Per ascoltare l’audio di oggi, 18 marzo 2024:

Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo

(testata giornalistica online fondata da Farid Adly.

Direttore responsabile Federico Pedrocchi)

Rassegna anno V/n. 076 (1327)

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Appello 1

Tutti i giorni arrivano nuove adesioni all’appello che abbiamo lanciato ad ottobre per un cessate il fuoco permanente e per il rilascio dei prigionieri civili.

Potete aderire, scrivendo alla redazione. Diffondete, per favore!

L’elenco dei sottoscrittori dell’appello lo trovate sul sito, in questa pagina: qui.

Appello 2

Mai Indifferenti. Voci ebraiche per la PACE leggi tutto

Le notizie

Genocidio a Gaza

Nel 163esimo giorno di aggressione contro la popolazione civile di Gaza, l’esercito di occupazione ha compiuto 9 stragi provocando l’uccisione di 92 persone e il ferimento di altre 130.

Sterminio dei bambini

Il numero dei bambini uccisi a Gaza ha superato i 13 mila, secondo un censimento dell’Unicef. Il notiziario tv della CNN ha scritto i nomi dei bambini assassinati su tutti i muri del vasto studio televisivo, dando un forte impatto agli spettatori sulla gravità del crimine compiuto.

Ospedali nel mirino

L’esercito israeliano ritorna a smantellare quel che rimane del complesso ospedaliero Shifà con il pretesto di un suo utilizzo da parte della resistenza. Obici di artiglieria e sparatorie contro gli sfollati. Secondo il personale sanitario non è stato possibile soccorrere i feriti per l’intenso fuoco delle truppe assedianti e dei cecchini, che sparano contro chiunque si avvicinasse all’ingresso. Con i megafoni, i soldati ordinano agli sfollati di abbandonare la struttura, ma chi si avvicina all’uscita viene colpito.

Uccidere per fame

Per la prima volta da oltre 4 mesi sono entrati ieri a Jebalia e Beit Lahia dei camion di aiuti umanitari. Ed è anche la prima volta che le operazioni di distribuzione non siano accompagnate da sparatorie da parte dei soldati contro gli affamati che attendono l’arrivo degli aiuti. Ma poco prima dell’arrivo dei camion a Beit Lahia, l’aeronautica israeliana ha bombardato il campo provocando morti e feriti.

Trattative

Spaccature e divisioni all’interno del governo israeliano sulla proposta di scambio di prigionieri avanzata da Hamas. Il premier Netanyahu continua a parlare dell’offensiva su Rafah e ostacola l’approvazione delle linee di condotta della delegazione da mandare a Doha, per le trattative indirette con i capi del movimento palestinese. Nella capitale del Qatar sono già arrivati egiziani e statunitensi; la delegazione israeliana è attesa per oggi.

 

Cisgiordania e Gerusalemme Est

All’alba di oggi, lunedì, le truppe di occupazione hanno invaso contemporaneamente le città di Tulkarem, Qalqilia e Betlemme. Nella notte invece i rastrellamenti hanno toccato villaggi nei pressi di Jenin e Yatta.

Si sono svolti stamattina ad Anata, vicino a Gerusalemme, i funerali del giovane Rami Halhouli, assassinato 4 giorni fa ad un posto di blocco israeliano a Shu’fat. Il suo corpo è stato sequestrato per tutto questo tempo dalle truppe israeliane ed è stato riconsegnato alla famiglia soltanto ieri sera.

Sostituzione etnica

Un gruppo di coloni armati, sostenuti dall’esercito, hanno cacciato ieri 5 famiglie di pastori della comunità di Sukhn, ad est di Nablus, costretti con la forza delle armi ad abbandonare le loro terre. 30 persone, su 200 della comunità, hanno dovuto smantellare le proprie tende ed andarsene, sotto la minaccia delle armi dei coloni. In precedenza, non erano mancate le azioni di disturbo come la chiusura dei pozzi con il calcestruzzo, il furto delle pecore e il divieto di costruire abitazioni e ripari per gli animali. Le terre della comunità di Sukhn constano in 15 mila donum (1 donum = a 1000 mq) e fanno gola al progetto di sostituzione etnica in atto da parte dei governi israeliani che si sono succeduti dal 1967 in poi.

Siria

La Turchia non smette un giorno di attaccare militarmente le zone dell’autonomia curda nel nord della Siria. Attacchi che avvengono in simultanea con quelli delle bande di jihadisti di Daiesh (Isis). Una coincidenza sicuramente non casuale, visto la sua perdurante costanza. Ieri i droni turchi hanno lanciato missili sulla zona curda della provincia di Aleppo, nell’area di Tal Rifaat. Un giovane operaio di 18 anni è stato ucciso ed altri 3 sono rimasti feriti. Due attacchi con droni sono avvenuti nella zona sotto il controllo curdo di Afrin.

Un gruppo di jihadisti ha attaccato il villaggio di pastori Masrab, nella provincia di Deir Azzour. Hanno terrorizzato i cittadini con le loro sparatorie e poi hanno seminato la zona di mine, causando stragi tra i greggi di pecore.

Egitto

Si è tenuto al Cairo il vertice Egitto-UE per un accordo di relazioni strategiche. Il comunicato congiunto finale sottolinea la necessità di impedire un attacco israeliano su Rafah. “Un tale attacco sarebbe la causa di una destabilizzazione in tutta le regione”. Il presidente egiziano Al-Sisi ha detto che l’Egitto si oppone alla deportazione della popolazione di Rafah.

La presidente della commissione UE, Von der Leyen, ha sottolineato i 6 ambiti nei quali si sviluppa la partnership tra UE e Egitto. Tra questi vi è la questione contenimento dell’immigrazione. Sono stati forniti all’Egitto linee di prestiti per 7,4 miliardi di euro in 4 anni.

Migranti

Nel 2023, in Yemen sono arrivati 96 mila migranti, la stragrande maggioranza dei quali provenienti dal Corno d’Africa. È un numero che supera quello dell’anno precedente, quando è stato registrato l’arrivo di 70 mila persone. Malgrado la guerra e la povertà, lo Yemen rimane una meta di traffico di esseri umani, tramite piccole imbarcazioni che trasportano i migranti verso le coste yemenite. In tortuosi viaggi, questi migranti tentano poi di raggiungere via terra i paesi del Golfo, principalmente l’Arabia Saudita. Se la guerra non ferma i flussi migratori, figuriamoci i decreti.

Notizie dal Mondo

Sono passati due anni e 23 giorni dall’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina. Com’era previsto Putin ha vinto le presidenziali. Ha ottenuto l’88% dei voti.

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Domenica 28 gennaio, Anbamed ha partecipato ad una tavola rotonda, a Milano, in piazza Scala, organizzata dalla CGIL (leggi l’intervento di Farid Adly)

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