Dichiarazioni finali della Conferenza del Rojava sull’Unità Curda e la Posizione Comune

Primo – Nel contesto nazionale siriano: 

1. La Siria è uno stato caratterizzato da una molteplicità di nazionalità, culture, religioni e sette; la sua costituzione deve garantire i diritti di tutte le componenti siriane — Arabi, Curdi, Siriaci, Assiri, Circassi, Turcomanni, Alawiti, Drusi, ezidi e Cristiani — attraverso principi sovra-costituzionali. 

2. Lo stato deve impegnarsi a rispettare convenzioni e trattati internazionali, i diritti umani e il principio di cittadinanza paritaria. 

3. Il sistema di governo della Siria dovrebbe essere un sistema parlamentare bicamerale, basato sul pluralismo politico, il trasferimento pacifico del potere, la separazione dei poteri e l’inclusione di consigli regionali all’interno di un quadro di decentralizzazione. 

4. La Siria deve adottare la decentralizzazione, garantendo una distribuzione equa dell’autorità e della ricchezza tra il centro e le regioni. 

5. Il nome, la bandiera e l’inno nazionale dello stato dovranno riflettere la diversità nazionale e culturale della società siriana. 

6. Lo stato dovrà essere neutrale verso le religioni e le credenze, garantendo la libertà di pratica religiosa e riconoscendo ufficialmente la fede ezida. 

7. Adozione di un’identità nazionale unificata che rispetti le specificità della diversità. 

8. Garanzia dell’uguaglianza di genere e della rappresentanza delle donne in tutte le istituzioni. 9. Protezione dei diritti dei bambini come dichiarato dagli accordi delle Nazioni Unite e di Amnesty International, fornendo assistenza secondo le condizioni delle rispettive regioni e tenendo conto delle esigenze in base alla natura e all’età. 

10. Creazione di divisioni amministrative basate sulla densità di popolazione e sull’estensione geografica. 

11. Recupero delle antichità e dei reperti siriani trafugati e trasferiti all’interno o all’esterno del paese, restituendoli ai loro luoghi d’origine. 

12. Annullamento e prevenzione dei cambiamenti demografici nelle aree curde e in tutta la Siria, garantendo il ritorno sicuro degli sfollati, compresi i residenti di Serekaniye, Gire Spi e Afrin. 

13. Formazione di un’assemblea costituente sotto patrocinio internazionale, che includa rappresentanti di tutte le componenti siriane, per redigere principi democratici e formare un governo rappresentativo di tutta la Siria con pieni poteri esecutivi. 

14. Diritto di esprimersi ed essere educati nella propria lingua madre e di praticare la propria cultura come diritto di tutte le comunità. 

15. Proclamazione dell’8 marzo come Giornata Nazionale delle Donne. 

Secondo – Nel contesto nazionale curdo: 

1. Unificazione delle aree curde in un’unità politico-amministrativa integrata all’interno di una Siria federale. 

2. Riconoscimento dell’esistenza nazionale del popolo curdo in Siria come popolo autoctono, garantendo costituzionalmente i suoi diritti nazionali secondo convenzioni e trattati internazionali, incluso il diritto di esercitare liberamente ed equamente i propri diritti politici, culturali e amministrativi. 

3. Onorare i sacrifici dei martiri della rivoluzione siriana, delle Forze Democratiche Siriane (SDF), delle forze di sicurezza, dei prigionieri morti nelle carceri e dei martiri della resistenza contro l’ISIS, sostenendo le loro famiglie e garantendo i loro diritti attraverso testi legali. 

4. Riconoscere i giovani come una forza vitale nella società e garantire la loro giusta partecipazione e rappresentanza in tutte le istituzioni statali. 

5. Riconoscimento costituzionale della lingua curda come lingua ufficiale accanto all’arabo e garanzia del suo insegnamento e apprendimento. 

6. Creazione di centri e amministrazioni per la lingua, il patrimonio storico e la cultura curda; apertura di media center in lingua curda. 

7. Garanzia della partecipazione curda alle istituzioni legislative, giudiziarie, esecutive e di sicurezza dello stato. 

8. Riconoscimento del 21 marzo, Newroz, come festa nazionale ufficiale, e del 12 marzo come giornata di commemorazione della rivolta di Qamishlo. 

9. Abolizione di tutte le politiche, procedure e leggi eccezionali applicate contro i curdi — come il progetto della cintura araba e le campagne di arabizzazione delle aree curde — risarcendo i danneggiati da tali politiche discriminatorie, ripristinando lo status precedente di queste aree e annullando gli accordi segreti e pubblici che minano la sovranità siriana e l’esistenza curda. 

10. Restituzione della cittadinanza siriana ai curdi a cui era stata sottratta durante il censimento eccezionale del 1962 e risoluzione dello status dei curdi non registrati. 

11. Sviluppo delle infrastrutture nelle aree curde e allocazione di una quota delle loro risorse per lo sviluppo e la ricostruzione, affrontando la marginalizzazione e il deliberato abbandono subiti nelle fasi precedenti.  

(Traduzione a cura di UIKI – Ufficio Informazione del Kuridistan in Italia)

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