Per ascoltare l’audio di oggi, 03 agosto 2026:

Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo

(testata giornalistica online fondata da Farid Adly;  

Direttore responsabile Federico Pedrocchi)

Rassegna anno VII/209 (2161)

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Causale: Donazione per Anbamed

A giugno, il valore complessivo delle donazioni per Anbamed è stato di 320,00 € (- 765,00 €) rispetto al precedente mese di maggio).

Datevi da fare, cari lettori e ascoltatori!

Adozioni a distanza: È stato importantissimo, invece, l’impegno dei nostri lettori a favore dei bambini di Gaza: in totale 3.202,55 € per adozioni + per pasti caldi e 725,00 € per il libro “Strega!”; nel solo mese di giugno. Siamo a 164 adozioni + 2 adozioni arrivate da nostri lettori senza un recapito. Chi ha donato per la prima volta, ci dovrebbe contattare, grazie!

I donatori interessati al certificato per le deduzioni fiscali, sono pregati di fornire nome e cognome anagrafici completi, CF e città di residenza.

Sempre per email: anbamedaps@gmail.com

Nella tua dichiarazione fiscale 2026 (reddito 2025), devolvi il 5xmille all’associazione “ANBAMED, aps per la Multiculturalità”. Nell’apposito riquadro scrivi codice fiscale: 95030850838 e firma.

Le notizie

Genocidio a Gaza

Una nuova ondata di raid aerei israeliani sulla Striscia di Gaza ha causato la morte di 14 persone, tra cui quattro bambini, dall’alba di ieri domenica. Ciò avviene nonostante l’accordo raggiunto venerdì per l’attuazione della prossima fase del cessate il fuoco, che prevede il ritiro israeliano.

Fonti ospedaliere hanno riferito che 14 persone, tra cui tre bambini e un feto di sei mesi, sono state uccise nei raid aerei israeliani in diverse aree della Striscia di Gaza dall’alba di ieri domenica.

L’esercito israeliano continua a colpire aree residenziali in diverse zone della Striscia, oltre all’attacco missilistico di sabato contro un magazzino di forniture mediche appartenente all’ospedale dei Martiri di Al-Aqsa a Deir al-Balah, nella Striscia di Gaza centrale.

Questa escalation giunge dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il cosiddetto “Consiglio per la Pace” hanno annunciato venerdì di aver raggiunto un accordo per attuare la fase successiva del cessate il fuoco a Gaza, che prevede il ritiro dell’esercito invasore. Il Consiglio per la Pace ha pubblicato una tabella di marcia in 15 punti per l’attuazione delle fasi finali del piano di cessate il fuoco di Trump per Gaza, che include disposizioni sul disarmo e un ritiro graduale di Israele dai territori palestinesi.

Fonti informate hanno riferito ad Haaretz che Israele ha notificato al Consiglio per la Pace, giovedì scorso, le proprie obiezioni a tre punti dell’accordo raggiunto con la resistenza palestinese, ritenendoli inaccettabili. Israele non intende ritirarsi dal 70% di Gaza che occupa ancora e si prepara alla colonizzazione ebraica di questi territori.

A Gaza non c’è nessun cessate il fuoco.

Questo popolo ha sette anime

È un verso di una poesia di Tawfiq Zayyad, grande poeta palestinese del secolo scorso, scomparso il 5 luglio 1994. “questo popolo ha sette anime,
ogni volta che muore, rinasce più giovane e bello”.
Ascolta la poesia inserita nella Cantata Rossa per Tal El Zaatar di Giulio Stocchi e Gaetano Liguori.

In questa rubrica vi racconteremo storie di resilienza e determinazione di un popolo che ama la vita e merita di vivere con dignità, indipendenza e libertà. Le puntate precedenti: qui e qui 2 e qui 3 e qui 4 e qui 5 e qui 6 e qui 7a puntata e 8a puntata e nona puntata

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Il nostro commento quotidiano fisso: 

Ci sono ancora coloro che obiettano che non si tratti di genocidio, basandosi su congetture storiche e non guardando la realtà delle cifre e delle intenzioni, dicono: “Dire che Israele commette genocidio è una bestemmia”.

Pronunciare una frase simile è la vera bestemmia nei confronti della memoria dei sei milioni di ebrei assassinati dal nazismo tedesco.

Cisgiordania

In Cisgiordania si assiste a una simultanea escalation di attacchi da parte dei coloni e di operazioni militari dell’esercito israeliano, in uno scenario che i palestinesi descrivono come una “divisione dei ruoli” tra le due parti. Questo avviene nel contesto dell’espansione degli insediamenti e della crescente paura dello sfollamento di ulteriori campi profughi palestinesi e degli attacchi contro le organizzazioni internazionali che operano nei territori palestinesi occupati.

Negli ultimi giorni, un grupo di coloni ha aggredito un giovane palestinese dopo aver intercettato il suo veicolo nella zona di Masafer Yatta, a sud di el Khalil (Hebron). Anche la città di Madama, a sud di Nablus, è stata attaccata da un gruppo di coloni, mentre alcuni appartenenti al movimento terroristico “Gioventù delle Colline” hanno condotto quelle che sono state definite “escursioni provocatorie” vicino alla comunità di Al-Mahtoush, a est di Gerusalemme occupata.

Tutto ciò coincide con la continua espansione degli insediamenti. I coloni hanno annunciato la creazione di un nuovo avamposto nella zona di Sa’ir, a sud di Hebron, che si aggiunge alle centinaia di avamposti sparsi in tutta la Cisgiordania, una mossa che riflette la continua attività di insediamento sul territorio.

Parallelamente alle azioni dei coloni, l’esercito israeliano ha continuato le sue operazioni militari nelle città e nei villaggi della Cisgiordania. Un giovane palestinese ha riportato gravi ferite vicino al campo profughi di Jalazone, a nord di Ramallah, dopo essere stato arrestato e aggredito mentre cercava di impedire la demolizione di edifici commerciali.

Le forze israeliane hanno anche effettuato raid a Tubas e al-Bireh, mentre Nablus ha visto la più grande incursione della giornata, con decine di veicoli militari schierati nei suoi quartieri e intorno al campo profughi di al-Ein.

Iran/USA/Israele

Un’altra notte senza bombardamenti. Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian, parlando del memorandum d’intesa, ha dichiarato: “Dobbiamo impegnarci per costringere il nemico a rispettare quanto firmato”.

Il Ministero degli Esteri iraniano ha annunciato che sono in corso colloqui con il Sultanato dell’Oman per aprire una rotta di transito attraverso lo Stretto di Hormuz che non sia né una rotta settentrionale né meridionale, sottolineando che i negoziati sono bilaterali e non collegati ad altre parti.

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato di aver accettato di sospendere l’attacco pianificato contro l’Iran, indicando che la sua decisione è giunta dopo una richiesta di rinvio da parte dell’Iran e di altri paesi mediorientali, e dopo aver raggiunto quello che ha definito “i punti cardine di un accordo”.

Trump ha affermato che i punti cardine dell’accordo includono l’apertura immediata e completa dello Stretto di Hormuz e la fine della minaccia nucleare iraniana, osservando che la sospensione dell’attacco “dipende dalla capacità di raggiungere rapidamente un accordo”.

A Tel Aviv serpeggia un senso di “delusione” a causa del dietrofront del presidente statunitense sull’ipotesi di un attacco su larga scala contro l’Iran, dopo che Israele aveva fatto affidamento su tale operazione, con o senza la propria partecipazione.

L’emittente radiotelevisiva israeliana ha riportato le dichiarazioni di funzionari israeliani secondo i quali è difficile prepararsi e pianificare seriamente il futuro con il modo in cui Trump sta gestendo la situazione.

Libano

L’esercito libanese ha annunciato, ieri domenica, che cinque suoi soldati sono rimasti feriti nella città di Kfar, nel distretto di Bint Jbeil, nel Libano meridionale, e ha affermato che le ferite sono state causate dall'”esplosione di un oggetto sospetto”. Contemporaneamente, l’esercito israeliano ha effettuato bombardamenti a Bint Jbeil, mentre i droni sorvolavano la capitale Beirut e i suoi sobborghi meridionali.

Precedentemente, l’Agenzia Nazionale di Stampa Libanese ha riferito che un drone israeliano ha sganciato una bomba all’incrocio della città di Sarbin, nel distretto di Bint Jbeil, prendendo di mira un veicolo civile scortato da un mezzo militare libanese. L’attacco ha provocato il ferimento di due civili e due soldati libanesi.

Secondo l’agenzia, le forze israeliane avrebbero anche effettuato delle esplosioni di grande entità nella città di Qounine, sempre nel distretto di Bint Jbeil.

Oggi a Roma iniziano le trattative dirette a livello di ambasciatori dei due paesi presso gli USA. Sono negoziati umilianti per il governo di Beirut, perché non contemplano la fine dell’aggressione israeliana sulla popolazione libanese.

Campi di concentramento israeliani

Da quando ha assunto l’incarico, il Ministro della Sicurezza Nazionale israeliano Itamar Ben-Gvir ha intensificato le politiche punitive e le misure repressive contro i prigionieri palestinesi nei campi di concentramento israeliani. Queste misure vanno dalle aggressioni fisiche e verbali all’imposizione di dure condizioni di detenzione, tra cui la privazione sistematica di cibo e la negazione dell’assistenza sanitaria.

Nell’ultimo episodio di queste provocazioni, venerdì è emerso un video che mostra Ben-Gvir mentre aggredisce verbalmente una prigioniera palestinese nel campo di concentramento di Ofer, vicino all’insediamento di Givat Ze’ev a nord-ovest di Ramallah, nella Cisgiordania occupata, dopo aver fatto irruzione nella sua cella.

Ben-Gvir si è rivolto alla prigioniera palestinese, dicendo: “Il cibo non dovrebbe essere buono… Questo non è un hotel”.

La risposta di Ben-Gvir è giunta dopo che la prigioniera palestinese si era lamentata della scarsa qualità del cibo fornito ai detenuti, della mancanza di acqua potabile e della negazione dell’accesso all’aria aperta, tutti diritti fondamentali.

La politica di fame programmata introdotta da Ben-Gvir ha portato a un peggioramento delle condizioni di salute dei prigionieri e a una significativa diminuzione del loro peso a causa della riduzione della quantità di cibo fornita.

Secondo i rapporti delle organizzazioni per i diritti umani, le restrizioni imposte ai prigionieri palestinesi in alcuni campi di concentramento, come quella di Ketziot nel deserto del Negev, includono il divieto di uscire dai reparti, la privazione delle coperte e l’obbligo di dormire su lastre di ferro.

Migranti

L’unica notizia vera nel dramma di Ceuta è la morte di 72 persone, tra i migranti mandati allo sbaraglio dal regime marocchino, per ossequio ai piani di Trump e Netanayhu contro la Spagna. Tra di loro ci sarebbe, secondo alcune fonte stampa di Rabat, anche la giocatrice di calcio femminile, Faten Al-Azizi, che aveva chiesto il visto spagnolo, ma non lo aveva ottenuto.

Gli sciacalli del governo Meloni hanno creduto alle fake news ed hanno deciso in 4 ore la cancellazione degli accordi di Schengen, che per Ceuta non sono mai sati validi. Una misura inutile di mera propaganda, che molti sprovveduti ital-idioti ci sono cascati. L’odio e il razzismo sono la misura della propaganda elettorale delle destre globali.

Domani martedì, ci sarà sulla vicenda un incontro online, a livello dei ministri dell’interno della UE, richiesto dal primo ministro spagnolo, Sanchez.

Sciopero della fame a staffetta contro il genocidio

Prosegue il digiuno a staffetta. È passato un anno intero, due mesi e 19 giorni dall’avvio della campagna di Digiuno x Gaza, l’iniziativa lanciata il 15 maggio 2025 da Anbamed. Oggi lunedì 03 agosto 2026 alla giornata di digiuno aderiscono i seguenti digiunatori: cliccate per leggere i nominativi!

Solidarietà/Al-Najdah

Le magliette in dono agli affidatari e affidatarie sono state spedite nei giorni scorsi a coloro che hanno fornito l’indirizzo e la taglia. BUONA ESTATE!

Per coloro che non hanno ancora provveduto a fornire indirizzo e taglia, siete ancora in tempo: scrivete a anbamedaps@gmail.com

Lunedì 20 luglio, Al-Najdah ha iniziato la distribuzione delle rette nella città di Gaza e nel nord della Striscia. È stato stampato un opuscolo di disegni spedito da due affidatari, Alessandra e Filippo, per il compleanno della bimba adottata a distanza. L’opuscolo è stato distribuito a tutti i bimbi e le bimbe insieme a una scatola di matite colorate, per applicarsi in un momento di evasione e educazione artistica. il resoconto su Anbamed

guarda le foto sulla pagina social di Al-Najdah.

L’associazione Al-Najdah ha distribuito, la scorsa settimana, le quote di sostegno, nel centro della Striscia di Gaza, alle famiglie dei bambini adottati tramite Anbamed e ACM. Guarda le foto.

La distribuzione degli aiuti è iniziata l’11 luglio a Khan Younis, con piccoli gruppi di al massimo 10 bambini, per motivi di sicurezza. Per vedere le foto: QUI

È uscita a giugno la raccolta di poesie “La nascita di Perseo”, di Filippo Senatore, uno degli affidatari di bambini di al-Najdah. Nella raccolta vi sono inserite poesie che riguardano il genocidio in corso a Gaza. leggi tutto e guarda il video QUI

Abbiamo spedito una settimana fa la consueta lettera domenicale alle affidatarie e agli affidatari. Abbiamo annunciato la realizzazione di un dono destinato a loro, una maglietta per ogni bambino preso in affido. Il disegno è della illustratrice Giulia Orecchia. Tiratura limitata. Mandateci un indirizzo postale, specificando la taglia.

È nato a Bologna il gruppo PD per Gaza. “Il gruppo ‘PD Bologna per Gaza’ nasce per promuovere iniziative di solidarietà concreta, informazione e mobilitazione politica a sostegno della popolazione civile di Gaza e per contribuire, anche dal territorio bolognese, alla richiesta di pace, giustizia, tutela dei diritti umani e rispetto del diritto internazionale”, si legge nella loro pagina (QUI)

Poi proseguono: “In questa pagina raccogliamo i progetti, le iniziative pubbliche, i materiali informativi e i canali attraverso cui cittadine, cittadini, circoli e realtà associative possono partecipare e dare il proprio contributo”.

Tra i progetti elencati c’è il sostegno ai bambini di Gaza tramite l’associazione Al-Najdah.

Abbiamo trasferito ad Al-Najdah, con un bonifico bancario su Palestine Bank, le donazioni da gennaio a maggio: 39.291,00 €. Grazie a tutti i donatori e le donatrici.

Abbiamo cominciato a inviare per email le schede delle adozioni a distanza, a affidatari e affidatarie, secondo l’ordine di prenotazione. Vi preghiamo di pazientare ancora qualche giorno e vedrete che anche voi riceverete la documentazione (una foto + un certificato di nascita in arabo e una breve scheda sociale in italiano). Ci scusiamo con tutti e tutte, per il ritardo che è causato dalle difficoltà di trasferire i documenti da Gaza e dalla mole di lavoro di traduzioni. Grazie per la solidarietà e per la pazienza!

È arrivata nei giorni scorsi la comunicazione di un’adozione a distanza effettuata a febbraio, ma della quale non avevamo elementi chiari sul contatto con gli affidatari. Si tratta di una società fotografica di Cesano Boscone, che aveva raccolto foto di fotografi, stampandole e donandole in cambio di un contributo dei visitatori della mostra organizzata all’uopo. L’associazione si intitola Cizanum. La cifra raccolta è di 900 €. Una lettera della presidente, Elvira Pavesi, a nome di tutti i Soci del Circolo Fotografico Cizanum, arrivata in redazione ha chiarito la maternità del gesto solidale. (sito del Circolo).

Il numero totale dei bambini e delle bambine in affido è arrivato a 164. Continuano ad arrivare anche donazioni per pasti caldi. Altre richieste di informazione sul progetto Ore Felici per i bambini di Gaza sono arrivate in redazione.

Stiamo spedendo le certificazioni per le donazioni. Chi le ha ricevute è pregato di confermare la ricezione. Chi non le ha ancora ricevute, aspetti. Chi non ha ancora mandato la richiesta della certificazione con i dati anagrafici e fiscali completi: nome e cognome, città di residenza e CF, scriva un’email con oggetto: “dati fiscali per certificazione donazioni”, all’indirizzo anbamedaps@gmail.com .

La cronaca della solidarietà con Al-Najdah degli ultimi mesi la trovate qui.

Per ordinare il libro illustrato per bambini, scrivere a anbamedaps@gmail.com. Contributo minimo 20 euro per ogni copia. Inserite un indirizzo di posta per ricevere il pacco.

Per chiedere info o aderire al progetto Ore Felici per i Bambini di Gaza, la campagna di adozioni a distanza, scrivete a: anbamedaps@gmail.com

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