Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo

(testata giornalistica online fondata da Farid Adly.

Direttore responsabile Federico Pedrocchi)

Per ascoltare l’audio di oggi, 15 gennaio 2024:

Rassegna anno V/n. 014 (1265)

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Appello

Tutti i giorni arrivano nuove adesioni all’appello che abbiamo lanciato per un cessate il fuoco permanente e per il rilascio dei prigionieri civili.

Potete aderire, scrivendo alla redazione. Diffondete, per favore!

L’elenco dei sottoscrittori dell’appello lo trovate sul sito, in questa pagina: qui.

Le notizie

Genocidio a Gaza

23.843 uccisi in 100 giorni di aggressione israeliana su Gaza. 60317 sono i feriti oltre a un altro numero di dispersi, la maggior parte dei quali da considerarsi morti, ma non recuperati i loro corpi da sotto le macerie. Il numero totale delle perdite palestinesi supera oramai i 100 mila persone tra morti, feriti e dispersi.

Il numero degli uccisi nelle ultime 24 ore è altissimo: 125 vittime.

Anche stamattina bombardamenti su Khan Younis e sul centro della Striscia.

Le comunicazioni sono interrotte da 4 giorni in molte zone della Striscia. I tecnici delle società delle comunicazioni vengono presi di mira dai droni e elicotteri israeliani con uccisioni mirate. Due giorni fa un gruppo di tecnici è stato bombardato mentre svolgeva le operazioni di ripristino delle linee e antenne delle reti. L’esercito israeliano allora aveva comunicato, per coprire il crimine, che sono stati uccisi uomini di Hamas.

Fame e sete stanno minacciando la vita a Gaza. L’esercito israeliano vieta l’arrivo dei soccorsi dal confine con l’Egitto. A queste carenze nei rifornimenti si aggiungono il freddo e la mancanza di strutture sanitarie per curare le malattie infettive che si stanno diffondendo su larga scala.

100 giorni di aggressione

100 giorni dell’incessante aggressione israeliana su Gaza. La solidarietà internazionale è stata enorme in tutti gli angoli del pianeta. Forti manifestazioni in oltre mille città. Iniziative innovative con flash-mob e installazioni, come quelli di Milano e Napoli. Oggi è convocato uno sciopero globale che vede l’adesione di molti movimenti studenteschi. Un’altra modalità di protesta proposta è quella di non compiere, durante la giornata di oggi, acquisti commerciali e non usare strumenti bancari per un giorno.

Cisgiordania e Gerusalemme est

Cinque giovani sono stati assassinati nella giornata di ieri a Ramallah, El-Bira e Ariha, tra i quali 3 minori. Il totale degli assassinati in Cisgiordania, dall’inizio dell’invasione di Gaza, è arrivato a 352 persone.

Invasione di Qalqilia con ingenti truppe per la demolizione di due case di attivisti. Anche nella provincia di El-Khalil sono numerose le irruzioni e conseguenti demolizioni. L’Università Najah di Nablus è stata occupata dalle truppe israeliane stamattina e sono stati arrestati 25 studenti.

A sud di Nablus, un gruppo di coloni armati ha accerchiato e appiccato il fuoco in un’auto di un palestinese. L’autista si è salvato soltanto grazie alla sua prontezza di scappare dall’abitacolo.

Ordini delle forze di occupazione per la demolizione di 200 case a Gerusalemme est. Un rapporto del Comitato di difesa delle case palestinesi nella città vecchia riporta che nel 2023 sono state demolite 316 case. Il pretesto è la costruzione senza autorizzazioni, che non vengono mai rilasciate ai palestinesi. Nello stesso tempo, le autorità comunali hanno autorizzato i piani per la costruzione di 1700 unità abitative nelle colonie ebraiche.

Israele

Il governo Netanyahu è in difficoltà. Oltre 300 mila persone hanno partecipato alle manifestazioni di ieri, che chiedevano la liberazione dei prigionieri con la trattativa. A Haifa le parole d’ordine erano la caduta del governo e nuove elezioni. Un appello in tal senso è stato firmato da 171 ex alti ufficiali dell’esercito e delle forze di sicurezza. Ci sono evidenti scontri all’interno del governo, anche tra il premier e il suo ministro della guerra, Galant, che ha lasciato la riunione del governo dopo uno scontro con Netanyahu.

Il premier tira dritto sulla sua linea estremista, sostenuto dall’amministrazione Biden malgrado le divergenze tattiche. Ieri ha affermato che né l’ONU, né la Corte di Giustizia potranno mai fermare la mano di Israele. “Continueremo questa guerra fino alla vittoria”.

La stampa di Washington e Tel Aviv rivelano che Biden ha chiuso il telefono in faccia a Netanyahu. Continua però a foraggiarlo di armi. Il primo quotidiano di Tel Aviv, Yedioth Ahronot, sostiene in un editoriale che Netanyahu continua la guerra per salvare la poltrona.

Giornalisti

Un altro giornalista palestinese assassinato in un bombardamento israeliano a Gaza. Il corrispondente della TV Al-Ghad (Domani), Yazin Zubaidi (28 anni) è stato ucciso insieme al fratello, operatore video. Stavano seguendo per l’emittente cairota la situazione nel nord della Striscia. L’emittente ha condannato l’attacco ed ha accusato Tel Aviv di “mirare a colpire i giornalisti, per tentare di cancellare ogni informazione indipendente, nel timore che vengano svelati i crimini compiuti dai suoi soldati contro la popolazione civile”. Il numero dei giornalisti e operatori dei media uccisi a Gaza dal 7 ottobre è salito così a 111. Il Comitato per la protezione dei giornalisti sostiene che a Gaza è stato ucciso il 73% dei giornalisti morti in tutti i conflitti nel 2023. (Leggi il rapporto, in inglese).

Yemen

Ancora tesa la situazione nello stretto di Bab Mandab. Il comando USA ha affermato di aver abbattuto un missile lanciato dal territorio yemenita verso la posizione di una nave di guerra. Gli Houthi hanno comunicato che un missile lanciato da una nave di guerra statunitense ha colpito a nord di Hodeida. Due soldati della marina di Washington sono dichiarati dispersi. Secondo un comunicato USA erano all’inseguimento di un contrabbando di armi verso Aden, capoluogo del governo yemenita avversario degli Houthi. Analisti della stampa statunitense sostengono che Israele ha trascinato Biden in una guerra in Mar Rosso che rischia di mettere in pericolo il traffico commerciale. Le autorità di Canale di Suez hanno smentito i numeri avanzati dagli Stati Uniti sul traffico commerciale, sostenendo in un comunicato che le navi attraversano regolarmente in tutt’e due le direzioni con la stessa intensità precedentemente alla crisi.

Diplomazia

La Cina chiede una conferenza internazionale per una soluzione globale della questione palestinese con il ritiro dell’esercito di occupazione e la creazione di uno Stato palestinese. Il ministro degli esteri di Pechino ha insistito sulla necessità immediata di un cessate il fuoco permanente a Gaza e l’introduzione di aiuti umanitari alla popolazione vittima della guerra.

Anche la ministra degli esteri dell’Australia, contrariamente alle posizioni passate, ha chiesto un cessate il fuoco a Gaza. Le sue dichiarazioni sono state pronunciate prima di un suo viaggio in Medio Oriente che toccherà Tel Aviv, Ramallah e Emirati arabi uniti.

Iraq-Siria-Turchia

Ancora altri raids aerei turchi su obiettivi curdi nel nord di Iraq e Siria. L’esercito di Ankara ha comunicato di aver compiuto 24 attacchi su basi in montagna e in zone abitate. È il secondo giorno consecutivo di attacchi aerei turchi sulle zone curde nel nord dei due paesi. I comunicati militari di Ankara parlano di attacchi contro obiettivi del partito dei lavoratori del Kurdistan, ma fonti curde sostengono che sono comunicati menzogneri. Le bombe turche sono cadute su campi profughi curdi, sfollati dal sud della Turchia da decenni.   

Notizie dal Mondo

Sono passati 22 mesi 21 giorni dall’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina. A Davos, in Svizzera, si è tenuta una Conferenza con rappresentanti di Intelligence di 60 paesi, per discutere del piano di Pace proposto dall’Ucraina. Non sono stati invitati, però, i russi.

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