di Riccardo Antoniucci e Vincenzo Bisbiglia (da Il Fatto Quotidiano)
Dal nuovo capo della marina Eyal Harel al “Comandante R.” degli incursori Shayetet

Non c’è solo la posizione di Itamar Ben-Gvir al vaglio dei magistrati italiani. Mentre la Francia ieri ha annunciato di aver interdetto l’accesso sul proprio territorio al ministro israeliano della Sicurezza nazionale e promosso l’idea di sanzionarlo in sede Ue, la Procura di Roma – competente per i reati commessi all’estero verso cittadini italiani – vuole andare oltre e ricostruire la catena di comando responsabile del sequestro in acque internazionali, delle torture e degli abusi sessuali denunciati dagli attivisti della Global Sumud Flotilla.
Come anticipato dal Fatto, i pm hanno acquisito, attraverso il team legale della Flotilla, una lista stilata dalla Fondazione Hind Rajab contenente 6 nominativi di ufficiali di Marina e della Penitenziaria locale. Documento che va ad aggiungersi al video diffuso dallo staff di Ben-Gvir, con il ministro che passeggia beffardo nella prigione improvvisata nel porto di Ashdod tra gli attivisti inginocchiati e ammanettati, deridendoli e incitando i suoi a umiliarli. Le loro posizioni, oltre a quella del ministro, saranno vagliate dai pm romani, nell’ipotesi di un’iscrizione formale nel registro degli indagati.
La lista al momento è riservata. Ma il Fatto può già rivelare alcuni nomi chiave tra quelli su cui si ragiona. Tra loro c’è di sicuro il viceammiraglio Eyal Harel, il comandante della Marina militare israeliana, insediatosi il 16 aprile scorso, il cui primo atto è stato proprio quello di ordinare l’abbordaggio della Flotilla tra il 29 e il 30 aprile al largo di Creta. Si tratta, come già raccontato dal nostro giornale, di una figura chiave, il cui arrivo pesa sulla decisione della Marina di andare a “prendere” per ben due volte le navi della Flotilla in mezzo al Mediterraneo, a centinaia di miglia da Israele.
Altra posizione che finirà sotto i fari dei pm è quella del tenente generale Eyal Zamir, capo di Stato maggiore delle Forze di Difesa israeliane, e come tale responsabile ultimo delle operazioni militari. C’è una foto, pubblicata il 18 maggio sulla pagina ufficiale del governo israeliano, che vede Harel e Zamir insieme al primo ministro Benjamin Netanyahu e al ministro della Difesa Israel Katz osservare l’operazione che ha portato al sequestro delle navi della Flotilla. Proprio quest’ultimo può aver avuto un ruolo di comando nella vicenda, tale da guadagnarsi – al pari del collega Ben-Gvir – una riflessione da parte dei pm italiani.
È molto probabile, poi, che si ragionerà sul nome di Kobi Yaakobi, commissario capo del Servizio penitenziario israeliano, che ha organizzato su delega di Ben-Gvir il campo di prigionia temporaneo ad Ashdod e che è competente anche del carcere di Ketziot, dove sono avvenuti parte dei maltrattamenti denunciati.
Sarà più difficile identificare, invece, senza risposte esaustive a una rogatoria, proprio il direttore della prigione per terroristi situata nel deserto del Negev e l’identità del Colonnello R., comandante della Shayetet 13, la “13ª Flottiglia” di incursori, che ha assunto l’incarico da maggio 2025, succedendo al “Colonnello A.” che la Hind Rajab Foundation ha già denunciato per crimini di guerra nel Regno Unito.
Il fascicolo romano non è ancora definito. È probabile che saranno contestati sin da subito i reati di tortura, violenza sessuale, sequestro di persona, danneggiamento e furto (o rapina). Nei prossimi giorni si svolgerà una riunione in Piazzale Clodio tra il procuratore Francesco Lo Voi e i pm titolari Stefano Opilio e Lucia Lotti. I pm hanno già acquisito i verbali del deputato M5S Dario Carotenuto e dell’inviato del Fatto, Alessandro Mantovani, mentre il team legale della Flotilla sta raccogliendo le testimonianze degli altri italiani, da consegnare ai carabinieri del Ros. Sul fronte degli abusi sessuali, 15 attivisti di tutti i Paesi hanno denunciato violenze sessuali. Tra loro una ragazza italiana, che potrebbe essere sentita dai pm. Migliorano poi le condizioni del 69enne Ruggero Zeni, ancora in ospedale in Turchia perché non in grado di affrontare il viaggio. I pm acquisiranno anche il suo certificato medico.
Flotilla, Rula Jebreal sul Nove: “Ben-Gvir non è una mela marcia, è l’autobiografia del governo israeliano fascista”
Rula Jebreal ospite di Accordi&Disaccordi: “Per Ben-Gvir e Netanyahu o sei con loro o sei contro di loro”
“Stanno cercando di dire che Ben-Gvir è una mela marcia. Ben-Gvir è la regola. Non è un’aberrazione è l’autobiografia di questo governo israeliano fascista, ma anche di Israele oggi”. Lo ha dichiarato Rula Jebreal ad Accordi & Disaccordi, il programma condotto da Luca Sommi con la partecipazione di Marco Travaglio e Andrea Scanzi, in onda ogni sabato sul Nove, commentando le immagini in cui il ministro della Sicurezza nazionale del governo Netanyahu deride e umilia gli attivisti della Global Sumud Flotilla.
“Questa è la scena di un ministro del governo israeliano, tra l’altro condannato da un tribunale israeliano per sostegno al terrorismo. Quando era giovane, l’esercito israeliano lo aveva escluso dal servizio militare perché lo riteneva, in pratica, un fascista“, continua Jebreal. “Per loro o sei con loro o contro di loro, quindi per loro qualsiasi simpatizzante con la causa palestinese è un terrorista”, conclude.
