Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo

(testata giornalistica online fondata da Farid Adly.

Direttore responsabile Federico Pedrocchi)

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Rassegna anno V/n. 023 (1274)

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Appello

Tutti i giorni arrivano nuove adesioni all’appello che abbiamo lanciato per un cessate il fuoco permanente e per il rilascio dei prigionieri civili.

Potete aderire, scrivendo alla redazione. Diffondete, per favore!

L’elenco dei sottoscrittori dell’appello lo trovate sul sito, in questa pagina: qui.

Le notizie

Genocidio a Gaza

Le truppe israeliane di terra hanno completato l’assedio di Khan Younis. La campagna di bombardamenti è incessante e nelle ultime ore della notte si sono intensificati. Anche la zona di Al-Maowasi, che veniva indicata dall’esercito israeliano come luogo sicuro nel quale sfollare, adesso viene bombardata e minacciata dai carri armati. Le tende improvvisate di plastica leggera sono sotto il tiro dei cannoni e dei caccia. In questi luoghi ci sono anche le nuove sedi delle organizzazioni internazionali di soccorso, evacuate allora dopo le minacce di Israele.

La situazione della popolazione nel nord e centro della Striscia si sta aggravando a causa dell’assedio dell’esercito che vieta l’ingresso di aiuti e la popolazione è in pericolo di vita. Gli ospedali sono tutti fuori uso e molte vittime dei bombardamenti non è stato possibile soccorrere.

A Khan Younis sono state colpite due scuole dell’UNRWA trasformate di fatto in rifugi per migliaia di sfollati. Cinquanta morti in un solo bombardamento e un centinaio di feriti che non è stato possibile soccorrere, per i continui bombardamenti e le mire dei cecchini contro le ambulanze. Sono sotto assedio la sede dell’Università di Khan Younis e l’ospedale Nasser ed è imminente l’attacco con le truppe di terra per occupare le due strutture. Si ripete nel sud la pratica avvenuta a Gaza city della guerra contro gli ospedali, per costringere la popolazione a sfollare di nuovo verso Rafah e il confine egiziano. L’organizzazione “Medici senza Frontiere” ha messo in guardia dal pericolo di tale azione, che metterà fuori uso l’unico ospedale operante nella zona per curare ferite gravi.  

Le immagini di uno sfollamento di una famiglia palestinese verso Rafah sono l’esempio di una deportazione forzata che causa sofferenze e manda verso l’ignoto le future generazioni. (Qui il video commovente).

Un rapporto sulle devastazioni intenzionali dell’esercito di occupazione nel settore agricolo e di allevamento spiega le intenzioni genocide dell’aggressione israeliana contro la popolazione di Gaza. “è sistematica la distruzione delle terre agricole e l’uccisione degli animali allevati, dal pollame al patrimonio bovino e ovino. Tutte le fattorie nel nord di Gaza sono state bombardate, uccidendo migliaia di capi d’animali e oltre un milione di pollame. Affamare per annientare la popolazione umana”.

Furto di terre

Il piano israeliano di creare una “striscia di sicurezza” attorno alla linea di demarcazione è un nuovo tentativo di rubare altra terra alla Palestina. Gli annunci di politici e militari israeliani hanno anche una funzione propagandistica verso l’opinione interna, per nascondere il fallimento degli obiettivi dell’invasione. Le truppe di occupazione stanno distruggendo le zone agricole con mezzi cingolati. Gli Stati Uniti che hanno dichiarato in passato di non accettare l’annessione di altre terre di Gaza, adesso sostengono che queste misure non devono essere definitive, ma soltanto temporanee. È Un gioco delle parti per la pulizia etnica e deportazione. Già nel 2005 Israele aveva usato “provvisoriamente” una parte dei territori di Gaza, dei confini del 1967, per creare la cintura dove adesso sono state create le colonie. La striscia di sicurezza progettata occuperebbe circa un terzo del piccolo territorio gazzawi.

Morire di fame

Il centro euromediterraneo per i diritti umani lancia un allarme per il pericolo della morte per fame di mezzo milione di persone, soprattutto bambini e anziani. Una delegazione del Centro ha visitato Gaza ed ha incontrato i parenti di molti bambini morti per fame. Viene citato il caso di Jamal Kafarne, nato lo scorso agosto a Beit Hanoun. La nonna racconta che loro sono stati sfollati verso Jebalia, subito all’inizio dei bombardamenti, e poi nel centro della Striscia e infine a Rafah. “Un viaggio faticoso, tutto a piedi. La madre di Jamal ha perso il latte e non c’era nulla per alimentare il bimbo, che ha cominciato a perdere peso e essiccarsi la sua pelle, per poi morire il 18 gennaio”.

L’UNRWA rileva che 700 mila palestinesi nel sud della Striscia vivono in condizioni di fame. Il PAM (Programma Mondiale per l’Alimentazione dell’ONU) denuncia che nessun camion di aiuti è stato autorizzato dall’esercito israeliano per raggiungere il nord della Striscia. La popolazione rischia la morte di fame perché tutti i prodotti sono esauriti nei pochi negozi che si sono salvati dai bombardamenti.

Cisgiordania e Gerusalemme

Un giovane palestinese di Annaba, ad est di Tulkarem, è stato assassinato dalle truppe israeliane che hanno sequestrato il suo corpo. Ad Ourif vicino Nablus, la casa della famiglia di un detenuto, Basil Shehada, è stata demolita con la dinamite.

Un altro giovane è stato colpito alla testa a Yaabad, a sud di Jenin.

Tutte le città e i villaggi palestinesi sono accerchiati e la popolazione è assediata all’interno con posti di blocco e blocchi di cemento. Nella sola giornata di ieri durante i rastrellamenti sono stati arrestati 52 attivisti.

I coloni ebrei hanno attaccato a sud di Nablus e El-Khalil i terreni agricoli palestinesi, hanno distrutto i raccolti, sradicato alberi e picchiato agricoltori e allevatori, cacciandoli via.

 Prigionieri

Hamas ha respinto le dichiarazioni di Netanyahu sullo scambio di prigionieri con un cessate il fuoco di due mesi. “Non ci sarà nessuna trattativa se non verrà avviato un cessate il fuoco permanente e garantito”.

I familiari hanno compiuto un’incursione nel parlamento, interrompendo la riunione di una commissione con grida “Adesso, adesso!” e “vogliamo il ritorno dei nostri cari vivi non in casse da morto”.

Israele

L’esercito israeliano ha comunicato la perdita di 24 soldati e ufficiali in un’esplosione di un edificio di 4 piani, mentre lo stavano minando per raderlo al suolo. È il numero più alto di perdite in vite umane subite in un giorno. L’esercito ha riconosciuto che l’esplosione è avvenuta in seguito al lancio di un razzo RPG contro gli esplosivi accatastati nella struttura. Brigate Qassam hanno mostrato un video dell’operazione ad est del campo profughi di Maghazi.

Iraq

Bombardamento aereo USA su 5 postazioni a sud ovest di Baghdad. La notizia è stata lanciata da milizie anti USA irachene e poi confermata da fonti di Washington. Un portavoce di Hashd Shaabi ha detto che ci sono state 5 esplosioni nella zona di Jurf Sakhr (qui), a sud di Baghdad. Si tratta -ha detto – di bombardamenti aerei.

Una fonte del Pentagono ha confermato i raid. Sarebbero stati compiuti contro basi di Hezbollah iracheno, responsabile degli attacchi contro le basi USA in Siria e Iraq. “Questi attacchi aerei USA sono continui e proseguiranno fino a quando non cesseranno i lanci di missili e droni sulle basi USA”, ha detto la fonte.

Un portavoce dell’esercito iracheno ha informato che è stata colpita anche la località di Al-Qaim (Qui), al confine con la Siria. La zona colpita è una base di milizie anti USA responsabili degli attacchi con missili e droni sulle basi in Siria.

La gravità della situazione è legata alla posizione politica che il governo di Soudani ha assunto sul ritiro delle truppe USA dall’Iraq. Il responsabile della sicurezza nazionale iracheno ha denunciato “la violazione della sovranità irachena, una condotta che non farà altro che aggravare la situazione”.

Yemen

Il Pentagono ha comunicato che sono state colpite due basi di lancio di missili anti nave in territorio yemenita. L’escalation statunitense nello scontro nel sud del mar Rosso si sta trasformando in una guerra aperta, che di fatto minaccia la sicurezza della navigazione nella regione molto di più pericolosa della stessa azione degli Houthi.

Il governo italiano ha annunciato l’invio nel mar Rosso di una nave militare per la lotta contro i droni.

Libano

È guerra a combustione lenta sulla linea di demarcazione tra Libano e Israele. Nessun accordo per la fine delle ostilità e le mediazioni francese e statunitense sono fallite, perché intendevano realizzare gli obiettivi di Tel Aviv nell’allontanare le forze armate libanesi ad oltre 6 km dal confine. Ieri, Hezbollah ha colpito con missili teleguidati la principale base militare israeliana nel nord ella Galilea. È stata la risposta al raid israeliano del giorno prima che aveva provocato l’uccisione di due combattenti del partito. L’aeronautica e l’artiglieria israeliane hanno colpito per tutta la notte i centri abitati del Libano meridionale.

Solidarietà Internazionale

Nel prossimo fine settimana sono programmate in tutto il mondo manifestazioni per chiedere il cessate il fuoco, bloccare l’esportazione di armi ad Israele e fare pressioni con sanzioni per imporre una soluzione diplomatica verso i due Stati.

La prossima domenica, Anbamed parteciperà ad un flash-mob in piazza della Scala a Milano, con una tavola rotonda, organizzati dalla CGIL (vedi)

Diplomazia

Il Consiglio di Sicurezza si è riunito in una seduta aperta a livello dei ministri degli esteri, con la partecipazione di oltre 50 nazioni. Il segretario generale Guterres ha sottolineato la necessità impellente di un cessate il fuoco per salvare vite umane e aprire la strada a trattative per una soluzione politica. Il segretario di Stato Blinken ha annunciato il suo mantra “disponibilità di paesi arabi a ricostruire Gaza, normalizzare i rapporti con Israele, se si avvieranno le procedure verso la creazione di uno Stato palestinese”. Un fumo negli occhi basato sempre sui due tempi.  

Il vice presidente e ministro degli esteri russo, Lavrov, ha espresso una dichiarazione dai toni forti contro la politica USA in Medio Oriente e contro l’aggressione israeliana su Gaza e Cisgiordania. “Il Consiglio di Sicurezza non è riuscito a svolgere alcun ruolo nel porre fine allo spargimento di sangue perché gli Stati Uniti si rifiutano di chiedere un cessate il fuoco. Abbiamo presentato proposte e progetti di risoluzione per un cessate il fuoco, ma gli Stati Uniti li hanno bloccati. Israele ha impedito all’Organizzazione Mondiale della Sanità di consegnare medicinali nel nord della Striscia di Gaza e ha ucciso più di 150 dipendenti delle Nazioni Unite. Israele attacca i palestinesi in Cisgiordania e profana i luoghi santi di Gerusalemme. L’aggressione contro lo Yemen da parte dei paesi occidentali costituisce una minaccia alla pace e alla sicurezza internazionale e condanniamo l’aggressione contro la Siria. Le minacce contro il sud del Libano sono pericolose. I palestinesi decidono del loro destino e di chi li governa, come richiede la democrazia; qualsiasi tentativo di imporre loro la loro volontà in nome dell’ingegneria sociale è inaccettabile”.

Notizie dal Mondo

Sono passati 23 mesi dall’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina.

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A proposito di foto di guerra e di confronti pertinenti: I prigionieri palestinesi denudati ed esposti al mondo cosa vi ricordano? Qui

I bambini di Gaza mandano un video per il compleanno di Papa Francesco: Il video

Guernica: Flash Mob in solidarietà con Gaza: QUI.

  • [Finestra sulle Rive Arabe] Tra sogno e incubo, alcuni aspetti della narrativa fantastica egiziana contemporanea. QUI

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