Per ascoltare l’audio di oggi, 06 settembre 2026:

Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo

(testata giornalistica online fondata da Farid Adly;  

Direttore responsabile Federico Pedrocchi)

Rassegna anno VII/243 (2195)

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Ad agosto, il valore complessivo delle donazioni per Anbamed è stato di 130,00 € (- 450,00 €) rispetto al precedente mese di luglio).

Una debacle dolorosa. Datevi da fare, cari lettori e ascoltatori!

Per fortuna il 5×1000 ha funzionato: 1751,98 €.

Adozioni a distanza: È stato importantissimo, invece, l’impegno dei nostri lettori a favore dei bambini di Gaza: in totale 3.550,00 € per adozioni (nuove e rinnovi) + per pasti caldi e 40,00 € per il libro “Strega!”.

Siamo a 169 adozioni (2 adozioni arrivate da nostri lettori senza un recapito). Chi ha donato per la prima volta, ci dovrebbe contattare, grazie!

I donatori interessati al certificato per le deduzioni fiscali, sono pregati di fornire nome e cognome anagrafici completi, CF e città di residenza.

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Le notizie

Genocidio a Gaza

Funerali collettivi per 100 vittime palestinesi, i corpi delle quali sono stati recuperati da sotto le maceire

Stamattina, le forze di occupazione hanno bombardato un’area vicino a via Mushtaha nel quartiere di Shuja’iyya, a est di Gaza Città

Del fumo si è levato, dopo un’operazione di demolizione israeliana con la dinamite, a est del quartiere di Tuffah.

Nove persone, tra cui un bambino, sono rimaste ferite in un raid aereo israeliano vicino all’incrocio di Sanfour nel quartiere di Tuffah.

Riepilogo degli sviluppi sul campo nella Striscia di Gaza nella giornata di ieri:

-il ministero della Salute di Gaza: 17 persone uccise in due giorni;

-un bambino è rimasto ferito dal fuoco israeliano nella zona di Sudaniyya, a nord-ovest di Gaza Città;

-operazioni di demolizione hanno preso di mira le aree orientali della Striscia di Gaza;

-l’artiglieria israeliana ha bombardato la zona a est di Gaza Città;

-aerei da guerra israeliani hanno lanciato un raid aereo sulle stesse zone;

-cannoniere navali israeliane hanno aperto il fuoco al largo della costa di Khan Younis;

-droni israeliani hanno sganciato due bombe a est del quartiere di Zeitoun, in concomitanza con i bombardamenti di artiglieria in corso;

-i bombardamenti di artiglieria hanno preso di mira la zona nord-est del campo profughi di Bureij;

-la Mezzaluna Rossa Palestinese ha trasportato due feriti dalla zona di Khalidi, sulla spiaggia di Gaza Città.

Oggi si tiene un corteo funebre per 100 palestinesi uccisi, i corpi dei quali sono stati recuperati nei giorni scorsi, nel quartiere di Zeitoun, a Gaza Città. Le squadre della Protezione Civile, infatti, avevano recuperato circa 160 corpi da un palazzo denominato la Torre, distrutto dalle forze israeliane all’inizio dell’aggressione genocida con un missile anti-bunker da 2 tonnellate di esplosivo. La torre ospitava 350 sfollati.

A Gaza non c’è nessun cessate il fuoco.

Appello: “Ai bambini di Gaza il Nobel per la Pace”

Per aderire:  petizione.gaza@avvenire.it  per leggere l’appello  

Questo popolo ha sette anime

È un verso di una poesia di Tawfiq Zayyad, grande poeta palestinese del secolo scorso, scomparso il 5 luglio 1994. “questo popolo ha sette anime,
ogni volta che muore, rinasce più giovane e bello”.
Ascolta la poesia inserita nella Cantata Rossa per Tal El Zaatar di Giulio Stocchi e Gaetano Liguori.

In questa rubrica vi racconteremo storie di resilienza e determinazione di un popolo che ama la vita e merita di vivere con dignità, indipendenza e libertà. Le puntate precedenti: qui e qui 2 e qui 3 e qui 4 e qui 5 e qui  6 e qui 7a puntata e 8a puntata e nona puntata e decima puntata: leggi tutto! 11° puntata leggi tutto! 12° puntata  leggi tutto!13° puntata Leggi tutto!

14esima puntata: La musica per alleviare il dolore e creare speranza

In una dura realtà dove le risorse sono scarse, Ahmed Abu Amsha ha scelto di offrire qualcosa di diverso ai bambini sfollati di Gaza: la speranza attraverso la musica. Dalla sua tenda, insieme a cinque colleghi, Abu Amsha si dedica a fornire lezioni di musica gratuite, nella speranza di alleviare l’amarezza e le tragedie della guerra. Contiua a leggere!

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Il nostro commento quotidiano fisso: 

Ci sono ancora coloro che obiettano che non si tratti di genocidio, basandosi su congetture storiche e non guardando la realtà delle cifre e delle intenzioni, dicono: “Dire che Israele commette genocidio è una bestemmia”.

Pronunciare una frase simile è la vera bestemmia nei confronti della memoria dei sei milioni di ebrei assassinati dal nazismo tedesco.

Cisgiordania

Nella città di Turmus Ayya, a nord-est di Ramallah, due coloni hanno fatto irruzione nella parte orientale della città a bordo di una moto di grossa cilindrata, facendo scorrerie a circa 100 metri dal luogo in cui si trovava l’ambasciatore statunitense in Israele, Mike Huckabee, durante la sua visita in loco. L’ambasciatore Huckabee ha incontrato i rappresentanti del comune e alcuni residenti palestinesi, con la doppia cittadinanza Usa, che sono stati vittime di attacchi da parte dei coloni. Huckabee ha descritto la violenza dei coloni come “una sorta di terrorismo” e ha affermato che “i cittadini hanno rimostranze legittime e io sono venuto ad ascoltarli”, sottolineando che il governo e l’esercito israeliani devono garantire la sicurezza dei cittadini palestinesi in Cisgiordania.

Nella giornata di ieri, sabato, giorno di riposo ebraico, ci sono state 28 irruzioni militari e rastrellamenti in villaggi e città palestinesi, oltre a 21 aggressioni da parte dei coloni.

A Qalqilia, stamattina, un ragazzo minorenne è stato ferito dalle pallottole dei soldati israeliani, durante l’irruzione in un quartiere della città.

Deportazione e pulizia etnica in Cisgiordania

Ieri sera, un gruppo di coloni ha aggredito donne e bambini con l’aiuto di cani, nel centro di Hebron. Nostro contatto ha riferito che un gruppo di coloni provenienti dalla colonia illegale di Beit Hadassah-Daboya, sotto la protezione delle forze di occupazione israeliane, ha aggredito donne e bambini con l’aiuto di cani all’ingresso di via Shuhada, nel centro di Hebron, causando panico diffuso.

Non è una bravata spontanea e passeggera, ma una pratica ricorrente, pianificata e deliberata per costringere la popolazione nativa a fuggire.

Gli insediamenti ebraici illegali in Cisgiordania, infatti, stanno ricevendo droni, per potenziare le operazioni di ricognizione e sorveglianza, supportando così la loro presenza, l’espansione degli avamposti e la programmazione di altri attacchi contro le comunità palestinesi.

Qusra

29 giorni di assedio delle tre famiglie palestinesi da parte dei coloni ebrei israeliani, sostenuti dall’esercito di occupazione. “Siamo detenuti nelle nostre case”, ci ha detto uno degli assediati. “I soldati lasciano agire liberamente i coloni, malgrado la dichiarazione di ‘zona militare chiusa’. Noi non possiamo né uscire, né rientrare, ma i coloni agiscono indisturbati. Ci lanciano pietre e gridano frasi razziste. Il cibo scarseggia e abbiamo pochissima acqua, in bottiglia. L’acquedotto è tutt’ora bloccato dall’esercito. Il cibo passa dalle griglie dei soldati; col contagocce e soltanto in scatolette. Sogniamo un piatto di insalata fresca e pomodori”.

Campi di concentramento israeliani

Il giornalista palestinese Ramez Awad, ex prigioniero e ora rilasciato, ha denunciato la tragica realtà delle carceri israeliane, definendole “cimiteri per i vivi” dopo aver trascorso due anni in detenzione, durante i quali è stato trasferito tra il carcere di Ofer, nella Cisgiordania centrale, e quello del Negev.

Awad, che vive nella città di Jifna, a nord di Ramallah, ed è cristiano, si considera “rinato” dopo la sua liberazione, avvenuta il 27 agosto 2026. Questa sua personale visione deriva dalla sua esperienza di prigionia, che ha descritto come ingiusta, oppressiva e priva di qualsiasi parvenza di una vita umana dignitosa.

L’ex prigioniero ha parlato di sofferenze quotidiane incessanti. I detenuti vivono in un costante stato di terrore e paura, accompagnate da una fame persistente a causa della scarsa qualità del cibo fornito. Awad ha inoltre sottolineato che le condizioni igieniche all’interno delle carceri sono ai minimi e che le condizioni di vita sono assolutamente antigieniche.

Awad ha messo in luce la sofferenza dei detenuti malati, denunciando la grave negligenza medica che li lascia deboli, impauriti e insicuri in condizioni di detenzione dure, dove vengono ignorati persino i diritti più elementari alla salute e alle cure.

Per sottolineare questo punto, il detenuto rilasciato ha promesso ai suoi compagni di cella che avrebbe portato il loro messaggio all’esterno e sarebbe rimasto la voce della loro sofferenza e del loro dolore quotidiano.

Awad ha sottolineato che la sofferenza nelle carceri israeliane è una realtà vissuta quotidianamente da migliaia di palestinesi, e ha esortato le organizzazioni per i diritti umani a intervenire con urgenza per denunciare queste violazioni e porre fine a quella che ha definito la “lenta esecuzione” praticata dall’amministrazione carceraria nei confronti dei detenuti, un terzo dei quali sono “prigionieri amministrativi”, senza accuse e senza processo, come il suo caso.

USA/IRAN

Si inasprisce lo scontro armato Iran-Usa nel Golfo arabo-persico e nel mare Arabico, sull’imbocco dello Stretto di Hormuz.

La Marina iraniana ha annunciato di aver preso di mira tre petroliere che navigavano su una rotta non autorizzata da Teheran, nello Stretto di Hormuz, e tre navi da guerra statunitensi.

Le Guardie Rivoluzionarie hanno dichiarato che gli attacchi alle petroliere nello Stretto di Hormuz e alle navi statunitensi erano una rappresaglia per gli attacchi statunitensi contro tre petroliere iraniane.

Da parte sua, il Comando Centrale degli Stati Uniti aveva annunciato di aver preso di mira tre petroliere iraniane, affermando che gli attacchi erano una risposta agli attacchi missilistici balistici iraniani contro due navi da guerra della Marina statunitense.

Libano

La protezione civile libanese ha riferito che due persone sono rimaste uccise nel primo bilancio del raid israeliano di stamattina sulla città di Arab Salim, che ha preso di mira un edificio residenziale.

Ieri, un drone israeliano ha lanciato un attacco contro la città di Nabatieh al-Fawqa, nel Libano meridionale. L’agenzia di stampa ufficiale libanese ha riferito che l’occupazione israeliana ha lanciato anche due raid consecutivi sulla città di Mansouri.

Hezbollah ha accusato Israele di continuare ad intensificare l’aggressione e i crimini contro la popolazione civile in Libano, citando uccisioni, bombardamenti, distruzioni e demolizioni di case e villaggi.

In una dichiarazione, il partito ha criticato il silenzio internazionale e la “complicità americana”, accusando le autorità libanesi di “non assumersi le proprie responsabilità nel contrastare gli attacchi”.

Hezbollah ha considerato la prosecuzione delle operazioni israeliane un'”aggressione” ingiustificata, affermando che la copertura Usa su queste operazioni mira a fare pressione sulle autorità libanesi e a spingerle ad attuare programmi politici, avvertendo che ciò potrebbe portare a tensioni interne in Libano.

Il partito ha anche criticato la linea negoziale seguita dal governo di Beirut, sostenendo che la continua occupazione, gli attacchi e le conseguenti morti e distruzioni nei territori libanesi contraddicono “le affermazioni di aver raggiunto progressi attraverso i negoziati e l’accordo quadro”.

Yemen

L’escalation militare in Yemen è continuata ieri, sabato, con nuovi scontri tra le forze governative e il gruppo Ansar Allah (Houthi) su diversi fronti, in particolare nei governatorati di Taiz e Hodeidah e lungo la costa occidentale, a seguito dei raid aerei sauditi di ieri l’altro e degli attacchi reciproci. Obiettivo è il controllo della costa sullo Stretto di Bab El-Mandab, la porta meridionale del mar Rosso.

Secondo i media locali, ieri ci sarebbero stati 60 uccisi dalle due parti. Fonti governative parlano della cattura di decine di combattenti houthi. Associazioni per i diritti umani yemenite sostengono che circa 2.000 famiglie hanno abbandonato le loro case e si sono rifugiate in zone limitrofe ai punti di scontro.

Tunisia

L’Unione Nazionale dei Giornalisti Tunisini ha denunciato, ieri, che il giornalista Mohamed Yousfi è stato arrestato venerdì sera davanti a una stazione radio privata.

L’Unione, citando il team legale di Yousfi, ha dichiarato che è stata aperta un’indagine nei suoi confronti in merito ad alcuni post sui social. È stato interrogato sul suo lavoro giornalistico e sulla linea editoriale del sito web “Al-Katiba”, di cui è direttore.

Il sindacato ha aggiunto che Yousfi è stato arrestato mentre si recava a partecipare a un programma radiofonico sulle politiche idriche in Tunisia, prima di essere condotto alla Terza Unità Centrale per le indagini sui reati finanziari, da parte della Guardia Nazionale a El Aouina.

L’Unione sindacale ha affermato che l’arresto di Yousfi è dovuto al suo lavoro giornalistico indipendente e alle sue apparizioni e interviste sui media, che includono critiche alle attuali autorità. Ha chiesto il suo immediato rilascio e la cessazione di ogni procedimento legale nei suoi confronti.

L’Unione ha inoltre chiesto che gli venga garantito il pieno diritto alla difesa, il rispetto della presunzione di innocenza e un processo equo. Ha messo in guardia contro l’uso di campagne diffamatorie e incitamenti sui social media come pretesto per perseguitare i giornalisti.

Nel periodo compreso tra aprile 2025 e aprile 2026 si sono verificati 14 procedimenti giudiziari contro giornalisti, oltre all’emissione di 5 condanne detentive contro giornalisti, e nello stesso periodo sono state registrate 154 aggressioni fisiche, da parte di provocatori, contro giornalisti.

Presidio 9/9 contro il DDL Bavaglio

Si avvicina il momento della mobilitazione diffusa contro il DDL 1004 Bavaglio. Mercoledì 9 settembre, alle ore 13:00, a Roma, in Piazza Capranica, a Montecitorio, numerose realtà promotrici daranno vita a una mobilitazione nazionale contro l’approvazione del DDL antisemita contro i palestinesi. È un DDL pericoloso perché minaccia la libertà di parola e colpisce giornalisti, insegnanti e studenti e i movimenti contro la guerra e per una Palestina libera. Centinaia di associazioni hanno firmato l’appello e si realizzeranno, in moltissime città, delle maratone di mobilitazioni in contemporanea con l’iniziativa nazionale a Roma.

Il 9 settembre riprende, infatti, il dibattito, in parlamento, sul discutibile DDL.

Anbamed ha aderito. Approfondisci!

Libertà per il dr Hussam Abu Safiya

Firmate l’appello di Amnesty International: Firma!

Sciopero della fame a staffetta contro il genocidio

Prosegue il digiuno a staffetta. È passato un anno intero, tre mesi e 22 giorni dall’avvio della campagna di Digiuno x Gaza, l’iniziativa lanciata il 15 maggio 2025 da Anbamed. Oggi domenica 06 settembre 2026 alla giornata di digiuno aderiscono: cliccate per leggere i nominativi!

La partecipazione al digiuno è aperta a tutti e tutte. Scriveteci, indicando il giorno e, facoltativa, una motivazione. Grazie.

Solidarietà/Al-Najdah

Le affidatarie di Bologna hanno creato due account “Adozioni a distanza Gaza”, su Instagram QUI e FB qui. Seguiteli, mettete espressioni di gradimento (like) e commentate. Saranno canali di diffusione del progetto Ore Felici per i bambini/e di Gaza. Cominciano ad arrivare le prime chiamate di richieste informazioni e adesioni.

Per chiedere info o aderire al progetto Ore Felici per i Bambini di Gaza, la campagna di adozioni a distanza, scrivete a: anbamedaps@gmail.com

Alla Festa provinciale dell’Unità a Bologna, si è tenuto, sabato 29 AGOSTO a Casadeipensieri2026, un collegamento online con Gaza, dov’è stato presentato il libro di Majd Al-Assar: “Il mio cuore libero. La forza di una madre di Gaza” (Garzanti ed.) L’autrice, in collegamento video da Gaza, ha risposto alle domande di Alessandro Castellari, sia sul libro che sulla situazione che si vive nella Striscia occupata. Ha condotto l’incontro: Anne Drerup. Interprete: Cecilia Clementel (Regia: Nicola Atzeni). Quando sarà pronto il video, lo pubblicheremo su Anbamed.

Tutti gli altri eventi e campagne: clicca!

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