Per ascoltare l’audio di oggi, 04 giugno 2024:

Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo

(testata giornalistica online fondata da Farid Adly.

Direttore responsabile Federico Pedrocchi)

Rassegna anno V/n. 149 (1400)

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Le notizie:

Genocidio a Gaza

Israele continua la sua opera genocidaria a Gaza ed in particolare a Rafah. Ieri, sono state compiute 4 stragi con bombardamenti aerei indiscriminati su zone densamente abitate. 40 persone uccise e altre 150 ferite.

Nostro commento: Ci sono ancora coloro che obiettano che non si tratti di genocidio, basandosi su congetture storiche e non guardando la realtà delle cifre e delle intenzioni dichiarate dai politici e generali israeliani. Chiudono gli occhi e dicono: “Dire che Israele commette genocidio è una bestemmia”.

Pronunciare una frase simile è la vera bestemmia nei confronti della memoria dei sei milioni di ebrei assassinati dal nazismo tedesco.

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Situazione umanitaria

Bambini scheletrici a causa della malnutrizione. A Gaza non c’è latte per bambini, né negli ospedali né sul mercato. Una madre ha raccontato che suo figlio di un anno di vita rischia la morte perché da un mese viene alimentato con l’acqua bollita con grano o riso. “è in ospedale, appare scheletrico e con la pancia gonfia e sopravvive soltanto grazie all’alimentazione con iniezione endovenosa”. La crisi di mancanza del latte in polvere per i bambini è legata alla chiusura del valico di Rafah in seguito all’occupazione militare israeliane.

L’OMS ha affermato che a Gaza, 4 su 5 bambini al di sotto di 5 anni passa 24 ore senza mangiare nulla ogni tre giorni.

Uno studio dell’ufficio ONU per gli affari umanitari (OCCHA) ha rivelato che 7800 bambini di Gaza, sui 93 mila casi studiati, soffrono di malnutrizione acuta irreversibile.

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UNRWA

Il Commissario dell’UNRWA, Lazzarini, ha pubblicato una dichiarazione di sintesi sulla situazione drammatica della popolazione civile palestinese nei campi degli sfollati. Più di 1 milione di persone – la maggior parte sfollate più volte – costrette a fuggire ancora una volta, in cerca di una sicurezza che non troveranno mai. Tutti i nostri 36 rifugi dell’UNRWA in Rafah sono vuoti ora. È qui che le persone cercano rifugio e dovrebbero essere protette in ogni momento sotto la bandiera delle Nazioni Unite.

Abbiamo dovuto interrompere i servizi sanitari e altri servizi essenziali. Ci impegniamo tuttavia a restare e a fornire servizi per le comunità. Ora stiamo lavorando da Khan Younis e nelle aree centrali dove vivono 1,7 milioni di persone. A Khan Younis abbiamo ripreso le operazioni nonostante i danni a tutte le nostre strutture. Lo spazio umanitario continua a ridursi ulteriormente: UNRWA ha potuto caricare poco meno di 450 camion nelle ultime 3 settimane a sostegno dell’operazione umanitaria. Questo non è niente di fronte alle necessità: almeno 600 camion al giorno di forniture commerciali, carburante e umanitarie. Il carburante sta finendo: le nostre squadre sono pronte a ritirarlo quando le autorità israeliane daranno il via libera. Nel frattempo, abbiamo ricevuto le foto più orribili dal campo profughi di Jabalia, nel nord Gaza. Migliaia di sfollati non hanno altra scelta se non quella di vivere tra le macerie e in strutture distrutte.

La distruzione porterà altra distruzione, più dolore, più rabbia e più perdite per palestinesi e israeliani. Tutti gli occhi sono puntati sulla proposta di porre fine a questa guerra attraverso un cessate il fuoco, il rilascio di tutti gli ostaggi e un flusso sostanziale e sicuro di rifornimenti urgentemente necessari a Gaza”.

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Cisgiordania e Gerusalemme est

A Nablus, l’esercito israeliano ha ucciso due giovani attivisti della resistenza contro l’occupazione. In un agguato teso da forze speicali in abiti civili è stato sorpreso uno dei ricercati. Subito dopo ne è conseguita una sparatoria tra le truppe e un gruppo di palestinesi armati. L’esercito israeliano parla di diversi soldati feriti e di un secondo palestinese ucciso.  Non sono stati fornite le generalità delle vittime.

Rastrellamenti e irruzioni armate da parte dell’esercito israeliano in diverse città palestinesi. Gli attacchi più duri sono avvenuti a Tobas, Dora e Nablus. In quest’ultima città l’esercito ha introdotto nella notte oltre 50 veicoli corazzati di trasporto truppe. La missione militare è avvenuta per garantire l’ingresso in città di un drappello di coloni estremisti che compiono pellegrinaggi ad un mausoleo denominato “La tomba di Giuseppe”, inventando che vi sia custodito il corpo del profeta biblico.

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Corte di Giustizia Int.

La Palestina ha comunicato alla Corte di Giustizia dell’Aja la propria adesione alla causa intentata dal Sud Africa contro Israele per il crimine di genocidio. La Corte ha emesso diverse ordinanze a partire dallo scorso gennaio, ultima delle quali il 20 di maggio nella quale ordinava a Israele di bloccare l’offensiva su Rafah, ma il governo Netanyahu ha sbattuto la porta in faccia alla Giustizia internazionale e ha proseguito la sua carneficina con il sostegno militare e diplomatico di Stati Uniti, UE e Nato. La cerchia dei paesi che hanno affiancato il Sud Africa nella causa per genocidio nei confronti di Israele si sta allargando. Ultimo paese ad aderire è stato il Cile.

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Prigionieri

Un allarmato rapporto della “Commissione protezione detenuti palestinesi nelle carceri israeliane” parla della diffusione incontrollata della scabbia, una malattia della pelle dolorosa che provoca prurito e non lascia dormire chi ne è colpito. “L’affollamento, la mancanza di igiene e il divieto dell’ora d’aria sono la causa di questa malattia infettiva”, ha detto un medico della Commissione che ha visitato un gruppo di 14 detenuti appena liberati dai lager del Negev e ricoverati a Ramallah. Tutti i 14 uomini erano affetti da scabbia. Hanno raccontato che per tutto il periodo di detenzione non hanno mai potuto lavarsi.

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Diplomazia

Il governo svizzero ha informato che in caso la CPI emettesse un ordine di cattura per Netanyahu, Gallant e Sinwar, la misura sarebbe stata applicata ad un eventuale ingresso in territorio elvetico.

I ministri degli esteri di alcuni paesi arabi, tra i quali Egitto e Arabia Saudita, hanno chiesto alle parti (Israele e Hamas, senza nominarli) di accettare il piano Biden.

Un gruppo di esperti dell’ONU hanno lanciato un appello per il riconoscimento dello stato di Palestina, “condizione per un processo di pace duratura ed equa. La soluzione dei due Stati – prosegue l’appello –rimane l’unico cammino percorribile sul quale c’è un accordo internazionale. È l’unica strada per uscire dal circolo infinito della violenza che attanaglia il Medio Oriente da generazioni”.

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Libano

Ucciso un capo militare Hezbollah in un bombardamento israeliano in sud Libano. Secondo un comunicato dell’esercito israeliano è stato ucciso Hussein Sabra, responsabile dello sviluppo della difesa antiaerea del partito libanese. L’agenzia stampa libanese ufficiale ha riferito che due uomini sono rimasti uccisi in un bombardamento israeliano alla periferia di Tiro.

Decine di razzi e missili sono partiti dal sud Libani contro le colonie e le caserme israeliane lungo la linea di demarcazione. Vasti incendi hanno colpito le zone prese di mira dall’artiglieria di Hezbollah.

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Siria

Si aggravano gli effetti del bombardamento israeliani di due giorni fa su Aleppo. Il numero delle vittime è salito a 17 uccisi e 15 feriti. Secondo una fonte giornalistica di Teheran, tra le vittime ci sarebbe un consigliere militare iraniano.

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Solidarietà

In Italia fioriscono migliaia di iniziative, che non riusciamo a seguire tutte. Ma alcune vanno assolutamente menzionate, anche se in ritardo. Come quella del sindaco di Bologna, Matteo Lepore, che ha issato la bandiera palestinese sul palazzo comunale. Ha espresso il suo sentimento con questo post: “Fermatevi! Ripartiamo dal dialogo, dal riconoscimento reciproco delle tragedie subite e dalla solidarietà.

Ecco in questo video perché ho deciso di esporre la bandiera del popolo palestinese. (Vedi). Certa stampa scorta mediatica di Netanyahu, invece di dare la notizia dell’iniziativa del sindaco, ha titolato sulla protesta della comunità ebraica di Bologna, complice nel genocidio con il su silenzio.

A Palermo, il Senato accademico riunito ieri 3 giugno, dopo una lunga lotta degli studenti con un accampamento di tende all’università, ha deciso di sospendere tutti gli accordi in corso con Israele e nessun nuovo accordo verrà stipulato fino al perdurare della “crisi in corso”.

A Milano, la sede dell’UE (Palazzo Stelline) è stato occupato ieri da un gruppo di solidarietà con la Palestina per alcune ore. Alla conclusione dell’occupazione, il corteo sii è diretto verso piazza Cairoli e lì è stato caricato duramente dalla polizia, senza nessun motivo se non quello della violenza bruta, in cerca di prove di regime.  

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Boicottaggio

In Algeria si sta sviluppando un forte movimento BDS che chiede di boicottare i prodotti delle società che sostengono Israele. Con la parola d’ordine: “Lasciatele arrugginire” boicottano le note bevande di produzione USA e raccomandano di sostituirle con le marche locali, anche per aiutare l’economia algerina.  

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Pakistan

Omran Khan assolto dall’accusa di aver svelato segreti di Stato. L’Alta corte di Islamabad ha annullato la precedente condanna in primo grado. Il partito Insaf ha commentato che il processo è stato messo in piedi per impedire la candidatura di Khan alle elezioni; nel le quale poi il suo partito aveva ottenuto la maggioranza relativa, ma è stato escluso dalla formazione del governo per l’alleanza degli altri due partiti dell’ex opposizione. Lo scorso anno ed alla vigilia delle elezioni la magistratura ha preso una decina di provvedimenti contro Khan, che lo avevano portato all’arresto e poi alla condanna in primo grado. Uno di questi casi è legato ad una vicenda privata: aver passato una notte in compagnia dell’ex moglie.

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Notizie dal Mondo

Sono passati due anni, tre mesi e dieci giorni dall’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina.

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