Per ascoltare l’audio di oggi, 21 giugno 2025:
Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo
(testata giornalistica online fondata da Farid Adly.
Direttore responsabile Federico Pedrocchi)
Rassegna anno VI/167 (1769)
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A maggio c’è stato ancora un leggero calo delle donazioni a favore di Anbamed. Infatti, i contributi volontari dei nostri lettori e ascoltatori sono stati 9. Il valore complessivo del mese scorso è stato di 485,00 €
(- 170,00 € rispetto al precedente mese di aprile).
Adozioni a distanza: In cambio è stato importante l’impegno dei nostri lettori a favore dei bambini di Gaza: 2.710,00 € tra adozioni e pasti caldi.
Grazie a chi ha contribuito e chiediamo a tutti e tutte di seguire il loro esempio, nel sostegno economico dell’impresa giornalistica senza padroni e senza pubblicità. La libertà non ha prezzo!
Forte adesione all’iniziativa dello sciopero della fame a staffetta, intrapresa nel quadro della web mobilitazione permanente avviata il 9 maggio: #ultimogiornodiGaza.
Per aderire: scrivere nome, cognome, città, professione e il giorno prescelto per compiere il digiuno, a: mailto:anbamedaps@gmail.com.
Le notizi
Sciopero della fame a staffetta contro il genocidio
Siamo entrati nel II mese di digiuno per Gaza. Oggi, Sabato 21 giugno, prosegue per la 37a giornata l’azione nonviolenta di sciopero della fame per 24 ore a staffetta. L’azione continuerà nei prossimi giorni con la partecipazione di altri gruppi, fino al cessate il fuoco definitivo. Gli iscritti sono tantissimi e, secondo le disponibilità espresse, costruiremo il calendario con l’elenco dei partecipanti di tantissime città italiane, europee e arabe. Per leggere l’elenco aggiornato dei nomi dei digiunatori di oggi: clicca !!
È un digiuno del cibo e non della sete. Si può liberamente bere.
Se volete partecipare nei prossimi giorni, scrivete un messaggio di posta elettronica con nome, cognome, città di residenza, professione (facoltativa), data prescelta (anche più di una, volendo) e un pensiero che pubblicheremo con l’elenco generale di tutti gli aderenti. Le adesioni vanno inviate esclusivamente a: mailto:anbamedaps@gmail.com
Manderemo un email di avviso, il giorno prima, a tutti i digiunatori del turno.
In molte realtà sono stati organizzati dei presidi nelle piazze e di fronte ai palazzi del potere oppure creato momenti di condivisione collettiva del digiuno. Sono iniziative pregevoli che raccomandiamo, chiedendo agli organizzatori di comunicarci in anticipo gli eventi programmati e mandarci eventualmente foto da pubblicare.
La nuova Germania del MO
Nono giorno di guerra Israele Iran. Una pioggia di missili e droni sul centro di Israele. Danni e incendi, scrive la stampa di Tel Aviv. Il portavoce dell’esercito israeliano dice che sono state colpite rampe di lancia missili iraniane nei bombardamenti della scorsa notte. All’alba di oggi è stata colpita la centrale nucleare di Isfahan. Si teme la fuga di nubi radioattive.
Netanyahu ha minacciato una lunga guerra “fino alla liberazione del popolo iraniano dal regime degli Ayatollah”. Il capo di stato maggiore Eyal Zamir più prudente ha detto: “Ci attendono ancora giorni difficili e dobbiamo essere preparati a una lunga campagna militare. La battaglia si concluderà con la nostra vittoria”.
Gli USA cosa fanno?
Trump sostiene a fasi alterne che sta trattando con gli iraniani in segreto oppure annuncia una punizione esemplare. Propaganda. La realtà è che malgrado l’opposizione di oltre il 60% degli statunitensi e di una buona parte del suo staff di sicurezza e dei consulenti strategici, Trump sta preparando la guerra. Lo affermano i movimenti militari in corso verso la regione. 5 cacciatorpedinieri statunitensi sono arrivati nel Mediterraneo orientale e nel Mar Rosso la portaerei USA Nimitz sta convogliando verso il Golfo, spostamenti di caccia F-35 nelle basi Usa nel Qatar. La stampa israeliana afferma che gli Stati uniti partecipano attivamente alla difesa anti missilistica, anche perché l’arsenale israeliano sta esaurendo la sua scorta di missili intercettori Arrow 3, mentre l’Iran continua a lanciare missili e non sembra che le capacità di lancio iraniane siano state scalfite malgrado gli annunci israeliani di vittorie militari.
Il periodo di 2 settimane avanzato da Trump è per prepararsi all’offensiva, mettendo in sicurezza i cittadini statunitensi e le basi in zone non sicure come Iraq e Siria. L’ambasciata USA a Baghdad è stata evacuata dal personale non strettamente necessario.
Genocidio a Gaza
Secondo rapporti giornalistici, ieri sono stati uccisi 70 palestinesi tra i quali 25 affamati, assassinati dai cecchini israeliani mentre correvano dietro i camion dei criminali mercenari della GHF, la società militare statunitense finta umanitaria.
Nelle operazioni militari israeliane di stamattina sono stati uccisi – secondo rapporti giornalistici sul campo – 23 civili. I bombardamenti hanno toccato Khan Younis, Deir Tuffah e Jebalia.
Il nostro commento quotidiano fisso: Ci sono ancora coloro che obiettano che non si tratti di genocidio, basandosi su congetture
storiche e non guardando la realtà delle cifre e delle intenzioni, dicono: “Dire che Israele commette genocidio è una bestemmia”.
Pronunciare una frase simile è la vera bestemmia nei confronti della memoria dei sei milioni di ebrei assassinati dal nazismo tedesco.
Situazione umanitaria a Gaza
Le Nazioni Unite hanno avvertito che le forze di occupazione israeliane stanno impedendo alle spedizioni di carburante di entrare a Gaza per la sedicesima settimana consecutiva, mettendo in guardia dalle conseguenze disastrose di queste pratiche sulla vita dei residenti della Striscia. Stephane Dujarric, portavoce del Segretario generale delle Nazioni Unite, ha dichiarato durante una conferenza stampa: “La carenza di carburante sta limitando le operazioni e determinando una riduzione degli orari di lavoro e della capacità in tutti i settori vitali, dagli ospedali alle unità di potabilizzazione dell’acqua.”
Sul fronte umanitario, James Elder, portavoce del Fondo delle Nazioni Unite per l’infanzia (UNICEF), ha lanciato l’allarme: “se il blocco della Striscia dovesse continuare, i bambini di Gaza potrebbero morire di sete”. Elder ha affermato che “la situazione attuale a Gaza è la più pericolosa per i bambini. Nonostante la rabbia espressa a parole da alcuni politici internazionali, le cancellerie non si preoccupano di ciò che sta accadendo ai bambini di Gaza”.
Cisgiordania
È guerra aperta contro la popolazione civile in Cisgiordania. 4 brigate dell’esercito di occupazione sono state spedite nella provincia di el-Khalil. I rastrellamenti pesanti hanno interessato stamattina la città di Dora, dove i soldati hanno devastato le infrastrutture urbane e demolito con i bulldozer alcune abitazioni e occupato altre per trasformarle in commissariati militari.
L’esercito ha distribuito volantini nei quali spiegava che l’offensiva in corso è contro gli agenti al servizio dell’Iran. “Chi vuole alzare la bandiera (palestinese. ndr) su Al-Aqsa, noi gliela spezzeremo a Teheran”. Nel volantino sono pubblicate le foto di 5 alti capi militari iraniani assassinati nell’offensiva in corso su Teheran. Il volantino cita anche un versetto del Corano che invita alla prudenza. L’esercito di Tel Aviv avverte dall’avvicinarsi al muro della vergogna, che chiude 3 milioni di palestinesi in un ghetto.

Iran/trattative con Ue
Le trattative ginevrine tra il ministro degli esteri iraniano, Arakgi e i ministri di Francia, GB e Germania sul nucleare non hanno portato ad una svolta. L’Iran ha affermato che non rinuncia all’arricchimento dell’uranio in proprio per gli usi civili e gli europei hanno ribadito in un loro comunicato che non permetteranno all’Iran di costruire la bomba atomica. Un dialogo tra sordi. Coloro che hanno fatto di Israele l’unica potenza nucleare della regione mediorientale, stanno facendo pressioni su Teheran in mezzo ad una campagna militare israeliana. “non siamo il muro basso e non tratteremo con gli USA prima che finisca l’aggressione in corso”, ha detto il ministro degli esteri di Teheran.
Un ruolo torbido sembra lo stia giocando il direttore dell’Aiea, Grossi, che in una dichiarazione stampa ha detto che l’organismo internazionale è disponibile a proteggere il sito nucleare iraniano di Abu Shaher. Nella sua dichiarazione gli sono “sfuggite” alcune informazioni sensibili che dovevano rimanere segrete. La stampa iraniana sta conducendo una campagna contro Grossi, accusandolo di “connivenza con il nemico che non ha firmato il trattato di non profilazione”. Non mancano le voci oltranziste a Teheran che invitano il governo ad “uscire dal Trattato, per mettere fine alle ispezioni nei siti nucleari che forniscono al nemico informazioni preziose sul nostro programma”.
Informazione e guerra
La verità è la prima vittima di ogni guerra. Il governo israeliano ha oscurato le trasmissioni di Al-Jazeera e sta perseguitando i giornalisti che collaborano con l’emittente del Qatar. Un’irruzione negli studi del centro media stranieri da dove Al Jazeera trasmetteva. Gli agenti hanno parlato di “trasmissioni illegali”, perché gli studi di Al-Jazzera erano stati chiusi con una legge ad hoc. Ci sono stati anche tentativi della polizia di fermare le riprese di una tv turca. Israele non vuole far sapere dove i missili iraniani colpiscono e già in almeno due occasioni ha interrotto il lavoro dei giornalisti che documentavano i danni dei raid di Teheran sulla capitale Tel Aviv.
BDS
9 paesi dell’Ue hanno deciso di bloccare le importazioni di prodotti delle colonie israeliane in Cisgiordania ed hanno invitato la Commissione a procedere in tal senso. La lettera indirizzata alla capa della politica estera dell’UE, Kaja Kallas, è stata firmata dai ministri degli esteri di Belgio, Finlandia, Irlanda, Lussemburgo, Polonia, Portogallo, Slovenia, Spagna e Svezia.
L’Unione Europea è il principale partner commerciale di Israele, rappresentando circa un terzo del suo scambio totale di merci. Lo scorso anno, lo scambio di merci tra l’UE e Israele ha raggiunto un valore di 42,6 miliardi di euro, sebbene non sia chiaro quanto di questo scambio sia legato agli illegali insediamenti. I ministri hanno fatto riferimento al parere consultivo della Corte internazionale di giustizia emesso nel luglio 2024, in cui si afferma che l’occupazione dei territori palestinesi da parte di Israele, compresa la creazione di insediamenti, è illegale.
Manifestazione contro il riarmo a Roma
L’appuntamento alle 14, a porta San Paolo con corteo fino al Colosseo. Oltre 440 sigle hanno già aderito alla manifestazione contro il riarmo europeo di oggi, sabato 21 giugno a Roma, proprio a ridosso del vertice Nato a L’Aja. Anche M5S e Avs ci saranno con Giuseppe Conte, Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli. Il Pd non ha aderito. Ma esponenti dem, come Arturo Scotto, hanno già fatto sapere che saranno in piazza. Tra gli aderenti vi è Emergency, AssoPacePalestina, Sbilanciamoci. “Abbiamo superato le 440 adesioni alla manifestazione nazionale ‘Stop rearm europe – No guerra, riarmo, genocidio, autoritarismo'”, fanno sapere i promotori italiani della Campagna europea ‘Stop Rearm Europe’, Arci, Ferma il Riarmo (Sbilanciamoci, Rete Italiana Pace e Disarmo, Fondazione Perugia Assisi, Greenpeace Italia), Attac e Transform Italia.
Una seconda manifestazione parallela si terrà da piazza Vittorio. Le stesse finalità ma con un’esplicita richiesta di uscire dalla Nato.
Mobilitazione in Italia contro il genocidio a Gaza
Da lunedì 16 giugno, a Milano, ogni giorno in piazza Duomo per Gaza: clicca
A Olbia, presidio all’aeroporto per bloccare il turismo dei soldati israeliani.
SUMUD ARTFEST da ieri 20 e per tre giorni fino al – 22 GIUGNO Dalla Palestina al Mondo. Cultura Donna Vita Libertà SUMUD vuol dire resistenza, perseveranza. E la resistenza oggi è anche cultura, voce, visibilità. L’evento si terrà a Roma, circolo Arci Concetto Marchesi.
A Messina, si svolgerà il 28 giugno un corteo contro il genocidio.
È in corso in molte piazze italiane l’iniziativa: “La musica contro il silenzio”. tanti appuntamenti. Sono concerti organizzati dal basso, per dire no al genocidio ed alla deportazione dei palestinesi per mano di Israele. clicca per vedere il calendario e conoscere la genesi del movimento. Programma aggiornato.
In tutte le città italiane si allarga la protesta nonviolenta, con lo sciopero della fame, contro il genocidio.
Appello Emergency
Emergency ha lanciato un appello per chiedere al governo italiano di agire. Sono arrivate già 253.964 firme (alle 09:25 di stamattina). Manca la tua? Affrettati, i bambini di Gaza non possono aspettare. clicca per firmare!
Appello per il dott. Hussam Abu Safiya
Pubblicato sul nostro sito il testo in italiano dell’appello per la liberazione del dott. Hussam Abu Safiya. clicca. Eventuale firma dell’appello va segnata sul sito indicato più sotto.
Firmate l’appello per chiedere la liberazione del direttore dell’ospedale Kamal Adwan,preso in ostaggio dall’esercito israeliano il 27 dicembre 2024, poi dopo 10 giorni annunciata la sua detenzione. Contro di lui non ci sono accuse. Il coraggioso medico è reo di non aver abbandonato il posto di lavoro, malgrado l’assassinio di suo figlio primogenito, Ibrahim, e le gravi ferite da lui stesso subite. clicca per aderire.
Solidarietà/Al-Najdah
Il 24 giugno a Milano si terrà un incontro pubblico di presentazione del progetto Al-Najdah e di riflessione sulla situazione a Gaza. È organizzato dagli affidatari dei bambini orfani di Gaza, con un intervento audio della direttrice dell’associazione per il soccorso sociale palestinese, Asmaa Khaled.
È arrivata ieri in redazione la 38 richiesta di adozione a distanza. Malgrado tutte le difficoltà, si è svolta ieri la distribuzione di pasti caldi agli sfollati bisognosi, in diversi campi di tende nel centro e nord di Gaza, grazie ai contributi arrivati dai comitati di solidarietà con Al-Najdah (Soccorso Sociale), l’associazione di donne di sinistra di Gaza. clicca sulla pagina FB di Al-Najdah.
Molti lettori ci scrivono per sapere maggiori info sulla campagna “Ore Felici per i Bambini di Gaza”. È arrivata due giorni fa una nuova adozione a distanza. Continuano ad arrivare contributi una tantum per i pasti caldi. La gara di solidarietà con la popolazione ed i bambini di Gaza non perde vigore. Le adozioni sono arrivate al numero di 38, nell’arco di soli tre mesi.
Per chiedere info o aderire, scrivete a: anbamedaps@gmail.com
Potete leggere la cronologia delle azioni del progetto Ore Felici per i Bambini di Gaza, la campagna di adozioni a distanza clicca
Notizie dal mondo
Sono passati tre anni, tre mesi e 26 giorni dall’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina. nuovo scambio di prigionieri di guerra tra Mosca e Kiev. Le truppe russe avanzano verso Sumy. Il rappresentante permanente di Mosca all’Onu, Vasily Nebenzya, ha proposto un terzo round di colloqui russo-ucraine di alto livello ad Istanbul.
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