Per ascoltare l’audio di oggi, 19 settembre 2025:
Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo
(testata giornalistica online fondata da Farid Adly.
Direttore responsabile Federico Pedrocchi)
Rassegna anno VI/257 (1859)
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Ad agosto c’è stata una crescita sensibile delle donazioni a favore di Anbamed. Dopo 3 mesi consecutivi di calo, registriamo adesso il segno positivo. Il valore complessivo del mese scorso è stato di 625,00 € (+ 240,00 € rispetto al precedente mese di luglio). Non solo, ma lo Stato italiano ci ha fornito la somma del 5xmille dell’anno 2024: 1711,65 euro, una cifra per noi ragguardevole. Grazie a tutti e tutte voi.
Adozioni a distanza: È stato importante anche l’impegno dei nostri lettori a favore dei bambini di Gaza: 3500 € per le adozioni e 880 euro per i pasti caldi.
Grazie a chi ha contribuito e chiediamo a tutti e tutte di seguire il loro esempio, nel sostegno economico dell’impresa giornalistica senza padroni e senza pubblicità. La libertà non ha prezzo!
Forte adesione all’iniziativa dello sciopero della fame a staffetta, intrapresa nel quadro della web mobilitazione permanente avviata il 9 maggio: #ultimogiornodiGaza.
Per aderire: scrivere nome, cognome, città, professione e il giorno prescelto per compiere il digiuno, a: mailto:anbamedaps@gmail.com.
Le notizie
Genocidio a Gaza

Annientare i palestinesi e buttare a mar chi sopravvive. È il piano di Netanyahu che l’esercito israeliano sta mettendo in pratica giorno e notte a Gaza città. Bombardamenti aerei per coprire l’avanzata dei carri armati. Nei quartieri a est, nord e sud del capoluogo, tutti i palazzi e i ruderi (ancora in piedi) sono stati rasi al suolo. “è stato creato un deserto. Vogliono buttarci a mare, – ha detto una donna alle telecamere di una tv araba -, ma non ce ne andremo”.
I droni israeliani hanno bersagliato di colpi anche gli sfollati in Shati (la spiaggia di Gaza) e l’ex porto della città. In una strage compiuta dall’esercito israeliano nella zona, con un missile sulle banchine dell’ex porto, sono stati uccisi 8 componenti di due famiglie, tra di loro 4 bambini al di sotto di 5 anni.
Sono arrivati agli ospedali di Gaza nella giornata di ieri (fino a mezzogiorno) 79 uccisi e 228 feriti. Numeri che riguardano soltanto la zona sud della Striscia e non comprende le vittime di Gaza città, la principale zona di aggressione israeliana contro la popolazione.
A Rafah, l’ala militare del FDLP, Brigate Omar Qassem, ha colpito in un agguato un carro armato israeliano, uccidendo tutto l’equipaggio. L’esercito ha comunicato che 5 soldati ed un ufficiale sono rimasti uccisi in un attacco armato palestinese. La nomenclatura militare israeliana usa, per descrivere gli agguati subiti, l’eufemismo “azione di sicurezza sensibile, triste e dolorosa”.
Il nostro commento quotidiano fisso: Ci sono ancora coloro che obiettano che non si tratti di genocidio, basandosi su congetture
storiche e non guardando la realtà delle cifre e delle intenzioni, dicono: “Dire che Israele commette genocidio è una bestemmia”.
Pronunciare una frase simile è la vera bestemmia nei confronti della memoria dei sei milioni di ebrei assassinati dal nazismo tedesco.
Situazione umanitaria a Gaza
L’Ufficio Onu per gli affari umanitari ha segnalato che le “ultime linee di sopravvivenza per i civili nella città di Gaza stanno crollando, in mezzo all’intensificarsi delle operazioni militari israeliane. In soli cinque giorni – ha dichiarato il portavoce, Stephane Dujarric – undici strutture dell’Agenzia Onu per il soccorso e l’occupazione, che servivano come rifugi di emergenza per circa 11 mila persone a Gaza City, sono state danneggiate da colpi diretti o indiretti. Il numero di sfollati all’interno della Striscia sta aumentando rapidamente, superando ormai il milione di persone”.
Cisgiordania
Un ex soldato giordano, che adesso lavora come autista di camion, ha imbracciato un mitra ed ha attaccato il posto dell’esercito israeliano nel valico di Al-Karameh, tra la Giordania e la Palestina occupata (Cisgiordania). Due soldati sono rimasti feriti gravemente, poi morti in ospedale. L’autore dell’attacco è stato freddato all’istante dalle truppe di occupazione. Non è un atto terroristico e non è avvenuto al confine tra Israele e Giordania, come scrivono molti giornali, un po’ per ignoranza, un po’ per partigianeria filo-Is.
Il governo israeliano sta portando avanti la politica di annessione giuridica, dopo quella di fatto. L’ambasciatore Usa ha affermato che la mossa tocca al governo israeliano e l’amministrazione Trump la rispetterà. Il ministro per gli affari strategici Dermer, ha affermato che la prima mossa sarà l’annessione della Valle del Giordano. “Posso convincere Gli Stati Uniti e gli Emirati Arabi Uniti del passo necessario, per rispondere al riconoscimento della Palestina”. Il ministro delle finanze, il fascista Smotrich, ha messo all’avviso Netaanyahu: “Non c’è più tempo per tergiversare. O si annuncia l’annessione oppure strozzerò economicamente l’ANP”.
ONU
Onu, gli Stati Uniti mettono il veto al cessate il fuoco. Al Consiglio di Sicurezza 14 sì, solo gli Usa contro. La Casa Bianca è complice del genocidio.“Gaza è la prova definitiva e due milioni di persone da due anni pagano il prezzo del fallimento delle diplomazie internazionali nel fermare la macchina di morte lanciata da Israele contro i palestinesi. Non potete più deluderli”. Lo ha detto l’ambasciatore palestinese all’Onu Ryad Mansour al Consiglio di Sicurezza dopo il veto Usa alla risoluzione su Gaza che chiedeva la liberazione degli ostaggi “incondizionato, dignitoso e immediato”, il cessate il fuoco immediato e l’ingresso incondizionato degli aiuti umanitari.
“Israele non ha il diritto di massacrare i palestinesi. Israele non ha il diritto di commettere un genocidio. Israele non ha il diritto di commettere una pulizia etnica”, ha detto ancora l’ambasciatore palestinese all’Onu. “Israele – ha sottolineato – non ha il diritto di affamare un popolo, e non ha il diritto di sfollare e spodestare una nazione”.
Il cardinale Pizzaballa:
Il cardinale Pierbattista Pizzaballa, Patriarca dei Latini a Gerusalemme, riguardo all’aggressione dell’esercito israeliano a Gaza: “Non capisco come si possa tollerare quel che accade a Gaza. Credo che sia evidente, e non si può tacerlo. Sono affranto per tutto l’odio che questa situazione sta creando, allontanando ogni prospettiva futura di ricomposizione e di guarigione di queste ferite”.
BDS
Ravenna dice no alle armi in transito dal suo porto verso Israele e ottiene lo stop al carico di esplosivi sul cargo. L’imbarcazione avrebbe dovuto caricare nel terminal due container contenenti esplosivi – entrati in Italia via terra dall’Austria – diretti ad Haifa, ma quando la voce si è sparsa tra i portuali è subito scattata la protesta che ha coinvolto anche il sindacoAlessandro Barattoni e il presidente della Regione Emilia-Romagna, Michele De Pascale.
Solidarietà del mondo della musica
“Stiamo assistendo in diretta a un massacro di civili inermi, di operatori umanitari, di giornalisti. Per questo chiediamo a gran voce: pace, pace, pace!”. Con queste parole Piero Pelù ha aperto ieri sera “S.O.S. Palestina!”, il concerto-manifesto ospitato all’Anfiteatro delle Cascine di Firenze, già sold out da giorni, con oltre 2.500 persone e tante bandiere palestinesi. una serata “intensa, partecipata, necessaria”, da Roy Pace a Ginevra Di Marco, da Bandabardò agli Afterhours. “Chiediamo pace in Palestina, in Ucraina, in Sud-Sudan, in Congo, in Myanmar, in Yemen e negli altri 50 paesi del mondo”, ha precisato il rocker fiorentino. Pierò Pelù ha parlato di genocidio, di responsabilità, di giustizia internazionale. “I criminali di guerra e i loro collusi devono essere consegnati alla Corte di giustizia dell’Aja prima possibile perchè non ci sarà mai un mondo giusto e in pace senza la giustizia ed il rispetto dei diritti umani da parte di tutti noi”.
Global Somoud Flotilla
Le unità navali partite dall’Italia e quelle partite dalla Tunisia si sono congiunte insieme in acque internazionali all’altezza di Malta. Al via in 44 barche che porteranno viveri e medicine alle popolazioni affamate di Gaza. La stampa benpensante ha concentrato l’attenzione non sull’obiettivo umanitario e sul pericolo di un attacco di pirateria navale israeliana, ma sulle polemiche interne e sul cambio di barca e uscita dal direttivo dell’attivista per l’ambiente, Greta Thunberg.
Il tracker della navigazione della Flotilla vi permetterà di seguire sul web la localizzazione delle barche e navi in viaggio verso le coste di Gaza:
Mobilitazioni in tutta Italia per sostenere la Global Sumoud Flotilla. Per il giorno 22 settembre i Cobas hanno indetto uno sciopero generale nazionale.
Solidarietà in Italia con il popolo palestinese
- Oggi, 19 settembre, la Cgil organizza uno sciopero nazionale contro il genocidio a Gaza e una mobilitazione a Roma il 25 ottobre. La direzione nazionale ha lasciato alle categorie la facoltà di decidere quante ore di sciopero proclamare (la Fiom ha indetto 4 ore di sciopero) e alle articolazioni territoriali di organizzare manifestazioni ovunque.
- Emergency si unisce alle mobilitazioni per la fine dei bombardamenti nella Striscia di Gaza in occasione dello sciopero proclamato dalla Cgil per oggi venerdì 19 settembre: “Da più di un anno, attraverso i nostri operatori sanitari sul campo, siamo testimoni diretti della violenza indiscriminata esercitata contro gli abitanti della Striscia di Gaza in una spirale di disumanizzazione crescente. In 31 anni di interventi umanitari in zone di conflitto non abbiamo mai visto una tale brutalità, contro così tante persone, concentrate in pochi chilometri quadrati. Gaza City – commenta l’Ong fondata da Gino Strada – è stata distrutta e la sua popolazione è intrappolata tra bombe e macerie. Non c’è più un luogo sicuro per chi cerca di sopravvivere e nemmeno per chi fugge. Senza cibo, acqua e cure”.
- Il 22 sarà uno sciopero delle sigle sindacali di base; e precisamente da CUB, ADL, SGB E USB.
- Gli attivisti di Ultima Generazione e Piazza Palestina, a Torino e Roma, hanno programmato uno sciopero della fame ad oltranza, a supporto della Global Sumud Flottilla e denuncia genocidio. Inizia sabato 20/09/2025.
- A Milano continua dal 16 giugno il presidio in piazza Duomo dalle 18:30 alle 19:30, con flash-mob e letture di poesie.
- A Modena si terrà il 3-4-5 il premio Stefano Chiarini nella sua edizione 16esima. Sarà assegnato allo storico israeliano antisionista, Ilan Pappè. clicca
Sciopero della fame a staffetta contro il genocidio
Il prossimo appuntamento di sciopero della fame globale indetto dal Hirak Shaabi (Mobilitazione Popolare) palestinese è il23 settembre, in concomitanza con l’inaugurazione dell’Assemblea Generale dell’ONU che segnerà un momento di successo diplomatico per il riconoscimento dello Stato di Palestina. Gli organizzatori chiedono a tutti i movimenti di solidarietà di partecipare al momento di solidarietà nonviolenta. Le e i partecipanti lo possono comunicare a noi (anbamedaps@gmail.com), che traferiremo agli organizzatori, per la pubblicazione.
Sono stati 4 mesi e 4 giorni di sciopero della fame a staffetta, dall’avvio della campagna di Digiuno x Gaza, l’iniziativa lanciata a maggio da Anbamed. Oggi, venerdì 19 settembre, prosegue incessantemente l’azione nonviolenta di sciopero della fame 24h.
Per leggere l’elenco aggiornato dei nomi dei digiunatori di oggi: clicca!
La solidarietà non dorme. Si mobilita anche in tempo di vacanze. Continueremo la campagna di sciopero della fame 24H a staffetta fino alla fine definitiva della guerra contro la popolazione di Gaza.
L’azione continuerà nei prossimi giorni con la partecipazione di altri gruppi. Gli iscritti sono tantissimi e, secondo le disponibilità espresse, costruiremo il calendario con l’elenco dei partecipanti di tantissime città italiane, europee e arabe.
È un digiuno del cibo e non della sete. Si può liberamente bere.
Vi chiediamo di scattare una vostra foto con un cartello “IO DIGIUNO X GAZA”. Una lunghissima galleria di immagini che trasformeremo in un mosaico di solidarietà. Mandateci le foto a anbamedaps@gmail.com e pubblicatele sui vostri account social.
Se volete partecipare nei prossimi giorni, scrivete un messaggio di posta elettronica con nome, cognome, città di residenza, professione (facoltativa), data prescelta (anche più di una, volendo) e un pensiero che pubblicheremo con l’elenco generale di tutti gli aderenti. Le adesioni vanno inviate esclusivamente a: mailto:anbamedaps@gmail.com
Manderemo un email di avviso, il giorno prima, a tutti i digiunatori del turno.
In molte realtà sono stati organizzati dei presidi nelle piazze e di fronte ai palazzi del potere oppure creato momenti di condivisione collettiva del digiuno. Sono iniziative pregevoli che raccomandiamo, chiedendo agli organizzatori di comunicarci in anticipo gli eventi programmati e mandarci eventualmente foto da pubblicare.
Appello per il dott. Hussam Abu Safiya
Anche del dott. Dott. Marwan el-Homs, direttore degli ospedali da campo, rapito dal suo ospedale 12 giorni fa non ci sono tracce evidenti. Un’unità speciale dell’esercito di occupazione ha fatto irruzione armi alla mano nella struttura sanitaria e ha prelevato il dott. El-Homs ed altri 3 infermieri.
Al-jazeera ha realizzato un documentario sul caso del dott. Abu Safiya, ostaggio palestinese in mano dell’esercito israeliano dal 27 dicembre 2024.
“Me lo hanno portato davanti strisciando, accompagnato da quattro carcerieri. Gli era proibito alzare la testa o la schiena, bendato e ammanettato. Le manette rimasero sulle sue mani per tutta la durata della visita, che non ha superato i trenta minuti. La visita si è svolta dietro una parete di vetro, utilizzando un ricevitore telefonico tenuto dal prigioniero in una delle mani ammanettate”. Lo ha detto in una dichiarazione stampa l’avvocata Ghaid Qassem, legale del dott. Hussam Abu Safiya. Notizia che non leggerete sulla stampa scorta mediatica del genocidio. Chiunque pronuncerà il mantra “Israele paese democratico”, riceverà uno schiaffo sonoro.
Pubblicato sul nostro sito il testo in italiano dell’appello per la liberazione del dott. Hussam Abu Safiya. clicca. Eventuale firma dell’appello va segnata sul sito indicato più sotto.
Firmate l’appello per chiedere la liberazione del direttore dell’ospedale Kamal Adwan,preso in ostaggio dall’esercito israeliano il 27 dicembre 2024, poi dopo 10 giorni annunciata la sua detenzione. Contro di lui non ci sono accuse. Il coraggioso medico è reo di non aver abbandonato il posto di lavoro, malgrado l’assassinio di suo figlio primogenito, Ibrahim, e le gravi ferite da lui stesso subite.
clicca per aderire.
Solidarietà/Al-Najdah
Sul sito del Corriere della Sera, nel blog Invisibili, è stato pubblicato un articolo di Alessandro Cannavò sul lavoro di Al-Najdah e le adozioni a distanza. clicca!
Uscirà prossimamente un’intervista in podcast della direttrice di Al-Najdah, Asmaa Khaled, sulle attività dell’associazione a favore dei bambini orfani di Gaza.
1° settembre 2025: è arrivata una nuova adozione a distanza. La solidarietà popolare con la Palestina e in difesa dell’infanzia non si arrende. Il numero totale dei bambini/e adottati/e è salito a 53, dal 3 marzo 2025. Nel mese di agosto sono stati raccolti per le adozioni a distanza 3.500 euro e altri 880 per i pasti caldi. In totale 4.380 euro. I bambini di Gaza ringraziano.
Il primo di ottobre si svolgerà un incontro pubblico a Cambiano (To) per la presentazione del progetto “Ore Felici per i Bambini di Gaza” ed un intervento sulla situazione attuale in Palestina ed in particolare a Gaza.
Da Gaza, la direttrice del Najdah, Asmaa Khaled, ci informa che sono riprese le iniziative di distribuzione dei pasti caldi, offerti dall’associazione, nei campi di sfollati. “Grazie anche alle donazioni che arrivano da associazioni di tutto il mondo, come la vostra”.
Abbiamo trasferito il 20 agosto 2025, tramite bonifico bancario internazionale, la seconda tranche delle somme raccolte fino al 31 luglio 2025 a favore delle adozioni a distanza di bambini e bambine di Gaza e per la fornitura di pasti caldi. La somma trasferita è di 14.675 euro. Grazie a tutti i donatori.
Sono arrivate altre 2 adozioni a distanza, portando il numero totale a 48. Abbiamo comunicato i dati all’associazione Al-Najdah (Soccorso Sociale), per mandarci la documentazione.
Grazie ai contributi arrivati da tutto il mondo e anche dagli affidatari italiani (siamo già a 48 realtà di singoli, famiglie, associazioni e gruppi di amici), al-Najdah ha potuto nei giorni scorsi tornare a fornire pasti caldi a tutti e non solo agli orfani custoditi. È una goccia nel mare dei bisogni, ma è un’azione necessaria per alleviare le sofferenze del popolo di Gaza che sta subendo una minaccia di tipo nazista: il genocidio e la deportazione.
Alla manifestazione di sabato a Milano contro il genocidio israeliano a Gaza, alcuni affidatari hanno portato cartelli con i nomi dei bambini adottati a distanza.
L’offensiva di terra israeliana su Deir Balah sta costringendo le militanti di al-Najdah a sfollare verso sud per salvare gli orfani e le madri. Il centro delle attività di al-Najdah a Deir Balah è stato colpito tre giorni fa a mezzanotte da una bomba d’artiglieria. Nessuna vittima, né uccisi né feriti, semplicemente perché non c’erano attività a quell’ora. Il centro era vuoto. “Come ogni volta si ricomincia daccapo. Non ce ne andremo. Siamo già al lavoro per rimetterlo in funzione”, ci ha scritto un’attivista dell’organizzazione delle donne di sinistra di Gaza.
Abbiamo ricevuto da molti affidatari dei messaggi e disegni dedicati ai bambini e bambine in adozione a distanza tramite Anbamed. Abbiamo tradotto e spedito il tutto all’associazione Al-Najdah. Sono state lette le lettere e distribuite le immagini durante gli incontri collettivi educativi e per l’istruzione, che si tengono nelle tende delle insegnanti o in spazi dell’associazione, sempre in tende di dimensioni più grandi per accogliere i bambini ed i giovanissimi per non far perdere loro un altro anno scolastico. Sono incontri importanti anche dal punto di vista psicologico.
Molti lettori ci scrivono per sapere maggiori info sulla campagna “Ore Felici per i Bambini di Gaza”. È arrivata due giorni fa una nuova adozione a distanza. Continuano ad arrivare contributi una tantum per i pasti caldi. La gara di solidarietà con la popolazione ed i bambini di Gaza non perde vigore. Le adozioni sono arrivate al numero di 48, nell’arco di soli 5 mesi.
Per chiedere info o aderire, scrivete a: anbamedaps@gmail.com
Potete leggere la cronologia delle azioni del progetto Ore Felici per i Bambini di Gaza, la campagna di adozioni a distanza clicca
Notizie dal mondo
Sono passati tre anni, 6 mesi e 25 giorni dall’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina.
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