Approfondimenti

Abusi e violenze sulla Flotilla: la procura di Roma valuta 9 nomi. Gli hacker iraniani ne fanno 69 (non verificati)

di Riccardo Antoniucci e Vincenzo Bisbiglia

Primo bilancio medico dalla Sumud: “Tutti con traumi, 67 attivisti in ospedale. Ricoverati in 12, tra la Turchia e la Grecia

Sessantanove nomi di militari israeliani che avrebbero partecipato alle operazioni di abbordaggio in acque internazionali della Global Sumud Flotilla, tra il 29 e il 30 aprile a ovest di Creta e tra il 18 e il 19 maggio a sud di Cipro. Il gruppo hacker Handala, ritenuto un braccio dei servizi segreti iraniani, li ha pubblicati ieri online. Si tratterebbe di membri della Shayetet 13, l’unità speciale di incursori della marina israeliana. I nomi sono accompagnati da fotografie visibilmente prese dai social, e da schede che con tono irridente ricostruirebbero studi, carriera e spesso rivelano email e numeri di telefono. Sembrano tutti molto giovani, under 30, tranne rari casi. Dettaglio macabro, sulla fronte c’è un mirino stampato. Nessuna delle identità è verificata: Handala ha già pubblicato un database di oltre mille presunti soldati israeliani coinvolti nelle operazioni militari degli ultimi anni a Gaza e in Libano, trafugati in uno dei molti tentativi di infiltrare i sistemi di sicurezza israeliani con hacker, o con più classiche “gole profonde” (l’Idf ha processato un pilota e un tecnico per tradimento).

Tra i 69 non ci sono i comandanti delle forze di difesa israeliane, i responsabili della prigione di Keziot o della polizia penitenziaria. Nomi che invece sono al vaglio dell’unica indagine al momento aperta sulle violenze subite dagli attivisti della Flotilla, a Roma. La procura, coordinata da Francesco Lo Voi, prosegue con gli accertamenti, al momento senza iscrizioni. Si è estesa però, nel frattempo, la lista delle responsabilità al vaglio dei pm Opilio e Lotti: sarebbero nove, non più sei.

Tra questi non ci sarebbe, almeno per ora, il premier israeliano Benjamin Netanyahu, ma oltre al ministro della sicurezza Itamar Ben-Gvir, già rivelato dal Fatto, si è aggiunto quello del titolare della Difesa Israel Katz, immortalato accanto a Netanyahu nella situation room il giorno degli assalti alla Flotilla. Si indaga per ipotesi di sequestro e tortura. Iscrivere nel registro degli indagati due ministri del governo di Israele creerebbe un incidente diplomatico: è una questione tra le altre su cui la Procura di Roma ragiona, perché comporterebbe un coinvolgimento del governo italiano al livello politico. Le altre figure al vaglio, come ha scritto il Fatto, sono quelle del capo di stato maggiore Eyal Zamir, del comandante della Marina, Eyal Harel, del capo della penitenziaria Kobi Yaakobi, del “comandante R.” della flottiglia di incursori Shayetet 13.

Il team legale della Global Sumud Flotilla sta continuando a raccogliere testimonianze e referti medici. Una quarantina gli italiani che si stanno facendo visitare in questi giorni). Dall’estero sono arrivate le prime testimonianze: nessuno degli attivisti è senza traumi. Ma tra i gravi, almeno 67 sono stati ospedalizzati, 12 i ricoverati (9 in Turchia e 3 in Grecia), uno, il capitano Arno Meys, è convalescente per un polmone perforato. Questi casi si aggiungono alle 36 fratture ossee, costole rotte e gravi lesioni al busto già documentate.

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