Questo popolo ha sette anime

È un verso di una poesia di Tawfiq Zayyad, grande poeta palestinese del secolo scorso, scomparso il 5 luglio 1994. “questo popolo ha sette anime,
ogni volta che muore, rinasce più giovane e bello”.
Ascolta la poesia inserita nella Cantata Rossa per Tal El Zaatar di Giulio Stocchi e Gaetano Liguori.

In questa rubrica vi racconteremo storie di resilienza e determinazione di un popolo che ama la vita e merita di vivere con dignità, indipendenza e libertà. Le puntate precedenti: qui e qui 2 e qui 3 e qui 4 e qui 5 e qui  6 e qui 7a puntata e 8a puntata e nona puntata e decima puntata: leggi tutto! 11° puntata leggi tutto! 12° puntata  leggi tutto!

13esima puntata: La scuola dei sogni e della speranza

Dopo che la guerra ha privato gli studenti di Gaza del sogno di completare gli studi, la preside Ahlam Abdel-Aati è intervenuta e ha restituito loro la possibilità di studiare, in assenza di aule e in mezzo alle distruzioni, in una scena che riflette una determinazione eccezionale e incarna un simbolo di resilienza, sfidando le dure condizioni imposte dalla guerra. La speranza di un futuro migliore è stata la motivazione che ha spinto lei, gli insegnanti volontari, i genitori e gli studenti ad andare avanti. La “Scuola dei Sogni/Ahlam” (Ahlam in arabo significa “sogni”), composta da 8 tende, porta un messaggio al mondo: il popolo palestinese, nonostante le difficoltà, è capace di ricostruire il futuro e costruire percorsi di speranza.

La preside della scuola, Ahlam Abdel-Aati, ci ha parlato del loro progetto educativo, che è stato avviato nonostante le distruzioni, le uccisioni e la fame. Ahlam ha dichiarato: “Abbiamo fondato un centro e un istituto privato chiamato ‘Ahlam Gaza’, che si propone di servire le persone sia dal punto di vista umano che educativo, cercando di aiutarle il più possibile e di offrire loro una mano per alleviare le sofferenze causate dalla guerra”. Ha aggiunto: “Abbiamo anche allestito un campo chiamato ‘Campo umanitario Ahlam Gaza’, composto da 95 tende che ospitano 108 famiglie sfollate che non hanno altro luogo o rifugio sicuro se non le loro tende logore”. All’interno del campo, hanno creato un asilo nido e una scuola per l’istruzione primaria, preparatoria e secondaria, chiamata “Asilo nido e scuola modello Ahlam Gaza”, accreditata dal Ministero dell’Istruzione e dell’Istruzione Superiore. La scuola accoglie un gran numero di studenti, oltre mille, e impiega 50 membri del personale, tutti volontari e non retribuiti. Il loro obiettivo primario e più importante è quello di servire gli studenti e formare una generazione istruita. “E ne siamo consapevoli, nonostante i pericoli che questa guerra comporta per noi”.

Ahlam ha sottolineato che “la scuola è un’iniziativa educativa di volontari ed ha retto alle difficoltà dell’aggressione e del blocco degli aiuti umanitari. L’iniziativa è tuttora in corso; offriamo corsi dalla scuola materna fino alle superiori e gli studenti sono suddivisi per età. All’inizio, avevamo circa 1.500 studenti, ma con l’intensificarsi dei bombardamenti nella zona a sud della Striscia, il numero si è ridotto a 700. Continuano a frequentare la scuola soltanto i bambini e i ragazzi che vivono nelle vicinanze”.

La scuola è riconosciuta dal ministero dell’Istruzione palestinese ed i suoi certificati sono validi per la carriera scolastica.

Trattiamo gli studenti dalla scuola dell’infanzia alla sesta elementare come se appartenessero a un’unica fascia d’età. Partiamo dalle basi, preparando e formando gli studenti affinché possano migliorare le proprie capacità di lettura e scrittura. Per le fasce d’età più avanzate, adottiamo un approccio più strutturato, basato sulle fondamenta piuttosto che su una metodologia specifica, integrando l’insegnamento con il programma scolastico del ministero, con l’obiettivo di formare una generazione consapevole e istruita.

Il terreno era un giardino pubblico alle spalle dell’ospedale Nasser di khan Younis, che a causa dei bombardamenti israeliani era diventato una discarica per i rifiuti ospedalieri. Con l’aiuto di associazioni ambientaliste gazzawi abbiamo bonificato il terreno e costruito il campo sfollati umanitario e la scuola recintata e costituita da 8 tendoni. Per poter far fronte all’affluenza degli studenti iscritti abbiamo istituito dei turni”.

“Tra il personale docente ci sono insegnanti specializzati in educazione fisica e supporto psicologico, e un logopedista che si occupano del benessere psicologico, fisico e scolastico degli studenti. Abbiamo istituito il giovedì come giornata ricreativa speciale, un momento di ritrovo, gioco e svago per alleviare lo stress. Collaboriamo inoltre con il ‘Centro Mente e Corpo’, per fornire supporto agli studenti, alle loro famiglie e al personale docente, al fine di prepararli psicologicamente e fisicamente ad affrontare gli studi e a superare le difficoltà e gli ostacoli della guerra e della vita”.

Il lavoro volontario collettivo fa miracoli.

La direttrice Ahlam Abdel aati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *