Per ascoltare l’audio di oggi, 14 maggio 2024:

Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo

(testata giornalistica online fondata da Farid Adly.

Direttore responsabile Federico Pedrocchi)

Rassegna anno V/n. 128 (1379)

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Dal numero di ieri, 13 maggio 2024, la newsletter Anbamed esce anche in spagnolo, a cura del collettivo: Red Latina Sin Fronteras.

Le notizie:

Genocidio a Gaza

L’esercito invasore ha compiuto altre 7 stragi nella giornata di ieri, con 57 uccisi e 82 feriti.

Israele non risparmia neanche i funzionari internazionali. Una donna che lavora per l’OMS, in visita degli ospedali palestinesi a Rafah, è stata colpita nella sua auto, presa di mira da un drone, ferendola gravemente. L’attacco è avvenuto nei pressi dell’ospedale europeo. L’autista dell’auto, un palestinese, è stato ucciso all’istante. I generali israeliani non vogliono testimoni sui loro crimini. Un altro funzionario dell’ONU è rimasto ucciso in un altro attacco contro un’auto. Tutt’e due i veicoli avevano lo stemma dell’ONU sul tetto e alle fiancate laterali, oltre alla bandierina dell’ONU ben visibile.

Il senatore repubblicano statunitense Lindsey Graham ha dichiarato in un’intervista tv che “Bisogna mettere Israele in grado di finire la guerra, come avevano fatto gli Stati Uniti nella II guerra mondiale, sganciando la bomba atomica su Hiroshima e Nagasaki. Date ad Israele la bomba che necessita per mettere fine alla guerra”.  Il delirio dell’onnipotenza degli imperialisti.

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Ospedali e crisi umanitaria

Bombardato con bombe incendiarie l’ambulatorio medico della Mezzaluna rossa a nord di Rafah.

Medici senza Frontiere ha messo in guardia dalla situazione grave negli ospedali di Gaza, con le medicine che mancano e il carburante che scarseggia mettendo a rischio tutte le apparecchiature salvavita.

Rischio fame a causa della chiusura del valico di Rafah e il divieto israeliano di far passare gli aiuti alimentati e umanitari. Migliaia di camion sono in attesa dalla parte egiziana, impediti di passare per volontà del criminale esercito israeliano. Il contenuto di centinaia di camion frigorifero è andato male per le lunghe ore di attesa senza stazioni elettriche sufficienti per il funzionamento delle celle frigorifero.  

A causa dei bombardamenti su Jebalia e Gaza città, migliaia di palestinese si stanno dirigendo verso sud. Altre migliaia si dirigono da Rafah verso nord. “Non c’è un luogo sicuro a Gaza”, ha detto il commissario ONU per i diritti umani.

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Cisgiordania e Gerusalemme est

Bande di coloni ebrei israeliani hanno attaccato, nella provincia di El-Khalil, un convoglio di aiuti internazionali diretto a Gaza. I sacchi di farina e riso sono stati dati alle fiamme.

Altri coloni hanno attaccato le proprietà palestinesi nella provincia di Nablus, incendiano i raccolti.

Rastrellamenti e invasioni dell’esercito in diverse località della provincia di Nablus.

A Qalqilia, nel villaggio di Azzoun, le truppe di occupazione hanno demolito due case con il preteso della mancata autorizzazione. A Dora in El-Khalil, 20 attivisti sono stati arrestati rei di aver alzato la bandiera palestinese su un pilone dell’elettricità.

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Egitto

Fonti USA sostengono che Il Cairo ha deciso di ridurre il livello delle relazioni diplomatiche con Israele, a causa dell’imminente invasione di terra su Rafah. Fonti del ministero degli esteri egiziano, in forma di anonimato, hanno confermati indirettamente la notizia, parlando di “richiamo dell’ambasciatore, ma senza intaccare gli accordi di Campo David del 1979”.

Dialogo arabo-iraniano

Si è aperta ieri a Teheran la conferenza per il dialogo arabo-iraniano. Dopo la seduta pubblica di inaugurazione, continuerà a porte chiuse per i prossimi due giorni. È un’iniziativa irano-qatariota che non coinvolge le diplomazie, ma gli studiosi e gli intellettuali delle due parti. Il motto è: “Dialogo per la cooperazione e l’interazione”. Analisi economiche, studi storici e ricerche geopolitiche hanno espresso che le tensioni nella regione sono il prodotto di interventi esterni, che mirano alla destabilizzazione per meglio dominare. “I popoli della regione hanno tutto l’interesse a dialogare e trovare terreni comuni di intesa, lontano dallo scontro frontale, che alimenta solo i trafficanti d’armi”, ha affermato il politologo palestinese Mounir Shafiq.

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Movimento studenti pro Palestina

Anche gli atenei svizzeri sono entrati in agitazione in supporto della popolazione di Gaza. Occupazioni, manifestazioni e prese di posizione pubbliche per il boicottaggio accademico con Israele sono state sostenute anche dal corpo insegnante.

Durante le cerimonie di laurea in diverse università USA, gli studenti hanno indossato la kefieh e alzato la bandiera palestinese.

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Prigionieri

Brigate Qassam hanno comunicato di aver perso i contatti con i combattenti che detenevano la custodia di 4 prigionieri israeliani.

Il detenuto palestinese, Adeeb Samoudi, rilasciato nei giorni scorsi dal carcere israeliano di Jarbou, ha raccontato le dure condizioni di detenzione e le torture che vengono praticato dagli aguzzini israeliani. Samoudi ha fatto vedere le ferite subite per la bastonate che aveva ricevuto sulla schiena e sulla testa, anche nei giorni precedenti al suo rilascio, dopo un anno e mezzo di carcere amministrativo preventivo, senza accusa e senza processo.

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Yemen

L’inviato speciale dell’ONU in Yemen, Hans Grundberg, in una sua esposizione al Consiglio di Sicurezza ha espresso la preoccupazione per le minacce delle due parti di ritornare alla guerra. “La situazione è delicata e lo scontro a Maarib potrebbe riaccendersi da un momento all’altro, se non ci fossero interventi esterni per indurre le parti alla calma”. In Yemen, è in corso una tregua non proclamata, dopo una mediazione dell’Oman e come conseguenza del disimpegno saudita nella guerra, ma alla scadenza lo scorso anno, non è stata rinnovata, anche se di fatto non sono mai avvenuti grossi scontri, ma solo piccole scaramucce localizzate.

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Libia

All’aeroporto di Misurata, la procura generale libica ha bloccato l’esportazione illegale di 26 tonnellate di lingotti d’oro. Sono stati arrestati i responsabili della dogana e altri collegati al traffico illegale.

La destinazione del traffico è la Turchia e la provenienza dell’oro è dalla Banca Centrale Libica. 

La procura sta indagando sulle modalità di possesso di queste ingenti quantità d’oro, che in Libia è monopolio della Banca Centrale di Tripoli.

Il comunicato del procuratore generale non cita altri arrestati oltre ai funzionari doganali, che probabilmente sono l’ultima ruota del carro di un sistema corrotto.

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Iran

Il regista iraniano Mohammed Rasoulof ha annunciato, sui social (qui in persiano), che ha lasciato l’Iran, dopo aver saputo della conferma della condanna a 8 anni di carcere. “Dovevo scegliere tra il carcere o l’esilio e, con il cuore infranto, ho deciso di vivere all’estero. Attualmente mi trovo in un paese europeo e ringrazio tutti gli amici che mi hanno dato una mano per attraversare il confine sano e salvo, a rischio della propria vita”.

Il prossimo venerdì, il suo film “Il Seme del Fico Sacro” sarà proiettato in gara al Festival di Cannes. Le autorità giudiziarie di Teheran avevano sequestrato il passaporto di Rasoulof nel 2017, dopo le sue critiche alla repressione e poi è stato arrestato nel 2022 per aver firmato un appello contro la repressione delle proteste dei cittadini.

Rasoulof aveva vinto nel 2020 il premio Orso d’oro del Festival di Berlino per il suo film: “Il Male non esiste”. La notizia della sua fuga dall’Iran ha alimentato le speranze che possa essere presente a Cannes il prossimo venerdì per assistere alla proiezione del suo film in gara. Nel suo post, il regista iraniano ha esortato il mondo del cinema mondiale a sostenere i registi e gli artisti iraniani, nella loro lotta per il diritto alla libertà di espressione.

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Notizie dal Mondo

Sono passati due anni, due mesi e 20 giorni dall’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina.

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Mai Indifferenti. Voci ebraiche per la PACE leggi tutto

Approfondimenti

La spesa militare ci costa un mondo: il rapporto SIPRI QUI

[Finestra sulle Rive Arabe] “Il mare nella letteratura araba contemporanea”, di Antonino D’esposito. QUI

  • Due anni fa l’assassinio di Shireen Abu Akileh: QUI

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