Per ascoltare l’audio di oggi, 30 settembre 2026:
Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo
(testata giornalistica online fondata da Farid Adly;
Direttore responsabile Federico Pedrocchi)
Rassegna anno VII/267 (2219)
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Una debacle dolorosa. Datevi da fare, cari lettori e ascoltatori!
Per fortuna il 5×1000 ha funzionato: 1751,98 €.
Adozioni a distanza: È stato importantissimo, invece, l’impegno dei nostri lettori a favore dei bambini di Gaza: in totale 3.550,00 € per adozioni (nuove e rinnovi) + per pasti caldi e 40,00 € per il libro “Strega!”.
Siamo a 173 adozioni (2 adozioni arrivate da nostri lettori senza un recapito). Chi ha donato per la prima volta, ci dovrebbe contattare, grazie!
I donatori interessati al certificato per le deduzioni fiscali, sono pregati di fornire nome e cognome anagrafici completi, CF e città di residenza.
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Le notizie
Genocidio a Gaza
L’esercito israeliano ha ucciso, ieri, 8 palestinesi e ne ha feriti altri, tra cui bambini, in attacchi contro varie zone della Striscia di Gaza.
Stamattina, una persona uccisa e diversi feriti a seguito di un raid israeliano che ha preso di mira un appartamento residenziale vicino all’ospedale Al-Shifa, a ovest di Gaza Città.
Ecco l’elenco dei principali attacchi militari israeliani di stamattina contro la popolazione di Gaza:
-Il cittadino Iman Abdel Aal è stato ucciso e altri sono rimasti feriti in un raid aereo israeliano che ha colpito un condominio vicino all’ospedale Al-Shifa nella parte occidentale di Gaza City.
-Tre cittadini, tra cui una donna, sono rimasti feriti dalle schegge di un bombardamento che ha colpito il quartiere di Shuja’iyya nella parte orientale di Gaza City, in concomitanza con la distruzione degli edifici Daher e Mushtaha.
-Raid aerei e bombardamenti di artiglieria hanno colpito il quartiere di Tuffah nella parte orientale di Gaza City, e sono state lanciate bombe sonore da droni israeliani nei pressi dell’incrocio di Shuja’iyya.
-Un cittadino è rimasto ferito da colpi d’arma da fuoco sparati da veicoli israeliani a nord-est del campo profughi di Al-Bureij, nella parte centrale della Striscia di Gaza.
-Bombardamenti di artiglieria israeliani hanno preso di mira le zone orientali di Deir al-Balah, in concomitanza con l’impatto di un proiettile su un’abitazione a est della città e il lancio di razzi illuminanti.
-Operazioni di demolizione condotte dall’esercito di occupazione all’interno della città di Rafah, nel sud della Striscia di Gaza, in concomitanza con intensi spari provenienti da veicoli militari.
A Gaza non c’è nessun cessate il fuoco.
Le distruzioni a Gaza
Google ha aggiornato le mappe di Gaza con nuove immagini satellitari ad alta risoluzione. Guardatele! QUI
Gaza è stata trasformata in un cimitero di rovine e macerie, devastazione apocalittica. Quartieri spianati. Città ridotte in polvere. Ospedali, scuole, moschee e università e librerie cancellati.
Non è una guerra: è la cancellazione deliberata di un popolo, vista dall’alto. Questa è la geografia di un genocidio. Lo ha stabilito la Commissione d’inchiesta dell’ONU. Adesso lo mostrano anche le immagini.
E l’Italia è’ complice. Armi, componenti e forniture militari italiane hanno continuato ad arrivare a Israele mentre Gaza veniva rasa al suolo.
Appello: “Ai bambini di Gaza il Nobel per la Pace”
Per aderire: petizione.gaza@avvenire.it per leggere l’appello
Questo popolo ha sette anime
È un verso di una poesia di Tawfiq Zayyad, grande poeta palestinese del secolo scorso, scomparso il 5 luglio 1994. “questo popolo ha sette anime,
ogni volta che muore, rinasce più giovane e bello”. Ascolta la poesia inserita nella Cantata Rossa per Tal El Zaatar di Giulio Stocchi e Gaetano Liguori.
In questa rubrica vi racconteremo storie di resilienza e determinazione di un popolo che ama la vita e merita di vivere con dignità, indipendenza e libertà.
Le puntate precedenti: qui e qui 2 e qui 3 e qui 4 e qui 5 e qui 6 e qui 7a puntata e 8a puntata e nona puntata e decima puntata: leggi tutto! 11° puntata leggi tutto! 12° puntata leggi tutto!13° puntata Leggi tutto!; 14esima puntata: Contiua a leggere! Puntata 15esima: Continua a leggere e guardare le foto! Puntata 16esima: Continuate a leggere
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Il nostro commento quotidiano fisso:
Ci sono ancora coloro che obiettano che non si tratti di genocidio, basandosi su congetture storiche e non guardando la realtà delle cifre e delle intenzioni, dicono: “Dire che Israele commette genocidio è una bestemmia”.
Pronunciare una frase simile è la vera bestemmia nei confronti della memoria dei sei milioni di ebrei assassinati dal nazismo tedesco.
Cisgiordania
Migliaia di coloni israeliani hanno preso d’assalto la moschea di Al-Aqsa nella Gerusalemme occupata, col pretesto di voler celebrare la festività ebraica di Sukkot, iniziata il 26 settembre e che si concluderà il 2 ottobre.
Secondo la Commissione palestinese per la resistenza al Muro e agli insediamenti, i coloni israeliani hanno continuato i loro attacchi nella Cisgiordania occupata, lanciando ieri 14 attacchi in diverse aree, oltre ai 18 attacchi condotti dall’esercito di occupazione, provocando il ferimento di almeno 4 palestinesi e l’incendio di due case, 3 veicoli e una tenda di una famiglia sfollata dalla sua casa demolita per ordini militari.
La stampa palestinese dettaglia gli attacchi e scrive: “Le violazioni commesse dai coloni si sono intensificate in varie aree della Cisgiordania e di Gerusalemme, dove hanno incendiato case e veicoli nel villaggio di Jalud, a sud di Nablus, aggredito un anziano alla Porta di Damasco nella Gerusalemme occupata e preso d’assalto la città di Beitunia, a ovest di Ramallah. Sono continuate anche le incursioni nella moschea di Al-Aqsa (Gerusalemme) e nella moschea di Ibrahimi (El-Khalil), insieme al furto di olive, il tutto sotto la protezione dell’esercito di occupazione, e tra le accuse al governo israeliano di fornire copertura ufficiale a tali azioni”.
Qusra

Un mese e 22 giorni dall’inizio dell’assedio, da parte dei coloni e dell’esercito israeliano, delle tre famiglie palestinesi di Qusra.
Ennesimo caso Qusra. Questa volta a Jalud, non lontano, sempre nelle vicinanze di Nablus. La famiglia Tubasi era appena rientrata nelle proprie case nel villaggio di Jalud, a sud di Nablus, nella parte settentrionale della Cisgiordania occupata, quando si è ritrovata nuovamente costretta a sfollare. Questa volta, i coloni hanno dato fuoco alle loro abitazioni, nonostante una sentenza del tribunale israeliano che consentiva loro il ritorno. Dopo quasi due mesi di sfollamento forzato, seguito a mesi di attacchi e vessazioni da parte dei coloni, la famiglia era finalmente tornata nelle proprie case per ordine della Corte Suprema israeliana. Tuttavia, la loro permanenza è durata solo due ore prima che i coloni attaccassero la zona, circondassero le case e le incendiassero. Le forze di occupazione israeliane hanno poi prelevato con la forza i membri della famiglia dalla zona, sotto la minaccia delle armi. L’attacco dei coloni era organizzato e ha coinvolto oltre 100 estremisti, alcuni dei quali armati. Nessun colono è stato arrestato.
Questa notizia la potrete leggere in poche testate indipendenti. Lo scudo mediatico del genocidio e della pulizia etnica l’ha archiviata. Chi l’ha menzionata ha anticipato la notizia con i commenti dei porta voce israeliani: “Macchia morale”, ha detto il presidente israeliano Herzog. Guardate bene: non è una condanna, ma la trasformazione delle sofferenze e dell’oppressione dei nativi palestinesi in un nuovo vittimismo. Quello che conta è la nomea di Israele e la sua immagine nel mondo. È una costante della Hasbara israeliana: mettere al centro di tutto Israele. I palestinesi, per loro, non esistono.
Leggete l’articolo di Michele Giorgio su Pagine Esteri: QUI
USA/IRAN
Fonti iraniane hanno rivelato che il ministro degli esteri Araqchi ha ricevuto la risposta della Casa Bianca alla proposta avanzata del presidente
Pezeshkian di 7 giorni di tregua per la ripresa della navigazione nello Stretto di Hormuz ed un accordo duraturo per la fine della guerra.
Il documento attualmente in fase di negoziazione delinea un piano di sette giorni per ricostruire la fiducia e tornare a una versione migliorata del Memorandum d’intesa.
Il principale punto di disaccordo tra Stati Uniti e Iran riguarda la sequenza delle fasi, non i singoli elementi del piano di sette giorni.
Yemen
L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha annunciato ieri martedì la diffusa epidemia di colera e morbillo tra gli sfollati interni in Yemen.
Durante una conferenza stampa a Ginevra, l’organizzazione internazionale ha dichiarato che sono stati registrati oltre 7.780 casi sospetti di colera, con 22 decessi, tra gli sfollati interni in Yemen. Ha inoltre segnalato oltre 22.000 casi di morbillo e oltre 9.600 casi di dengue, con 37 decessi.
Iraq
Dopo 23 anni dall’aggressione anglo-statunitense contro l’Iraq e il falso ritiro del 2011, sembra che la Casa Bianca abbia deciso di abbandonare l’Iraq e ritirare tutte le sue truppe. Non vanno lontano: si spostano in Kuwait. La base militare Usa nell’aeroporto di Baghdad è stata completamente evacuata ed è ritornata sotto il controllo dell’esercito iracheno. La presenza militare straniera è diventata un peso molto destabilizzante per un governo che si barcamena tra l’obbedienza ai padroni di oltre atlantico e le pressioni delle milizie governative sciite che eseguono gli ordini di Teheran.
Il nuovo governo iracheno può fare a meno dei soldati statunitensi, britannici e francesi, ma non può tagliare i legami commerciali ed economici con l’Iran. Baghdad infatti ha dichiarato che non cancellerà i voli con l’Iran, come ordinato da Trump a tutti i paesi del mondo.
Marocco
Ieri martedì, il re Mohammed VI ha nominato Fatima Zahra Mansouri, coordinatrice della leadership collettiva del Partito Autenticità e Modernità, capo del governo, affidandole il compito di formare il nuovo gabinetto.
La nomina è avvenuta durante un incontro tra il re e Mansouri al palazzo reale di Rabat, e segna la prima volta che una donna ricopre questa carica in Marocco.
DDL antisemita contro i palestinesi
In tutta Italia, sono in corso manifestazioni locali e regionali contro la legge bavaglio. La mobilitazione nazionale avverrà il 2 ottobre davanti a Montecitorio. Il programma completo sul sito. QUI
Una delle mobilitazioni per contrastare il “DDL antisemita contro i palestinesi” si concretizza con l’adesione di massa all’autodenuncia per reato di solidarietà con la Palestina, sempre per affermare che antisionismo non è antisemitismo e che i nipoti di mussolini e i seguaci dei redattori della rivista Difesa della Razza non vengano ad insegnarci la lotta contro il razzismo.
Per approfondire e aderire: leggi tutto!
È in corso una mobilitazione nazionale per la manifestazione a Roma del 2 ottobre, davanti a Montecitorio, per contrastare l’approvazione del DDL antisemita contro i palestinesi, licenziato dalla Commissione lo scorso 15 settembre e calendarizzato nei lavori della Camera per il 2 ottobre.
Per leggere il testo del DDL antisemita contro i palestinesi
Libertà per il dr Hussam Abu Safiya
Firmate l’appello di Amnesty International: Firma!
Sciopero della fame a staffetta contro il genocidio
Prosegue il digiuno a staffetta. È passato un anno intero, 4 mesi e 15 giorni dall’avvio della campagna di Digiuno x Gaza, l’iniziativa lanciata il 15 maggio 2025 da Anbamed. Oggi mercoledì 30 settembre 2026 alla giornata di digiuno aderiscono: cliccate per leggere i nominativi!
La partecipazione al digiuno è aperta a tutti e tutte. Scriveteci, indicando il giorno e, facoltativa, una motivazione. Grazie.
Solidarietà/Al-Najdah
La fiaba “Strega!” è in procinto di partecipare al premio “Inge Feltrinelli” Il tema di questa 5ª edizione è: “Raccontare il mondo, difendere i diritti. Pace è rivoluzione”.
È arrivata questa settimana una nuova adozione a distanza. Ricordiamo che abbiamo raggiunto quota 173 bambini e bambine palestinesi di gaza presi in affido a distanza. Sono molte anche le richieste di informazione.
Continuamente aggiornate e stanno ottenendo molto successo le pagine social “Adozioni a distanza Gaza”, realizzate da Elisa Ventura, affidataria di Bologna. (su Instagram QUI e FB qui). Ci sono state molte richieste di informazione e effettuate donazioni per le adozioni.
Sabato 17 ottobre, “Strega!” di Mia Lecomte sarà presentata alla biblioteca di San Martino al Tagliamento (Pordenone).
A Torino, la fiaba “Strega!” di Mia Lecomte sarà presentata al il festival Matota di letteratura per ragazze e ragazzi. Inaugurazione il 25 settembre. Ne parlerà una delle curatrici, l’illustratrice Emanuela Bussolati. Ecco qui il link al sito del festival www.matota.it
Per chiedere info o aderire al progetto Ore Felici per i Bambini di Gaza, la campagna di adozioni a distanza, scrivete a: anbamedaps@gmail.com
Tutti gli altri eventi e campagne: clicca!
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Grazie per l’ascolto e a domani.
Codice fiscale dell’associazione e firma nell’apposito modulo della vostra dichiarazione dei redditi. A voi non costa nulla, per noi è vitale.
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