Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo

(testata giornalistica online fondata da Farid Adly.

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Rassegna anno V/n. 069 (1320)

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Appello 1

Tutti i giorni arrivano nuove adesioni all’appello che abbiamo lanciato ad ottobre per un cessate il fuoco permanente e per il rilascio dei prigionieri civili.

Potete aderire, scrivendo alla redazione. Diffondete, per favore!

L’elenco dei sottoscrittori dell’appello lo trovate sul sito, in questa pagina: qui.

Appello 2

Mai Indifferenti. Voci ebraiche per la PACE leggi tutto

Le notizie

Genocidio a Gaza

L’esercito israeliano ha commesso ieri 8 stragi: 85 uccisi e 130 feriti. Il numero dei civili assassinati dall’inizio dell’aggressione ha superato i 31 mila e i feriti i 72 mila.

I bombardamenti sulla popolazione civile sono incessanti in particolare su Rafah, ultimo rifugio per il 90% dei gazzawi.

Esecuzioni extragiudiziali

Un’ammissione tardiva del portavoce dell’esercito dell’esecuzione gratuita di un anziano palestinese sordomuto disarmato a Gaza da parte dei soldati israeliani. Non poteva fare altro, visto che sono stati i suoi stessi soldati assassini a pubblicare, sui social, i video della loro bravata criminale e per di più vantandosene con commenti vergognosi. Come al solito, l’esercito si copre con la promessa di un’inchiesta e tante parole a vanvera. Manovra che non cancella il comportamento nazista dei suoi capò.

Uccidere per fame

La gente di Gaza continua a morire di fame, tutti i giorni. Altri 3 bambini neonati sono morti per mancanza di latte. Una donna intervistata da una tv araba ha detto che “il mese del digiuno Ramadan arriva, mentre noi digiunavamo da mesi. Mangiamo una volta al giorno del pane fatto con il fieno macinato e un brodo di erbe raccolte nelle strade”.

Un funzionario dell’ONU ha affermato che durante tutto il mese di febbraio, sono entrate nel nord della Striscia soltanto tre spedizioni delle 26 programmate. “L’esercito israeliano ha impedito in modo sistematico la fornitura di aiuti necessari per la sopravvivenza della popolazione civile”.

L’UNRWA ha affermato che “la fame sta colpendo tutta la popolazione di Gaza, in condizioni di totale assedio. La situazione è tragica. La responsabilità ricade sull’esercito occupante che vieta con i bombardamenti il lavoro di soccorso umanitario”.

730 accademici israeliani hanno firmato un appello per l’ammissione di aiuti umanitari alla popolazione di Gaza, prima della morte di massa per fame. “Sarebbe un’onta indelebile sulla condotta di Israele”.

Le leghe dei villaggi

L’inutile dibattito tra Tel Aviv e Washington sul dopo guerra a Gaza è futile e fuorviante. Gli Stati Uniti propongono di assegnare la gestione di Gaza all’Autorità nazionale palestinese, guidata dal presidente Abbas, ma depurata dalla sua portata politica, con la formazione di un governo tecnico. I passi in avanti su questa illusione sono a buon punto, con le dimissioni del premier Shtie e le rivelazioni sul nome del futuro capo del governo nella persona di Mohammed Mustafà, presidente del Fondo palestinese d’Investimenti, uomo ben collegato con le istituzioni finanziarie europee e statunitensi.

Mahmoud Al-Habbash, un consigliere del presidente Abbas, ha dichiarato che su questa via il percorso è stato già segnato: “Le forze politiche palestinesi non avranno nessuna voce in capitolo. L’unico a decidere la linea è il presidente Abbas. Hamas deve rassegnarsi, non avrà la gestione di Gaza”.

Contro questa prospettiva “politica”, Netanyahu ha avanzato l’idea di rispolverare l’esperienza degli anni settanta in Cisgiordania, quando i governi israeliani di allora avevano inventato, per contrastare il sostegno all’OLP, “le Leghe dei villaggi”, strutture di collaborazionisti organizzate su base clanistica familiare. Il premier israeliano aveva tuonato contro le ipotesi avanzate da Blinken: “No Fatah-stan, no Hamas-stan”.

A Gaza, i servizi israeliani hanno lavorato alacremente per trovare collaborazionisti disponibile ad assecondare questo piano. Fonti palestinesi sostengono che 12 delegazioni di paesi amici di Israele, arabi e internazionali, hanno condotto esplorazioni e consultazioni alla ricerca di personaggi locali disponibili ad amministrare il territorio, diviso in piccoli bantustan, alle dirette dipendenze dal comando militare israeliano.

Ieri a Rafah, un’assemblea dei rappresentanti di tutte le città e campi profughi della Striscia, ha respinto questa prospettiva, sostenendo che “i traditori non si trovano tra di noi. L’esercito occupante se ne deve ritirare e l’unica prospettiva praticabile è l’unità del movimento di resistenza per conquistare la soluzione di uno Stato indipendente”.

Cisgiordania e Gerusalemme Est

Rastrellamenti a Nablus, Qalqilia, Tulkarem e El-Khalil. Gruppi di resistenza hanno affrontato i soldati con bottiglie molotov e mine artigianali.

Coloni ebrei israeliani hanno profanato con danze e balli la moschea di Al-Aqsa, alla vigilia del mese del digiuno islamico Ramadan.

Per la preghiera islamica della notte, le truppe di occupazione hanno impedito agli uomini al di sotto di 40 anni di entrare nelle moschee di Al-Aqsa. Durante la repressione di ieri sera, sono stati arrestati 20 attivisti.

L’esercito ha mobilitato 15 mila soldati per l’assedio delle città palestinesi.

Solidarietà Internazionale

Manifestazioni in Olanda contro la visita del presidente israeliano, Herzog. La più importante è stata organizzata ieri ad Amsterdam ed ha visto una forte partecipazione di organizzazioni ebraiche che si battono contro l’occupazione e contro la guerra a Gaza.

Jihadismo

Il gruppo di Al Qaida nella Penisola arabica (AQAP) ha annunciato l’assassinio del suo capo di nazionalità saudita, Khalid Batarfi, senza specificare altri dettagli. Viene sostituito con lo yemenita Saad Al-Awlaqi, capo del consiglio shura della rete terroristica più letale nella galassia jihadista. Aqap infatti aveva rivendicato l’attacco contro la redazione del settimanale satirico francese, Charlie Hebdò, nel 2015 che provocò la morte di 12 persone.

Iraq

Il governo iracheno ha annunciato di aver ucciso 10 jihadisti dell’Isis in diverse operazioni preventive nelle province di Diali, Kirkuk, Anbar e Salahuddin. Alle operazioni hanno partecipato, insieme alle unità speciali dell’esercito, anche le milizie Hashd Shaabi. Il portavoce dell’esercito ha informato che i jihadsiti stavano preparando attacchi terroristici da attuare nel mese del digiuno islamico, Ramadan.

Libia

Ieri sera, è avvenuta un’enorme esplosione a sud della capitale libica con una lunga colonna di fumo. L’esplosione secondo fonti giornalistiche locali sarebbe avvenuta contro una centrale elettrica. Non si tratterebbe di un incidente ma di un attacco da parte di una milizia non soddisfatta dai risultati ai quali è arrivato il vertice delle tre istituzioni libiche (Parlamento, Congresso e Presidenza) al Cairo, su invito della Lega Araba. 

Saleh (presidente Parlamento), Tekala (presidente Congresso) e Menfi (Consiglio presidenziale) hanno convenuto di formare un nuovo governo unitario per la gestione della fase elettorale.

“Il governo Dbeiba e le milizie che lo appoggiano non sono d’accordo e manovrano contro, per una destabilizzazione della situazione”, ha commentato il portavoce del Parlamento da Bengasi.

Notizie dal Mondo

Sono passati due anni e 17 giorni dall’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina. La Polonia afferma la presenza di truppe NATO in Ucraina. Lo avrebbe comunicato il ministro degli esteri di Varsavia durante una cerimonia per commemorare i 25 anni di ingresso nell’alleanza atlantica.

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2 commenti

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