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Questo popolo ha sette anime. Quarta puntata Una squadra di calcio a Daraj, in mezzo alle rovine.

È un verso di una poesia di Tawfiq Zayyad, grande poeta palestinese del secolo scorso, scomparso il 5 luglio 1994. “questo popolo ha sette anime,
ogni volta che muore, rinasce più giovane e bello”.
Ascolta la poesia inserita nella Cantata Rossa per Tal El Zaatar di Giulio Stocchi e Gaetano Liguori.

In questa rubrica vi racconteremo storie di resilienza e determinazione di un popolo che ama la vita e merita di vivere con dignità, indipendenza e libertà. Le puntate precedenti: qui e qui 2 e qui 3

Nel contesto della diffusa distruzione delle infrastrutture sportive nella Striscia di Gaza causata dall’aggressione genocidaria israeliana, l’accademia giovanile dell’Al-Daraj Sports Club ha aperto le sue porte per coltivare giovani talenti e offrire uno spazio sportivo e ricreativo ai bambini che hanno vissuto condizioni difficili durante i bombardamenti, affrontando notevoli difficoltà legate alla carenza di campi e attrezzature sportive.

Situata nel quartiere di Al-Daraj a Gaza City, l’accademia accoglie giovani atleti dagli 8 ai 16 anni, suddivisi in due fasce d’età: dagli 8 agli 11 anni e dai 12 ai 16 anni. Gli allenamenti si svolgono due volte a settimana, una al mattino e una alla sera.

I responsabili dell’accademia hanno dichiarato che il loro obiettivo è quello di preparare una generazione di atleti in grado di competere in futuro nei tornei e nei campionati locali, e di scoprire e sviluppare talenti sportivi nonostante le circostanze eccezionali nella Striscia di Gaza.

I responsabili del progetto hanno spiegato che l’accademia è nata in risposta alla dura realtà imposta dalla guerra e alla conseguente distruzione di club e campi sportivi. Hanno sottolineato che le attività sportive sono diventate uno strumento fondamentale per aiutare bambini e ragazzi a superare il trauma psicologico della guerra e ad alleviare la tristezza e la depressione che hanno sperimentato negli ultimi mesi.

Hanno evidenziato che l’accademia si trova ad affrontare numerose difficoltà, in particolare la carenza di divise e attrezzature sportive a causa delle restrizioni all’importazione di materiale sportivo da parte degli invasori israeliani.

Hanno confermato che alcuni giocatori si allenano senza divisa per mancanza di materiale disponibile, mentre l’accademia soffre di una grave carenza di palloni e altre attrezzature essenziali per l’allenamento, necessarie a giocatori e allenatori.

L’accademia deve affrontare anche un problema con il terreno di gioco. Gli allenamenti si svolgono attualmente su un manto in erba sintetica che ha circa 10 anni, nonostante gli standard sportivi ne prevedano la sostituzione ogni cinque anni. Ciò aumenta il rischio di infortuni per i giocatori.

Per far fronte a questi rischi, i responsabili hanno spiegato che un medico è presente durante tutte le sessioni di allenamento per monitorare le condizioni di salute e intervenire quando necessario.

Hanno sottolineato che i prezzi delle attrezzature sportive sono aumentati vertiginosamente a causa dell’occupazione e il blocco dei valichi, spiegando che il prezzo di un pallone da calcio, che prima si vendeva a circa 80 shekel (circa 27 dollari), a volte ha raggiunto i 400 shekel (circa 135 dollari), oltre alla difficoltà di reperirlo nei mercati.

Da parte sua, il capitano Mohammed Rabhi Shtewi, ex giocatore della nazionale palestinese e di diverse squadre palestinesi, ha affermato che l’accademia rappresenta una fase di recupero psicologico e sociale per i bambini che hanno vissuto la guerra.

Ha aggiunto che lo staff tecnico si concentra sugli aspetti ricreativi ed educativi, oltre a insegnare le basi del calcio e a infondere nei giovani giocatori la passione per questo sport.

Shtewi ha ricordato di aver subito personalmente un infortunio durante la guerra, dopo essere sopravvissuto a un massacro il 6 dicembre 2023. Ha spiegato che l’infortunio gli ha impedito di tornare ad allenarsi o a giocare a calcio per un certo periodo, prima di poter riprendere l’attività sportiva.

Ha aggiunto che l’Al-Daraj Club non fa attualmente parte del sistema della Federazione calcistica palestinese, essendo classificato come club giovanile, ma i suoi responsabili si stanno impegnando per preparare una generazione in grado di riportare il club nelle competizioni della Federazione calcistica palestinese, facendolo progredire a diversi livelli in futuro, o di fornire talenti sportivi ai club e alle nazionali palestinesi.

Diversi giocatori che partecipano all’accademia hanno espresso le loro ambizioni sportive nonostante le difficoltà che incontrano.

Lo studente Mustafa Al-Barbar ha affermato di essersi unito all’accademia per migliorare le sue capacità e realizzare il sogno di rappresentare in futuro la nazionale palestinese. Ha sottolineato che il terreno di gioco inadeguato e la mancanza di divise per i giocatori sono le maggiori difficoltà.

Il giocatore Ahmed Ghazal ha ribadito il suo desiderio di sviluppare il suo talento calcistico e di entrare a far parte della nazionale palestinese in futuro.

L’allenatore Alian Al-Zaytounia, in possesso di un certificato di allenatore della Confederazione calcistica asiatica (AFC), ha affermato che l’accademia continua la sua attività nonostante quella che ha definito “la guerra allo sport e alle infrastrutture”. Ha sottolineato che proseguire le attività sportive in queste circostanze rappresenta un tentativo di preservare il talento dei bambini e dare loro l’opportunità di perseguire i propri sogni nonostante le sfide che la Striscia di Gaza si trova ad affrontare.

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