Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo

(testata giornalistica online fondata da Farid Adly.

Direttore responsabile Federico Pedrocchi)

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Rassegna anno V/n. 016 (1267)

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Appello

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Le notizie

Genocidio a Gaza

158 uccisi nella sola giornata di ieri.

Decine di bombardamenti aerei e dell’artiglieria hanno colpito Khan Younis e Rafah. Nei dintorni dell’ospedale Nasser, assediato dai carri armati dell’esercito israeliano, dopo il ritiro dei soldati sono stati recuperati dalle macerie 11 corpi di persone perite sotto i bombardamenti. La gente ha scoperto che il cimitero adiacente era stato divelto dai bulldozer israeliani e alcuni corpi sono stati portati via dai soldati. Nella notte è stata colpita anche una scuola dell’ONU usata come ricovero di sfollati.

Anche nella zona centrale, sono state prese di mira i campi profughi di Maghazi e Briej. In tutte queste zone si sono avuti scontri di terra tra combattenti palestinesi e soldati israeliani.

L’esercito israeliano sul terreno non controlla neanche il nord della Striscia, che aveva dichiarato di averla “bonificata”. Ieri dal nord della Striscia sono stati lanciato 50 razzi e missili contro le colonie e le città israeliane della cintura di Gaza e nel Negev occidentale.

Il sistema sanitario palestinesi è stato fatto uscire dal servizio. Sono rimasti pochi centri nel sud della Striscia e uno solo nel centro. Il portavoce del ministero della sanità ha lanciato un appello per la facilitazione del ricovero all’estero dei casi gravi, che contano oltre 7 mila persone. Il numero dei feriti ricoverati in Egitto è per il momento limitato a 700 casi.

Un accordo tra Hamas e governo Netanyahu, con la mediazione del Qatar, è stato raggiunto per l’introduzione di medicine agli ospedali palestinesi e altre per la cura dei prigionieri israeliani.

Cisgiordania e Gerusalemme est

Sciopero generale a Tulkarem nel giorno dei funerali dei tre minorenni assassinati dalle truppe di occupazione.

All’alba di stamattina, nel campo profughi di Balata, vicino a Nablus, un drone israeliano ha lanciato un missile contro un’auto incendiandola. Le truppe di occupazione hanno impedito l’arrivo delle ambulanze di soccorso. La Mezzaluna rossa palestinese ha comunicato che i suoi mezzi sono stati colpiti dalle pallottole. Dopo il ritiro dei soldati è stato trovato un corpo carbonizzato. Secondo testimoni, prima di ritirarsi hanno portato via due corpi di altre vittime. Il campo profughi Balata è stato oggetto ieri di assedio e devastazione delle strade e delle case con i bulldozer.

Le incursioni e rastrellamenti israeliani hanno toccato la maggior parte delle città e villaggi palestinesi, compresa la stessa Ramallah, centro del governo dell’Autorità nazionale palestinese. Il numero dei morti palestinesi in Cisgiordania, dall’inizio della guerra in corso, è di 361 e oltre 4.200 feriti. I detenuti politici nelle carceri israeliane hanno superato 11 mila attivisti.

Corte Penale Int.

Credo che questa notizia non sarà pubblicata da nessuno dei giornaloni in trincea. Il ricorso del Sud Africa contro Israele, con l’accusa di Genocidio, ha denudato non solo la retorica sionista, ma ha anche risvegliato la memoria dei popoli del sud del mondo, riportando a galla le responsabilità delle nazioni europee nei genocidi avvenuti durante il periodo colonialista. E soprattutto sta svelando che certe nazioni si aggrappano alla difesa dei massacratori del governo e esercito israeliano, per cancellare il ricordo delle loro colpe antiche.

Il governo di Berlino si è rivolto alla CIG con un memorandum in difesa di Israele per negare le accuse di genocidio. Nel merito, la retorica di Berlino non apporterà elementi di prova, ma serve a rallentare il pronunciamento della Corte, rinviando così di un mese l’eventuale giudizio provvisorio con l’ordine di cessate-il-fuoco (che sicuramente Netanyahu non rispetterà).

Dopo questa entrata a gambe tese di Olaf Scholz, la Namibia si è arrabbiata e ha risposto per le rime, senza mandarle a dire. Il presidente della Namibia, Hage Geingob, su X (Qui) è andato diritto all’attacco: “La Namibia respinge il sostegno della Germania alle intenzioni genocide dello stato razzista israeliano contro civili innocenti a Gaza”. E poi l’affondo: “in territorio namibiano, la Germania ha commesso il primo genocidio del ventesimo secolo nel 1904-1908, in cui decine di migliaia di namibiani innocenti sono morti nelle condizioni più disumane e brutali”. Il riferimento è alla battaglia di Waterberg che segnò l’inizio dello scontro tra truppe coloniali tedesche e ribelli locali herero. In quel conflitto, i soldati tedeschi uccisero migliaia di persone appartenenti alle etnie Herero e Nama e rinchiusero i sopravvissuti in campi di concentramento, dove vennero costretti ai lavori forzati e furono vittima di altre atrocità. 

Il governo di Berlino, per nascondere il passato di una nazione genocida, copre i massacratori di oggi.

Israele

A Tel Aviv, una manifestazione contro la guerra di giovani di sinistra israeliani è stata repressa e dispersa dalla polizia con violenza. I giovani con megafoni e cartelli chiedevano “la fine del massacro a Gaza”. Sono stati inseguiti e malmenati sotto gli occhi dei giornalisti, che anche loro sono stati allontanati.

La scorsa settimana, la manifestazione del Fronte Democratico per la Pace e l’uguaglianza (una coalizione diretta dall’ex Partito Comunista Israeliano) è stata vietata all’ultimo momento con il pretesto di pericolo per l’ordine pubblico. La polizia temeva che i manifestanti sarebbero stati attaccati dalla destra estrema guerrafondaia.

Il deputato di sinistra Ofer Kassiv, che ha firmato, insieme a oltre 170 intellettuali e politici israeliani, la lettera alla Corte Internazionale di Giustizia in sostegno della causa intentata dal Sud Africa contro il governo Netanyahu, è minacciato di espulsione dal Parlamento.  

Yemen

Un altro bombardamento USA sul territorio yemenita. Secondo un comunicato di Washington sarebbero stati colpite rampe di lancio di missili anti nave pronti per l’uso. Navi militari USA hanno bloccato una nave con un carico di armi iraniane destinate agli Houthi.

Il movimento yemenita ha rivendicato l’attacco contro una nave greca battente bandiera maltese, diretta verso porti israeliani – secondo quanto dichiarato dagli Houthi. L’escalation statunitense rischia di bloccare completamente il traffico navale nel Mar Rosso. Washington annuncia di voler limitare l’estensione del conflitto in Medio Oriente, ma agisce all’incontrario incendiandolo.

Iran

I pasdaran hanno bombardato località di confine in Pakistan. Dopo i lanci di missili contro Iraq e Siria, Teheran adesso gioca con il fuoco con una potenza nucleare. I media iraniani sostengono che i missili hanno colpito due basi di gruppi indipendentisti belusci che in passato avevano organizzato attentati in Iran.

Il governo iracheno ha condannato l’attacco missilistico iraniano al territorio nazionale. Il ministero degli esteri ha accusato Teheran di aver colpito a Erbil nel Kurdistan obiettivi civili e ucciso e ferito persone innocenti. Baghdad ha respinto anche le accuse di Teheran della presenza di centri di spionaggio israeliani. “È una falsità”, hanno detto sia il governo federale sia quello autonomo di Irbil. Baghdad ha convocato l’incaricato d’affari iraniano per presentare una protesta formale e richiamato il proprio ambasciatore a Teheran per consultazioni.

Libano

Oltre 20 raids israeliani contro le città libanesi meridionali. Hezbollah ha risposto con attacchi lanciando razzi e missili teleguidati contro postazioni dell’esercito israeliano. Il premier libanese incaricato, Miqati ha riaffermato la scelta libanese del negoziato e della necessità della fine dei bombardamenti israeliani su Gaza, per evitare il deragliamento di tutti i fronti. Il mediatore USA, Amos Hochstein, ha espresso una dichiarazione bellicosa: “Hezbollah deve ritirarsi a 6 km lontano dalla linea di demarcazione altrimenti è la guerra”. Più che mediatore, è un portavoce di Tel Aviv.

Iraq-Siria-Turchia

L’esercito turco continua la sua offensiva contro i curdi in Siria, per smantellare l’autonomia nelle province del nord est. I caccia, l’artiglieria da oltre confine e i droni hanno preso di mira per il terzo giorno consecutivo strutture economiche come raffinerie, fabbriche, centrali elettriche e unità di pompaggio degli acquedotti. Kobane, città simbolo della lotta contro il jihadismo, è senza elettricità e senza acqua potabile.

Libia

HRW ha chiesto al Libano la liberazione di Hanibal Gheddafi, da 8 anni in detenzione preventiva. QUI il testo in inglese

Hanibal Gheddafi era stato rapito in Siria nel 2015 e trasferito in Libano da un gruppo sciita. è stato interrogato sotto tortura per ottenere informazioni sull’assassinio di Imam Sadr. Poi hanno chiesto un riscatto per liberarlo. L’esercito libanese è riuscito a liberarlo, ma poi la magistratura lo ha accusato di nascondere informazioni sulla vicenda della scomparsa di Imam Sadr ed è stato messo sotto detenzione preventiva. Sono passati 8 anni. 

Hannibal Gheddafi al momento della scomparsa di Imam Sadr a Tripoli (30 agosto 1978) aveva appena 3 anni. Mussa Sadr era arrivato a Tripoli 5 giorni prima in compagnia del giornalista Abbas Badreddine e dello Shaikh Muhammad Yacoub. Il regime libico di allora aveva dichiarato che erano partiti alla volta di Roma, dove in realtà non sono mai arrivati. L’inchiesta italiana è giunta alla conclusione che in Italia sono sbarcati soltanto i loro documenti e le valigie, portate probabilmente da 3 sosia, che poi sono tornati in Libia con altri passaporti rilasciati dall’ambasciata libica a Roma.

Recentemente, da luglio a ottobre 2023, Hannibal Gheddafi ha compiuto un lungo sciopero della fame per chiedere la sua liberazione. È stato soccorso coercitivamente in ospedale per l’alimentazione forzata. Il governo libico di Tripoli ha fatto dei passi diplomatici con Beirut, per risolvere la vicenda, ma con scarsi risultati. Un diplomatico libico che ha seguito la vicenda ci ha rivelato, con garanzie di anonimato, che il governo di Beirut chiedeva alla Libia 8 miliardi di dollari per chiudere la pratica. Una parte di questi sono depositi libici congelati nelle banche libanesi dal 2011 + un risarcimento per le famiglie delle tre vittime. Non se n’è fatto nulla.

Tunisia

Il partito di opposizione Ennahda ha eletto un nuovo segretario, Ajmi Al-Warimi, dopo la detenzione del suo leader storico Ghannouchi. Nella sua prima uscita pubblica, il nuovo segretario ha dichiarato che il partito non presenterà un proprio candidato interno alle prossime elezioni presidenziali, ma cercherà un nome comune con altri partiti di opposizione, per mettere fine alla fase della presidenza Saied. Tra le riforme interne del partito, Al-Warimi ha detto che “è in discussione la modifica del nome del partito per far fronte alla fase attuale”.

Notizie dal Mondo

Sono passati 22 mesi 23 giorni dall’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina.

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Approfondimenti

Contro la scorta mediatica di Netanyahu Leggi tutto

La resistenza del popolo curdo contro il genocidio  QUI

In ricordo di John Pilger, un maestro di giornalismo. leggi.

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A proposito di foto di guerra e di confronti pertinenti: I prigionieri palestinesi denudati ed esposti al mondo cosa vi ricordano? Qui

I bambini di Gaza mandano un video per il compleanno di Papa Francesco: Il video

Guernica: Flash Mob in solidarietà con Gaza: QUI.

  • [Finestra sulle Rive Arabe] Tra sogno e incubo, alcuni aspetti della narrativa fantastica egiziana contemporanea. QUI

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