Per ascoltare l’audio di oggi, 20 settembre 2025:
Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo
(testata giornalistica online fondata da Farid Adly.
Direttore responsabile Federico Pedrocchi)
Rassegna anno VI/258 (1860)
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Ad agosto c’è stata una crescita sensibile delle donazioni a favore di Anbamed. Dopo 3 mesi consecutivi di calo, registriamo adesso il segno positivo. Il valore complessivo del mese scorso è stato di 625,00 € (+ 240,00 € rispetto al precedente mese di luglio). Non solo, ma lo Stato italiano ci ha fornito la somma del 5xmille dell’anno 2024: 1711,65 euro, una cifra per noi ragguardevole. Grazie a tutti e tutte voi.
Adozioni a distanza: È stato importante anche l’impegno dei nostri lettori a favore dei bambini di Gaza: 3500 € per le adozioni e 880 euro per i pasti caldi.
Grazie a chi ha contribuito e chiediamo a tutti e tutte di seguire il loro esempio, nel sostegno economico dell’impresa giornalistica senza padroni e senza pubblicità. La libertà non ha prezzo!
Forte adesione all’iniziativa dello sciopero della fame a staffetta, intrapresa nel quadro della web mobilitazione permanente avviata il 9 maggio: #ultimogiornodiGaza.
Per aderire: scrivere nome, cognome, città, professione e il giorno prescelto per compiere il digiuno, a: mailto:anbamedaps@gmail.com.
Le notizie
Genocidio a Gaza
Uccidere i palestinesi ovunque si trovino. Gaza città rasa al suolo, ma chi fugge riceve la sua dose di bombe e missili. Una famiglia di 8 persone, con un neonato in fasce, è stata decimata a Shati da un missile che ha centrato la loro tenda di lenzuola e listelli di legno appena preparata, dopo la fuga dal loro quartiere in centro. “La fuga non ci salva, tanto vale morire sui ruderi della nostra casa”, ha detto una signora mentre piangeva per la strage osservata. Sono 53 i palestinesi assassinati dall’esercito israeliano dalla mezzanotte.
Dopo gli attacchi della guerriglia palestinese alle spalle delle truppe di occupazione, l’esercito ha fermato la sua avanzata da nord verso il centro di Gaza. L’offensiva continua con i droni che sparano missili e mitragliano gli sfollati accampati nei ruderi delle case.
Nella giornata di ieri venerdì, il rapporto del ministero della sanità ci informa di 33 corpi giunti negli ospedali del sud della Striscia e 146 persone ferite.

Il nostro commento quotidiano fisso: Ci sono ancora coloro che obiettano che non si tratti di genocidio, basandosi su congetture
storiche e non guardando la realtà delle cifre e delle intenzioni, dicono: “Dire che Israele commette genocidio è una bestemmia”.
Pronunciare una frase simile è la vera bestemmia nei confronti della memoria dei sei milioni di ebrei assassinati dal nazismo tedesco.
Cisgiordania
Centinaia di arresti in diverse operazioni militari a Nablus, Toubas, Sabastia, Ariha (Gerico) ed el-Khalil (Hebron). Le cruenti operazioni vengono motivate dall’attacco del soldato giordano al valico Al-Karameh e dopo il ritrovamento di una fucina per la fabbricazione di lancia missili artigianali nella provincia di Ramallah. Le operazioni di rastrellamenti sono continuate anche stamattina: 75 a Qabattia, 13 a Betlemme, 9 a Tulkarem ed un numero non precisato a Salfit.
ONU
Il segretario generale dell’ONU, Guterres, ha affermato che il mondo non dovrebbe temere le reazioni di Israele, mentre quest’ultimo continua la sua aggressione contro la popolazione di Gaza e annette gradualmente la Cisgiordania. Ha sottolineato che “non dobbiamo temere il rischio di ritorsioni, perché, che facciamo o meno ciò che facciamo, queste misure continueranno e, come minimo, c’è l’opportunità di mobilitare la comunità internazionale affinché eserciti pressione per impedire che ciò accada”. “Non credo che stiamo parlando di ritorsioni in questa o quella questione. Ci sono state azioni costanti del governo israeliano volte a distruggere completamente Gaza e ad annettere gradualmente la Cisgiordania”. Ha definito quanto sta accadendo a Gaza come “il peggior livello di morte e distruzione che abbia mai visto da quando ho assunto la carica di Segretario generale, e forse in tutta la mia vita”, sottolineando che la sofferenza del popolo palestinese è indescrivibile (…) carestia, una totale mancanza di un’assistenza sanitaria efficace e persone che vivono senza un riparo adeguato in aree di estremo sovraffollamento.
(NdR: la dichiarazione non la potete trovare su stampa e tv scorta mediatica di Netanyahu)
Stato Palestina
Il Portogallo ha annunciato che domani domenica riconoscerà lo Stato di Palestina. Il Ministero degli Esteri portoghese ha confermato in una dichiarazione pubblicata sul suo sito web che “il Portogallo riconoscerà lo Stato di Palestina… e il riconoscimento ufficiale sarà annunciato domenica 21 settembre”. A luglio Lisbona ha annunciato che intendeva adottare questa misura “alla luce degli sviluppi molto preoccupanti del conflitto”, nonché della crisi umanitaria e delle ripetute minacce israeliane di annettere i territori palestinesi.
Anche la Francia si accinge a compiere lo stesso passo. Venerdì la presidenza francese ha avvertito che l’annessione della Cisgiordania occupata da parte di Israele rappresenta una linea rossa, mentre il presidente Emmanuel Macron ha annunciato la sua intenzione di riconoscere lo Stato di Palestina. Macron ha affermato che il riconoscimento dello Stato di Palestina fa parte di un piano di pace globale che garantisce sicurezza e pace per israeliani e palestinesi. Un consigliere del presidente Macron ha confermato che “10 paesi che hanno deciso di riconoscere lo Stato di Palestina” parteciperanno a una conferenza che si terrà lunedì a New York, a margine dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite. Questi paesi sono Francia, Gran Bretagna, Australia, Canada, Belgio, Lussemburgo, Portogallo, Malta, Andorra e San Marino.
Corte di Giustizia Int.
La Corte internazionale di giustizia ha annunciato che il Brasile si è unito alla causa avanzata dal Sudafrica che accusa Israele di aver commesso un genocidio. Nel dicembre 2023 il Sudafrica ha intentato una causa contro Israele ai sensi della Convenzione sul genocidio, accusando le forze israeliane di aver commesso gravi violazioni dei diritti umani e crimini contro il popolo palestinese, in particolare nel contesto della guerra in corso nella Striscia di Gaza. Molti altri paesi hanno affiancato il Sud Africa nella causa intentata per bollare Israele e il suo esercito di genocidio contro la popolazione palestinese.
Armi USA ad Israele
La Casa Bianca intende presentare al Congresso un piano per la fornitura ad Israele di armi per 6,4 miliardi di dollari. Il nuovo pacchetto comprende un accordo da 3,8 miliardi di dollari per l’acquisto di 30 elicotteri d’attacco AH-64 Apache e 1,9 miliardi di dollari per l’acquisto di 3.250 veicoli d’assalto per la fanteria. Da quando il presidente Donald Trump ha assunto l’incarico all’inizio di quest’anno, Israele ha ricevuto miliardi di dollari in armi americane, tra cui munizioni avanzate, e il governo di Benjamin Netanyahu ha ricevuto il pieno sostegno politico da Washington.
Sudan
Un attacco con droni sulla città di el-Fasher, le milizie di Pronto Intervento (RSF) hanno provocato una strage tra i fedeli di una moschea. All’alba di ieri venerdì un missile lanciato da un drone ha ucciso 70 persone e ferito altri 8. Decine di dispersi che si trovano ancora sotto le macerie.
I video che circolano sui social media mostrano scene orribili dall’interno della moschea, con muri crepati, corpi sparsi tra le macerie e tappeti da preghiera macchiati di sangue. Associazioni popolari e per i diritti umani hanno chiesto un’urgente indagine internazionale.
Libano

Due persone uccise e decine di altre ferite in un attacco aereo israeliano contro il Libano. Non sono più violazioni della tregua ma aggressioni di tutti i giorni. Il drone ha colpito il veicolo con un missile sulla strada principale vicino all’ospedale governativo di Tebnine. Il veicolo colpito ha preso fuoco, completamente distrutto e l’autista è stato ucciso. In un altro attacco aereo, secondo il ministero della Salute libanese, una persona è stata uccisa nella città di Ansar, nel Libano meridionale.
Global Somoud Flotilla
La Freedom Flotilla Coalition (Ffc) e il movimento Thousand Madleens to Gaza (Tmtg) hanno annunciato l’avvio di una nuova fase di mobilitazione congiunta per sfidare il blocco imposto da Israele sulla Striscia di Gaza. Una seconda ondata di imbarcazioni civili è prevista in partenza dal porto di Catania il 24 settembre 2025, a poche settimane dal lancio della Global Sumud Flotilla. Nei giorni precedenti alla partenza è previsto un evento pubblico a Catania, con possibilità di incontrare promotori e attivisti.
Il tracker della navigazione della Flotilla vi permetterà di seguire sul web la localizzazione delle barche e navi in viaggio verso le coste di Gaza:
Mobilitazioni in tutta Italia per sostenere la Global Sumoud Flotilla. Per il giorno 22 settembre i Cobas hanno indetto uno sciopero generale nazionale.
Solidarietà in Italia con il popolo palestinese
- Il 22 sarà uno sciopero delle sigle sindacali di base; e precisamente da CUB, ADL, SGB E USB.
- Gli attivisti di Ultima Generazione e Piazza Palestina, a Torino e Roma, hanno programmato uno sciopero della fame ad oltranza, a supporto della Global Sumud Flottilla e denuncia genocidio. Inizia oggi sabato 20/09/2025.
- A Milano continua dal 16 giugno il presidio in piazza Duomo dalle 18:30 alle 19:30, con flash-mob e letture di poesie.
- A Modena si terrà il 3-4-5 il premio Stefano Chiarini nella sua edizione 16esima. Sarà assegnato allo storico israeliano antisionista, Ilan Pappè. clicca
Sciopero della fame a staffetta contro il genocidio
Il prossimo appuntamento di sciopero della fame globale indetto dal Hirak Shaabi (Mobilitazione Popolare) palestinese è il23 settembre, in concomitanza con l’inaugurazione dell’Assemblea Generale dell’ONU che segnerà un momento di successo diplomatico per il riconoscimento dello Stato di Palestina. Gli organizzatori chiedono a tutti i movimenti di solidarietà di partecipare al momento di solidarietà nonviolenta. Le e i partecipanti lo possono comunicare a noi (anbamedaps@gmail.com), che traferiremo agli organizzatori, per la pubblicazione.
Sono stati 4 mesi e 5 giorni di sciopero della fame a staffetta, dall’avvio della campagna di Digiuno x Gaza, l’iniziativa lanciata a maggio da Anbamed. Oggi, sabato 20 settembre, prosegue incessantemente l’azione nonviolenta di sciopero della fame 24h.
Per leggere l’elenco aggiornato dei nomi dei digiunatori di oggi: clicca!
La solidarietà non dorme. Si mobilita anche in tempo di vacanze. Continueremo la campagna di sciopero della fame 24H a staffetta fino alla fine definitiva della guerra contro la popolazione di Gaza.
L’azione continuerà nei prossimi giorni con la partecipazione di altri gruppi. Gli iscritti sono tantissimi e, secondo le disponibilità espresse, costruiremo il calendario con l’elenco dei partecipanti di tantissime città italiane, europee e arabe.
È un digiuno del cibo e non della sete. Si può liberamente bere.
Vi chiediamo di scattare una vostra foto con un cartello “IO DIGIUNO X GAZA”. Una lunghissima galleria di immagini che trasformeremo in un mosaico di solidarietà. Mandateci le foto a anbamedaps@gmail.com e pubblicatele sui vostri account social.
Se volete partecipare nei prossimi giorni, scrivete un messaggio di posta elettronica con nome, cognome, città di residenza, professione (facoltativa), data prescelta (anche più di una, volendo) e un pensiero che pubblicheremo con l’elenco generale di tutti gli aderenti. Le adesioni vanno inviate esclusivamente a: mailto:anbamedaps@gmail.com
Manderemo un email di avviso, il giorno prima, a tutti i digiunatori del turno.
In molte realtà sono stati organizzati dei presidi nelle piazze e di fronte ai palazzi del potere oppure creato momenti di condivisione collettiva del digiuno. Sono iniziative pregevoli che raccomandiamo, chiedendo agli organizzatori di comunicarci in anticipo gli eventi programmati e mandarci eventualmente foto da pubblicare.
Appello per il dott. Hussam Abu Safiya
Anche del dott. Dott. Marwan el-Homs, direttore degli ospedali da campo, rapito dal suo ospedale 12 giorni fa non ci sono tracce evidenti. Un’unità speciale dell’esercito di occupazione ha fatto irruzione armi alla mano nella struttura sanitaria e ha prelevato il dott. El-Homs ed altri 3 infermieri.
Al-jazeera ha realizzato un documentario sul caso del dott. Abu Safiya, ostaggio palestinese in mano dell’esercito israeliano dal 27 dicembre 2024.
“Me lo hanno portato davanti strisciando, accompagnato da quattro carcerieri. Gli era proibito alzare la testa o la schiena, bendato e ammanettato. Le manette rimasero sulle sue mani per tutta la durata della visita, che non ha superato i trenta minuti. La visita si è svolta dietro una parete di vetro, utilizzando un ricevitore telefonico tenuto dal prigioniero in una delle mani ammanettate”. Lo ha detto in una dichiarazione stampa l’avvocata Ghaid Qassem, legale del dott. Hussam Abu Safiya. Notizia che non leggerete sulla stampa scorta mediatica del genocidio. Chiunque pronuncerà il mantra “Israele paese democratico”, riceverà uno schiaffo sonoro.
Pubblicato sul nostro sito il testo in italiano dell’appello per la liberazione del dott. Hussam Abu Safiya. clicca. Eventuale firma dell’appello va segnata sul sito indicato più sotto.
Firmate l’appello per chiedere la liberazione del direttore dell’ospedale Kamal Adwan,preso in ostaggio dall’esercito israeliano il 27 dicembre 2024, poi dopo 10 giorni annunciata la sua detenzione. Contro di lui non ci sono accuse. Il coraggioso medico è reo di non aver abbandonato il posto di lavoro, malgrado l’assassinio di suo figlio primogenito, Ibrahim, e le gravi ferite da lui stesso subite.
clicca per aderire.
Solidarietà/Al-Najdah
È in programmazione la pubblicazione di un libro della poeta Mia Lacomte, una favola illustrata da oltre 20 illustratrici e illustratori italiani per l’editoria dell’infanzia. Sarà edito da Anbamed e tutto il ricavato, tolte le spese di stampa e di spedizione, sarà devoluto all’associazione Al-Najdah per il progetto “Ore Felici per i Bambini e le Bambine di Gaza”. Delle opere originali firmate si farà una mostra itinerante.
Sul sito del Corriere della Sera, nel blog Invisibili, è stato pubblicato un articolo di Alessandro Cannavò sul lavoro di Al-Najdah e le adozioni a distanza. clicca!
Uscirà prossimamente un’intervista in podcast della direttrice di Al-Najdah, Asmaa Khaled, sulle attività dell’associazione a favore dei bambini orfani di Gaza.
1° settembre 2025: è arrivata una nuova adozione a distanza. La solidarietà popolare con la Palestina e in difesa dell’infanzia non si arrende. Il numero totale dei bambini/e adottati/e è salito a 53, dal 3 marzo 2025. Nel mese di agosto sono stati raccolti per le adozioni a distanza 3.500 euro e altri 880 per i pasti caldi. In totale 4.380 euro. I bambini di Gaza ringraziano.
Il primo di ottobre si svolgerà un incontro pubblico a Cambiano (To) per la presentazione del progetto “Ore Felici per i Bambini di Gaza” ed un intervento sulla situazione attuale in Palestina ed in particolare a Gaza.
Da Gaza, la direttrice del Najdah, Asmaa Khaled, ci informa che sono riprese le iniziative di distribuzione dei pasti caldi, offerti dall’associazione, nei campi di sfollati. “Grazie anche alle donazioni che arrivano da associazioni di tutto il mondo, come la vostra”.
Abbiamo trasferito il 20 agosto 2025, tramite bonifico bancario internazionale, la seconda tranche delle somme raccolte fino al 31 luglio 2025 a favore delle adozioni a distanza di bambini e bambine di Gaza e per la fornitura di pasti caldi. La somma trasferita è di 14.675 euro. Grazie a tutti i donatori.
Sono arrivate altre 2 adozioni a distanza, portando il numero totale a 48. Abbiamo comunicato i dati all’associazione Al-Najdah (Soccorso Sociale), per mandarci la documentazione.
Grazie ai contributi arrivati da tutto il mondo e anche dagli affidatari italiani (siamo già a 48 realtà di singoli, famiglie, associazioni e gruppi di amici), al-Najdah ha potuto nei giorni scorsi tornare a fornire pasti caldi a tutti e non solo agli orfani custoditi. È una goccia nel mare dei bisogni, ma è un’azione necessaria per alleviare le sofferenze del popolo di Gaza che sta subendo una minaccia di tipo nazista: il genocidio e la deportazione.
Alla manifestazione di sabato a Milano contro il genocidio israeliano a Gaza, alcuni affidatari hanno portato cartelli con i nomi dei bambini adottati a distanza.
L’offensiva di terra israeliana su Deir Balah sta costringendo le militanti di al-Najdah a sfollare verso sud per salvare gli orfani e le madri. Il centro delle attività di al-Najdah a Deir Balah è stato colpito tre giorni fa a mezzanotte da una bomba d’artiglieria. Nessuna vittima, né uccisi né feriti, semplicemente perché non c’erano attività a quell’ora. Il centro era vuoto. “Come ogni volta si ricomincia daccapo. Non ce ne andremo. Siamo già al lavoro per rimetterlo in funzione”, ci ha scritto un’attivista dell’organizzazione delle donne di sinistra di Gaza.
Abbiamo ricevuto da molti affidatari dei messaggi e disegni dedicati ai bambini e bambine in adozione a distanza tramite Anbamed. Abbiamo tradotto e spedito il tutto all’associazione Al-Najdah. Sono state lette le lettere e distribuite le immagini durante gli incontri collettivi educativi e per l’istruzione, che si tengono nelle tende delle insegnanti o in spazi dell’associazione, sempre in tende di dimensioni più grandi per accogliere i bambini ed i giovanissimi per non far perdere loro un altro anno scolastico. Sono incontri importanti anche dal punto di vista psicologico.
Molti lettori ci scrivono per sapere maggiori info sulla campagna “Ore Felici per i Bambini di Gaza”. È arrivata due giorni fa una nuova adozione a distanza. Continuano ad arrivare contributi una tantum per i pasti caldi. La gara di solidarietà con la popolazione ed i bambini di Gaza non perde vigore. Le adozioni sono arrivate al numero di 48, nell’arco di soli 5 mesi.
Per chiedere info o aderire, scrivete a: anbamedaps@gmail.com
Potete leggere la cronologia delle azioni del progetto Ore Felici per i Bambini di Gaza, la campagna di adozioni a distanza clicca
Notizie dal mondo
Sono passati tre anni, 6 mesi e 26 giorni dall’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina. Dopo, la crisi dei droni russi sui confini con la Polonia, la situazione si aggrava con l’Estonia. La Nato ha annunciato di aver intercettato caccia russi. Mosca: “Nessun sconfinamento”.
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