Per ascoltare l’audio di oggi, 04 novembre 2026:
Anbamed, notizie dal Sud Est del Mediterraneo
(testata giornalistica online fondata da Farid Adly;
Direttore responsabile Federico Pedrocchi)
Rassegna anno VII/299 (2251)
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A ottobre, il valore complessivo delle donazioni per Anbamed è stato di 115 € (- 645,00 €) rispetto al precedente mese di settembre).
Non andiamo per nulla bene, cari ascoltatori e ascoltatrici.
Adozioni a distanza: È stato importantissimo, invece, l’impegno dei nostri lettori a favore dei bambini di Gaza: in totale 5.827,00 € per adozioni (nuove e rinnovi) + per pasti caldi e 645,00 € per il libro “Strega!”.
È arrivata un’adozione da una lettrice che non ha lasciato ricapiti. Siamo a quota 184 bambini/e resi felici. (3 adozioni arrivate da nostri lettori senza un recapito). Chi ha donato per la prima volta, ci dovrebbe contattare, grazie!
I donatori interessati al certificato per le deduzioni fiscali, sono pregati di fornire nome e cognome anagrafici completi, CF e città di residenza.
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Nella tua dichiarazione fiscale 2026 (reddito 2025), devolvi il 5xmille all’associazione “ANBAMED, aps per la Multiculturalità”. Nell’apposito riquadro scrivi codice fiscale: 95030850838 e firma.
Le notizie
Genocidio a Gaza
L’Ufficio stampa del governo nella Striscia di Gaza ha registrato circa 6.000 violazioni israeliane dell’accordo di Sharm sheikh da quando è entrato in vigore il 10 ottobre 2015. Queste violazioni hanno provocato la morte di circa 1.600 palestinesi e il ferimento di oltre 5.700.
Per quanto riguarda l’ingresso degli aiuti umanitari, Israele ha rispettato solo il 30% dei suoi impegni, 80% dei quali merci commerciali.
Fonti mediche hanno indicato ad un corrispondente di Anbamed che nelle ultime 24 ore, gli ospedali della Striscia di Gaza hanno accolto 6 uccisi e 27 feriti. Nel dettaglio, il nostro corrispondente ha riferito che tre cittadini sono stati uccisi e altri feriti, in seguito al bombardamento di un drone israeliano all’interno dell’Applied College, a ovest della città di Khan Yunis. Inoltre, il giovane, Imad Omar Ahmed Radi (39 anni), è stato ucciso nel bombardamento del quartiere giapponese a nord-ovest della città di Khan Yunis. Da sottolineare che sono avvenuti ieri continui bombardamenti di artiglieria terrestre e navale su varie aree della Striscia di Gaza.
A Gaza non c’è nessun cessate il fuoco.
Questo popolo ha sette anime
È un verso di una poesia di Tawfiq Zayyad, grande poeta palestinese del secolo scorso, scomparso il 5 luglio 1994. “questo popolo ha sette anime,
ogni volta che muore, rinasce più giovane e bello”. Ascolta la poesia inserita nella Cantata Rossa per Tal El Zaatar di Giulio Stocchi e Gaetano Liguori.
In questa rubrica vi racconteremo storie di resilienza e determinazione di un popolo che ama la vita e merita di vivere con dignità, indipendenza e libertà.
Le puntate precedenti: qui e qui 2 e qui 3 e qui 4 e qui 5 e qui 6 e qui 7a puntata e 8a puntata e nona puntata e decima puntata: leggi tutto! 11° puntata leggi tutto! 12° puntata leggi tutto!13° puntata Leggi tutto!; 14esima puntata: Contiua a leggere! Puntata 15esima: Continua a leggere e guardare le foto! Puntata 16esima: Continuate a leggere; 17° puntata Articolo e foto qui video nei link pubblicati sul sito.
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Il nostro commento quotidiano fisso:
Ci sono ancora coloro che obiettano che non si tratti di genocidio, basandosi su congetture storiche e non guardando la realtà delle cifre e delle intenzioni, dicono: “Dire che Israele commette genocidio è una bestemmia”.
Pronunciare una frase simile è la vera bestemmia nei confronti della memoria dei sei milioni di ebrei assassinati dal nazismo tedesco.
Cisgiordania

Nel villaggio di Al-Mughayyir, a nord-est di Ramallah, la vita è tutt’altro che facile per i palestinesi. Tra posti di blocco e frequenti attacchi di coloni e soldati, la vita per gli abitanti nativi del villaggio è diventata incredibilmente difficile. Secondo i dati dell’Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari (OCHA), gli attacchi dei coloni ad Al-Mughayyir si sono intensificati lo scorso anno, con decine di incidenti che hanno provocato feriti e danni alle proprietà, in un contesto di espansione degli avamposti ebraici di insediamento, che circondano il villaggio.
La situazione si ripete ovunque nella Palestina occupata. La Commissione per la Resistenza al Muro e agli Insediamenti ha documentato 16 attacchi perpetrati ieri dalle forze di occupazione israeliane e dai coloni contro i raccoglitori di olive palestinesi e le loro terre in sette governatorati della Cisgiordania.
Gli attacchi includevano spari con munizioni vere contro gli agricoltori, aggressioni e gas lacrimogeni ai danni di palestinesi, arresti di diversi raccoglitori di olive, l’incendio di una struttura agricola, il furto di raccolti e attrezzature, lo spianamento di terreni con bulldozer e lo sradicamento di ulivi, nonché l’impedimento ai palestinesi di accedere alle proprie terre ad opera dei coloni armati, protetti dalle forze militari israeliane.
Qusra e non solo
Sono passati due mesi e 24 giorni dall’inizio dell’assedio, da parte dei coloni e dell’esercito israeliano, delle tre famiglie palestinesi di Qusra.
11 persone che non possono né uscire da casa, né rientrarvi. Niente scuola e niente lavoro.
Sono ancora assediate, da un mese, le famiglie di Youssef Shanaran e di suo figlio, nel villaggio di Wadi al-Rahim, a Masafer Yatta, a sud di El-Khalil (Hebron). Esercito e coloni si danno una mano a rendere la vita difficile alle due famiglie costituite da 13 persone. I coloni hanno eretto una tenda all’ingresso della casa e non lasciano uscire nessuno. Il pozzo è stato sporcato dai coloni con un liquido di natura al momento ignota. I terreni agricoli sono stati incendiati da un gruppo di coloni armati, distruggendo un uliveto.
L’esercito ha dichiarato che sta svolgendo le indagini. Aspetta e spera. Dichiarazioni che servono soltanto ad abbellire l’immagine fosca del colonialismo israeliano agli occhi del mondo. È lo stesso esercito che assedia la casa insieme ai coloni e non inibisce in nessun modo le loro angherie nei confronti dei bambini palestinesi, costretti a non poter giocare all’aria aperta e rinchiusi nella casa 24 ore al giorno.
Guerra USA/Iran
Dichiarazioni elettorali di Trump sull’attacco all’Iran. “Quello di ieri è stato un attacco singolo, non è iniziata ancora la guerra”. Una dichiarazione ambigua che non promette nulla di buono. I primi risultati delle elezioni danno i democratici vincitori della maggioranza in camera e senato.
La stampa iraniana preconizza un attacco di Usa e Israele nei prossimi giorni per influenzare l’opinione pubblica interna e distoglierla dalle sconfitte elettorali. Il ministro degli esteri iraniano, Araqchi, ha detto che “L’Iran sta trattando con i mediatori Qatar e Pakistan con proposte concrete per l’apertura dello stretto di Hormuz entro due giorni dall’accordo, ma chiediamo che vengano esaudite le nostre rivendicazioni. Se la controparte sceglie la guerra, noi siamo pronti a tutti gli scenari”.
Elezioni Israele
Si è tenuta ieri la riunione della coalizione Eisenkot. Una riunione che non ha risolto il nodo centrale per la formazione di un governo che mandi a casa il ricercato internazionale per crimini di guerra. Non ci sarano defezioni o partecipazione a governi di unità nazionale, ma non viene chiarito con quali alleanze si raggiungerà tale obiettivo, permanendo i veti ad un’alleanza con i partiti palestinesi-israeliani che hanno ottenuto una spettacolare affermazione raccogliendo 19 seggi.
Netanyahu continua a richiamare la necessità di un governo di unità nazionale sotto la sua direzione per evitare di creare un governo con la partecipazione di non ebrei. Apartheid istituzionale.
Di fronte alle divisioni interne all’opposizione riguardo la cooperazione con i partiti palestinesi, Yousef Jabareen, leader della Lista Unita (che ha ottenuto 11 seggi), ha invitato la coalizione Eisenkot ad accettare la realtà politica e a collaborare con la sua lista per estromettere Netanyahu.
Jabareen ha sottolineato la necessità che i potenziali partner adottino una posizione positiva nei confronti delle posizioni della sua lista, che rifiutano l’approccio di Netanyahu basato su guerre e distruzioni a Gaza e sul terrorismo dei coloni nella Cisgiordania occupata.
Lunedì sera è stata tenuta una manifestazione davanti alla casa di Eisenkot che lo invitava a cogliere l’occasione per mandare a casa Netanyahu, accettando il sostegno dei deputati palestinesi-israeliani.
Libertà per il dr Hussam Abu Safiya
Firmate l’appello di Amnesty International: Firma!
Sciopero della fame a staffetta contro il genocidio
Prosegue il digiuno a staffetta. È passato un anno intero e 5 mesi e 20 giorni dall’avvio della campagna di Digiuno x Gaza, l’iniziativa lanciata il 15 maggio 2025 da Anbamed. Oggi, mercoledì 04 novembre 2026 è in corso il digiuno. Ecco i nominativi degli aderenti!
La partecipazione al digiuno è aperta a tutti e tutte. Scriveteci, indicando il giorno e, facoltativa, una motivazione. Grazie.
Solidarietà/Al-Najdah
Ricordiamo che abbiamo raggiunto quota 184 bambini e bambine palestinesi di Gaza presi in affido a distanza. Sono molte anche le richieste di informazione.
A Bologna si sono svolti due incontri. Il primo nella sede dell’associazione Armonie, con affidatarie e affidatari, per aggiornare la situazione a Gaza e organizzare le relazioni con le famiglie dei bambini.
Il secondo incontro bolognese si è tenuto alla sede del “PD Bologna per Gaza”, con la partecipazione, con un collegamento online in video, del collega Umberto De Giovannageli. Il tema dell’incontro è stato: “Gaza tra genocidio e elezioni israeliane: QUALE FUTURO?”. Guarda il video intero
La sera del 28 ottobre si è svolto l’incontro pubblico a Firenze, presso la sede di PerCorsi BioSalute, organizzato dalle stesse affidatarie dell’associazione.
A Milano, si è svolto lunedì 26 ottobre, a Casa Gaia, l’incontro con un gruppo di affidatari e affidatarie, sulla situazione a Gaza e sull’andamento del progetto di adozioni.
Si sono svolti in precedenza i primi 7 incontri con affidatari e affidatarie, aperti al pubblico, a Chiavari e a Nervi, a Trofarello (due incontri) e a Pino Torinese e al CSA Lambretta (Milano) e Osnago. Il primo organizzato dal Coro Resistente e il secondo dall’ANPI, dalle Cuoche e Sarte Rribelli e altri, da Cambiano per Gaza e libreria “Di tutti i colori” e infine dalla redazione di Tamarindo e da Gaza Free Style. L’incontro di Osnago è stato organizzato da Punto Rosso. Fino al 30 del mese di ottobre si svolgeranno altri incontri con gli affidatari e affidatarie, sempre aperti al pubblico, in diverse città italiane. Oggi, 26 ottobre, a Casa Gaia Milano, domani 27 a Bologna (due appuntamenti con l’associazione Armonie e PD bologna per Gaza), Firenze 28 e Roma 30 ottobre. Vi daremo maggiori e dettagliate informazioni appena sarà completato il programma. vedi gli aggiornamenti
La fiaba “Strega!” è stata presentata dalla Casa Editrice Mesogea, per la partecipazione al premio “Inge Feltrinelli”. Il tema di questa 5ª edizione è: “Raccontare il mondo, difendere i diritti. Pace è rivoluzione”. leggi tutto!
Continuamente aggiornate e stanno ottenendo molto successo le pagine social “Adozioni a distanza Gaza”, realizzate da Elisa Ventura, affidataria di Bologna. (su Instagram QUI e FB qui). Ci sono state molte richieste di informazione e effettuate donazioni per le adozioni.
Per chiedere info o aderire al progetto Ore Felici per i Bambini di Gaza, la campagna di adozioni a distanza, scrivete a: anbamedaps@gmail.com
Tutti gli altri eventi e campagne: clicca!
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Un’altra forma di sostegno al nostro sforzo di informazione dal basso è di destinare il 5×1000 all’associazione Anbamed, aps per la Multiculturalità.
Grazie per l’ascolto e a domani.
Codice fiscale dell’associazione e firma nell’apposito modulo della vostra dichiarazione dei redditi. A voi non costa nulla, per noi è vitale.
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