Per ascoltare l’audio di oggi, 02 settembre 2026:

Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo

(testata giornalistica online fondata da Farid Adly;  

Direttore responsabile Federico Pedrocchi)

Rassegna anno VII/239 (2191)

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Causale: Donazione per Anbamed

Ad agosto, il valore complessivo delle donazioni per Anbamed è stato di 130,00 € (- 450,00 €) rispetto al precedente mese di luglio).

Una debacle dolorosa. Datevi da fare, cari lettori e ascoltatori!

Per fortuna il 5×1000 ha funzionato: 1751,98 €.

Adozioni a distanza: È stato importantissimo, invece, l’impegno dei nostri lettori a favore dei bambini di Gaza: in totale 3.550,00 € per adozioni (nuove e rinnovi) + per pasti caldi e 40,00 € per il libro “Strega!”.

Siamo a 168 adozioni (2 adozioni arrivate da nostri lettori senza un recapito). Chi ha donato per la prima volta, ci dovrebbe contattare, grazie!

I donatori interessati al certificato per le deduzioni fiscali, sono pregati di fornire nome e cognome anagrafici completi, CF e città di residenza.

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Le notizie

Genocidio a Gaza

Il sangue dei Gazzawi per alimentare al campagna elettorale di Netanyahu.

Un attacco israeliano di terra ad ovest di Gaza città con l’utilizzo di collaborazionisti e truppe speciali, e poi, dopo il fallimento dell’operazione, un massiccio bombardamento con caccia e droni. Sono stati uccisi 4 bambini e una donna.

Le versioni israeliana e palestinese non coincidono. Hamas afferma che “il piano israeliano era stato scoperto in tempo e la reazione dei combattenti ha sorpreso gli aggressori, che sono stati costretti ad una confusa ritirata, lasciando sul terreno tre uccisi e ne sono stati catturati altri tre, tutti collaborazionisti traditori”.

La versione israeliana, annunciata trionfalmente da Netanyahu e dal suo ministro della guerra Katz, parla della cattura del capo dei servizi speciali di Hamas. Non parla della partecipazione dei collaborazionisti e smentisce surrettiziamente le perdite, parlando di “nessuna perdita nelle file delle nostre truppe”.

La stampa israeliana, citando fonti anonime dell’esercito, parla di fallimento dell’operazione e che l’uomo catturato, e portato in trofeo da Netanyahu, non è il capo dei servizi speciali di Hamas, ma un funzionario della polizia che non è armata.

Un altro cittadino palestinese, di 73 anni, è stato ucciso durante un bombardamento israeliano sul campo di sfollati di Deir al-Balah.

La marina israeliana ha arrestato 10 pescatori palestinesi in mare, mentre svolgevano il loro lavoro.

A Gaza non c’è nessun cessate il fuoco.

Appello: “Ai bambini di Gaza il Nobel per la Pace”

Per aderire:  petizione.gaza@avvenire.it  per leggere l’appello  

Questo popolo ha sette anime

È un verso di una poesia di Tawfiq Zayyad, grande poeta palestinese del secolo scorso, scomparso il 5 luglio 1994. “questo popolo ha sette anime,
ogni volta che muore, rinasce più giovane e bello”.
Ascolta la poesia inserita nella Cantata Rossa per Tal El Zaatar di Giulio Stocchi e Gaetano Liguori.

In questa rubrica vi racconteremo storie di resilienza e determinazione di un popolo che ama la vita e merita di vivere con dignità, indipendenza e libertà. Le puntate precedenti: qui e qui 2 e qui 3 e qui 4 e qui 5 e qui  6 e qui 7a puntata e 8a puntata e nona puntata e decima puntata: leggi tutto! 11° puntata leggi tutto! 12° puntata  leggi tutto!

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Il nostro commento quotidiano fisso: 

Ci sono ancora coloro che obiettano che non si tratti di genocidio, basandosi su congetture storiche e non guardando la realtà delle cifre e delle intenzioni, dicono: “Dire che Israele commette genocidio è una bestemmia”.

Pronunciare una frase simile è la vera bestemmia nei confronti della memoria dei sei milioni di ebrei assassinati dal nazismo tedesco.

USA/Iran

Si torna alla guerra guerreggiata. Dopo gli attacchi di due giorni fa sull’isola di Larak e la risposta iraniana contro le basi Usa in Giordania e EAU, le forze Usa sono tornate a colpire duramente il territorio iraniano.

Il Comando Centrale degli Stati Uniti (CENTCOM) ha dichiarato di aver completato una serie di attacchi contro obiettivi militari iraniani, tra cui siti di difesa aerea, sistemi radar, installazioni navali, postazioni per la posa di mine e siti di comunicazione. Le cose non sembrano andate come le racconta Centcom, perché la stampa iraniana parla di vittime civili, famiglie con donne e bambini, e non solo personale militare. Il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano ha dichiarato che “l’elenco delle atrocità Usa contro il popolo iraniano è un’enormità”, riferendosi all’uccisione o al ferimento di oltre 50 persone in un attacco contro un edificio residenziale a Kuhstak-Sirik durante una celebrazione nuziale.

La risposta iraniana non si è fatta attendere. Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno annunciato un massiccio attacco missilistico balistico contro gli hangar per droni a lungo raggio della base aerea Prince Hassan in Giordania, affermando di aver ucciso diversi piloti. Hanno inoltre annunciato di aver preso di mira basi statunitensi a Erbil, nel Kurdistan iracheno. Anche questa versione viene smentita dalle controparti.

Le Forze Armate giordane hanno annunciato l’intercettazione e la distruzione di 10 missili balistici, mentre altri tre sono atterrati in zone remote, senza causare vittime.

Il Kuwait ha annunciato che la sua difesa aerea ha intercettato attacchi missilistici e con droni, mentre il Bahrein ha dichiarato di aver intercettato e distrutto droni iraniani diretti verso il regno.

Cisgiordania

A Nablus, un gruppo di coloni hanno tentato di incendiare nella notte una moschea nella città di Beita. Secondo fonti locali, sentite da Anbamed, i coloni hanno appiccato il fuoco a una stanza vicino alla moschea Nur al-Din Zanki dopo aver fallito nel tentativo di sfondare le porte della moschea, e hanno anche imbrattato il luogo con scritte razziste contro i palestinesi e gli arabi.

Le truppe dell’esercito di occupazione hanno compiuto ieri 36 attacchi e rastrellamenti in tutte le province della Cisgiordania, con l’arresto di 39 attivisti.

Gli ulivi palestinesi minacciano la sicurezza di Israele. E l’esercito li sradica. Ieri, le truppe di occupazione si sono accanite con bulldozer sugli ulivi nella strada che collega Arraba e Yaabud, ad ovest di Jenin.

Qusra

25esimo giorno di assedio delle tre famiglie palestinesi da parte di coloni e esercito. L’occupazione militare israeliana sta utilizzando l’assedio per sfollare le tre famiglie, limitando il loro accesso ad acqua, elettricità, cibo e altri beni di prima necessità.

La storia dell’assedio risale al 21 gennaio 2026, quando i coloni ebrei israeliani hanno stabilito un avamposto a 500 metri dalle tre case. Poi i coloni hanno eretto una tenda a 20 metri dall’abitazione della famiglia Hassan. La tenda, fin dal momento in cui fu montata, divenne un punto di accesso per le visite dei coloni e un punto di partenza per molestie e attacchi alle case dei palestinesi.

La signora Hassan ha dichiarato in un’intervista: “Le nostre case si trovano a Jabal Ras al-Ain e sono isolate dal resto della città, a circa un chilometro di distanza. Ora, l’esercito israeliano ha trasformato le nostre case in una zona militare chiusa, impedendoci di uscire o entrare, di andare al lavoro, di visitare i familiari o di andare in ospedale senza previa autorizzazione. Spesso, i coloni ignorano questa autorizzazione e ci attaccano anche dopo averla ottenuta”. Ha aggiunto: “L’assedio ha avuto un impatto devastante sulle nostre vite. Non possiamo uscire per comprare da mangiare e i coloni ci attaccano quotidianamente. Hanno interrotto la fornitura di elettricità e acqua, e siamo riusciti a ripristinarle solo pochi giorni fa. Quando mia figlia si è sentita male, sono riuscita a portarla fuori grazie a un po’ di coordinamento e ho chiamato un’ambulanza. Tuttavia, il primo tentativo è fallito perché i coloni si sono opposti all’ambulanza. Il giorno dopo, hanno cercato di rovesciare l’ambulanza e ci hanno aggredito mentre stavamo andando via, mettendo a rischio le nostre vite”.

Hassan aveva lasciato temporaneamente la sua casa per far curare la figlia di due anni e mezzo. Al suo ritorno, ha scoperto che l’esercito di occupazione aveva trasformato la sua casa in una caserma. Lei, suo marito e le loro due figlie hanno trascorso un’intera settimana dai vicini. Ha proseguito, con la voce piena di angoscia: “L’esercito di occupazione ha lasciato la nostra casa e, al mio ritorno, ho trovato tutto devastato. Viviamo sotto assedio, sia da parte dell’esercito che dei coloni, che ci lanciano pietre contro”.

Campi di concentramento israeliani

La Procura israeliana ha presentato un atto d’accusa presso il Tribunale distrettuale di Beersheba contro 12 guardie carcerarie e personale penitenziario, accusandoli di aver causato la morte del detenuto Thaer Abu Asab di Qalqilya per negligenza e di aver aggredito altri otto detenuti.

Durante la guerra a Gaza, verso mezzogiorno, il detenuto Abu Asab chiese a una guardia: “C’è una tregua?”. Quella sera, un ufficiale, insieme ad altre guardie e personale, aggredì brutalmente Abu Asab e diversi altri detenuti dopo averli isolati in una cella. Abu Asab morì poche ore dopo.

Il nuovo antisemitismo contro i palestinesi

Gli organizzatori del Festival di fotografia sportiva di Deauville hanno rimosso, silenziosamente, l’immagine che mostrava due squadre palestinesi su un campo circondato da edifici distrutti. La fotografia era stata scattata dal fotografo gazawi Jihad Ashrafi.

Lunedì un tribunale francese ha ordinato agli organizzatori del festival di ripristinare la fotografia raffigurante due squadre di calcio di Gaza, rimossa a metà della mostra.

Il tribunale ha sospeso la decisione del comune, emessa il 20 agosto, ritenendola superflua e sproporzionata.

La mostra, incentrata sui valori dello sport e inaugurata a giugno, dovrebbe rimanere aperta fino al 6 settembre. I funzionari del comune di Deauville hanno dichiarato al tribunale che la ristampa e la riesposizione della fotografia richiederanno sei giorni. Agnès Tricoire, presidente dell’organizzazione per i diritti d’autore OLC, che ha richiesto l’ingiunzione del tribunale, ha dichiarato che distruggere l’immagine originale sarebbe “scandaloso” e ha promesso di intraprendere ulteriori azioni legali.

Sono le forme sottili di sostegno al genocidio in atto a Gaza, nascondendo le immagini che lo documentano. Una nuova forma di negazionismo, che rappresenta una complicità nelle campagne di odio contro i palestinesi.

Presidio 9/9 contro il DDL Bavaglio

Mercoledì 9 settembre, alle ore 13:00, a Roma, in Piazza Capranica, a Montecitorio, numerose realtà promotrici daranno vita a una mobilitazione nazionale contro l’approvazione del cosiddetto “DDL Bavaglio”, che equipara l’antisionismo all’antisemitismo e criminalizza ogni critica a Israele ed al genocidio in atto. È un DDL pericoloso perché minaccia la libertà di parola e colpisce giornalisti, insegnanti e studenti e i movimenti contro la guerra e per una Palestina libera. Centinaia di associazioni hanno firmato l’appello e si realizzeranno, in moltissime città, delle maratone di mobilitazioni in contemporanea con l’iniziativa nazionale a Roma.

Il 9 settembre riprende il dibattito, in parlamento, sul discutibile DDL

Anbamed ha aderito. Approfondisci!

Boicottaggio-BDS globale

In Gran Bretagna, manifestanti e sostenitori della Palestina hanno bloccato uno stabilimento di proprietà della Rafael, protestando contro i legami della fabbrica con l’industria bellica israeliana e il suo coinvolgimento nella guerra genocida contro Gaza.

Sciopero della fame a staffetta contro il genocidio

Prosegue il digiuno a staffetta. È passato un anno intero, tre mesi e 18 giorni dall’avvio della campagna di Digiuno x Gaza, l’iniziativa lanciata il 15 maggio 2025 da Anbamed. Oggi mercoledì 02 settembre 2026 alla giornata di digiuno aderiscono: cliccate per leggere i nominativi!

La partecipazione al digiuno è aperta a tutti e tutte. Scriveteci, indicando il giorno e, facoltativa, una motivazione. Grazie.

Solidarietà/Al-Najdah

Alla Festa provinciale dell’Unità a Bologna, si è tenuto, sabato 29 AGOSTO a Casadeipensieri2026, un collegamento online con Gaza, dov’è stato presentato il libro di Majd Al-Assar: “Il mio cuore libero. La forza di una madre di Gaza” (Garzanti ed.) L’autrice, in collegamento video da Gaza, ha risposto alle domande di Alessandro Castellari, sia sul libro che sulla situazione che si vive nella Striscia occupata. Ha condotto l’incontro: Anne Drerup. Interprete: Cecilia Clementel (Regia: Nicola Atzeni). Quando sarà pronto il video, lo pubblicheremo su Anbamed.

Le affidatarie di Bologna hanno creato due account “Adozioni a distanza Gaza”, su Instagram QUI e FB qui. Seguiteli, mettete espressioni di gradimento (like) e commentate. Saranno canali di diffusione del progetto Ore Felici per i bambini/e di Gaza. Cominciano ad arrivare le prime chiamate di richieste informazioni e adesioni.

Per chiedere info o aderire al progetto Ore Felici per i Bambini di Gaza, la campagna di adozioni a distanza, scrivete a: anbamedaps@gmail.com

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  1. […] [Anbamed] NL 2191 – 02 settembre 2026 [Anbamed] NL 2190 – 1° settembre 2026 […]

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