Per ascoltare l’audio di oggi, 06 novembre 2026:
Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo
(testata giornalistica online fondata da Farid Adly;
Direttore responsabile Federico Pedrocchi)
Rassegna anno VII/301 (2253)
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A ottobre, il valore complessivo delle donazioni per Anbamed è stato di 115 € (- 645,00 €) rispetto al precedente mese di settembre).
Non andiamo per nulla bene, cari ascoltatori e ascoltatrici.
Adozioni a distanza: È stato importantissimo, invece, l’impegno dei nostri lettori a favore dei bambini di Gaza: in totale 5.827,00 € per adozioni (nuove e rinnovi) + per pasti caldi e 645,00 € per il libro “Strega!”.
È arrivata un’adozione da una lettrice che non ha lasciato ricapiti. Siamo a quota 184 bambini/e resi felici. (3 adozioni arrivate da nostri lettori senza un recapito). Chi ha donato per la prima volta, ci dovrebbe contattare, grazie!
I donatori interessati al certificato per le deduzioni fiscali, sono pregati di fornire nome e cognome anagrafici completi, CF e città di residenza.
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Le notizie
Genocidio a Gaza
Stamattina, due palestinesi sono morti in seguito alle ferite subite in due attacchi aerei israeliani a Gaza. Sara Abu Jiap, studentessa della facoltà di medicina era stata ferita nell’attacco israeliano che aveva preso di mira l’università di Gaza. L’altra vittima è Nabil Hamad, colpito alcuni giorni fa nel campo profughi di Shati.
Nella giornata di ieri sono stati 6 i palestinesi assassinati dall’esercito israeliano in diversi attacchi aerei, di artiglieria e spari da cecchini. Nostri contatti a Gaza hanno specificato che tra le vittime c’erano una donna e un bambino, colpiti da cecchini mentre raccoglievano legna per scaldare le tende. L’attacco più grave è avvenuto nel campo di Shati, quando tre uomini sono stati assassinati da un missile lanciato da un aereo israeliano.
A Gaza non c’è nessun cessate il fuoco.
Situazione umanitaria
La chiusura del valico di Rafah trasforma la vita dei malati di cancro nella Striscia di Gaza in un’interminabile attesa senza fine, poiché le urgenti richieste di cure all’estero si sono trasformate in mera burocrazia a causa della persistente chiusura. La situazione rivela una corsa contro la morte che non è condotta solo dai pazienti, ma anche da un sistema sanitario incapace di fornire le cure più elementari.
Il direttore del Centro Oncologico di Gaza, Muhammad Abu Nada, sottolinea il drammatico aumento dei decessi per cancro, passati da un caso al giorno prima della guerra (circa 350-360 casi all’anno) a un numero 3 volte superiore. Attribuisce questo incremento alla carenza di farmaci e all’assenza di radioterapia, necessaria al 40% dei pazienti.
Abu Nada evidenzia come viaggiare sia diventato una necessità impellente per i malati di cancro a Gaza, poiché la radioterapia non è disponibile nella Striscia. Ciò mette in luce il grave divario tra le esigenze mediche e le risorse disponibili.
Allo stesso modo, il sistema sanitario nella Striscia di Gaza sta affrontando un grave collasso, aggravando le sofferenze di circa 12.000 malati di cancro in un contesto di paralizzante carenza di farmaci, che il Ministero della Salute palestinese ha definito “sterminio silenzioso”.
Questo popolo ha sette anime
È un verso di una poesia di Tawfiq Zayyad, grande poeta palestinese del secolo scorso, scomparso il 5 luglio 1994. “questo popolo ha sette anime,
ogni volta che muore, rinasce più giovane e bello”. Ascolta la poesia inserita nella Cantata Rossa per Tal El Zaatar di Giulio Stocchi e Gaetano Liguori.
In questa rubrica vi racconteremo storie di resilienza e determinazione di un popolo che ama la vita e merita di vivere con dignità, indipendenza e libertà.
Le puntate precedenti: qui e qui 2 e qui 3 e qui 4 e qui 5 e qui 6 e qui 7a puntata e 8a puntata e nona puntata e decima puntata: leggi tutto! 11° puntata leggi tutto! 12° puntata leggi tutto!13° puntata Leggi tutto!; 14esima puntata: Contiua a leggere! Puntata 15esima: Continua a leggere e guardare le foto! Puntata 16esima: Continuate a leggere; 17° puntata Articolo e foto qui video nei link pubblicati sul sito.
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Il nostro commento quotidiano fisso:
Ci sono ancora coloro che obiettano che non si tratti di genocidio, basandosi su congetture storiche e non guardando la realtà delle cifre e delle intenzioni, dicono: “Dire che Israele commette genocidio è una bestemmia”.
Pronunciare una frase simile è la vera bestemmia nei confronti della memoria dei sei milioni di ebrei assassinati dal nazismo tedesco.
Cisgiordania
8 famiglie di coloni ebrei israeliani hanno occupato case alla periferia di Ariha (Gerico). Lo hanno compiuto con una festa pubblica durante la quale l’organizzazione Nahal ha rivendicato l’atto, sostenendo che la nuova colonia è un presidio sulla zona archeologica. Coloni ed esercito hanno cacciato decine di comunità palestinesi della zona, per favorire la colonizzazione ebraica delle terre del futuro Stato di Palestina.
La repressione dell’esercito di occupazione ha toccato tutte le province della Palestina. 52 attivisti imprigionati, 30 dei quali dal campo di Deheisha, a sud di Betlemme.
Otto contadini palestinesi sono rimasti feriti da colpi di arma di fuoco sparate da coloni e soldati in diversi episodi di attacchi contro i raccoglitori di olive.
Qusra e non solo
Sono passati due mesi e 28 giorni dall’inizio dell’assedio, da parte dei coloni e dell’esercito israeliano, delle tre famiglie palestinesi di Qusra, vicino a Nablus. 11 persone che non possono né uscire da casa, né rientrarvi. Niente scuola e niente lavoro.
E si aggiunge un altro caso simile. Sono ancora assediate, da un mese e 3 giorni, le famiglie di Youssef Shanaran e di suo figlio, nel villaggio di Wadi al-Rahim, a Masafer Yatta, a sud di El-Khalil (Hebron).
A Burin, a sud di Nablus, i coloni hanno tagliato i fili della corrente elettrica a tre case, abitate da 17 persone. Ai coloni ebrei israeliani, le tre case fanno gola perché sono parte di un grande possedimento di terreni agricoli. Obbiettivo dichiarato è quello di cacciare i nativi per mettere mano ai terreni e confiscali per allargare la colonia illegale istituita in zona.
Giordania
Dopo il massacro nella chiesa di Karak dello scorso mese, ieri ad Amman un jihadista, noto ai servizi di sicurezza e imputato a piede libero in un processo ad una cellula di jihadisti, ha colpito alla gola con un coltello un poliziotto di guardia all’ambasciata dello Sri Lanka, nella capitale Giordana. L’aggressore ha tentato di strappare l’arma del poliziotto, ma un altro agente lo ha colpito.
Un agente morto, un altro ferito. Anche l’aggressore è ricoverato in ospedale in gravi condizioni.
Il ministero degli Interni non ha fornito il nome dell’aggressore, ma sottolineato che l’attacco era organizzato e aveva finalità terroristiche.
Il regno ha confini pericolosi con Siria e Iraq. Recentemente però le forze di sicurezza hanno sequestrato valigie piene di armi ed esplosivo, lanciati con droni nel sud del paese, vicino ad Aqaba.
Anche il confine con Israele non è libero da problemi. Le forze di sicurezza israeliane hanno sequestrato droni carichi di armi provenienti dal territorio giordano. E quelle giordane hanno sequestrato droni con carichi di droga provenienti dal territorio israeliano.
Guerra USA/Iran
Incendi in 4 navi nello stretto di Hormuz. Due sono petroliere.
Le trattative indirette continuano con la mediazione di Qatar e Pakistan, ma il rischio di nuova infiammata della regione è allo studio alla Casa Bianca. Teheran continua a sostenere che nessuna trattativa diretta avverrà prima dell’esaudire le rivendicazioni iraniane. “La sconfitta dei Repubblicani è il segnale che il popolo statunitense vuole la pace, ma l’amministrazione Trump ferita è ancora più pericolosa. Noi siamo pronti a tutte le loro scelte”, scrivono gli editoriali dei media iraniani.
Questa analisi non è soltanto di Teheran. Anche la stampa parigina sostiene che “l’anatra azzoppata è ancora più pericolosa”.
In una conferenza stampa alla Casa Bianca, Trump ha detto che “le prossime due settimane sono cruciali per la decisione su che cosa dobbiamo fare all’Iran. Noi controlliamo tutto e Teheran non deciderà nulla se non sarà approvato da Washington. Non avranno l’atomica. Non ho nessuna intenzione di distruggere l’Iran e spero di non essere costretto a compiere ciò”. Appunto, l’anatra azzoppata.
Elezioni Israele

Il presidente israeliano ha concluso le sue consultazioni e annuncerà domenica prossima il nome del premier nominato.
Le due liste palestinesi-israeliane, la Lista Unita (al-Muwahhada), guidata da Mansour Abbas, e la Lista Coordinata (Al-Mushtarake) – che insieme detengono 19 seggi – hanno annunciato il loro sostegno all’incarico di Gadi Eisenkot, leader del partito israeliano Yesh Atid, di formare il prossimo governo israeliano.
Eisenkot ha ricevuto un numero maggiore di raccomandazioni dai partiti presentati al presidente israeliano Isaac Herzog per affidare l’incarico di formare il prossimo governo (67 deputati), rispetto alle 46 ricevute da Netanyahu. Il partito alleato di Netanyahu, il Giudaismo Unito della Torah (ultra-ortodosso haredim), che detiene 7 seggi, ha annunciato che si asterrà dal raccomandare qualsiasi candidato.
Per mettere in difficoltà i leader palestinesi-israelaini, il presidente Herzog ha chiesto a Mansour Abbas, per ben due volte, se fosse d’accordo con il disarmo di Hamas. La risposta ripetuta di Abbas è stata, secondo quanto da lui riferito, è stata: “Sì, queste armi non hanno fatto male soltanto agli israeliani ebrei e palestinesi”. Alla seconda domanda, “Quindi sei d’accordo con il disarmo di Hamas?”, Abbas ha risposto: “Ho già detto di sì, la nostra visione politica è la concordia e la pace, con la creazione di uno Stato palestinese sovrano a fianco di Israele, secondo le risoluzioni della legalità internazionale”.
Rete Kurdistan Italia
La riunione online di Rete Kurdistan Italia si svolgerà martedì 10 novembre alle 18:30 su Jitsi meet. Chi è interessato a parteciparvi, scriva a UIKI (Ufficio informazione Kurdistan – Italia) al seguente indirizzo email: info.uikionlus@gmail.com
Rete ebraica antisionista (IJAN)
Oggi, come ogni venerdì, dalle 18 alle 19, si svolgerà il presidio settimanale numero 157 davanti all’ambasciata israeliana a Londra.
Libertà per il dr Hussam Abu Safiya
Campagna fascista contro l’on. Stefania Ascari e Iliyas Abu Safiya. Un polverone di odio e di razzismo contro la conferenza stampa nella quale il figlio del dr Hussam ha rivolto un appello alla premier di agire per la liberazione di suo padre. Le parole di Iliyas sono state distorte e presentate come una minaccia alla premier ed a sua figlia. Falso e aberrante. Parlano addirittura di minacce, quando si è trattato di un accorato appello all’umanità. Contestano che abbia parlato in arabo, svelando la loro vena razzista e discriminatoria. Il comunicato dell’on. Ascari La solidarietà di Francesca Albanese il video della conferenza
Firmate l’appello di Amnesty International per la liberazione del dr Hussam abu Safiya: Firma!
Sciopero della fame a staffetta contro il genocidio
Prosegue il digiuno a staffetta. È passato un anno intero e 5 mesi e 22 giorni dall’avvio della campagna di Digiuno x Gaza, l’iniziativa lanciata il 15 maggio 2025 da Anbamed.
Oggi, venerdì 06 novembre 2026 è in corso il digiuno. Ecco i nominativi degli aderenti!
La partecipazione al digiuno è aperta a tutti e tutte. Scriveteci, indicando il giorno e, facoltativa, una motivazione. Grazie.
Solidarietà/Al-Najdah
Ricordiamo che abbiamo raggiunto quota 184 bambini e bambine palestinesi di Gaza presi in affido a distanza. Sono molte anche le richieste di informazione.
A Bologna si sono svolti due incontri. Il primo nella sede dell’associazione Armonie, con affidatarie e affidatari, per aggiornare la situazione a Gaza e organizzare le relazioni con le famiglie dei bambini.
Il secondo incontro bolognese si è tenuto alla sede del “PD Bologna per Gaza”, con la partecipazione, con un collegamento online in video, del collega Umberto De Giovannageli. Il tema dell’incontro è stato: “Gaza tra genocidio e elezioni israeliane: QUALE FUTURO?”. Guarda il video intero
La sera del 28 ottobre si è svolto l’incontro pubblico a Firenze, presso la sede di PerCorsi BioSalute, organizzato dalle stesse affidatarie dell’associazione.
A Milano, si è svolto lunedì 26 ottobre, a Casa Gaia, l’incontro con un gruppo di affidatari e affidatarie, sulla situazione a Gaza e sull’andamento del progetto di adozioni.
Si sono svolti in precedenza i primi 7 incontri con affidatari e affidatarie, aperti al pubblico, a Chiavari e a Nervi, a Trofarello (due incontri) e a Pino Torinese e al CSA Lambretta (Milano) e Osnago. Il primo organizzato dal Coro Resistente e il secondo dall’ANPI, dalle Cuoche e Sarte Rribelli e altri, da Cambiano per Gaza e libreria “Di tutti i colori” e infine dalla redazione di Tamarindo e da Gaza Free Style. L’incontro di Osnago è stato organizzato da Punto Rosso. Fino al 30 del mese di ottobre si svolgeranno altri incontri con gli affidatari e affidatarie, sempre aperti al pubblico, in diverse città italiane. Oggi, 26 ottobre, a Casa Gaia Milano, domani 27 a Bologna (due appuntamenti con l’associazione Armonie e PD bologna per Gaza), Firenze 28 e Roma 30 ottobre. Vi daremo maggiori e dettagliate informazioni appena sarà completato il programma. vedi gli aggiornamenti
La fiaba “Strega!” è stata presentata dalla Casa Editrice Mesogea, per la partecipazione al premio “Inge Feltrinelli”. Il tema di questa 5ª edizione è: “Raccontare il mondo, difendere i diritti. Pace è rivoluzione”. leggi tutto!
Continuamente aggiornate e stanno ottenendo molto successo le pagine social “Adozioni a distanza Gaza”, realizzate da Elisa Ventura, affidataria di Bologna. (su Instagram QUI e FB qui). Ci sono state molte richieste di informazione e effettuate donazioni per le adozioni.
Per chiedere info o aderire al progetto Ore Felici per i Bambini di Gaza, la campagna di adozioni a distanza, scrivete a: anbamedaps@gmail.com
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Un’altra forma di sostegno al nostro sforzo di informazione dal basso è di destinare il 5×1000 all’associazione Anbamed, aps per la Multiculturalità.
Grazie per l’ascolto e a domani.
Codice fiscale dell’associazione e firma nell’apposito modulo della vostra dichiarazione dei redditi. A voi non costa nulla, per noi è vitale.
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