Per ascoltare l’audio di oggi, 03 novembre 2026:
Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo
(testata giornalistica online fondata da Farid Adly;
Direttore responsabile Federico Pedrocchi)
Rassegna anno VII/298 (2250)
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A ottobre, il valore complessivo delle donazioni per Anbamed è stato di 115 € (- 645,00 €) rispetto al precedente mese di settembre).
Non andiamo per nulla bene, cari ascoltatori e ascoltatrici.
Adozioni a distanza: È stato importantissimo, invece, l’impegno dei nostri lettori a favore dei bambini di Gaza: in totale 5.827,00 € per adozioni (nuove e rinnovi) + per pasti caldi e 645,00 € per il libro “Strega!”.
È arrivata un’adozione da una lettrice che non ha lasciato ricapiti. Siamo a quota 184 bambini/e resi felici. (3 adozioni arrivate da nostri lettori senza un recapito). Chi ha donato per la prima volta, ci dovrebbe contattare, grazie!
I donatori interessati al certificato per le deduzioni fiscali, sono pregati di fornire nome e cognome anagrafici completi, CF e città di residenza.
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Le notizie
Genocidio a Gaza
Cinque palestinesi sono stati uccisi, uno dei quali è deceduto a causa delle ferite riportate, e altri sono rimasti feriti in seguito a raid aerei e attacchi israeliani nella Striscia di Gaza compiuti ieri.
Nostri contatti hanno riferito che Mahmoud Jihad Qafa è stato ucciso e diverse altre persone sono rimaste ferite in un raid aereo israeliano che ha colpito l’area di al-Yabani a nord-ovest di Khan Younis. Anche Ibrahim Amer al-Sa’ayda è stato ucciso da una bomba sganciata da un drone israeliano a est del villaggio di al-Masdar, nella Striscia di Gaza centrale.
Asaad Qashta è stato ucciso vicino a sud-ovest di Khan Younis, mentre Hani Hamed Kahil è stato ucciso e altre cinque persone sono rimaste ferite in un raid aereo israeliano che ha colpito un veicolo vicino alla moschea di al-Hadaya, nel quartiere di Tel al-Hawa, a ovest di Gaza City.
Le nostre fonti hanno inoltre riferito che tre civili sono rimasti feriti quando un minibus appartenente a un’organizzazione benefica è stato colpito nel quartiere di Zeitoun, a sud-est di Gaza City. Altre persone hanno riportato ferite lievi in seguito all’attentato a una tenda nel campo profughi di Nuseirat.
In seguito, Youssef Abu Younis è deceduto a causa delle ferite riportate in un attentato dinamitardo contro una stazione di polizia nella zona di Mawasi, a Khan Younis, domenica scorsa.
Questi attacchi si inseriscono nel contesto delle continue violazioni israeliane dell’accordo di Sharm Sheikh, del 10 ottobre 2025.
Dall’inizio dell’invasione, il bilancio delle vittime nella Striscia di Gaza è salito a 74.609, con 175.872 feriti.
Fonti mediche hanno riferito che, negli ultimi 48 ore, gli ospedali della Striscia di Gaza hanno ricevuto 15 assassinati e curato 38 feriti.
A Gaza non c’è nessun cessate il fuoco.
Questo popolo ha sette anime
È un verso di una poesia di Tawfiq Zayyad, grande poeta palestinese del secolo scorso, scomparso il 5 luglio 1994. “questo popolo ha sette anime,
ogni volta che muore, rinasce più giovane e bello”. Ascolta la poesia inserita nella Cantata Rossa per Tal El Zaatar di Giulio Stocchi e Gaetano Liguori.
In questa rubrica vi racconteremo storie di resilienza e determinazione di un popolo che ama la vita e merita di vivere con dignità, indipendenza e libertà.
Le puntate precedenti: qui e qui 2 e qui 3 e qui 4 e qui 5 e qui 6 e qui 7a puntata e 8a puntata e nona puntata e decima puntata: leggi tutto! 11° puntata leggi tutto! 12° puntata leggi tutto!13° puntata Leggi tutto!; 14esima puntata: Contiua a leggere! Puntata 15esima: Continua a leggere e guardare le foto! Puntata 16esima: Continuate a leggere; 17° puntata Articolo e foto qui video nei link pubblicati sul sito.
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Il nostro commento quotidiano fisso:
Ci sono ancora coloro che obiettano che non si tratti di genocidio, basandosi su congetture storiche e non guardando la realtà delle cifre e delle intenzioni, dicono: “Dire che Israele commette genocidio è una bestemmia”.
Pronunciare una frase simile è la vera bestemmia nei confronti della memoria dei sei milioni di ebrei assassinati dal nazismo tedesco.
Cisgiordania

L’esercito israeliano si è ritirato dalla città di El-Khalil, dopo 10 giorni di devastazioni, sfollamenti di oltre 3000 persone dalle loro case. Un’operazione di vendetta gratuita contro la popolazione civile, prima delle elezioni israeliane, per dimostrare la ferocia del governo in risposta all’attacco di due palestinesi armati contro un posto di blocco dell’esercito.
Continua l’aggressione di coloni ebrei israeliani e dell’esercito occupante contro i terreni agricoli palestinesi. Ieri ci sono stati 15 attacchi contro i contadini, durante i quali i coloni erano protetti dai soldati. Una politica che mira a distruggere l’economia locale e rendere impossibile per i nativi il raggiungimento delle loro terre, per poi confiscarle a favore delle colonie illegali. La Commissione per la Resistenza al Muro e agli Insediamenti ha annunciato, nel suo rapporto mensile pubblicato ieri lunedì, che le forze di occupazione israeliane e i coloni hanno perpetrato 3.133 attacchi contro cittadini palestinesi, le loro terre e proprietà in Cisgiordania durante il mese di ottobre, con un aumento del 52,8% rispetto a settembre.
Questi attacchi sono stati così distribuiti: 1.764 perpetrati dalle forze di occupazione israeliane e 1.369 dai coloni, con un incremento del 111,6% degli attacchi dei coloni rispetto al mese precedente. La Commissione ha inoltre documentato danni a 5.890 alberi durante il mese di ottobre, tra cui 4.498 ulivi.
Qusra e non solo
Sono passati due mesi e 24 giorni dall’inizio dell’assedio, da parte dei coloni e dell’esercito israeliano, delle tre famiglie palestinesi di Qusra.
11 persone che non possono né uscire da casa, né rientrarvi. Niente scuola e niente lavoro.
Un altro caso simile. Due giorni fa, un gruppo di coloni ebrei israeliani ha attaccato la famiglia di Youssef Shanaran nel villaggio di Wadi al-Rahim, a Masafer Yatta, a sud di El-Khalil (Hebron). La casa è assediata da oltre 30 giorni consecutivi. L’esercito ha ammesso che i coloni hanno incendiato una vasta area di terreni agricoli attorno ed hanno lasciato scritte razziste sui muri delle case. Come al solito, l’esercito ha affermato che sono in corso indagini sul caso.
I cittadini e gli attivisti palestinesi per i diritti umani ritengono che il semplice rilascio di dichiarazioni ufficiali e l’apertura di indagini israeliane siano mere formalità, prive di reali misure dissuasive contro i coloni, e che pertanto consentano loro di continuare i quotidiani attacchi contro i cittadini e le loro terre in Cisgiordania.
Prigionieri palestinesi nei campi di concentramento israeliani
Ghufran al-Zamel, la fidanzata del prigioniero palestinese Hassan Salameh, ha rivelato che quest’ultimo è stato aggredito fisicamente e colpito da colpi d’arma da fuoco nella sua cella in un carcere israeliano, riportando nove ferite da arma da fuoco in diverse parti del corpo. Questo episodio desta serie preoccupazioni per la sua incolumità.
Al-Zamel ha dichiarato, in seguito alla visita di un’avvocata al prigioniero lunedì, che l’aggressione è avvenuta il 15 settembre, dopo un alterco verbale tra Salameh e il ministro israeliano di estrema destra, Ben-Gvir, il quale ha fatto irruzione nella sua cella e ha filmato un video, che aveva suscitato un’ampia condanna.
Al-Zamel ha spiegato che le autorità carcerarie hanno aspettato tre giorni prima di far controllare le ferite, per poi riportarlo in cella senza fornirgli cure mediche adeguate, limitandosi a somministrargli degli antidolorifici nonostante la gravità delle lesioni.
Al-Zamel ha confermato che l’avvocata che gli ha fatto visita domenica scorsa ha constatato le sue precarie condizioni di salute e l’estrema spossatezza, ma non è riuscita a ottenere ulteriori dettagli sul caso.
Guerra USA/Iran
Mossa a sorpresa di Teheran sui negoziati alla vigilia di Midterm, forse anche nella speranza di esorcizzare le minacce di Donald Trump di nuovi attacchi, magari come arma di distrazione di massa da una disfatta elettorale che secondo i sondaggi potrebbe essere peggiore del previsto.
L’Iran si è dichiarato pronto a riaprire lo strategico Stretto di Hormuz in due giorni anziché nei sette inizialmente previsti.
E la Guida suprema Mojtaba Khamenei, con la volontà di facilitare i colloqui dopo la lettera del vicepresidente Usa, Vance, al capo della sicurezza nazionale iraniana Mohsen Rezaei, ha “conferito alcuni poteri al governo”, secondo quanto riferito dal presidente Massoud Pezeshkian.
Ma non è servito a nulla. Nella notte, un attacco missilistico Usa ha colpito l’isola iraniana di Qashm, nello Stretto di Hormuz. L’agenzia stampa di Teheran ha parlato di 5 esplosioni violenti nell’isola. Un portavoce Usa ha parlato di un ossimoro: “attacco difensivo”.
Il portavoce dell’esercito iraniano ha anche sostenuto che un tentativo di invasione terrestre, di milizie secessioniste, sarebbe stato respinto, al confine con il Kurdistan iracheno.
Elezioni Israele
Domani, mercoledì, iniziano le consultazioni del presidente israeliano Herzog. Inizierà dai partiti più piccoli per finire giovedì con Netanyahu e Eisenkot. L’ago della bilancia tra i due schieramenti, che nessuno di loro ha ottenuto la maggioranza di 61 deputati, saranno i 19 deputati delle due liste di palestinesi israeliani (la stampa israeliana li chiama i partiti arabi, ma loro sono i palestinesi doc, coloro che Israele non aveva potuto cacciare con la Nakba del 1948). Lieberman, uno dei leader della coalizione di Eisenkot ha dichiarato che non gradisce il sostegno esterno dei partiti palestinesi-israeliani, ma nello stesso tempo ha respinto le avance dei sindaci del Likud che lo hanno invitato a tradire la sua campagna elettorale e mettersi d’accordo con il criminale di guerra ricercato. “Non mi fido”, ha detto a chi gli proponeva una staffetta con Netanyahu alla presidenza del Consiglio.
Per l’attuale maggioranza di governo rimane soltanto la speranza di una ripresa della guerra con l’Iran, per stoppare le consultazioni e imporre un governo di unità nazionale. Unico modo per salvare Netanyahu dai suoi processi per corruzione, che lo porterebbero dritto in cella ammanettato, se perdesse un ruolo di governo. In questi giorni sono stati frequenti i contatti telefonici con Trump per incitarlo ad attaccare l’Iran subito dopo le elezioni Usa di medio termine.
Libertà per il dr Hussam Abu Safiya
Firmate l’appello di Amnesty International: Firma!
Sciopero della fame a staffetta contro il genocidio
Prosegue il digiuno a staffetta. È passato un anno intero e 5 mesi e 19 giorni dall’avvio della campagna di Digiuno x Gaza, l’iniziativa lanciata il 15 maggio 2025 da Anbamed. Oggi, martedì 03 novembre 2026 è in corso il digiuno. Ecco i nominativi degli aderenti!
La partecipazione al digiuno è aperta a tutti e tutte. Scriveteci, indicando il giorno e, facoltativa, una motivazione. Grazie.
Solidarietà/Al-Najdah
Ricordiamo che abbiamo raggiunto quota 184 bambini e bambine palestinesi di Gaza presi in affido a distanza. Sono molte anche le richieste di informazione.
A Bologna si sono svolti due incontri. Il primo nella sede dell’associazione Armonie, con affidatarie e affidatari, per aggiornare la situazione a Gaza e organizzare le relazioni con le famiglie dei bambini.
Il secondo incontro bolognese si è tenuto alla sede del “PD Bologna per Gaza”, con la partecipazione, con un collegamento online in video, del collega Umberto De Giovannageli. Il tema dell’incontro è stato: “Gaza tra genocidio e elezioni israeliane: QUALE FUTURO?”. Guarda il video intero
La sera del 28 ottobre si è svolto l’incontro pubblico a Firenze, presso la sede di PerCorsi BioSalute, organizzato dalle stesse affidatarie dell’associazione.
A Milano, si è svolto lunedì 26 ottobre, a Casa Gaia, l’incontro con un gruppo di affidatari e affidatarie, sulla situazione a Gaza e sull’andamento del progetto di adozioni.
Si sono svolti in precedenza i primi 7 incontri con affidatari e affidatarie, aperti al pubblico, a Chiavari e a Nervi, a Trofarello (due incontri) e a Pino Torinese e al CSA Lambretta (Milano) e Osnago. Il primo organizzato dal Coro Resistente e il secondo dall’ANPI, dalle Cuoche e Sarte Rribelli e altri, da Cambiano per Gaza e libreria “Di tutti i colori” e infine dalla redazione di Tamarindo e da Gaza Free Style. L’incontro di Osnago è stato organizzato da Punto Rosso. Fino al 30 del mese di ottobre si svolgeranno altri incontri con gli affidatari e affidatarie, sempre aperti al pubblico, in diverse città italiane. Oggi, 26 ottobre, a Casa Gaia Milano, domani 27 a Bologna (due appuntamenti con l’associazione Armonie e PD bologna per Gaza), Firenze 28 e Roma 30 ottobre. Vi daremo maggiori e dettagliate informazioni appena sarà completato il programma. vedi gli aggiornamenti
La fiaba “Strega!” è stata presentata dalla Casa Editrice Mesogea, per la partecipazione al premio “Inge Feltrinelli”. Il tema di questa 5ª edizione è: “Raccontare il mondo, difendere i diritti. Pace è rivoluzione”. leggi tutto!
Continuamente aggiornate e stanno ottenendo molto successo le pagine social “Adozioni a distanza Gaza”, realizzate da Elisa Ventura, affidataria di Bologna. (su Instagram QUI e FB qui). Ci sono state molte richieste di informazione e effettuate donazioni per le adozioni.
Per chiedere info o aderire al progetto Ore Felici per i Bambini di Gaza, la campagna di adozioni a distanza, scrivete a: anbamedaps@gmail.com
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IT95V0760116500001077263521
Un’altra forma di sostegno al nostro sforzo di informazione dal basso è di destinare il 5×1000 all’associazione Anbamed, aps per la Multiculturalità.
Grazie per l’ascolto e a domani.
Codice fiscale dell’associazione e firma nell’apposito modulo della vostra dichiarazione dei redditi. A voi non costa nulla, per noi è vitale.
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