Per ascoltare l’audio di oggi, 05 giugno 2025:

Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo

(testata giornalistica online fondata da Farid Adly.

Direttore responsabile Federico Pedrocchi)

Rassegna anno VI/152 (1754)

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A maggio c’è stato ancora un leggero calo delle donazioni a favore di Anbamed. Infatti, i contributi volontari dei nostri lettori e ascoltatori sono stati 9. Il valore complessivo del mese scorso è stato di 485,00 €

(- 170,00 € rispetto al precedente mese di aprile).

Adozioni a distanza: In cambio è stato importante l’impegno dei nostri lettori a favore dei bambini di Gaza: 2.710,00 € tra adozioni e pasti caldi.

Grazie a chi ha contribuito e chiediamo a tutti e tutte di seguire il loro esempio, nel sostegno economico dell’impresa giornalistica senza padroni e senza pubblicità. La libertà non ha prezzo!

Forte adesione all’iniziativa dello sciopero della fame a staffetta, intrapresa nel quadro della web mobilitazione permanente avviata il 9 maggio: #ultimogiornodiGaza.

Per aderire: scrivere nome, cognome, città, professione e il giorno prescelto per compiere il digiuno, a: mailto:anbamedaps@gmail.com.

Le notizie

Sciopero della fame a staffetta contro il genocidio

Oggi, Giovedì 5 giugno, prosegue per la 22a giornata l’azione nonviolenta di sciopero della fame per 24 ore a staffetta. L’azione continuerà nei prossimi giorni con la partecipazione di altri gruppi, fino al cessate il fuoco definitivo. Gli iscritti sono tantissimi e, secondo le disponibilità espresse, costruiremo il calendario con l’elenco dei partecipanti di tantissime città italiane e europee. Per leggere l’elenco aggiornato dei nomi dei digiunatori di oggi: clicca

È un digiuno del cibo e non della sete. Si può liberamente bere.

Se volete partecipare nei prossimi giorni, scrivete un messaggio di posta elettronica con nome, cognome, città di residenza, professione (facoltativa), data prescelta (anche più di una, volendo) e un pensiero che pubblicheremo con l’elenco generale di tutti gli aderenti. Le adesioni vanno inviate esclusivamente a: mailto:anbamedaps@gmail.com

Manderemo un email di avviso, il giorno prima, a tutti i digiunatori del turno.

In molte realtà sono stati organizzati dei presidi nelle piazze e di fronte ai palazzi del potere oppure creato momenti di condivisione collettiva del digiuno. Sono iniziative pregevoli che raccomandiamo, chiedendo agli organizzatori di comunicarci in anticipo gli eventi programmati e mandarci eventualmente foto da pubblicare.

Genocidio a Gaza

Bombe su bombe. Il generale israeliano Zamir ha minacciato che la guerra a Gaza continuerà senza sosta. Raids aerei e attacchi con i droni hanno ucciso stamattina oltre 20 persone in diverse località. I generali israeliani bombardano anziani, donne e bambini sfollati con la scusa di sconfiggere Hamas. L’obiettivo vero è lo sterminio dei palestinesi o la loro deportazione.

La conta giornaliera delle vittime ci consegna anche oggi cifre spaventose, che non trovano spazio sui giornali scorta mediatica del genocidio. Ieri l’esercito israeliano ha uccio 96 persone e ferito altre 440.

Il nostro commento quotidiano fisso: Ci sono ancora coloro che obiettano che non si tratti di genocidio, basandosi su congetture

storiche e non guardando la realtà delle cifre e delle intenzioni, dicono: “Dire che Israele commette genocidio è una bestemmia”.

Pronunciare una frase simile è la vera bestemmia nei confronti della memoria dei sei milioni di ebrei assassinati dal nazismo tedesco.

Se questo è un uomo.

Situazione umanitaria a Gaza

Gli ospedali sono al collasso, sia per gli attacchi militari diretti dell’esercito israeliano, sia per il numero dei ricoverati in mancanza di medicine e carburanti per i generatori di elettricità. Migliaia di feriti giacciono per terra senza cure.  

ONU

Il veto USA ha bloccato la bozza di risoluzione algerina per un cessate il fuoco a Gaza e l’ingresso di aiuti umanitari alla popolazione affamata. 14 sì, compresi i 4 paesi membri permanenti GB, Francia, Russia e Cina, ma la Casa Bianca ha deciso che i palestinesi possono morire di fame. Un veto inumano e vergognoso. Trump è complice di Netanyahu. Si è svelato così il ruolo deviante delle rivelazioni stampa, che parlavano di frizioni tra i due criminali. Subito dopo il veto, la condanna della Croce Rossa Int. “Oggi Gaza è l’inferno sulla terra, il luogo dove l’umanità sta fallendo”, ha denunciato, la presidente del Comitato internazionale della Croce Rossa Mirjana Spoljarić. “La sofferenza della popolazione palestinese ha superato ogni standard legale, morale e umano”.

Giornalismo

Articolo 21, NoBavaglio ed altre associazioni di giornalisti hanno avviato una campagna di sensibilizzazione contro il genocidio a Gaza, soprattutto contro l’assassinio da parte dell’esercito israeliano degli oltre 200 giornalisti. “PRESS – BASTA SANGUE SUI NOSTRI GIUBBOTTI. ALZIAMO LA VOCE PER GAZA #NOBAVAGLIO” si intitola la campagna e coinvolge singoli giornalisti e comitati di redazioni. Hanno già preso posizione con propri comunicati:Consiglio Nazionale Ordine dei Giornalisti, Federazione Nazionale Stampa Italiana, Direttivo di Stampa Romana, I giornalisti di RAI Tg3, I giornalisti di Repubblica, I giornalisti, freelance, operatori informazione, mediattivisti Rete #Nobavaglio, I giornalisti di Articolo 21…e l’elenco è in continuo aggiornamento.

Cisgiordania e Gerusalemme est

Oltre alle operazioni militari contro la gente palestinese, si registrano giornalieri attacchi dei coloni contro i civili inermi. Sono attaccati soltanto per il fatto di essere palestinesi che vivono ancora sulla loro terra e la lavorano. Ieri, nel villaggio di Deir Dabouan, ad est di Ramallah, sono stati feriti 35 palestinesi in un attacco dei coloni arrivati da ogni dove. I coloni scortati dai soldati hanno compiuto devastazioni, distrutto auto e lanciato pietre e sparato contro le case. La loro ritirata è stata protetta dai soldati che hanno sparato pallottole militari contro i contadini nativi.

Portuali francesi e italiani

“I lavoratori portuali del Golfo di Fos e Marsiglianon parteciperanno al genocidio in corso orchestrato dal governo israeliano”. Lo comunicano i sindacalisti francesi della Confederazione generale del lavoro (CGT) e annunciano il rifiuto a caricare il cargo di armidestinato all’esercito israeliano, come rivelato dall’inchiesta congiunta del sito investigativo Disclose e il media irlandese The Ditch. “Ci hanno informato che giovedì 5 giugno avrebbero caricato dal nostro porto pezzi di ricambio per mitragliatrici che l’esercito israeliano utilizza per proseguire il massacro della popolazione palestinese – spiega il più rappresentativo sindacato francese – siamo a favore della pace tra i popoli e contro tutte le guerre, dopo aver avvisato datori di lavoro e autorità competenti, siamo riusciti a individuare questo container carico di componenti per munizioni prodotte dall’azienda marsigliese Eurolinks. I pallet sono stati messi da parte e i lavoratori portuali non li caricheranno sulla nave diretta a Haifa”.

Anche i portuali italiani sono in mobilitazione. A Genova, il Collettivo dei lavoratori portuali ha convocato un presidio ai varchi “con l’obiettivo di impedire l’attracco della nave ZIM Contship ERA”. Il cargo israeliano prevede un primo scalo a Genova e un secondo a Salerno, prima di tornare a Haifa, da dove è salpato il 31 maggio. “Ci opponiamo fermamente a tutte le guerre e non vogliamo essere complici del genocidio che continua a Gaza”, scrivono nel comunicato con il quale invitano la cittadinanza a partecipare al presidio “a fianco di chi si mobilita contro le guerre perpetrate dai nostri governi e in solidarietà alle vittime”.

Siria

Israele è tornata a bombardare il territorio siriano in profondità.  Raids aerei su Quneitra e Daraa. Dopo una fase di calma seguita a incontri diretti tra militari siriani e israeliani, con la mediazione di Turchia e Stati Uniti, Tel Aviv ha preso a pretesto il lancio di due obici sul Golan occupato, per riprendere le ostilità. Il ministro degli interni siriano accusa milizie filo iraniane di essere dietro il lancio dei due razzi, ma non ha specificato chi siano. A Damasco è in arrivo un inviato del dipartimento di stato Usa per calmare le acque. Tom Barrack, inviato del presidente degli Stati Uniti Donald Trump in Siria, è stato ieri in Israele, dove si era incontrato con Netanyahu.

Libia

L’alto commissario ONU per i diritti umani, Turk, ha denunciato il ritrovamento di decine di corpi sepolti sotto i centri di detenzione per migranti a Tripoli. “Tra il 18 e il 21 maggio, l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani ha ricevuto informazioni sul recupero di 10 corpi carbonizzati presso la sede centrale della milizia denominata ‘Apparato di supporto alla stabilizzazione ad Abu Salim”, oltre al ritrovamento di 67 corpi nei frigoriferi degli ospedali di Abu Salim e Al-Khadra”.

Questi cadaveri sono stati scoperti dopo l’uccisione del capo dell’Apparato di supporto alla stabilizzazione, Abdulghani al-Kikli, il mese scorso, durante scontri tra le milizie governative foraggiate dallo Stato, in guerra tra di loro per il controllo del territorio. Contro le violenze delle milizie, la popolazione è scesa in piazza, chiedendo la caduta del governo Dbaiba.

Tunisia

La Carovana Somoud per Gaza dalla Tunisia a Rafah è in avanzata fase di preparazione. Il Coordinamento tunisino dell’azione comune per la Palestina ha annunciato che il sindacato dei medici ha messo a disposizione un team di sanitari, per accompagnare gli attivisti solidali con il popolo palestinese in lotta per l’indipendenza. Sono state approntate tutte le tappe del viaggio in pullman via Libia e Egitto, prendendo contatti con le autorità e con organizzazioni locali. La carovana Somoud (Resilienza) partirà il 9 giugno da Tunisi e si prevede il suo arrivo a Rafah il giorno 12, in continuità con la Global March to Gaza e Freedom Flotilla. Le tre campagne solidali hanno stretto un memorandum d’intesa per coordinare le azioni in comune piano di solidarietà.

Freedom Flotilla

La radio militare israeliana ha annunciato che le forze di sicurezza israeliane hanno deciso di impedire l’avvicinamento della Freedom Flotilla alle coste di Gaza. “Sarà bloccata in alto mare oppure condotta al porto di Ashdod, e l’equipaggio arrestati. A queste notizie, la reazione degli attivisti internazionali è stata ferma: “Noi andiamo avanti e abbiano messo in conto anche un comportamento violento da parte della marina israeliana. Il Dott. Baptiste André ha sottolineato che la nave non “minaccia la sicurezza di Israele” e che il suo messaggio è che il blocco su Gaza “non può continuare”. Ha anche osservato che ricevono quotidianamente messaggi di sostegno da tutto il mondo, sottolineando che gli attivisti contano sul “sostegno internazionale per proseguire il viaggio e rompere il blocco imposto a Gaza”. Seguendo la traccia di navigazione, martedì sera è stato notato un rallentamento della navigazione. Si è saputo ieri sera che la barca è stata sorvolata da un drone militare israeliano, ma non ci sono stati atti violenti.

clicca per ascoltare le parole dell’equipaggio prima di partire da Catania (in inglese con sottotitoli in italiano)

 Segui la rotta della Freedom Flotilla per aumentare la sicurezza dell’equipaggio. Diventa testimone di questo coraggioso viaggio per rompere l’assedio di Gaza. Clicca sul link:

https://live.garmin.com/…/515FCF27FB35A7ECF2CB9391BF812F1

Global March to Gaza

Sono oltre 2000 le persone ammesse che hanno già preso il biglietto, ottenuto il visto per l’Egitto e prenotato il volo per il Cairo il giorno 12 giugno. Sono stati già prenotati dall’organizzazione centrale i pullman dalla capitale egiziana ad el-Arevsh. Da lì sarà organizzata la marcia a piedi fino a Rafah. Il presidio al valico durerà 3 giorni, per chiedere l’ingresso degli aiuti alla popolazione di Gaza, chiusa ermeticamente dalla criminale vendetta dei generali israeliani.

L’iniziativa è una marcia pacifica e nonviolenta al valico di Rafah ed ha coinvolto associazioni, sindacati e singoli da 35 paesi. È un’iniziativa che è stata coordinata con un canale Telegram e con comitati nazionali e locali. Un lavoro in sordina e in silenzio avviato da un medico che risiede in Svizzera, con diversi periodi di volontariato a Gaza. Non è un’iniziativa finanziata, ma ciascun partecipante ha provveduto singolarmente a ottenere il visto di ingresso per l’Egitto dalle autorità consolari, al rilascio dei propri biglietti aerei per raggiungere il Cairo entro il 13 giugno (andata e ritorno). clicca

Mobilitazione in Italia contro il genocidio

È in corso in molte piazze italiane l’iniziativa: “La musica contro il silenzio”. Ieri a Genova, oggi a Bologna e poi fino al 25 giugno tanti altri appuntamenti. Concerti organizzati dal basso, per dire no al genocidio ed alla deportazione dei palestinesi per mano di Israele. clicca per vedere il calendario e conoscere la genesi del movimento.

Fino al giorno 8 giugno, un presidio permanente di AssoPacePalestina a Roma davanti a Montecitorio per chiedere il non rinnovo del memorandum di cooperazione militare tra Italia e Israele.

Manifestazione nazionale per Gaza il 7 giugno a Roma indetta da PD, Movimento 5stelle e Alleanza Verdi-Sinistra.

Alla manifestazione nazionale del 21 giugno contro il riarmo, la situazione di Gaza e la questione palestinese saranno al centro della mobilitazione.

In tutte le città italiane si allarga la protesta nonviolenta, con lo sciopero della fame, contro il genocidio.

I creativi del boicottaggio hanno inventato una nuova campagna contro i fabbricanti di armi italiani che esportano in Israele. In molte città italiano è comparso un manifesto pubblicitario con la faccia di una ragazza piena di ferite con la frase in inglese e italiano: “Guarda cosa mi ha fatto Leonardo”. Non è il nome di un ragazzo violento, ma dell’azienda di Stato produttrice di armi. clicca per saperne di più e guardare il video.

Appello Emergency

Emergency ha lanciato un appello per chiedere al governo italiano di agire. Sono arrivate già 211.361 firme. Manca la tua? Affrettati, i bambini di Gaza non possono aspettare. clicca per firmare!

Revocare il memorandum militare Italia-Israele

PeaceLink invita cittadine e cittadini a firmare e diffondere la richiesta di revoca dell’accordo militare con Israele, chiedendo ai parlamentari di agire prima della scadenza dell’8 giugno. Un gesto concreto per non essere complici di genocidio e crimini contro l’umanità.

PeaceLink lancia un appello urgente: “è il momento di alzare la voce e chiedere con forza al Parlamento italiano di revocare questo accordo”. Passate parola! Per agire: clicca.

Appello per il dott. Hussam Abu Safiya

Pubblicato sul nostro sito il testo in italiano dell’appello per la liberazione del dott. Hussam Abu Safiya. clicca. Eventuale firma dell’appello va segnata sul sito indicato più sotto.

Firmate l’appello per chiedere la liberazione del direttore dell’ospedale Kamal Adwan,preso in ostaggio dall’esercito israeliano il 27 dicembre 2024, poi dopo 10 giorni annunciata la sua detenzione. Contro di lui non ci sono accuse. Il coraggioso medico è reo di non aver abbandonato il posto di lavoro, malgrado l’assassinio di suo figlio primogenito, Ibrahim, e le gravi ferite da lui stesso subite. clicca  per aderire.

Solidarietà/Al-Najdah

Distribuzione di pasti caldi agli sfollati bisognosi, in diversi campi di tende nel centro e nord di Gaza, grazie ai contributi arrivati dai comitati di solidarietà con Al-Najdah (Soccorso Sociale), l’associazione di donne di sinistra di Gaza. clicca sulla pagina FB di Al-Najdah.

Molti lettori ci scrivono per sapere maggiori info sulla campagna “Ore Felici per i Bambini di Gaza”. È arrivata due giorni fa una nuova adozione a distanza. Continuano ad arrivare contributi una tantum per i pasti caldi. La gara di solidarietà con la popolazione ed i bambini di Gaza non perde vigore. Le adozioni sono arrivate al numero di 33, nell’arco di soli due mesi e mezzo.

Per chiedere info o aderire, scrivete a: anbamedaps@gmail.com

Potete leggere la cronologia delle azioni del progetto Ore Felici per i Bambini di Gaza, la campagna di adozioni a distanza clicca  

Notizie dal mondo   

Sono passati tre anni, tre mesi e 10 giorni dall’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina. Trump ne spara una al giorno e si contraddice: “Ho parlato con Putin, ma non ci sarà pace immediata”.

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