
il link al documentario: https://openddb.it/film/dalla-terra-al-mare/
Il documentario esplora la vicenda intima e politica dei partecipanti alla Global Sumud Flotilla, missione civile e non violenta che nel settembre 2025 ha tentato di portare aiuti umanitari a Gaza, nel pieno dell’assedio e del genocidio perpetrato da Israele. Dal porto alla partenza, il film racconta la preparazione della più grande azione umanitaria civile via mare organizzata per la Palestina.
Accanto alla missione, emergono le mobilitazioni italiane nate intorno alla chiamata “Blocchiamo tutto”, lanciata dai portuali coinvolti nella Flotilla. Tra attacchi di droni, manifestazioni, presidi e promesse istituzionali ritirate nel momento del bisogno, il viaggio diventa una metafora concreta della volontà dei popoli di superare i limiti e le ipocrisie della comunità internazionale.
Regia: Lorenzo Baldi
Montaggio, operatore a terra: Lorenzo Baldi
Prodotto da: Global Sumud Flotilla
Operatore in mare: Dario Crippa
Musica originale: Wasleh
Assistente al montaggio: Yuri Costantino
Partecipanti GSF: Abdullah Ahmed, Nadir Al-Nuri, Abderrahmane Amajou, Thiago Ávila, Suh Baraguan, Carlo Alberto Biasoli, Meryem Belhaj, Yassine Benjelloun, Carsie Blanton, Cédric Caubère, Cesare, Margherita Cioppi, Dario Crippa, Mahé De Mezieres, Maria Elena Delia, Yazan Eissa, Giovanni, Gonzalo Nestor Fabián Di Pretoro, Guy, Hassan Abudada, Husammettin Eyupoglu, Farah Lee, Giuliano Logos, Tony La Piccirella, Surya Mcewan, Hamish Paterson, Luca Poggi, Ipshita Rajesh, Sasù, Louna Sbun, Irene Soldati, Gülden Sönmez, Vito Maria Raspanti, Simone Zambrin
E con: Francesca Albanese (Onu), Michele De Palma (Fiom), Rabbino Dovid Felman, Vincenzo Fullone (Freedom Flotilla), Karim (Msp), Luigi Iasci (Usb), Maya Issa (Msp), Maurizio Landini (Cgil), Guido Lutrario (Usb), Simona Moscarelli, Dario Salvetti (Ex Gkn), Giovani Palestinesi
Distribuito da: OpenDDB – Distribuzioni dal basso
Ecco l’articolo sul tema di di Fabrizio Arena (Dalò Fatto Quotidiano)
Prodotto dalla Global Sumud Flotilla, il doc è in libera visione (o con donazione) sulla piattaforma OpenDDB. Tra interviste durante il viaggio e le manifestazioni nelle piazze italiane, il regista Lorenzo Baldi, racconta la grande azione umanitaria civile via mare
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Quattro capitoli, 30 giorni di girato e più di 40 Paesi coinvolti. Nei giorni in cui la missione della Global Sumud Flotilla naviga verso la Turchia, viene diffuso in streaming gratuitamente o con donazione il documentario “Dalla terra al mare”, diretto da Lorenzo Baldi (si può vedere qui). Al centro della pellicola, il racconto della missione precedente, partita a settembre 2025, dal punto di vista di chi l’ha vissuta: dagli attivisti sulle navi verso le coste di Gaza, ai manifestanti che hanno riempito le piazze italiane.
Il documentario è stato prodotto da Global Sumud Flotilla e dal 5 maggio è in libera visione sulla piattaforma OpenDDB. Eventuali donazioni saranno devolute interamente alle attività della Flotilla. Il contenuto spazia tra il diario dell’attivismo e l’indagine storica: la linea seguita è il flusso di coscienza dei partecipanti, raccolto in diretta. Lo spettatore viene coinvolto grazie alle riprese fatte con una telecamera a mano, intima e sincera, che dona al prodotto finale la percezione della confessione ma anche dell’azione.
Il primo capitolo si apre al porto, lì dove tutto è iniziato. Per il regista Baldi è il modo migliore per presentare la Flotilla e il suo tentativo di portare aiuti umanitari ai palestinesi. È lì che si intrecciano motivazioni personali e politiche di chi salpa a bordo delle imbarcazioni dirette a Gaza. Il racconto però, soprattutto nel secondo capitolo, mostra allo spettatore anche i momenti della colonizzazione della Palestina, scoprendo come si leghi alle vite di tutte e tutti: una presa di coscienza decoloniale nell’intento del regista. Il terzo atto entra nel vivo della più grande azione umanitaria civile via mare mai organizzata per la Palestina, fino al 2025. Tra attacchi di droni, manifestazioni, fregate militari che arrivano a supportare e poi si ritirano al momento del reale bisogno. Il lavoro si conclude con il capitolo “Il desiderio”, dove intenti politici diversi si intrecciano in una pulsione plurale a cambiare il sistema del colonialismo e dell’economia di guerra. La denuncia del genocidio che procede, così come l’occupazione della Palestina, sono la chiusa di “Dalla terra al mare”.
Non è l’opera prima di Lorenzo Baldi, regista romano classe 1993. Anche i suoi passati lavori documentaristici sono incentrati sulla militanza creativa e non violenta. Per il documentario, Baldi si è unito al movimento Global Sumud Flotilla, nel media team e come attivista, in occasione della missione del 2026. Tra le sue opere c’è Carnaval y Libertad, il racconto dell’utopia uruguaiana della satira popolare e politica.
