Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo

(testata giornalistica online fondata da Farid Adly.

Direttore responsabile Federico Pedrocchi)

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Rassegna anno V/n. 026 (1277)

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Appello

Tutti i giorni arrivano nuove adesioni all’appello che abbiamo lanciato per un cessate il fuoco permanente e per il rilascio dei prigionieri civili.

Potete aderire, scrivendo alla redazione. Diffondete, per favore!

L’elenco dei sottoscrittori dell’appello lo trovate sul sito, in questa pagina: qui.

Editoriale:

La Memoria dell’Oggi.

Oggi è il Giorno della Memoria, istituito dall’ONU per ricordare il genocidio nazista contro gli ebrei e contro tutte le altre etnie cadute vittime della furia della violenza militare tedesca. Quest’anno la ricorrenza cade mentre è in corso da 113 giorni un’altra carneficina contro il popolo palestinese per mano dell’esercito israeliano, sostenuto militarmente, economicamente e politicamente dagli USA e dalla stessa Germania.

È una giornata importante che tutti dovrebbero ricordare come monito.

La data scelta è quella del giorno della liberazione del campo di sterminio di Auschwitz per mano dell’armata rossa sovietica, il 27 gennaio 1945. Richiamando la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, il 1° novembre 2005, ha ribadito – leggiamo dalla Risoluzione 60/7 – che “l’Olocausto, che provocò l’uccisione di un terzo del popolo ebraico e di innumerevoli membri di altre minoranze, sarà per sempre un monito per tutti i popoli sui pericoli causati dall’odio, dal fanatismo, dal razzismo e dal pregiudizio”.

Inoltre – aggiunge la stessa risoluzione – “Olocausto è stato un punto di svolta nella storia, che ha spinto il mondo a dire “mai più”. Il significato della Risoluzione è quella di far in modo di ricordare i crimini del passato per impedire che si ripetano nel futuro”.

Purtroppo la storia dell’umanità ci ha dimostrato che questo “Mai più” non lo è. La sentenza della Corte di Giustizia Int. dell’Aja di ieri conferma che questo pericolo è una storia dell’oggi. La ricorrenza del 27 gennaio non ha inibito i giudici internazionale ad emettere una sentenza forte che mette il governo di Tel Aviv di fronte alla verità del suo comportamento genocida; una sentenza emessa sulla base di una norma internazionale nata sulla scia del rifiuto dell’orrore nazista.

Per rispettare la memoria delle vittime della II guerra mondiale, bisogna rispettare la vita dei civili che in tutta la Palestina sono sottoposti all’occupazione militare e sono vittime di genocidio a Gaza e dell’Apartheid in Cisgiordania e Gerusalemme; occupazione e discriminazione compiute per mano del governo e dell’esercito israeliani.

I palestinesi sono semiti. L’azione più antisemita è quella di negare a loro protezione o peggio ancora negare loro di ricordare al mondo il genocidio attuale, come pretendono certi sostenitori di Israele.

Le notizie

Genocidio a Gaza

Israele e il suo esercito vanno avanti nella loro azione genocida a Gaza.

Ieri hanno compiuto 19 stragi, uccidendo 183 civili e provocando il ferimento di altre 377. Il ministero della sanità palestinese e le organizzazioni dell’ONU hanno messo in guardia dal pericolo di morte per fame per 600 mila sfollati nei campi profughi che da giorni sono senza cibo e senza acqua, visto il rifiuto di Israele di far passare gli aiuti internazionali con la minaccia di bombardare i camion.

Nell’ospedale di Nasser assediato vi sono 150 medici e infermieri oltre a 350 malati e feriti in condizioni impossibile sotto la minaccia dei soldati che impediscono l’arrivo di rifornimenti e l’arrivo di soccorsi. Obiettivo dell’esercito è quello di deportare la popolazione fuori dalla città verso Rafah.

Ieri, l’esercito israeliano ha ordinato alla popolazione del centro di Khan Younis di abbandonare le loro case e di dirigersi verso la zona di Al-Mowassi, adiacente al confine egiziano. I soldati hanno minato con la dinamite una decina di case e le hanno fatto saltare, per indurre migliaia di palestinese ad evacuare.

Le truppe israeliane si sono ritirate ieri il campo profughi di Sheja’ie, ad est di Gaza city, lascandolo ruderi e macerie. Gli abitanti che sono tornati ad ispezionare le loro case si sono trovati davanti ad una scena di totale distruzione. Molti corpi di vittime della furia criminale si trovavano per le strade, abbandonati da giorni da renderli irriconoscibili.  

Malgrado il pronunciamento della CIG di ieri, l’esercito israeliano continua le sue atrocità contro i civili palestinesi di Gaza.

Corte Int. di Giustizia

Una vittoria per la causa palestinese e per il Sud Africa ed una vergognosa sconfitta per la criminale condotta del governo e dell’esercito israeliani. È finito il tempo dell’impunità per Tel Aviv e di considerarsi al di sopra della legge. Adesso Netanyahu, i suoi ministri e generali si trovano dietro le sbarre. I giudici in una stragrande maggioranza hanno emesso 6 ordini contro Israele chiedendo di cambiare condotta. Anche il giudice rappresentante del governo israeliano ha votato a favore di due di queste; l’unica a votare contro le sei ordinanze è stata la giudice ugandese.

I giudici internazionali hanno detto senza mezzi termini che Israele deve garantire l’arrivo dell’acqua, del cibo, delle medicine e di ordinare ai propri militari di agire per mettere fine alle uccisioni dei civili e di prendere di mira gli ospedali, di fermare i discorsi dell’odio di suoi capi politici e militari e di punirli. La sentenza della Corte Internazionale di Giustizia ha respinto le richieste israeliane di rifiutare il ricorso, riconoscendo di fatto che la pratica di Israele a Gaza è un genocidio. Ha chiesto al governo di Israele di presentare una relazione in merito all’esecuzione di questa sentenza.

Il segretario generale dell’ONU, Guterres, ha detto che la sentenza è una conferma delle azioni precedenti delle Nazioni Unite che chiedevano un cessate il fuoco umanitario e che lui incaricherà il Consiglio di Sicurezza di intraprendere le misure necessarie per imporre un cessate il fuoco.

Dopo questa sentenza tutti i governi che sosterranno Israele nella sua guerra contro il popolo palestinese saranno messi sotto accusa per gli stessi crimini di guerra e di genocidio.

Cisgiordania e Gerusalemme

Rastrellamento a Qalandia, a nord di Gerusalemme, ed a Toubas.

Ucciso un giovane palestinese Deir Abu Dhaeef, nelle vicinanze di Jenin, durante lo scontro impari di pietre contro mitra. L’esercito ha invaso il villaggio nel tentativo di compiere rastrellamenti. I giovani hanno compiuto azioni di contrasto lanciando le pietre contro i soldati asserragliati nei mezzi militari.

Prigionieri

Brigate Qassam hanno pubblicato un video-appello di tre soldatesse prigioniere nelle loro mani. Le tre donne hanno chiesto al governo di fare tutto il possibile di liberarli. “Noi abbiamo combattuto per voi, non deludeteci, non lasciateci sole. Fermate la guerra e salvateci. L’esercito è responsabile, con i suoi bombardamenti su Gaza, della morte di prigionieri che erano con noi. Vogliamo tornare a casa salve”.

La censura militare israeliana impedisce la diffusione sui media di queste notizie, ma i video sono presenti sui social e il clima tra le famiglie è quello di uno shock. Le manifestazioni di protesta sono continuate ieri venerdì e riprenderanno stasera dopo la fine dello shabbat. Le parole d’ordine non si limitano a chiedere una trattativa per liberare i loro cari, ma hanno rivendicato le dimissioni di Netanyahu e elezioni anticipate.

Israele

Frustrazione rabbiosa nel governo israeliano per la sentenza della Corte Internazionale di Giustizia dell’Aja. Dichiarazioni di Netanyahu e dei suoi ministri estremisti che bollano i giudici di antisemitismo, una accusa oramai spuntata, dopo questo pronunciamento sulla base di una norma internazionale scritta subito dopo il genocidio nazista nei confronti degli ebrei europei e contro altre etnie e minoranze.  

Yemen

All’alba di oggi, un nuovo attacco anglo-statunitense contro Hodeida con missili lanciati da navi nel mar rosso e bombe sganciate da caccia.

Ieri, un missile balistico lanciato dallo Yemen ha colpito una nave petroliera britannica nel golfo di Aden provocando un incendio a bordo. Il Pentagono ha sostenuto che una nave militare statunitense ha rintracciato un missile degli Houthi nella zona della nave britannico e lo ha distrutto. La posizione della nave colpita è a 400 km dalle coste yemenite e questo è un segno che gli Houthi hanno un arsenale potente e che i continui bombardamenti britannici e statunitensi non hanno scalfito la sua forza militare, anzi questi attacchi hanno creato maggiori difficoltà al traffico navale commerciale.

Annunci

Domenica, 28 gennaio alle 14:30, Anbamed parteciperà ad una tavola rotonda, a Milano, in piazza Scala, organizzato dalla CGIL (vedi).

Notizie dal Mondo

Sono passati 23 mesi e due giorni dall’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina.

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Approfondimenti

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Contro la scorta mediatica di Netanyahu Leggi tutto

La resistenza del popolo curdo contro il genocidio  QUI

In ricordo di John Pilger, un maestro di giornalismo. leggi.

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I bambini di Gaza mandano un video per il compleanno di Papa Francesco: Il video

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  • [Finestra sulle Rive Arabe] Tra sogno e incubo, alcuni aspetti della narrativa fantastica egiziana contemporanea. QUI

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