Per ascoltare l’audio di oggi, 03 settembre 2026:
Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo
(testata giornalistica online fondata da Farid Adly;
Direttore responsabile Federico Pedrocchi)
Rassegna anno VII/240 (2192)
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Le notizie
Genocidio a Gaza
8 palestinesi uccisi e 31 feriti nella giornata di ieri, dopo la carneficina di due giorni fa.
Stamattina, un altro palestinese ucciso e diversi feriti in un raid aereo israeliano contro una tenda all’interno della città di Asdaa a Khan Younis, nel sud della Striscia di Gaza.
Bombardamento di artiglieria a nord-est del campo profughi di al-Bureij, nella Striscia di Gaza centrale.
Tra le violazioni israeliane a Gaza si segnalano l’arresto di quattro pescatori e autisti di camion per gli aiuti umanitari, e il rapimento di cittadini da parte di milizie che collaborano con l’occupazione israeliana.
A Gaza non c’è nessun cessate il fuoco.
Deportazione e pulizia etnica a Gaza
Il ministro della guerra israeliano, Katz, ha rivelato che Israele ha predisposto piani per la deportazione dei palestinesi dalla Striscia di Gaza, ma attende che gli Stati Uniti raggiungano un accordo sulla destinazione del trasferimento.
Katz ha affermato in una conferenza stampa: “In definitiva, non esiste una vera soluzione per Gaza senza questa cacciata”, aggiungendo che il governo israeliano è “organizzato e preparato a trasferirli via mare, via aria e con ogni mezzo possibile”.
Il primo ministro israeliano, ricercato dalla Corte penale internazionale per crimini di guera e contro l’umanità, Netanyahu, ha dichiarato che Israele non intende ritirarsi da alcuna area sotto controllo militare nella Striscia di Gaza.
Secondo le Convenzioni di Ginevra, la deportazione forzata di civili dai territori occupati è considerato un crimine di guerra.
Appello: “Ai bambini di Gaza il Nobel per la Pace”
Per aderire: petizione.gaza@avvenire.it per leggere l’appello
Questo popolo ha sette anime
È un verso di una poesia di Tawfiq Zayyad, grande poeta palestinese del secolo scorso, scomparso il 5 luglio 1994. “questo popolo ha sette anime,
ogni volta che muore, rinasce più giovane e bello”. Ascolta la poesia inserita nella Cantata Rossa per Tal El Zaatar di Giulio Stocchi e Gaetano Liguori.
In questa rubrica vi racconteremo storie di resilienza e determinazione di un popolo che ama la vita e merita di vivere con dignità, indipendenza e libertà. Le puntate precedenti: qui e qui 2 e qui 3 e qui 4 e qui 5 e qui 6 e qui 7a puntata e 8a puntata e nona puntata e decima puntata: leggi tutto! 11° puntata leggi tutto! 12° puntata leggi tutto!
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Il nostro commento quotidiano fisso:
Ci sono ancora coloro che obiettano che non si tratti di genocidio, basandosi su congetture storiche e non guardando la realtà delle cifre e delle intenzioni, dicono: “Dire che Israele commette genocidio è una bestemmia”.
Pronunciare una frase simile è la vera bestemmia nei confronti della memoria dei sei milioni di ebrei assassinati dal nazismo tedesco.
Cisgiordania
Ieri, mercoledì sera, un giovane e un ragazzo palestinesi sono stati uccisi dalle forze di occupazione israeliane e dai coloni durante un raid nel villaggio di Al-Mughayyir, a nord di Ramallah. Si tratta dell’ennesimo crimine che si aggiunge alla crescente serie di atti di terrorismo perpetrati dai coloni contro cittadini e comunità palestinesi.
Con l’uccisione di questi due giovani, il numero di palestinesi uccisi dai coloni dall’inizio del 2026 è salito a 27, e a 63 dall’ottobre 2023. Questo allarmante aumento riflette la crescente intenzionalità di uccidere i palestinesi, sotto la protezione dell’esercito di occupazione, con l’obiettivo di costringere i nativi ad abbandonare le proprie terre.
La Mezzaluna Rossa Palestinese ha riferito che le sue squadre hanno prestato soccorso ad un palestinese colpito al collo e a un altro colpito alla schiena durante l’attacco dei coloni e delle forze di occupazione al villaggio. I feriti sono stati trasportati in ospedale, dove è stato constatato il decesso.
Il capo del consiglio del villaggio di Al-Mughayyir, Amin Abu Aliya, ha dichiarato che il giovane Omar Muhammad Naasan (19 anni) e il ragazzo Khalil Abu Aliya (16 anni) sono stati uccisi in seguito a un attacco da parte di coloni accompagnati dalle forze di occupazione israeliane.
Ha affermato che coloni e forze di occupazione hanno fatto irruzione nel centro del villaggio, vicino alla Grande Moschea, hanno attaccato due case e hanno rubato delle pecore. Ha aggiunto che cecchini dell’esercito di occupazione si sono posizionati sui tetti del centro del villaggio e, quando i residenti hanno cercato di affrontare i coloni che rubavano le pecore, i cecchini hanno aperto il fuoco, ferendo gravemente i due giovani. Sono morti poco dopo essere stati trasportati in ospedale. Naasan era appena diplomato e si era iscritto all’università di Beir Zeit. Sogni infranti dalla violenza sionista.
Deportazione e pulizia etnica in Cisgiordania
Il Centro Palestinese per i Diritti Umani ha condannato la demolizione da parte delle forze di occupazione israeliane ieri, mercoledì, di 38 strutture residenziali, agricole e di servizio nel villaggio di Al-Tabban a Masafer Yatta, a sud di El-Khalil, e la deportazione di otto famiglie palestinesi costituite di 58 persone, tra cui 26 bambini e 30 donne. Queste deportazioni mirano a imporre fatti permanenti sul terreno, parti di Masafer Yatta svuotate dai loro residenti palestinesi, e preparare il terreno per l’espansione degli insediamenti e collegarli sotto il dominio israeliano alla rete di insediamenti illegali per un maggiore controllo in Cisgiordania. Sono da considerarsi come passi pratici verso l’annessione e la deportazione.
L’evacuazione dei nativi di un certo numero di villaggi di Masafer Yatta, con il pretesto di utilizzare l’area per addestramento militare, sta avvenendo da molti anni sotto gli occhi della comunità internazionale. Le condanne a parole sono state interpretate da Israele come incentivo per intensificare le loro misure contro i residenti palestinesi.
Secondo i dati di B’Tselem, il villaggio di Al-Tabban è il 66esimo villaggio, in Cisgiordania, raso al suolo e deportata la sua popolazione dall’ottobre 2023.
La Corte internazionale di giustizia ha emesso nel luglio 2024, un giudizio legale che ha affermato l’illegalità dell’occupazione israeliana continuata dei territori palestinesi occupati dal 1967 e ha chiesto la fine della presenza illegale israeliana, lo smantellamento delle colonie e l’evacuazione dei coloni. Senza misure concrete di sanzioni economiche, israele continuerà la sua politica di aggressione.
Qusra
26esimo giorno di assedio attorno alle tre famiglie palestinesi a Qusra, a sud di Nablus. Quanto sta accadendo con l’assedio delle case e i continui attacchi da parte dei coloni e delle forze di occupazione, rappresenta un modello del piano israeliano attuato nella Cisgiordania occupata, soprattutto per quanto riguarda il ruolo integrato tra l’esercito di occupazione e i coloni, che costituiscono la punta di diamante nell’esecuzione delle operazioni. Il nuovo modello del piano di occupazione in atto in Cisgiordania prevede che i coloni creino punti di attrito diretto con i cittadini palestinesi nelle aree classificate come “Area B”. Questo porta poi all’intervento dell’esercito di occupazione, che a sua volta completa la missione dei coloni imponendo un assedio alle famiglie palestinesi fino a costringerle ad andarsene.
L’esercito di occupazione sta assumendo il ruolo dei coloni con il pretesto di separarli dalle famiglie palestinesi, o con il falso pretesto di proteggerle. L’esercito controlla le quantità di acqua, cibo e rifornimenti che arrivano a queste famiglie, già assediate dall’esercito e dai suoi coloni. L’obiettivo finale di Israele è costringere le famiglie palestinesi ad andarsene.
In mancanza di misure concrete di sanzioni internazionali contro Israele, la potenza occupante si rende conto di godere di un’impunità e continua con le sue politiche di aggressione, uccisione e deportazione.
USA/Iran
Le dichiarazioni del presidente Usa adesso rasentano il ridicolo. Vuole ribattezzare lo Stretto di Hormuz, intestandolo a sé stesso: lo Stretto di Trump. E lo ha dichiarato senza mettersi a ridere.
Nel frattempo, la guerra continua. L’Iran ha lanciato diversi missili contro i paesi limitrofi. Missili iraniani sono stati rintracciati e abbattuti nei cieli di Kuwait e Bahrein. Una reazione asimmetrica, perché Teheran non attacca le navi Usa in zona oppure Israele, il paese che aveva iniziato la guerra. I paesi arabi colpiti non hanno mai reagito, perché da una parte impossibilitati militarmente e dall’altra non hanno nessuna intenzione di fare la guerra al posto di Israele.
Fonti giornalistiche di Washington hanno riferito che il presidente Trump è pronto a lanciare un nuovo attacco contro l’Iran, ma alti funzionari dello staff presidenziale stanno spingendo per contenere la guerra con l’Iran in vista delle elezioni di medio termine del 3 novembre, paventando la possibilità di intensificare gli attacchi contro l’Iran dopo le elezioni.
Secondo il Wall Street Journal, il Segretario alla guerra statunitense Pete Hegseth sta estendendo il dispiegamento delle forze americane in Medio Oriente fino al 2027, il che lascia intendere la possibilità che la guerra con l’Iran possa protrarsi anche il prossimo anno.
Libertà per il dr Hussam Abu Safiya
Il dottor Hussam Abu Safieh ha riferito al suo avvocato: “Le guardie carcerarie mi privano deliberatamente del sonno, facendo rumore e usando altoparlanti durante la notte.
Sono stato aggredito dopo una precedente visita del mio avvocato e le guardie mi hanno minacciato per impedirmi di rivelare informazioni sulle condizioni della mia detenzione.
Sono costantemente soggetto ad aggressioni fisiche da parte delle guardie carcerarie israeliane.”
Presidio 9/9 contro il DDL Bavaglio
Oltre 200 associazioni, comitati e organizzazioni sindacali hanno aderito al presidio maratona contro il DDL 1004. In tantissime città si stanno organizzando, in contemporanea, presidi locali.
Mercoledì 9 settembre, alle ore 13:00, a Roma, in Piazza Capranica, a Montecitorio, numerose realtà promotrici daranno vita a una mobilitazione nazionale contro l’approvazione del cosiddetto “DDL Bavaglio”, che equipara l’antisionismo all’antisemitismo e criminalizza ogni critica a Israele ed al genocidio in atto. È un DDL pericoloso perché minaccia la libertà di parola e colpisce giornalisti, insegnanti e studenti e i movimenti contro la guerra e per una Palestina libera. Centinaia di associazioni hanno firmato l’appello e si realizzeranno, in moltissime città, delle maratone di mobilitazioni in contemporanea con l’iniziativa nazionale a Roma.
Il 9 settembre riprende il dibattito, in parlamento, sul discutibile DDL
Anbamed ha aderito. Approfondisci!
Cultura

La Palestina candida “Citizen Osama” agli Oscar 2027. Il film “Citizen Osama”, diretto da Ahmed Hassouna, è stato selezionato per rappresentare la Palestina alla 99ª edizione degli Academy Awards nella categoria Miglior Film Internazionale nel 2027.
Il film narra la vita del giornalista Osama a Gaza, dalla nascita di suo figlio al suo primo compleanno, in una narrazione che intreccia dettagli quotidiani con la realtà della guerra e delle distruzioni.
Il film mette in luce la difficile situazione dei giornalisti palestinesi che continuano a svolgere la loro missione e a usare le loro telecamere in uno degli ambienti più pericolosi al mondo per i giornalisti.
Il film fa parte del progetto “From Ground Zero+”, lanciato dal regista Rashid Masharawi per offrire una piattaforma ai cineasti di Gaza e permettere loro di raccontare le proprie storie nel contesto della guerra.
Sciopero della fame a staffetta contro il genocidio
Prosegue il digiuno a staffetta. È passato un anno intero, tre mesi e 19 giorni dall’avvio della campagna di Digiuno x Gaza, l’iniziativa lanciata il 15 maggio 2025 da Anbamed. Oggi giovedì 03 settembre 2026 alla giornata di digiuno aderiscono: cliccate per leggere i nominativi!
La partecipazione al digiuno è aperta a tutti e tutte. Scriveteci, indicando il giorno e, facoltativa, una motivazione. Grazie.
Solidarietà/Al-Najdah
Alla Festa provinciale dell’Unità a Bologna, si è tenuto, sabato 29 AGOSTO a Casadeipensieri2026, un collegamento online con Gaza, dov’è stato presentato il libro di Majd Al-Assar: “Il mio cuore libero. La forza di una madre di Gaza” (Garzanti ed.) L’autrice, in collegamento video da Gaza, ha risposto alle domande di Alessandro Castellari, sia sul libro che sulla situazione che si vive nella Striscia occupata. Ha condotto l’incontro: Anne Drerup. Interprete: Cecilia Clementel (Regia: Nicola Atzeni). Quando sarà pronto il video, lo pubblicheremo su Anbamed.
Le affidatarie di Bologna hanno creato due account “Adozioni a distanza Gaza”, su Instagram QUI e FB qui. Seguiteli, mettete espressioni di gradimento (like) e commentate. Saranno canali di diffusione del progetto Ore Felici per i bambini/e di Gaza. Cominciano ad arrivare le prime chiamate di richieste informazioni e adesioni.
Per chiedere info o aderire al progetto Ore Felici per i Bambini di Gaza, la campagna di adozioni a distanza, scrivete a: anbamedaps@gmail.com
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[…] [Anbamed] NL 2192 – 03 settembre 2026 [Anbamed] NL 2191 – 02 settembre 2026 [Anbamed] NL 2190 – 1° settembre 2026 […]