Per ascoltare l’audio di oggi, 02 luglio 2025:

Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo

(testata giornalistica online fondata da Farid Adly.

Direttore responsabile Federico Pedrocchi)

Rassegna anno VI/178 (1780)

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A maggio c’è stato ancora un leggero calo delle donazioni a favore di Anbamed. Infatti, i contributi volontari dei nostri lettori e ascoltatori sono stati 9. Il valore complessivo del mese scorso è stato di 485,00

(- 170,00 € rispetto al precedente mese di aprile).

Adozioni a distanza: In cambio è stato importante l’impegno dei nostri lettori a favore dei bambini di Gaza: 2.710,00 € tra adozioni e pasti caldi.

Grazie a chi ha contribuito e chiediamo a tutti e tutte di seguire il loro esempio, nel sostegno economico dell’impresa giornalistica senza padroni e senza pubblicità. La libertà non ha prezzo!

Forte adesione all’iniziativa dello sciopero della fame a staffetta, intrapresa nel quadro della web mobilitazione permanente avviata il 9 maggio: #ultimogiornodiGaza.

Per aderire: scrivere nome, cognome, città, professione e il giorno prescelto per compiere il digiuno, a: mailto:anbamedaps@gmail.com.

Le notizie

Genocidio a Gaza

Una giornata campale ieri a Gaza. Un’intensità di fuoco israeliano senza precedenti: bombardamenti dai caccia, con droni, con l’artiglieria navale e terrestre, oltre ai cecchini. Oltre a missili, bombe e pallottole, ci sono gli ordini di deportazione e le demolizioni con i bulldozer delle case a Gaza città e a Khan Younis. Israele vuole deportare due milioni di palestinesi e minaccia di ridurre Gaza in cenere. Il rapporto del ministero della sanità vede un’impennata dei numeri delle vittime, sia morti che feriti: 116 persone uccise e 463 ferite nella giornata di ieri fino a mezzogiorno.

Stamattina, la situazione è peggiorata. I rapporti giornalistici parlano di 32 uccisi dall’alba di oggi, 24 dei quali nei bombardamenti su Khan Younis.

Il nostro commento quotidiano fisso: Ci sono ancora coloro che obiettano che non si tratti di genocidio, basandosi su congetture

storiche e non guardando la realtà delle cifre e delle intenzioni, dicono: “Dire che Israele commette genocidio è una bestemmia”.

Pronunciare una frase simile è la vera bestemmia nei confronti della memoria dei sei milioni di ebrei assassinati dal nazismo tedesco.

Situazione umanitaria a Gaza

La fame come strumento di guerra. L’Onu denuncia il rifiuto israeliano di far passare gli aiuti e condanna l’uso del cibo come esca per uccidere la gente affamata. Non solo, ma anche come metodo per indurre la popolazione alla deportazione. “1500 famiglie sono costrette per la fame ad abbandonare le loro tende nel nord della striscia, per cercare riparo nella zona del centro, ma anche lì le bombe le hanno raggiunte. Abbiamo osservato impotenti a persone che svenivano per strada a causa della fame. È un crimine di guerra”.

Non solo, ma agli ospedali viene vietato il rifornimento di carburante. Nei depositi dell’Onu, all’interno di Gaza, i carburanti ci sono, ma l’esercito israeliano vieta la consegna agli ospedali. Gli ospedali hanno da ieri primo luglio bloccato le dialisi a causa della mancanza di elettricità. L’ospedale Shifà di Gaza città ha affermato che 350 pazienti sono in pericolo di morte se non ci sarà entro 24 ore una fornitura di carburante.

Cisgiordania

Fase 2 della deportazione: la creazione di “avamposti” per future colonie. 6 strutture in legno sono state costruite nel giorno di ieri in 6 località palestinesi nella valle del Giordano nei pressi di Ariha (Gerico). Un chalet di legno con issata bandiera israeliana su terra di famiglie palestinesi, costrette alla deportazione con gli attacchi dei coloni ebrei prima e l’intervento militare dell’esercito poi. Un piano articolato per l’annessione della Cisgiordania ad Israele, mantenendo fuori la popolazione autoctona, segregata in ghetti sigillati da muri e da una presenza soffocante delle truppe di occupazione.

Ieri l’offensiva militare israeliana è passata a tormentare la vita anche alle città sotto il controllo amministrativo dell’ANP. In particolare le città più colpite sono state Nablus e Betlemme.

Trattative

Il presidente Trump ha annunciato che Israele ha accettato una tregua di 60 giorni. Una non notizia che tutti i media scorta mediatica del genocidio hanno ripreso sostenendo che adesso tocca a Hamas esprimere una posizione. Nessuno rileva però che la discussione da marzo era sulla fine dell’aggressione, che Netanyahu non vuole accettare. Intende riportare a casa gli ostaggi israeliani e poi ritornare all’occupazione ed agli attacchi. Come aveva accettato l’accordi di gennaio, poco prima dell’insediamento di Trump. Scaduti i 60 giorni ha ripreso gli attacchi e intensamente. Anche adesso sta succedendo lo stesso. L’esercito israeliano ha compiuto nelle ultime 48 ore attacchi inusitati accrescendo enormemente il numero dei morti e le distruzioni delle abitazioni con i bulldozer. La stampa israeliana e Usa riportano dichiarazioni di esponenti del governo di Tel Aviv nelle quali minacciano, in caso di rifiuto di Hamas, di “ridurre Gaza in cenere”. Lo stesso presidente col ciuffo ha detto che “conviene a Hamas di accettare, perché altrimenti le cose a Gaza peggioreranno”. La stampa israeliana scrive che l’accordo sarà accompagnato da un messaggio scritto di Trump che garantisce ad Israele il pieno supporto in caso che Hamas non accetterà il disarmo e l’espulsione dei suoi dirigenti da Gaza. Il mondo alla rovescia, non si chiede a Israele di ritirare i suoi soldati e a mettere fine alla guerra, ma al contrario si garantisce sostegno all’aggressore, con il ricatto della fame a due milioni di persone. La politica intesa come la continuazione della guerra con altri metodi.

Lunedì il criminale di guerra, ricercato internazionalmente dalla Corte penale dell’Aja, sarà alla Casa Bianca per ricevere le rassicurazioni di Trump. La stampa dei paesi arabi del Golfo e egiziana sponsorizzano la propaganda statunitense su una pax USA in M.O., dimenticando che le bombe che cadono su Gaza sono di fabbricazione statunitense e sorvolando sul sostegno politico e diplomatico all’aggressione israeliana.

 Turchia/Satira

La rivista satirica turca Leman è nel mirino del presidente turco Erdogan. 

La rivista ha pubblicato un fumetto dove in una delle strisce si vedono missili cadere d edifici volare con due persone che salutano: “Assalamo alaikom sono Mohammed” e l’altro risponde “Aleheym Shalom, sono Mosè” (in turco naturalmente).

è successo il finimondo, come tutte le volte in cui si cita il nome del profeta Mohammed. Una rabbia espressa non solo sui social, dove molti account hanno pubblicato immagini dove si calpesta sotto i piedi copie della rivista. È intervenuta la procura arrestando due giornalisti della testata e poi è sceso in campo lo stesso presidente turco. Non sono valse a nulla le spiegazioni del direttore della testata, dichiarando che la scena non riguardava i due profeti ma due cittadini uno musulmano e l’altro ebreo che si parlano in tempi d guerra. 

Mobilitazioni x la Palestina

Presidio il 6 luglio a Sigonella, in Sicilia. Tantissime sigle, partiti, sindacati, associazioni e comitati hanno indetto una manifestazione contro il genocidio in Palestina. Hanno scritto: “È arrivato il momento che il popolo della pace in Sicilia riprenda la Lotta e la Resistenza – dopo le grandi mobilitazioni contro gli euromissili a Comiso e contro il Muos a Niscemi – con una nuova, grande mobilitazione popolare per fermare le micidiali spirali guerrafondaie, alimentate dai criminali aumenti delle spese militari e dai paralleli tagli alle spese sociali”. clicca!

Continua a Milano l’azione giornaliera di flash-mob in piazza Duomo contro il genocidio a Gaza.

L’8 luglio serata #NoBavaglio a Roma.

Sciopero della fame a staffetta contro il genocidio

Vi chiediamo di scattare una vostra foto con un cartello “IO DIGIUNO X GAZA”. Una lunghissima galleria di immagini che trasformeremo in un mosaico di solidarietà. Mandateci le foto a anbamedaps@gmail.com e pubblicatele sui vostri account social.

Abbiamo oramai superato le 6 settimane di digiuno per Gaza. Oggi, martedì 1° luglio, prosegue per la 48a giornata l’azione nonviolenta di sciopero della fame per 24 ore a staffetta. L’azione continuerà nei prossimi giorni con la partecipazione di altri gruppi, fino al cessate il fuoco definitivo. Gli iscritti sono tantissimi e, secondo le disponibilità espresse, costruiremo il calendario con l’elenco dei partecipanti di tantissime città italiane, europee e arabe.

Per leggere l’elenco aggiornato dei nomi dei digiunatori di oggi: clicca!

È un digiuno del cibo e non della sete. Si può liberamente bere.

Se volete partecipare nei prossimi giorni, scrivete un messaggio di posta elettronica con nome, cognome, città di residenza, professione (facoltativa), data prescelta (anche più di una, volendo) e un pensiero che pubblicheremo con l’elenco generale di tutti gli aderenti. Le adesioni vanno inviate esclusivamente a: mailto:anbamedaps@gmail.com

Manderemo un email di avviso, il giorno prima, a tutti i digiunatori del turno.

In molte realtà sono stati organizzati dei presidi nelle piazze e di fronte ai palazzi del potere oppure creato momenti di condivisione collettiva del digiuno. Sono iniziative pregevoli che raccomandiamo, chiedendo agli organizzatori di comunicarci in anticipo gli eventi programmati e mandarci eventualmente foto da pubblicare.

Appello Emergency

Emergency ha lanciato un appello per chiedere al governo italiano di agire. Sono arrivate già 256.176 firme (alle 09:30 di stamattina). Manca la tua? Affrettati, i bambini di Gaza non possono aspettare. clicca per firmare!

Appello per il dott. Hussam Abu Safiya

Il dott. Hussam Abu Safiya ha vinto il prestigioso premio Human Rights Defender Award 2025 clicca

Pubblicato sul nostro sito il testo in italiano dell’appello per la liberazione del dott. Hussam Abu Safiya. clicca. Eventuale firma dell’appello va segnata sul sito indicato più sotto.

Firmate l’appello per chiedere la liberazione del direttore dell’ospedale Kamal Adwan,preso in ostaggio dall’esercito israeliano il 27 dicembre 2024, poi dopo 10 giorni annunciata la sua detenzione. Contro di lui non ci sono accuse. Il coraggioso medico è reo di non aver abbandonato il posto di lavoro, malgrado l’assassinio di suo figlio primogenito, Ibrahim, e le gravi ferite da lui stesso subite. clicca  per aderire.

Solidarietà/Al-Najdah

Sulla pagina social di Al-Najdah sono state pubblicate le foto dell’evento del 24 giugno alla Cohousing- Base Gaia di Milano.

 È arrivata in redazione la 39esima adozione a distanza, in meno di 4 mesi di campagna solidale con i bambini di Gaza. Anche la sezione ANPI di Nervi (Ge) ha già provveduto al versamento della somma annuale di 600 euro.

Abbiamo ricevuto da molti affidatari dei messaggi e disegni dedicati ai bambini e bambine in adozione a distanza tramite Anbamed. Abbiamo tradotto e spedito il tutto all’associazione Al-Najdah. Sono state lette le lettere e distribuite le immagini durante gli incontri collettivi educativi e per l’istruzione, che si tengono nelle tende delle insegnanti o in spazi dell’associazione, sempre in tende di dimensioni più grandi per accogliere i bambini ed i giovanissimi per non far perdere loro un altro anno scolastico. Sono incontri importanti anche dal punto di vista psicologico.

Molti lettori ci scrivono per sapere maggiori info sulla campagna “Ore Felici per i Bambini di Gaza”. È arrivata due giorni fa una nuova adozione a distanza. Continuano ad arrivare contributi una tantum per i pasti caldi. La gara di solidarietà con la popolazione ed i bambini di Gaza non perde vigore. Le adozioni sono arrivate al numero di 39, nell’arco di soli tre mesi.

Per chiedere info o aderire, scrivete a: anbamedaps@gmail.com

Potete leggere la cronologia delle azioni del progetto Ore Felici per i Bambini di Gaza, la campagna di adozioni a distanza clicca  

Notizie dal mondo   

Sono passati tre anni, 4 mesi e 7 giorni dall’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina. La Russia assedia Sumy, 50mila soldati pronti all’offensiva

Mosca avanza nelle regioni di Donetsk, Luhansk e Dnipropetrovsk.

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