detenuti palestinesi in Italia. clicca!

Il Comitato è costituito da giuristi, giornalisti, professori e attivisti per chiedere la liberazione di Hannoun e gli altri palestinesi arrestati sulla base di documenti dei servizi di sicurezza israeliani. Per aderire: Clicca!  

Giornata mondiale per il ricordo del genocidio a Gaza

Il Coordinamento del Parlamento inter-arabo, in riunione al Cairo, ha approvato la data del 17 ottobre di ogni anno come giornata di commemorazione delle vittime del genocidio di Gaza.

Il 17 ottobre 2023, l’esercito israeliano ha bombardato l’ospedale Al-Ahly Al-Maamadany (Battista), uccidendo 500 persone tra gli sfollati che hanno trovato rifugio negli spazi aperti della struttura. Nello stesso giorno sono avvenute altre stragi con oltre 200 uccisi, per un totale di assassinati in un solo giorno di oltre 700 vittime.

Notizie dal mondo

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