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Questo popolo ha sette anime. 16esima puntata: Raccogliendo libri da sotto le macerie è nata la Biblioteca della Tenda per salvare le menti di Gaza

Questo popolo ha sette anime

È un verso di una poesia di Tawfiq Zayyad, grande poeta palestinese del secolo scorso, scomparso il 5 luglio 1994. “questo popolo ha sette anime,
ogni volta che muore, rinasce più giovane e bello”.
Ascolta la poesia inserita nella Cantata Rossa per Tal El Zaatar di Giulio Stocchi e Gaetano Liguori.

In questa rubrica vi racconteremo storie di resilienza e determinazione di un popolo che ama la vita e merita di vivere con dignità, indipendenza e libertà. Le puntate precedenti: qui e qui 2 e qui 3 e qui 4 e qui 5 e qui  6 e qui 7a puntata e 8a puntata e nona puntata e decima puntata: leggi tutto! 11° puntata leggi tutto! 12° puntata  leggi tutto!13° puntata Leggi tutto!; 14esima puntata: Contiua a leggere! Puntata 15esima: Continua a leggere e guardare le foto!

16esima puntata: Raccogliendo libri da sotto le macerie… Nevin Al-Gharabli fonda la Biblioteca della Tenda per salvare le menti di Gaza

In un periodo in cui l’aggressione genocidaria israeliana aveva devastato la Striscia di Gaza, un’iniziativa unica è nata tra le tende degli sfollati, guidata dalla rifugiata palestinese Nevin al-Gharabli e da suo marito, Raouf al-Gharabli.

L’iniziativa è nata con la ricerca quotidiana di legna da ardere per cucinare e riscaldarsi, ed è culminata nella creazione di una “biblioteca di tende”, per recuperare i libri rimasti sepolti sotto le macerie. La passione di Nevin per la lettura, che risaliva a prima dell’invasione, è stata la forza trainante del progetto.

La dona palestinese afferma che la guerra ha divorato ogni cosa, comprese le biblioteche pubbliche e universitarie, spiegando che la biblioteca improvvisata è nata dalla sofferenza quotidiana dello sfollamento: lei trovava libri tra le macerie, li raccoglieva, li puliva, li riparava da bruciature, strappi o danni e li conservava, a differenza di altri che li usavano come combustibile alternativo alla scarsa legna da ardere.

La fondatrice dell’iniziativa aggiunge di aver raccolto libri insieme alla legna da ardere e che, non appena raggiungeva la sua tenda, iniziava a leggere tutto ciò che riusciva a trovare. Decise quindi di conservarli e di trasformarli in una biblioteca all’interno della tenda, affinché altri potessero beneficiarne.

Nivin afferma che, attraverso i suoi sforzi, sta gettando le basi per la lotta contro l’ignoranza di una generazione che ha subito il genocidio e sta crescendo sotto assedio, senza un’istruzione adeguata, in scuole e università distrutte. “La guerra attuale va oltre la distruzione degli edifici e l’uccisione dei corpi;  distrugge le menti”, afferma.

La fondatrice ha catalogato i libri in base all’argomento: informatica, medicina, comportamento e psicologia, letteratura, saggistica e altri ancora.

Compagno dell’iniziativa è suo marito, Raouf al-Gharabli, che ha condiviso la passione per i libri e il suo interesse per la loro conservazione ed esposizione.

Abdul Raouf ricorda i viaggi che lui e sua moglie facevano per raccogliere legna da ardere e trovare libri per strada o tra le case distrutte. Decisero di portarli nella loro tenda senza pensare al peso di doverli conservare o trasportare durante i loro ripetuti sfollamenti.

“Scaffali improvvisati nella tenda di plastica, che accolgono libri di ogni interesse, dalla letteratura, alla saggistica, dai volumi scientifici alle fiabe per bambini. Li abbiamo puliti, sistemati e messi in mostra (…) in modo che le persone possano venire, prenderli e leggerli”, ha spiegato Abdul Raouf con un sorriso di soddisfazione. “Non sono libri in vendita. È un servizio per la cultura. Il lettore porta un libro e ne sceglie un altro della biblioteca. Quello che deve prevalere è lo spirito della condivisione e non del possesso. Chi non ha libri nella sua tenda, c’è una sedia dove può leggere qui quel che gli interessa”.

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