Per ascoltare l’audio di oggi, 29 maggio 2024:

Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo

(testata giornalistica online fondata da Farid Adly.

Direttore responsabile Federico Pedrocchi)

Rassegna anno V/n. 143 (1394)

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Diamo il benvenuto alla nostra collaboratrice Margaret Petrarca, che da oggi curerà la rubrica Echi dalla stampa araba. (Per saperne di più)

Le notizie:

Genocidio a Gaza

Nella giornata di ieri, ii generali israeliani hanno compiuto 5 stragi a Gaza provocando 46 civili uccisi e 110 feriti.

Dopo la strage di Tel El-Sultan di domenica sera, i generali di Netanyahu continuano a “sbagliare”. Per “errore” hanno ancora ucciso almeno 20 persone, tutte donne e bambini, nel campo di sfollati di Al-Mawasi, la cosiddetta zona umanitaria indicata dall’esercito israeliano come una zona sicura. I generali israeliani sono dei criminali terroristi.

A causa della messa fuori uso delle strutture sanitarie e della mancanza di medicine e gasolio, i feriti ed i corpi degli uccisi sono stati trasportati all’ospedale gestito dall’ IMC (International Medical Corps). Il trasporto di feriti e uccisi è stato a spalle oppure con carrozze trainate da animali, perché mancano le ambulanze e anche quelle poche ancora sane, non possono essere utilizzate perché manca il carburante.

Il Portavoce dell’UNICEF, l’organismo ONU per L’infanzia, James Elder ha dichiarato: Cosa diciamo degli innumerevoli bambini a cui sono state amputate braccia e gambe o delle migliaia che sono rimasti orfani? Penso quindi che sicuramente la domanda che bisogna porsi sia: quanti altri errori tollererà il mondo?”.

Va ricordato che il massacro di Tel El-Sultan è stato compiuto due giorni dopo il pronunciamento della Corte Internazionale di Giustizia dell’Aja che ha ordinato a Israele di fermare immediatamente l’attacco alla città di Rafah. 

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Egitto-Israele

Non si allenta la tensione tra Il Cairo e Tel Aviv, anche se i due governi facciano di tutto per tenere tutto sotto controllo, per non far deragliare la situazione generale. Il soldato egiziano ucciso a Rafah è stato accolto con tutti gli onori di Stato con la partecipazione di alti generali delle Forze armate. Il timore maggiore degli egiziani è quello che Israele stia lavorando alla deportazione forzata dei palestinesi in Sinai, facendolo apparire come una conseguenza naturale della guerra e della situazione umanitaria. La diplomazia egiziana ha informato i partner USA ed europei che non accetterà nessuna collaborazione né per il valico di Rafah né per il rilascio degli ostaggi, fino a quando ci saranno i militari israeliani a controllare il valico. La proposta di Washington adesso è quella di consegnare il valico al controllo di palestinesi dell’Anp con l’assistenza di militari egiziani ed europei. Israele però ha respinto finora l’idea che i suoi soldati lascino la città di Rafah.

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Situazione umanitaria

L’esercito israeliano ha bombardato nel nord di Gaza l’ospedale Kamal Adwan, colpendo i generatori e diversi reparti. È l’ultima struttura ospedaliera operante nel nord di Gaza. Diversi malati e feriti sono stati trasportati su carrozzelle o sui letti fino all’ospedale di Deir Balah, nel centro della Striscia.

Per quanto riguarda la situazione a Rafah, il rappresentante dell’OMS in Palestina, Richard Peperkorn, durante una conferenza a Ginevra, ha messo in guardia dall’imminente uscita dal servizio dell’ultimo ospedale nella città, in caso di invasione di terra delle truppe israeliane.

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ONU

Riunione Consiglio di Sicurezza sui massacri israeliani contro i civili sfollati da Rafah a Tel El-Sultan e quelli susseguenti. La Francia ha espresso la sua posizione per una risoluzione che imponga il blocco dell’attacco di Netanyahu, in applicazione dell’ordinanza della Corte di Giustizia dell’Aja. In un comunicato, il ministero degli esteri francese ha chiesto che “il Consiglio di Sicurezza dia gli strumenti alle organizzazioni dell’ONU di poter compiere il loro dovere di assistenza alla popolazione per rispondere alle esigenze della drammatica situazione e di permettere ai palestinesi di autogovernarsi nei territori attualmente occupati”. Per Washington, invece, “Israele non ha superato la linea rossa a Rafah”, ma ha avvisato Tel Aviv che “l’isolamento internazionale potrebbe crescere in caso l’esercito non prenda le necessarie precauzioni per salvare i civili”

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Diplomazia Internazionale

Da ieri, Spagna, Irlanda e Norvegia riconoscono lo stato di Palestina. La Slovenia ha annunciato che il governo sta studiando una proposta per il riconoscimento dello Stato di Palestina. Il presidente francese Macron ha dichiarato che non ci sono impedimenti al riconoscimento francese dello Stato di Palestina, ma si deve aspettare il momento più propizio che ciò sia utile alla sua nascita.

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Università di Gerusalemme

L’unica università israeliana a permettere una manifestazione contro la guerra e per un cessate il fuoco e liberazione di detenuti e ostaggi è quella di Gerusalemme. Decine di studenti israeliani, palestinesi e ebrei, hanno alzato cartelli e gridato slogan in solidarietà con la popolazione di Gaza, contro la politica di censura e repressione delle opinioni contrarie alla politica del governo e contro l’Apartheid che i cittadini palestino-israeliani subiscono quotidianamente. Contro questa manifestazione è stata organizzata in contemporanea e nello stesso luogo un’altra manifestazione pro-guerra organizzata da studenti filo governativi, che hanno innalzato bandiere israeliane e chiesto la prosecuzione del conflitto a Gaza e la liberazione degli ostaggi.

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Cisgiordania e Gerusalemme est

L’esercito di occupazione israeliano ha compiuto diversi rastrellamenti in Cisgiordania, il più violente a Tulkarem, dove si sono avuti una decina di feriti tra i palestinesi. Altre incursioni sono avvenute in quasi tutti i centri con rastrellamenti che hanno fatto arrestare 22 attivisti. Nelle zone rurali di Ariha e El-Khalil, i coloni armati hanno provveduto a rubare le pecore dei pastori. Quando i palestinesi sono andati a denunciare all’esercito l’accaduto, sono stati cacciati a bastonate da parte dei soldati.  

I coloni estremisti hanno profanato la moschea di Al-Aqsa stamattina compiendo preghiere, canti e danze nel luogo di culto musulmano. L’azione provocatoria si è svolta con la protezione armata delle forze di occupazione.

A Gerusalemme est occupata, le autorità militari israeliane hanno provveduto alla demolizione di 5 edifici appartenenti a palestinesi: tra case, un servizio di lavanderia e una stamperia. Il proprietario della stamperia, Mohammed Allian, ha denunciato che l’attività si svolgeva al piano terra della sua abitazione, che è in piena regola edilizia. La contestazione degli uffici comunali riguardava il cambio di destinazione d’uso, da abitazione a attività commerciale. “Malgrado che io abbia pagato tutte le sanzioni imposte (48 mila shekel = 12,700 dollari), hanno provveduto alla demolizione. La stamperia è l’unica fonte di guadagno per la mia famiglia ed esisteva da 14 anni, ma improvvisamente sono comparsi ieri i bulldozer israeliani senza avviso”. Allian adesso sarà costretto anche a pagare il costo della demolizione. Adesso ha paura di perdere la sua abitazione, perché in caso di mancato pagamento degli oneri di demolizione, verrà confiscata la casa; proprietà che fa gola ai coloni. Angherie coloniali.

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Prigionieri

Le Brigate Qassam hanno pubblicato un video nel quale compare uno degli ostaggi mentre rivolgeva un discorso ai parenti. Il messaggio contiene una dura accusa al comportamento dilatorio del governo Netanyahu sulla questione trattativa.

Il quotidiano israeliano Haaretz ha citato due fonti secondo le quali si sono registrati casi di prigionieri di guerra palestinesi che sono stati uccisi sotto torture nel campo di concentramento di Sde Teman, nel Negev. Almeno due prigionieri catturati a Khan Younis sono stati trovati morti con segni di colpi sulla testa e con costole rotte. Altri due sarebbero morti per mancanza di cure e insufficiente alimentazione. Almeno due soldati sono sotto indagine ma non in stato di arresto per comportamento sadico nei confronti di prigionieri civili palestinesi catturati a Gaza.

Una inchiesta giornalistica simile è stata pubblicata dal Guardian. L’osservatorio euromediterraneo per i diritti umani, con sede a Ginevra, ha denunciato che molti ex prigionieri gazzawi passati da Sde Teman hanno riferito alle sue squadre di atti di tortura inauditi, che vanno dalle botte sui genitali, ai colpi sulla testa con bastoni di ferro, oltre al mancato cibo e divieto di evacuare. Un medico di Shifà, catturato durante il suo lavoro lo scorso marzo e poi rilasciato all’inizio di maggio, ha raccontato: “Ci tenevano completamente nudi all’aria aperta, in una zona desertica recintata con filo spinato. La tortura non avviene soltanto durante gli interrogatori, ma anche in altre ore della giornata. I soldati di guardia trascinano uno di noi fuori dal recinto e cominciano a bastonarlo davanti a tutti gli altri”.

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Trattative

La stampa israeliana sostiene che il governo ha consegnato ai mediatori la controproposta di Tel Aviv per lo scambio di prigionieri. Le idee contenute vengono definite “generose” e “vanno nella direzione delle richieste di Hamas”. La Tv egiziana Al-Qahera news rivela che la proposta israeliana non prevede esplicitamente la fine della guerra su Gaza, ma parla di una “calma sostenibile”, una frase che non dice nulla di nuovo. Da Doha, un esponente di Hamas, in anonimato, ha informato che non ci sarà nessuna trattativa fino a quando i soldati israeliani non si ritireranno da Rafah.

Analisti egiziani sostengono che l’iniziativa israeliana non mira al raggiungimento di un accordo, ma soltanto a dare una copertura a Washington, per potere motivare il veto al Consiglio di Sicurezza in corso. All’ordine del giorno infatti c’è la discussione sull’applicazione dell’ordinanza della Corte di Giustizia, che la scorsa settimana aveva ordinato a Tel Aviv di bloccare l’avanzata militare su Rafah.

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Solidarietà internazionale

A Bologna è stata occupata la stazione ferroviaria in solidarietà con il popolo palestinese e contro il genocidio in corso compiuto da Israele.

Vedi il video

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Sudan

Bombardamenti dell’esercito sulla zona orientale e settentrionale di El Fasher che sono sotto il controllo delle milizie Pronto Intervento. Le dichiarazioni delle due parti danno versioni diverse sulla situazione sul campo. L’unico fatto certo è l’arrivo di morti e feriti nell’unico ospedale operante nella parte sud della città, dove operano equipe di Medici senza Frontiere.

Il ministero degli esteri del Cairo ha annunciato che l’Egitto ospiterà nel mese di giugno una conferenza delle forze politiche civili sudanesi, “per costruire una visione futura di una soluzione politica e di una convivenza che eviti la spartizione del paese”.

Il Coordinamento delle forze civili democratiche si riunito in una conferenza ad Addis Abeba, che ha visto la partecipazione di molte personalità come l’ex premier Hamdouk. Il Coordinamento si oppone alla guerra e rivendica un potere civile nel futuro del paese.

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Afghanistan

La Russia sta per avviare relazioni diplomatiche piene con il governo di Kabul. Mosca non considera più i taliban come organizzazione terroristica e in realtà dopo la caduta del paese nelle mani degli studenti coranici, Russia non aveva ritirato il proprio ambasciatore, anche se non aveva riconosciuto il nuovo governo. Durante questi tre anni, il Cremlino ha cercato di coinvolgere i taliban in trattative regionali per smussare le tensioni ai propri confini meridionali e diverse delegazioni afghane sono state ricevute a Mosca. Il governo talibano è invitato al prossimo forum economico di San Piterburgo, il prossimo mese di giugno.

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Censura anti palestinese

Vanity Fair ha censurato la bandiera palestinese. È il nuovo antisemitismo. Si deve cancellare ogni esistenza anche simbolica del popolo palestinese. Annientamento culturale. E lo ha fatto cancellando una spilla con la bandiera palestinese indossata da un attore australiano, Guy Pierce, durante la sua partecipazione al Festival di Cannes. Un festival blindato contro qualsiasi libera espressione di solidarietà con il popolo palestinese. La protesta sui social e dello steso attore, hanno fatto fare alla rivista una marcia indietro parziale. Sulle pagine social hanno presentato le scuse per quello che loro chiamano “errore”. Ipocrisia. Qui e qui.

Un canale Rai-Pinocchio ha presentato la strage di Tel El-Sultan in questo modo: “Israele: da raid Rafah è scoppiato un incendio che ha ucciso civili”. Le parole Palestina e palestinesi sono state cancellate. Il raid non si sa chi lo ha compiuto e l’incendio sembra una calamità naturale. Questa è la scorta mediatica del genocidio a Gaza compiuto da Netanyahu. Vergogna, giornalecchini!

Notizie dal Mondo

Sono passati due anni, tre mesi e quattro giorni dall’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina

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76 anni di Nakba, la cacciata dei palestinesi dalla loro terra: qui

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