è uscito per i tipi della Carocci editore il libro di Giovanna Giulia Zavettieri, “Geografia dei paesi arabi”. Pubblichiamo la prefazione della prof. Monica Morazzooni e l’introduzione al libro.

Prefazione

di Monica Morazzoni

Scorrere le pagine di questo volume è compiere un viaggio nei variegati scenari culturali e ambientali dell’Asia sudoccidentale e del Nord Africa; quadri complessi e carichi di intersezioni e contrasti, che affondano le radi-ci in un passato lontano. Un viaggio per conoscere le diversità e, forse, per imparare a rispettarle. Un viaggio per apprezzarne i valori. Un viaggio che Giovanna Zavettieri, in più momenti della sua crescita scientifica, ha compiuto da differenti “punti di osservazione”: da Jebel Shams in Oman, dallo Stretto di Hormuz, da una tenda accampata nel Wadi Rum in Giordania, dagli skylines di Doha, Lusail, Dubai, Abu Dhabi; e anche da Aqaba, Jeddah, Yanbu al Bahr; da Al-’Ula, da King Abdullah Economic City, fino al confine con lo Yemen, così come dalla catena dell’Atlante, dalla piazza Jamaa el Fna di Marrakech, dal deserto del Sahara, da Tunisi e da Il Cairo. Con questo ricco bagaglio di esperienze l’autrice individua e analizza le tracce della storia, le ideologie dominanti, le organizzazioni politiche, le strutture economiche e i costumi sociali del convivere, dell’abitare, dell’a-marsi e dell’odiarsi. È questo ricco intreccio che costituisce la cultura e la qualità della vita di un popolo, come Giacomo Corna Pellegrini ha insegnato a tanti giovani geografi.

Attraverso la ricerca di terreno, l’autrice si avvicina a un contesto regionale ricchissimo di avvenimenti storici e contraddistinto da un contingente dinamismo sociale, economico e geopolitico. La ricerca-azione è stata necessariamente accompagnata da una vasta letteratura geografica, che ha ulteriormente sottolineato la complessità di questa regione che, come evidenzia l’autrice, è crocevia di tre continenti. Vi si sovrappongono e si affrontano forze politiche, religiose ed economiche assai intricate e che non cessano di esercitare un ruolo perturbatore in un drammatico groviglio di istituzioni e culture. Zavettieri sottolinea con forza che «è difficile ragionare unicamente nei termini di ambiti territoriali culturalmente omogenei, poiché l’intensificazione dei movimenti di persone, merci e informazioni nel corso del tempo ha attenuato, diversificato e complessificato i legami dell’uomo con i territori». E proprio in questi legami l’autrice intravede la continua creazione di «nuove gerarchie sociali, politiche, economiche e culturali», da cui deriva quel dinamismo che si configura attraverso prati-che (celebrate, glorificate, subite) di territorializzazione, de-territorializza-zione e ri-territorializzazione.

Il volume offre al lettore un’analisi geografica ben strutturata, e continuamente affiancata agli eventi storici succedutisi, di una regione complessa e strategica per posizione e per ricchezza di idrocarburi, che ne fan-no il centro di interessi (e scontri) geopolitici globali. Un’area che spesso non trova accordo tra gli studiosi, neppure nel definirla. La stessa autrice, nelle prime pagine del volume, si chiede quale sia l’espressione più corretta da utilizzare. Non è “mondo arabo”. Non è Medio Oriente. Viene scelta invece l’espressione «prettamente geografica, neutrale, non eurocentrica né orientalista di Asia sudoccidentale e Nord Africa (South-West Asia and North Africa)». La trattazione definitoria della regione preannuncia il ruolo che per l’autrice hanno le mappe nel ripensare, di volta in volta, i quadri geografici da differenti prospettive.

Il testo conduce il lettore all’interno di un mosaico di culture, circo-stanze, luoghi e paesaggi: un percorso di analisi in cui emergono peculiarità, convergenze e divergenze. Raffronti che non sono mai disgiunti dalla comprensione del perché di tali differenze, maturate nel corso di lunghissime vicende e tuttora in fase di rapida evoluzione. L’autrice, attraverso casi di studio e puntuali analisi, connette sia “orizzontalmente” gli svariati fenomeni che concorrono a caratterizzare la regione, sia “verticalmente” questi stessi spazi alle diverse scale. D’altronde, il compito della geografia è quello di farci comprendere le connessioni di prossimità che definiscono i luoghi e la rete di flussi di materiali, idee, persone e merci, che li trasforma-no costantemente, a tutte le scale.

Questo libro, a giudizio di chi scrive, aiuta a comprendere e ricostruire i differenti scenari (geostorico, culturale e ambientale) di una regione multiforme, posta tra più continenti, e che fatica a trovare una propria stabilità interna.

Introduzione

Il presente libro nasce da una raccolta di studi sulla Penisola araba, con particolare attenzione al Sultanato dell’Oman, agli Emirati Arabi Uniti, al Qatar e all’Arabia Saudita. Tuttavia, per comprendere appieno il contesto geografico in cui si inserisce la Penisola araba, è stato necessario fornire una panoramica relativa alla macroregione Asia sudoccidentale e Nord Africa. Il volume è strutturato in quattro capitoli che rappresentano aggiorna-menti e integrazioni di studi condotti nel corso di un decennio di ricerca. Questo lavoro è stato reso possibile grazie alle esperienze di viaggio e di permanenza, più o meno prolungate, in varie aree della Penisola araba durante le quali si è potuta acquisire una conoscenza diretta dei territori.

Il cap. 1 del volume delinea il contesto geostorico e le caratteristiche regionali dei paesi arabi attraverso un processo di regionalizzazione e viene altresì dedicata un’attenzione particolare alla questione israelo-palestinese per l’impatto che ha avuto e continua ad avere sull’intera area. Si esplora altresì la geostoria della regione, con particolare focus sulle interazioni storiche e culturali che hanno plasmato l’identità culturale dei paesi arabi. Attraverso l’analisi dei lavori cartografici e geografici di personalità di spicco della cultura araba, si evidenzia l’importanza della geografia nel determinare le relazioni interstatali e le identità nazionali nella regione. Questo approfondimento è essenziale per comprendere le sfide geopolitiche e culturali che caratterizzano i paesi arabi e per contestualizzare la complessità delle dinamiche regionali.

Il cap. 2 si concentra sulle dinamiche territoriali e sulle traiettorie commerciali che hanno plasmato l’area SWANA nel corso dei secoli. Si ana-lizzano gli itinerari commerciali che hanno attraversato la regione, lo sviluppo geostorico dell’entroterra e l’espansione costiera legati all’approvvigionamento idrico e ai processi insediativi, e quindi l’avanzamento urbano.

 Il cap. 3 si focalizza sulla geografia del territorio costiero della Penisola araba, un’area di impareggiabile importanza per il commercio marittimo e lo sviluppo economico. Si delinea il profilo costiero, caratterizzato da tra-dizione e innovazione, e si analizzano gli avamposti petroliferi e la loro trasformazione economica anche attraverso le implicazioni della Nuova via della seta marittima.

Il cap. 4 approfondisce la diversità dei paesaggi e delle culture della Penisola araba attraverso casi di studio che trattano i temi dell’artificializzazione delle coste e del deserto, dei paesaggi dell’heritage, e delle realtà agropolitane.

La ricerca ha incorporato osservazioni dirette sul campo in diverse occasioni al fine di esaminare i fenomeni emergenti, anche se non ancora completamente quantificabili e analizzabili in termini di impatto sociale, ambientale e strategico, se non in forma preliminare. Ciò ha permesso di ottenere una comprensione più approfondita delle dinamiche in corso, an-che se ancora in itinere.

Pertanto, questo lavoro non solo mira a fornire una panoramica sulla geografia fisica e morfologia della Penisola araba, ma anche a offrire approfondimenti basati sull’esperienza sul campo e sugli scambi con le comunità locali.

I territori della Penisola araba occupano un ruolo centrale nella geo-politica globale per la ricchezza di risorse energetiche. Ma, ancor di più, la cultura antichissima che contraddistingue i paesi che ne fanno parte desta oggi molto interesse tra gli studiosi e gli enti che promuovono cooperazione transfrontaliera e progetti condivisi.

L’Italia stessa ha una lunga tradizione di scambi culturali con i paesi arabi, quindi approfondire gli studi sulla regione significa anche promuovere un dialogo interculturale. Una maggiore conoscenza della Penisola araba potrebbe contribuire a sviluppare politiche e strategie più efficaci in materia di cooperazione, dal momento che stabilità e sicurezza sono di fondamentale importanza per la comunità internazionale.

Non da ultimo, conoscere questa regione può offrire una migliore comprensione delle dinamiche migratorie, promozione del dialogo interreligioso e sostegno all’integrazione dei migranti provenienti da paesi arabi.

Infine, per una ricercatrice di geografia che ha avuto l’opportunità di esplorare e vivere la Penisola araba, l’approfondimento su questa regione assume un’importanza ancora maggiore, dal momento che l’esperienza di-retta sul campo ha garantito una conoscenza più completa delle dinamiche locali, delle culture, delle tradizioni e delle sfide specifiche che caratterizzano l’area, consentendo di fornire analisi accurate e contestualizzate. La dimensione personale e l’empatia sviluppata attraverso l’esperienza diretta sono, a parere di chi scrive, fondamentali per comprendere le complessità della regione e per identificare soluzioni pertinenti alle sfide che sostiene. Pertanto, intraprendere studi sull’area con il contributo di ricercatori e ricercatrici che hanno vissuto e lavorato in loco può generare maggiore completezza e attribuire autenticità alle ricerche, migliorando così la comprensione scientifica e culturale della regione.

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